REA E DIRITTI CONNESSI DELLA SCF: AUDIZIONE DELLA REA DAVANTI ALL'ANTITRUST

La REA - Radiotelevisioni Europee Associate, in rappresentanza delle  420 emittenti locali associate, il 21 giugno 2010, alle ore 17.00, è stata ascoltata dall'Autorità Antitrust sulle ragioni per cui è stata costretta a denunciare la SCF - Società Consortile Fonografici, per la violazione della libera concorrenza del mercato e abuso di posizione dominante  ai danni delle emittenti radiofoniche e televisive locali. Il Presidente della REA, Antonio Diomede, con documenti e prove alla mano, ha fatto presente all'Autorità il comportamento scorretto e intimidatorio della SCF, al limite del codice penale, sulla nota questione dei diritti connessi al diritto d'autore ai sensi della legge 633/1941. La REA ha premesso  all'Autorità che nella controversia con la SCF, benché anacronistico, non è stato mai messo in discussione la legittimità del diritto connesso in quanto tale, ma la legittimità delle Major ad esercitare il ruolo di "esattore/ripartitore"  in quanto sprovvisti della speciale  autorizzazione ministeriale prevista dall'articolo 181- ter della Legge. Infatti,l'AFI - Associazione Fonografici Italiani - ha conferito delega alla SIAE per l'incasso dei propri diritti connessi così come, a posteriori, sembra voler fare anche la SCF ma che intanto continua a perseguire le emittenti locali con missive minacciose e false sulla vera natura del contendere con la REA. Nel corso dell'audizione è stata segnalata all'Autorità anche una pericolosa azione di "stalking"  verso le emittenti che, per diverse motivazioni,  non intendono firmare il contratto "capestro" proposto dalla SCF e, a maggior ragione, non intendono pagare le fatture emesse senza alcuna ragione contrattuale. Infatti, già nella denuncia della REA, si leggeva "....mentre la SCF continua ad inviare alle imprese radiotelevisive perentorie richieste di pagamento per presunti diritti connessi mai utilizzati non è altrettanto solerte nel rendere di dominio pubblico il repertorio tutelato affinché possa essere valutato e discriminato nella programmazione delle emittenti.” Dunque, ha insistito il Presidente Diomede, le imprese radiotelevisive locali non hanno possibilità di scelta sul prodotto e sul prezzo più conveniente qualora volessero utilizzare opere tutelate da altre case discografiche".  Alle ore 18.00 si è concluso il  preliminare colloquio  con l'Autorità nel quale la REA si è impegnata a fornire all'Autorità  ulteriori specificazioni e documentazione dopo aver consultato le emittenti.  Pertanto la REA invita tutte le emittenti locali italiane a disdire il contratto con la SCF  e a segnalare a  info@reasat.it  le eventuali pressioni e/o intimidazioni ricevute in quanto saranno oggetto di specifiche denunce che saranno fatte proprie dall’associazione. Intanto la REA continua a sostenere l'efficace azione messa in atto dal circuito de "Le 100 Radio+Belle d'Italia" con l'esclusione dalle scalette musicali degli artisti legati  a SCF e con la richiesta delle liberatorie agli artisti in promozione. Per l'occasione la REA è stata rappresentata da Antonio Diomede, Presidente; Salvatore Riso, Segretario Nazionale; Italo Mastrolia, Consulente legale.

 

DIRITTI DISCOGRAFICI CONNESSI AL DIRITTO D'AUTORE: LA REA DENUNCIA LA SCF ALL'ANTITRUST E ALL'AGCOM - LUCIO DALLA E DE GREGORI RILASCIANO LA LIBERATORIA AL CIRCUITO DELLA REA  "LE 100 RADIO"

"E' ora di finirla e di fare chiarezza sui presunti diritti connessi vantati dalla SCF nei confronti delle emittenti radiofoniche e televisive"  riferisce il Presidente della REA - Radiotelevisioni Europee Associate, Antonio Diomede, l'associazione che rappresenta 420 imprese radiotelevisive locali. La REA ha segnalato all'Antitrust e all'AGCOM il comportamento persecutorio della SCF nell'inviare sistematicamente alle emittenti associate lettere d'invito perentorio a pagare diritti connessi per opere mai utilizzate, lettere minacciose per il rispetto di contratti disdetti o mai firmati,  fatture per prestazioni mai richieste. Nella denuncia si legge ".. che la SCF, mentre è sollecita nell'invocare genericamente il pagamento dei propri presunti diritti, non è altrettanto solerte e precisa nel rendere pubblico la lista delle opere tutelate con il relativo listino ... che a seguito di tale comprovata omissione le imprese radiofoniche  e televisive associate non hanno possibilità di scelta del prodotto e del prezzo più conveniente qualora volessero utilizzare opere tutelate da altre case discografiche... che oltretutto, tale omissione induce le imprese radiofoniche e televisive associate ad incorrere nella inconsapevole violazione della legge sul diritto d'autore...."  Dunque la REA invita l'Autorità Antitrust di Catricalà e l'Autorità delle Comunicazioni di Calabrò a verificare la eventuale "violazione sulla trasparenza e libera concorrenza del mercato perpetrato dalla SCF ai danni delle emittenti radiofoniche e televisive rappresentate". Intanto in segno di protesta la REA ha invitato le emittenti e il circuito delle 100 Radio a depennare dalle  scalette musicali  quegli artisti  che dichiarano di far parte della SCF e che non rilasciano le liberatorie sui diritti connessi. Immediata è stata la risposta di Lucio Dalla e Francesco De Gregori i quali hanno rilasciato al circuito della REA "Le 100 Radio" ampia liberatoria. Nell'interesse dello sviluppo della cultura musicale, degli autori e degli artisti la REA promuoverà gratuitamente le opere non gravate dai diritti connessi. Per il rilascio delle liberatorie e le promozioni le etichette possono scrivere a  info@le100radio.net  


