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DAL 5 MAGGIO
2013 QUESTO SITO E' STATO TRASFERITO SU
WWW.REASAT.EU
PORCELLUM RADIOTELEVISIVO
(gli effetti disastrosi sull’occupazione e
sulla libera informazione)
Un’altra
emittente televisiva locale, al secondo
anno del digitale terrestre, è in serie
difficoltà per l’esubero della forza lavoro
rispetto ai ricavi. Si tratta della storica
marchigiana TVRS di proprietà della Beta
Spa. In una nota dei sindacati confederali
di base si legge: ““…Ciò
è tanto più incomprensibile e odioso se si
guarda ai bilanci di tutti questi anni e
alla qualità di aiuti che sono stati erogati
a vario titolo dalle Istituzioni Pubbliche…”
Se non conoscessimo
l’Editore, in quanto associato REA, qualche
dubbio sull’onestà e capacità
imprenditoriale lo avremmo avuto. Le ragioni
del paventato ridimensionamento del numero
dei dipendenti preannunciato dall’Azienda
sono ben altre. I sindacati parlano
come se non sapessero che c’è stato uno
switch off che ha distrutto il 70% delle tv
locali per mano del
“Porcellum Televisivo”
programmato dal precedente governo
Berlusconi in favore di Mediaset , RAI e
Telecoms.
Attaccare le Reti nazionali e le Telecoms
per i privilegi che hanno ricevuto con il
Porcellum
Radiotelevisivo non
conviene. Qualcuno nel sindacato potrebbe
dire “tengo famiglia” e, poi, sarebbe
una puntura d’ago sulla groppa di un
elefante. E’ meglio attaccare le locali che
per garantire quel pluralismo
informativo tutelato dalla Costituzione
(altrimenti ci sarebbero solo le Reti
nazionali) beneficiano di alcune misure di
sostegno economico previste dalla legge
448/98 e da sporadici benefici elargiti da
alcune Amministrazioni locali. Il fondo
della 448/98 è mediamente di 100 milioni
di euro/anno, erogati a singhiozzo, in
favore dei 1.780 soggetti tra radio e tv
locali che nonostante il continuo calo degli
ascolti e della pubblicità, grazie alla
disastrosa gestione ministeriale del
digitale televisivo terrestre, altrimenti
detto
Porcellum Radiotelevisivo,
hanno garantito 6.000 posti di lavoro. Sono
mollichelle se si considera che la RAI
incassa 1,8 miliardi di euro dal canone e
1,9 miliardi di euro dalla pubblicità
impiegando 11.000 dipendenti e che
Mediaset, alla quale sono state regalate
le migliori frequenze che valgono
miliardi di euro, incassa 4,2 miliardi
con appena 6.000 dipendenti.
Complessivamente le Reti nazionali, nel
2012, hanno avuto ricavi per 7.9 miliardi di
euro. Le locali si sono fermate al 9% pur
impiegando una forza lavoro pari a una Rete
Nazionale. Con questi incontestabili dati,
attaccare le emittenti locali per accusarle
di assistenzialismo è come sparare su una
ambulanza della Croce Rossa carica di malati
gravissimi mentre il
Porcellum Radiotelevisivo la
fa da padrona in una Italia ridotta a pezzi
dai capi del Porcile. A buon intenditor
poche parole.
San Cesareo, 24 maggio 2013
21
GIUGNO 2013
GIORNATA DI PROTESTA DELLE RADIO LOCALI PER
SBLOCCARE I FONDI RELATIVI AI CONTRIBUTI
2009 E 2011
Il Presidente della REA, Antonio Diomede, ha
scritto ai Ministri Zanonato e Saccomando
una lettera per la immediata erogazione dei
contributi arretrati di legge dovuti per il
sostegno alle emittenti radiofoniche locali
ECCO IL TESTO
INTEGRALE
"La presente per rappresentare la gravissima
situazione economica in cui versa la piccola
e media emittenza radiotelevisiva locale la
quale, nel corso dell’ultimo trimestre, ha
registrato una fortissima contrazione della
pubblicità pari al 29,5%, vale a dire 10,5
punti ancor meno della perdita registrata
nelle grandi reti nazionali per effetto,
com’è noto, della stagnazione dei mercati.
Ciò premesso, si porta a conoscenza che a
sostegno del pluralismo informativo sancito
dall’ordinamento costituzionale, la legge
prevede alcune misure di sostegno economico
di cui alla legge 28 dicembre 2001, n. 448,
articolo 52, comma 18, erogate secondo
modalità e criteri di attribuzione impartiti
nel Regolamento di cui al Decreto del
Ministro delle Comunicazioni di concerto con
il Ministro dell’Economia e delle Finanze,
n. 225 del 1 ottobre 2002. Nell’articolo 5,
comma 1, del predetto Regolamento si legge
che le domande di ammissione devono essere
inoltrate al Ministero dello Sviluppo
Economico – Dipartimento Comunicazioni,
entro il 30 ottobre di ciascun anno.
L’articolo 4, comma 2, stabilisce che il
contributo dev’essere erogato entro i sei
mesi successivi dalla presentazione della
domanda, vale a dire entro il 30 aprile
dell’anno successivo.