LA POSIZIONE DELLA REA SUI DIRITTI CONNESSI

La posizione della REA sui diritti connessi è abbastanza nota, ma per gli ottusi, cioè per coloro che non vogliono capire come la SCF, la ripetiamo fino alla noia: 

1) I diritti connessi, benchè arcaici, sono previsti dalla legge 633/41 sul diritto d'autore;

2) almeno fino al 28 febbario  2004 tali diritti sono stati riscossi dalla SIAE;

3) La SCF, nata nel 2001, ha iniziato a pretendere l'incasso diretto di tali diritti

4) La REA non riconosce alla SCF il ruolo di esattore dei diritti connessi senza una  speciale delega del Governo ai sensi dell'articolo 181/ter della legge sul diritto d'autore. Infatti tale ruolo la legge lo riconosce all'ente monopolistico SIAE come, tra l'altro, ribadito da ben 12 sentenze dei Tribunali  del Riesame di Salerno, Rieti, Firenze, Trani, Reggio Emilia, Tivoli, ecc.

5) Pare che SCF e l'AFI si siano piegate  alla tesi sostenuta dalla REA tant'è che hanno richiesto alla SIAE di stipulare una convenzione per l'incasso dei diritti per loro conto; 

6) Se ciò è legittimo, come lo è, ma non nella misura del 4% del fatturato e con le condizioni capestro che vorrebbe la SCF,  è altrettanto legittimo da parte della REA e della stragrande maggioranza delle emittenti locali, chiedere a SCF e AFI che sia riconosciuto alle radio il preminente ruolo di  promozione e diffusione delle loro opere nel "mercato musicale" per le quali, a fronte delle spese sostenute per la messa in onda, vanno  ricompensate;

7) Pertanto la REA ha chiesto all'Autorità Antitrust e AGCOM, che impongano a SCF la pubblicazione delle opere tutelate affinchè le emittenti locali, nella formazione delle scalette musicali, con criteri di massima trasparenza e libertà di mercato, possano tenerne conto;

8) Dunque l'editore avrà la possibilità delle seguenti scelte: a) non utilizzare le opere tutelate da SCF e, quindi, non pagare i diritti connessi; b) utilizzarle in parte e, quindi, pagare i diritti per le sole opere utilizzate;c) compensare gli eventuali diritti connessi con l'attività di promozione e diffusione;

9) La REA è sempre disponibile per un confronto sereno e costruttivo, alla condizione che i dirigenti SCF chiedano pubblicamente scusa alle radio e   televisioni locali per averle perseguitate con mezzi illeciti e forze di polizia.

 

 REA LEADER DELLA RADIO DIGITALE IN ITALIA

IN ITALIA, LA RADIO DIGITALE, E' UNA CONQUISTA DELLA REA - ENTRO IL 24 APRILE 2010 OCCORRE PRESENTARE AL MINISTERO LE DOMANDE PER OTTENERE L'AUTORIZZAZIONE A TRASMETTERE I PROGRAMMI RADIOFONICI IN DIGITALE DAB+DMB (Delibera 664/CONS/09)  - E' UNA SVOLTA TECNOLOGICA STORICA CHE LE PICCOLE E MEDIE EMITTENTI LOCALI NON POSSONO PERDERE - CON IL DIGITALE RADIOFONICO LA PARTITA TRA RETI NAZIONALI E RADIO LOCALI SI GIOCA AD ARMI PARI (stessi siti, pari potenze, pari opportunità tecnologiche, annullamento delle interferenze, consolidamento delle coperture) - LA REA E' LEADER IN ITALIA PER AVER COSTITUITO EURODAB ITALIA (30 giugno 1999) E NUMEROSI CONSORZI LOCALI -  LA REA E' UNA GUIDA SICURA PER LO SBARCO SULLA PIATTAFORMA DIGITALE DAB+ DMB DELLE PICCOLE E MEDIE EMITTENTI LOCALI - IL DIGITALE RADIOFONICO E' LA NATURALE EVOLUZIONE DELLA RADIO FM - TRASMETTERE ANCHE DIGITALE SIGNIFICA AUMENTARE NOTEVOLMENTE IL VALORE PATRIMONIALE DELL'AZIENDA RADIOFONICA -  I CONSULENTI DELLA REA SONO A DISPOSIZIONE PER INFORMAZIONI, ISTRUTTORIA DOMANDE, FORMAZIONE CONSORZI, PROGETTI RADIOELETTRICI, CONSULENZE A STUDI LEGALI E NOTARILI,  PARTECIPAZIONE A BANDI REGIONALI/STATALI/EUROPEI PER BENEFICI FISCALI E CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO - INFO@REASAT.IT  06.9570419 - 333.7169450


SCARICA L'INTERVISTA AL PRESIDENTE REA SULLE INDAGINI DI ASCOLTO


Contributi a fondo perduto riservati alle Radio locali

(Legge n.448 del 28 dicembre 2001)

 La REA – Radiotelevisioni Europee Associate – , di concerto con lo Studio Legale Mastrolìa di Roma,  ha istituito il Servizio Recupero Contributi a fondo perduto di cui alla legge 448/01 relativi agli stanziamenti del 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007 e 2008 in favore delle emittenti radiofoniche locali.

 L’erogazione alle singole emittenti è regolamentata dal Decreto Ministeriale del  9 ottobre 2002 che assegna il  25% del monte contributo alle emittenti commerciali; il 25% alle emittenti comunitarie; il 50% alle emittenti commerciali e comunitarie in possesso dei requisiti previsti dalla normativa sulle provvidenze dell’editoria. Alle emittenti del sud  viene assegnata una maggiorazione del 15%. Le somme stanziate dalle rispettive leggi finanziarie sono: 

  • Anno 2002  euro      6.234.946  
  • Anno 2003  euro      7.234.946
  • Anno 2004  euro      7.718.352
  • Anno 2005  euro      9.031.451
  • Anno 2006  euro      9.867.000
  • Anno 2007  euro    19.301.700
  • Anno 2008  euro    21.551.700

Il Regolamento stabilisce che, entro il 30 aprile di ciascun anno, il Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento Comunicazioni provveda alla erogazione del contributo. Ciò non è avvenuto per una grave inadempienza del Ministero. Nel frattempo i contributi del 2003 sono andati in perenzione (vedi interrogazione Parlamentare promossa dalla REA) e la stessa sorte toccherà a quelli degli anni successivi se non interverrà una forte azione legale da parte di ciascuna emittente creditrice dello Stato.  

Dunque le emittenti radiofoniche interessate al recupero dei contributi (ivi comprese quelle che hanno conti sospesi con il Ministero dovuto al mancato pagamento dei canoni pregressi 1994/1999), per non rischiare di perdere somme importanti che nella maggioranza dei casi superano 50 mila euro, sono obbligate a ricorrere all’azione legale. A tal fine lo Studio Legale Mastrolìa di Roma, convenzionato con la REA,  offre alle radio locali associate tale opportunità alle seguenti condizioni agevolate: 

  • Avviamento azione legale  (diffida ad adempiere stragiudiziale, eventuale ricorso al TAR ed eventuale giudizio di ottemperanza): euro 350,00 (trecento/50) inclusi accessori di Legge
  • Alla definizione dell’azione legale: il 3% del contributo effettivamente recuperato
  • In caso di mancato recupero (remoto): null’altro a pretendere

Inoltre, le emittenti che desiderano conoscere l’ammontare del loro credito nei confronti del Ministero possono richiedere – gratuitamente - l’estratto conto compilando ed inviando il sottostante modulo informativo a info@reasat.it

Dato l’enorme lavoro istruttorio da svolgere non sarà possibile accogliere le richieste delle 800 emittenti interessate al recupero. Pertanto, considerate le potenzialità delle risorse umane disponibili, sicuramente saranno accolte quelle richieste che perverranno a info@reasat.it  entro il  30 novembre 2009.

MODULO INFORMATIVO DA INVIARE A        info@reasat.it

SITUAZIONE CONTRIBUTI AGGIORNATA AL 30 OTTOBRE 2008

 

Società                                        Sede                                        tel./fax                     e-mail

2002 

2003

2004

2005

2006

2007

2008

Domanda inoltrata il …….

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In graduatoria con punteggio....

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Canone pagato/non pagato

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Provvidenze Editoria ammesse si/no

Provvidenze Editoria ammesse si/no

Provvidenze Editoria ammesse si/no

Provvidenze Editoria ammesse si/no

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Provvidenze Editoria ammesse si/no

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Contributi Ricevuti Si/no

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Contributi Ricevuti Si/no

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Contributi Ricevuti Si/no

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UN NUOVO SOGGETTO PER INDAGINI DI ASCOLTO IMPARZIALI
(risoluzione della REA del 24 settembre 2009) 
 
Il Consiglio Generale della REA, nella sua riunione del 24 settembre 2009, alla luce dei risultati emersi dall'applicazione della  Delibera n. 75/09 emessa dall'Autorità TLC di Calabrò e in attesa di ulteriori decisioni della parallela Autorità antitrust di Catricalà, ha riesaminato i termini della vertenza sulle indagini di ascolto finora effettuate da Audiradio, addivenendo alle seguenti conclusioni:
 
1) Le indagini effettuate da Audiradio dopo l'emanazione della Delibera 75/09 dell'Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, all'atto pratico,  non solo presentano  gli stessi difetti delle precedenti ma contribuiscono a confondere le idee agli inserzionisti e alle emittenti con l'alternanza bimestrale e semestrale del "dato soglia 24 e 30 casi" ai fini della pubblicazione;
 
2) Pertanto la REA prende atto che le indagini effettuate da Audiradio continuano a distorcere il mercato della pubblicità nazionale e locale  introducendo elementi di discriminazione nel settore attraverso un sistema empirico  nella determinazione della soglia di ascolto medio giornaliero, quindi,  ingiustificatamente innalzato;
 
3) Riguardo alla identificazione dei marchi, continua a perpetrarsi la confusione già segnalata dalla REA alle competenti Autorità in violazione delle leggi del mercato;
 
4) Il riassetto della compagine societaria, indicata nella Delibera dell'Autorità come rimedio per riequilibrare anche il peso delle radio private  nel Consiglio di Amministrazione, è sostanzialmente formale per via delle modeste quote riservate da Audiradio alle rappresentanze delle emittenti locali (2,5% per ciascuna associazione) le quali, considerato il loro insignificante peso societario che andrebbero ad assumere,  bene farebbero  a non entrare nel pacchetto azionario  Audiradio e a rifiutare incarichi di gestione nel  Consiglio di Amministrazione per non compromettere la propria immagine associativa di fronte alle emittenti rappresentate. Pertanto, allo stato attuale, la REA ritiene di non entrare in Audiradio senza escludere una futura adesione sempre che cambino le condizioni strutturali e di lavoro di quella società; 
 
5) Il Comitato Tecnico di nomina Audiradio , peraltro senza la presenza del componente dell'Autorità, non sarà mai garanzia di trasparenza, obiettività e non discriminazione. Pertanto la REA invita i colleghi di Aeranti e FRT ad uscire dal Comitato Tecnico  Audiradio per non vedersi coinvolti in decisioni come quelle dell'innalzamento delle soglia dei casi di ascolto probabilmente presa altrove senza poter nulla obiettare;
 
6) L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni continua a defilarsi rispetto ai compiti  di vigilanza "concreta" che la legge le assegna a proposito di indagini di ascolto tant'è che continua a non considerare l'opportunità di nominare un proprio rappresentante nel Comitato Tecnico Audiradio;
 
7) A proposito del "sistema di controllo della qualità dell'indagine", l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, abdicando ai suoi compiti istituzionali, ha dato incarico alla stessa società Audiradio di "nominarsi il suo controllore" consolidando così il sistema autarchico di codesta società nel rilevamento, gestione, manipolazione e pubblicazione dei dati;
 
8) La società Audiradio è una società privata che svolge un lavoro di pubblico interesse alla quale però non sono state imposte dalla Delibera n. 75/09, per l'esercizio del suo lavoro, le regole alle quali, per legge, si attengono le società pubbliche. Dunque i consulenti e le aziende cui si avvale Audiradio per effettuare le indagini vengono scelti a propria discrezione, con incarichi ad personam, senza gara pubblica di appalto, senza l'obbligo d'intervento dell'Autorità per il doveroso atto di vigilanza e verifica di non eludibili norme di legge; 

9) Di fronte alla oggettiva crisi della pubblicità radiofonica nazionale e locale, aggravata dalla riconosciuta turbativa che le indagini di ascolto Audiradio finora hanno introdotto nel mercato, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, con la Delibera n. 75/09 ha riconfermato la rinuncia  al suo ruolo di  "vigilanza concreta" sulle attività d'indagine per l'esercizio del quale è indispensabile  l'assunzione di precise responsabilità di controllo operativo oltre che di generico indirizzo;

10) A seguito di tali considerazioni, la REA - Radiotelevisioni Europee Associate - rimette nelle mani delle emittenti locali le iniziative da intraprendere dando la parola agli editori  i quali sono chiamati ad esprimersi sul futuro delle indagini di ascolto La REA è convinta che le indagini di ascolto non debbano essere effettuate da società del tipo Audiradio, ma da un soggetto "super partes" o direttamente dall'Autorità. L'idea, però, pur essendo in linea con la legge 249/97, sembra non piacere proprio all'Autorità di Calabrò. Pertanto la soluzione potrebbe essere quella di creare un nuovo soggetto che si interessi solo del rilevamento degli indici di ascolto delle locali. Ovviamente tale prospettiva è percorribile solo se un congruo numero di emittenti locali aderisce al progetto. Pertanto, al fine di valutare concretamente tale ipotesi gli editori interessati sono invitati a scrivere a info@reasat.it . A tutti verrà data una risposta in tempi brevissimi.


                                                                                                                                                
GRAZIE ALLA INSTANCABILE LOTTA DELLA REA SBLOCCATO IL CANALE 13 PER LA RADIO DIGITALE
 
Quando si intraprende una battaglia fuori dal comune pensare si è presi per matti o, nel migliore dei casi, per esaltati. Correva l'anno 1998 quando la REA avanzò alla dirigenza del Ministero delle Comunicazioni la proposta di introdurre in Italia la Radio Digitale DAB sperimentata con successo in gran parte dell'Europa. La proposta fu bocciata ma non ci arrendemmo. A maggio del 1999 costituimmo EuroDab Italia - il 1° Consorzio italiano DAB composto dalle radio locali. Ci rivolgemmo alla RHODE & Swhartz per installare un trasmettitore DAB a Monte Gennaro nella postazione di Radio Radio. L'opera fu realizzata, ma il solerte quanto miope dirigente ministeriale dell'epoca provvide a  farcelo suggellare. Tuttavia bastarono pochi mesi di sperimentazione clandestina per dimostrare che, nel futuro, il DAB poteva soppiantare l'analogico e  risanare l'infetto spettro elettromagnetico della FM. Così trovammo terreno fertile presso alcuni settori lungimiranti della politica e dell'Autorità TLC che aprirono al digitale radiofonico con la legge 66/2001. Presso l'Autorità fu costituito il Tavolo per la pianificazione del DAB ai quali lavori la REA diede un sostanziale contributo di idee e di contenuti tecnici tra i quali la proposta di liberalizzare il canale 13 della banda III VHF  assegnato alla Difesa in quanto il canale 12, assegnato dal Piano al DAB, era gestito dalla RAI mentre la banda L - UHF garantiva modeste coperture di territorio. All'epoca l'idea di andare a misurarsi con i militari per richiedere il rilascio del canale 13 a favore della radio digitale fu considerata "pazzesca" in Italia e "ridicola" per l'Europa che in quel momento stava trattando i Piani di Ripartizione e Assegnazione delle frequenze con  gli Stati membri. Ciò per dire che dopo dieci anni di dure battaglie contro le ostilità di certi comparti istituzionali e contro la resistenza passiva di certe retrive mentalità associative del settore, il Vice Ministro Paolo Romani e il Ministro Larussa hanno felicemente concluso la trattativa con i militari per liberare parzialmente il canale 13, proprio come quei "pazzi scatenati della REA"  avevano intuito che si doveva fare per  realizzare la Radio Digitale in Italia. Per ora sono stati liberati solo due dei sei blocchi disponibili del canale 13, ma sarà necessario disporre almeno di altri due blocchi. L'importante è che il principio è stato superato. Ovviamente rendiamo onore e merito a Romani e Larussa e all'illuminato staff ministeriale che l'ha sostenuto. Ci auguriamo, invece, che  a quei dirigenti dell'Autorità che sull'argomento ci hanno perfino deriso si sia aperto il cervello e che abbiano imparato la lezione.  Ora confidiamo nella rapida  conclusione dei lavori del Tavolo della Radio Digitale per disporre del nuovo Regolamento che consentirà anche alle radio locali di consorziarsi per realizzare la propria radio digitale.

 
Vertenza Audiradio - Primo verdetto con la Delibera n. 75 dell'AGCOM
 
Con la Delibera dell'AGCOM n. 75/09/CONS del 5 maggio 2009, pubblicata il 18 maggio, si è concluso il primo round della nota vertenza aperta dalla REA nei confronti di Audiradio sul tema dati di ascolto radiofonici. Il secondo round è tuttora in corso presso l'Antitrust che chiuderà, si spera definitivamente,  la vertenza a favore delle emittenti locali vittime in questi anni di un sistema di rilevazione volutamente distorsivo per escluderle dal mercato della pubblicità nazionale e persino locale. La goccia che fece traboccare il vaso, lo si  ricorda,  fu la decisione di Audiradio di discriminare ulteriormente le emittenti locali nella pubblicazione dei dati attraverso l'innalzamento della soglia di ascolto da 24 casi a 30 casi giornalieri.
 
La citata Delibera, fissa i termini delle questioni sollevate dalla REA e sostenute anche da alltri operatori locali e nazionali, e si pone come atto di indirizzo significativo per lo svolgimento delle future indagini sia sul piano della trasparenza che di chiarezza per la identificazione dei marchi. Interessante è anche l'indicazione sul futuro assetto della compagine societaria di Audiradio e sulla netta separazione tra la componente tecnica e l'amministrazione della società la cui dominanza è esclusiva delle reti nazionali e delle agenzie concessionarie di pubblicità.
 
Il documento, fresco di lettura e apprendimento, è stato giudicato appena soddisfacente dal Presidente della REA, Antonio Diomede, il quale si è impegnato a sottoporlo al giudizio diretto degli editori radiofonici mediante un referdum di gradimento che presto verrà attivato sul sito associativo www.reasat.it . "Per quanto riguarda la REA, ha sostenuto Diomede, le decisioni dell'AGCOM sono significative per dare una svolta democratica alle indagini di Audiradio, ma arrivano con un ritardo di ben 18 anni, dunque fuori dal tempo. Parlare oggi della necessità di scompaginare l'assetto societario di Audiradio, di imporre trasparenza, di sdoppiare le indagini nazionali da quelle locali, quando i giochi del mercato della pubblicità sono nelle esclusive  e solide mani delle reti e come venirci a raccontare una bella favola che non si tradurrà mai in realtà concreta  di poter sperare di conquistare qualche punto in più sulla spartizione della torta pubblicitaria commerciale e istituzionale. La Delibera AGCOM è ricca di spunti, consigli e suggerimenti, ma non si legge da nessuna parte quali sono le garanzie di attuazione e il sistema di vigilanza che la stessa AGCOM è per legge obbligata a svolgere. Ad esempio, ancora una volta, non ha ritenuto nominare un suo "vigilantes" nel Comitato Tecnico per marcare stretto l'attività gestionale di Audiradio. Il fatto poi che sia un soggetto terzo ad effettuare una sorta di verifica di "qualità delle indagini"  e che sia la stessa Audiradio a sceglierselo è l'ennesima trovata per non cambiare un bel nulla. Tuttavia, ha concluso  il Presidente Diomede, non si può dire che la Delibera sia da gettare alle ortiche, anzì, seppure tardivamente, può rappresentare il tentativo per recuperare il recuperabile, ma dobbiamo essere consapevoli che la questione sulle indagini di ascolto non possiamo considerarla chiusa finchè, come prescrive la legge 249/97, non sarà un soggetto super partes o la stessa Autorità a curarle"
 
 San Cesareo, 19 maggio 2009
 
                                                                               REA - Radiotelevisioni Europee Associate
 

Ulteriore Documento inviato all'Antitrust su indagini Audiradio

Documento sulle anomalie delle indagini Audiradio inviato all'Antitrust e all'AGCOM di Calabrò


AUDIO LIBRO VIA ETERE DI PAOLO LUNGHI

(Scaricate lo spot da mettere in onda e la copertina - il ricavato della raccolta fondi è a favore dell'AVIS)

Paolo Lunghi, giornalista e autore del libro “Via Etere”, presenta l’originale versione della sua fatica editoriale in versione audio. Trenta’anni di Radio Libere sono stati raccontati dalla viva voce di illustri personaggi del mondo del giornalismo radiotelevisivo, dell’arte e della cultura come Andrea Agresti, Awana Gana, Jocelin, Philippe Leroy, Don Backy, Tullio Solenghi, Tiziana Rivale, Teo Bellia, Cristiano Militello, Dario Ballantini, Margherita Fumero, Franco Ligas, Anna Longo, Marco Liorni. L’audio libro “Via Etere” può essere ascoltato comodamente da casa, in auto, in ufficio o può essere diffuso a puntate dalle radio per i propri ascoltatori. L’audio libro non è in vendita, viene distribuito dall’ AVIS (Associazione Volontari Italiani per la raccolta del Sangue) dietro un contributo volontario tramite bollettino postale intestato a: AVIS - Ass.ne Volontari Italiana del Sangue - Sezione di Empoli - c/c 25105503 TD 451


FORUM MUSICA & INFORMAZIONE – SECONDA EDIZIONE

(Sanremo, 20 febbraio 2009 – Sala Verde del Palafiori) 

Dedicato al Consigliere Nazionale della REA Stefano Fragione e sua moglie Fabiola, misteriosamente scomparsi il 4 gennaio 2008 per un presunto incidente aereo in Gran Roque (Mar dei Caraibi) mentre erano in viaggio di nozze  www.stefanoefabiola.org    

°*°*°*°*°*°*°* 

Indagini di ascolto Audiradio, Pirateria Musicale e Diritti Connessi sono stati i tre argomenti che la REA ha posto in discussione nelle rispettive Tavole Rotonde alle quali hanno preso parte Antonio Diomede, Presidente della REA; Enzo Mazza, Presidente della FIMI; Salvatore Riso, Presidente del circuito “Le 100 Radio + Belle d’Italia; Mario Di Gioia, Presidente di Assoartisti; Italo Mastrolia, Consulente legale; Andrea Marco Ricci, Presidente di Note Legali; Paolo Lunghi, Giornalista nonchè autore dell’Audio Libro “Via Etere”.  

Relativamente alle indagini di ascolto, Antonio Diomede, ha ribadito con fermezza la volontà della REA di volersi sganciare dalla società Audiradio in quanto la medesima è in evidente conflitto d’interessi con le radio locali considerata sia la sua posizione di monopolio, sia la composizione del pacchetto azionario distribuito tra Reti Nazionali, RAI e UPA (Utenti Pubblicità Associati). Delle indagini di ascolto”, ha riaffermato Antonio Diomede, “deve occuparsi l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni come sancito dalla legge 249/97 o da un soggetto super partes”. Il Forum ha indicato in due anni il periodo transitorio per  traghettare le indagini di ascolto da Audiradio ad un altro soggetto. Nel frattempo, sarà sempre l’Autorità a garantire che le stesse siano svolte senza discriminazioni e con una metodologia trasparente. La REA ha richiamato l’Autorità di Calabrò ai suoi compiti istituzionali  di vigilanza sull’attività di Audiradio assegnatole dalle legge riservandosi, ove tale funzione fosse trascurata,  di passare a più incisive azioni di protesta partendo dalle piazze in cui operano le emittenti locali per coinvolgere le sedi Parlamentari di Camera e Senato. Intanto la REA invita le emittenti a mettere in onda gli spot contro le indagini di ascolto ovvero di aderire alla “Campagna Anticrisi” mediante la sottoscrizione del sottostante modulo da rinviare a info@reasat.it . Per ascoltare l’intervento del Presidente Antonio Diomede su Audiradio  http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/Audiradio.mp3

Un ampio spazio del Forum è stato  dedicato al tema della Pirateria Musicale e ai Diritti Connessi. Il Presidente della FIMI, Enzo Mazza, ha spiegato che lo scenario della distribuzione e conseguente ascolto della musica è rapidamente cambiato con la evoluzione tecnologica e con internet. La pirateria musicale, dunque, è un fenomeno che  investe non solo la copia e vendita illegale di dischi, CD e DVD,  ma i file scaricati illegalmente da internet. Ha riconosciuto fondamentale il ruolo delle radio locali  per la diffusione della musica ma, a suo dire,  non sono indispensabili per la promozione delle vendite. Una scelta diversa, ha sostenuto il Presidente della FIMI,  sarebbe fallimentare per  le case discografiche come quella che fecero nel passato con MTV con la distribuzione gratuita delle videoclip musicali a scopo promozionale. Infatti, ha sostenuto Enzo Mazza, “il ragionamento promozione = gratuità non funziona e almeno per quanto riguarda, ad esempio, le aziende collegate a FIMI non vengono più a Sanremo sperando che il passaggio promozionale faccia vendere più dischi. Quindi il principio per il quale la radio fa un favore a passare la musica è una storia superata da tempo…..” Il Presidente della REA, Antonio Diomede, ha commentato “Ognuno è libero di pensarla come vuole, ma credo che ragionando in questo modo si faccia male alla musica, specie a quella italiana che ha tanto bisogno di promozione nazionale ed internazionale. Pensare di paragonare la diffusione radiofonica ai videoclip di MTV , alla lunga si dimostrerà come un altro madornale errore per carenza di analisi negli ascolti e valutazione del diverso mezzo di diffusione. La promozione fatta attraverso i videoclip trasmessi da MTV era diretta ad un pubblico giovanissimo (12- 25 anni), notoriamente squattrinato e per di più di “nicchia” e  con una forte limitazione di ascolto proprio del mezzo televisivo. Altra cosa è la diffusione fatta dal mezzo radiofonico installato in ben 43 milioni di auto e 25 milioni di postazioni fisse   dove all’ascolto vi sono dai 18 ai 22 milioni di cittadini nel giorno medio (altro che MTV!) distribuiti per fasce di età e di reddito ben diverse dagli squattrinati ex videoclippini. Per ascoltare l’intervento del Presidente della FIMI, Enzo Mazza : http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/Diritti_Fimi_Mazza.mp3

Tuttavia la REA inviterà le case discografiche a continuare il confronto al fine di trovare un accordo concreto per combattere il fenomeno della pirateria musicale e promuovere la musica italiana attraverso le radio locali. Riguardo ai diritti connessi, la REA  ha riaffermato nel Forum che la SCF non è legittimata alla funzione di esattore così come prevede l’articolo 181 ter, introdotto con la legge 248/00, il quale stabilisce espressamente che “nel caso in cui la SIAE non svolga attività di intermediazione dei diritti connessi, l’organismo legittimato sarà quello che verrà indicato con apposito DPCM”  e la SFC non lo è. Pertanto le emittenti si espongono al fondato rischio di dover versare altre somme ad altri pretendenti non associati SCF o a consorzi di nuova costituzione. Inoltre, gli importi versati alla SIAE comprendono ancora il compenso dei diritti connessi  tant’è che, dopo giugno 2001, data in cui la SIAE ha abdicato alla sua primaria funzione di esattore, non ha provveduto a diminuire i compensi  pretesi dalla SCF. Infine la REA ha ribadito che nessuna comunicazione è stata fatta dalla SIAE ai sottoscrittori delle proprie licenze per informarli della revoca del mandato da parte dei  discografici, né ha ritenuto di dover versare alla SCF gli importi incassati dopo il 30 giugno 2001, evidentemente, per gli stessi motivi di  illegittimità sostenuti dalla REA. Per ascoltare l’intervento del Presidente della REA, Antonio Diomede: http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/Diritti_Diomede.mp3

La squadra del circuito de “Le 100 Radio + Belle d’Italia” è stata capitanata dal Presidente, Salvatore Riso il quale ha ben evidenziato il ruolo attivo del circuito nella produzione e distribuzione di  programmi d’informazione e promozione musicale. Al circuito aderiscono  70 emittenti locali con copertura nazionale e un livello di ascolto medio giornaliero valutabile in circa 800 mila ascolti. Nel suo intervento ha tenuto a precisare che il circuito de “Le 100 Radio + Belle d’Italia” non è una sindacation ma una aggregazione di emittenti locali operanti su base associativa che concorrono alla composizione della programmazione nazionale con la migliore autoproduzione offerta dalle singole emittenti.  Quanto alla promozione della musica e degli artisti emergenti, il circuito è propenso a valorizzare i singoli artisti che si  propongono piuttosto che intrattenere complicati rapporti con le case discografiche a meno che queste non dimostrino reciprocità d'interessi alla promozione. Il circuito ha realizzato il collegamento via internet per la diffusione dei lavori del Forum al quale ben 112 emittenti erano all’ascolto. Per ascoltare l’intervento del Presidente del circuito, Salvatore Riso: http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/100Radio_Riso.mp3

Mario Di Gioia, Presidente di Assoartisti, pur in dissenso con la REA sui diritti connessi, ha sostenuto la necessità di proseguire sulla strada del colloquio tra REA, Case discografiche e mondo artistico per trovare una intesa operativa sulla delicata materia dell’antipirateria e della promozione della musica italiana attraverso lo strumento radiofonico. Per ascoltare l’intervento del Presidente di Assoartisti, Mario Di Gioia: http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/Diritti_Assoartisti_Di_Gioia.mp3

Paolo Lunghi, giornalista e autore del libro “Via Etere”, nonché brillante moderatore del Forum Musica & Informazione del Palafiori,  ha presentato l’originale versione della sua fatica editoriale in versione audio. Trenta’anni di Radio Libere sono stati raccontati dalla viva voce di illustri personaggi del mondo del giornalismo radiotelevisivo, dell’arte e della cultura come Andrea Agresti, Awana Gana, Jocelin, Philippe Leroy, Don Backy, Tullio Solenghi, Tiziana Rivale, Teo Bellia, Cristiano Militello, Dario Ballantini, Margherita Fumero, Franco Ligas, Anna Longo, Marco Liorni. L’audio libro “Via Etere” può essere ascoltato comodamente da casa, in auto, in ufficio o può essere diffuso a puntate dalle radio per i propri ascoltatori. L’audio libro non è in vendita, viene distribuito dall’ AVIS (Associazione Volontari Italiani per la raccolta del Sangue) dietro un contributo volontario le cui modalità verranno rese note prossimamente dalla REA quale partner dell’iniziativa. Per ascoltare l’intervento di Paolo Lunghi: http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/Via_etere_Lunghi.mp3

Indirizzando ai relatori del Forum un sincero ringraziamento per la partecipazione e per i preziosi contributi che hanno animato la discussione; ringraziando, inoltre, quanti si sono prodigati per la riuscita del Forum,  il Presidente della REA ha chiuso ufficialmente la seconda edizione del Forum Musica & Informazione, con un caloroso arrivederci alla terza edizione con appuntamento sempre al Palafiori di Sanremo 2010.

La REA ringrazia: Il Comune di Sanremo, Il Coordinamento REA Campania, Il Circuito de Le100Radio+ Belle d'Italia, Radio L'Olgiata di Roma, Primaradio di Napoli, Radio Studio 54 di Firenze, Radio Flash di Catania, Radio Ciao di Bologna, Radio Sanremo, Radio Teramo In, 3 Channel

CAMPAGNA DI INFORMAZIONE “ANTICRISI”

(richiesta spot e materiale divulgativo)

 

DENOMINAZIONE EMITTENTE

 

CITTA’

 

PROVINCIE DIFFUSIONE

 

E MAIL

 

SITO WEB

www.

SITO WEB RADIO

www.

SITO WEB TV

www.

ISCRITTO AUDIRADIO?

SI/NO

 

PASSAGGI SPOT “ANTICRISI”

 

N.          AL GIORNO

OSSERVAZIONI E SUGGERIMENTI

 

 


RESOCONTO INCONTRO ANTITRUST/REA SU INDAGINI DI ASCOLTO AUDIRADIO

Procede l'istruttoria della vertenza sollevata dalla REA contro Audiradio davanti alle Autority. Il 14 gennaio si svolse l'audizione convocata dall'AGCOM, oggi 5 febbraio, 2009, il Presidente della REA, Antonio Diomede, assistito dal Segretario Nazionale Salvatore Riso sono stati auditi dall'Antitrust. L'audizione ha percorso l'intero tracciato vertenziale segnato dalla REA nel segnalare l'anomalia tutta italiana nelle indagini di ascolto svolte da Audiradio in quanto società monopolista e in conflitto d'interessi con le emittenti locali. Il Presidente della REA ha incisivamente sostenuto "che tale anomalìa non può non introdurre turbativa e distorsione nel mercato della pubblicità,  specie se accompagnata, come lo è, da una metodologia discriminante per la pubblicazione dei dati di ascolto. Non c'è alcun dubbio che a causa di tali negativi elementi le emittenti locali hanno subito notevoli danni economici che devono essere immediatamente arginati estromettendo Audiradio dalle indagini di ascolto per conto delle locali" . A questo punto la Delegazione della REA ha consegnato un fascicolo di documenti di 21 pagine riservandosi di integrarlo con altri importanti elementi entro la prossima settimana.

 

LE PROPOSTE DELLA REA ALL'AUTORITA' DI CALABRO' SULLE INDAGINI DI ASCOLTO AUDIRADIO 

 

L'attesa audizione della REA davanti all'Autorità si è conclusa alle ore 17,30 del 14 gennaio 2009 con una dichiarazione alla stampa del Presidente Antonio Diomede il quale ha commentato "Non siamo soddisfatti dell’Autorità riguardo alla vigilanza sul metodo delle indagini di ascolto svolte da Audiradio. Calabrò deve comprendere che l’emittenza locale è a rischio di estinzione se non intervengono le Istituzioni per bloccare quel  mostruoso processo di assorbimento  messo in atto dalle Reti Nazionali attraverso la gestione Audiradio delle indagini di ascolto per conto delle emittenti radiofoniche locali. Non intervenire in tal senso significa tradire i  principi di libertà a comunicare in modo pluralistico dettati dalla Costituzione e più volte riaffermati dall'Alta Corte. Staremo a vedere quale decisione finale l’Autorità prenderà su Audiradio ma non siamo ottimisti  e ci stiamo preparando per una lunga battaglia in difesa del nostro diritto ad esistere almeno quanto e come le altre imprese editoriali del Paese”. Ma cosa ha proposto la REA affinchè lo sconcio delle indagini Audiradio venga rimosso? Ecco le proposte presentate all'Autorità:

 1)     Le indagini di ascolto delle locali non devono più essere effettuate da Audiradio ma esclusivamente dall'Autorità così come    prevede  la legge 249/97 e la Delibera n. 85/06;

 2)      nel periodo transitorio (massimo due anni) Audiradio può svolgere le indagini di ascolto per conto delle radio locali su specifica commissione dell'Autorità la quale provvede alla raccolta delle iscrizioni, alla determinazione del metodo di indagine, alla  stesura e pubblicazione dei dati;

 3)      l'Autorità, in attuazione della Delibera 85/06,  deve provvedere alla nomina di un suo rappresentante nel Comitato Tecnico di  Audiradio in funzione di controllo sulla metodologia utilizzata e di vigilanza sulla gestione e manipolazione dei dati ricavati dalle  indagini sia delle locali nel periodo transitorio, sia delle nazionali;

Dunque le posizioni della REA sono chiare e trasparenti come l'acqua per la bontà delle quali, con matematica certezza, si ritroveranno tutte le emittenti senza distinzioni di appartenenza associativa o di posizione geografica. La prossima puntata la REA la svolgerà verso L'Antitrust con altrettanta chiarezza e determinazione. Intanto le emittenti radiofoniche che credono in tali vitali  obbiettivi sono invitate a sostenere ed intensificare la protesta partecipando alla Campagna Anticrisi organizzata dalla REA e a mettere in onda i relativi spot appositamente confezionati. Prossimamente le emittenti riceveranno il materiale divulgativo per la promozione nazionale e locale studiata dalla REA per neutralizzare l'aggressione Audiradio sul territorio. Per ricevere gli spot e il materiale divulgativo  scrivere a info@reasat.it  restituendo il sottostante modulo di adesione. Prego trasmettere ad altre emittenti la presente comunicazione.

 

Le 100 Radio + Belle d'Italia


RIS - Radio Interattiva per la Scuola


GRADUATORIA EMITTENTI RADIOFONICHE LOCALI CHE HANNO DIRITTO AI CONTRIBUTI ANNO 2005


PIATTAFORMA RADIOTELEVISIVA della REA


L'IMBROGLIO DEI DIRITTI CONNESSI

Secondo l’articolo 180, 1° comma della legge sul diritto d’autore n. 633/41 spetta alla SIAE incassare i diritti di radiodiffusione. Dunque la SCF non può incassare i diritti connessi e l’azione di verifica ed ispettiva della Guardia di Finanza è del tutto arbitraria ed illegittima così come è nulla la convenzione sottoscritta da AERANTI – CORALLO – FRT – RNA.

QUI trovi la lettera da inviare alla SCF per disdire il contratto.

 

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