Allo stato dei fatti, la erogazione dei
contributi alle radio locali è
costantemente in ritardo di oltre tre anni nonostante le proteste delle
emittenti sfociate nell’atto di diffida del
19 dicembre 2009 e nell’azione giudiziaria
TAR del 7 febbraio 2010.
Poiché la crisi economica in atto non
consente ulteriori deroghe nell’incasso dei
contributi perenti del 2009 e
del 2011 in via di perenzione, si invita
il Ministro dello Sviluppo Economico e il
Ministro dell’Economia e delle Finanze voler
disporre la dovuta erogazione con la
massima urgenza e di darne assicurazione
alla scrivente.
Poiché
siamo stanchi di pazientare
La REA dichiara lo stato di agitazione della
categoria e indice una giornata di protesta
da svolgersi il 21 GIUGNO 2013 davanti alla
sede del Ministero dello Sviluppo Economico
la quale sarà anticipata da una intensa
campagna audio-video nazionale diffusa dalle
emittenti associate.
Distinti saluti.
San Cesareo, 21 maggio
2013
Antonio Diomede, Presidente REA
Risoluzione Consiglio Generale REA
(Roma, 9 maggio 2013 – Hotel Diana)
LA
REA SI PREPARA AD AFFRONTARE LE NUOVE SFIDE
DEL 2013-2015 IN DIFESA DELL’EMITTENZA
LOCALE
Nonostante la grave crisi che attanaglia il
settore, la REA è in crescita esponenziale
in tutta Italia e in modo particolare in
Lombardia, Puglia, Calabria, Sicilia,
Campania. E’ l’unica associazione di
riferimento del settore quando si tratta di
ingaggiare battaglie sindacali importanti in
quanto è autenticamente “indipendente” dal
potere politico. A differenza di altre
associazioni, la forza della REA è
l’autonomia finanziaria che la rende
“libera” da qualsiasi vincolo lobbistico o
partitico. Gli associati lo sanno e ne sono
orgogliosi. E’ “unica” nell’elaborare
piattaforme globali per il rilancio del
pluralismo radiotelevisivo locale. La
rivendicazione della REA nei confronti del
Governo e dell’Autorità è fondamentalmente
sintetizzata nei seguenti punti: 1)
ridefinizione del Piano di Assegnazione
delle frequenze televisive integrando i sei
canali dell’ex beauty contest; 2)
assegnazione dei numeri dal 7 al 32 del
telecomando alle tv locali; 3) revisione
radicale della legge 448 sui contributi a
fondo perduto il cui fondo annuale dovrà
essere non inferiore al 10% del canone RAI
per il servizio pubblico svolto; 4) fine del
clientelismo politico sulla pubblicità
istituzionale e sui fondi regionali mediante
una trasparente disciplina di gara ; 5)
abbattimento di Auditel e Eurisko per
indagini di ascolto credibili e a basso
costo attraverso la rete internet; 6)
definizione, con delibera AGCOM, delle norme
per il rilascio della licenza unica sul
diritto d’autore e sui diritti connessi
(SIAE+SCF+AFI+Indipendenti) ed equo compenso
rispetto allo sfruttamento delle opere
protette; 7) sviluppo della radio digitale.
Per affrontare un simile piano di battaglie
associative è necessario procedere su due
piani ben distinti ma paralleli: quello
politico e quello organizzativo.
Azione
della REA sul piano politico
La
forza numerica del settore radiotelevisivo
locale al 31 12 2012 è di 1.095 emittenti
radiofoniche e di 595 tv ex analogiche.
Totale imprese 1.690 con impiego di forza
lavoro di circa 6.000 dipendenti + 4.000
dipendenti dell’indotto. La pubblicità
televisiva locale ammonta a circa 360
milioni di euro. La radio fattura circa 400
milioni di euro (nazionale+locale). Il
fatturato globale radiotv (nazionale +
locale) del 2012 è stato di circa 4,2
miliardi di euro. I numeri parlano chiaro.
Le locali rastrellano appena il 9% della
pubblicità radiotelevisiva globale. Come
mai? Le cause sono diverse. Le principali
sono:
a)
Frequenze radio e tv interferite;
b)
Piano di Assegnazione delle Frequenze Tv non
riconosciute dall’Europa;
c)
Lcn tv confinato sui numeri altissimi del
telecomando
d)
Aree di servizio limitate;
e)
indagini di ascolto manipolate (Auditel e
Eurisko);
f)
la pubblicità istituzionale è monopolio
delle reti nazionali e del clientelismo
politico in favore delle emittenti legate ai
partiti
Pertanto la REA chiederà al nuovo Governo
(Ministro Zanonato PD) un progetto globale
di riforma del settore e il ricambio della
dirigenza del Dipartimento dimostratasi
sottomessa agli interessi delle grandi reti
e delle Telecoms.
E’ prevedibile che entro l’anno si vada
nuovamente a votare e che riguardo alla
nostra piattaforma questo Governo sia
completamente disinteressato. Dunque,
dobbiamo guardare in avanti. Dobbiamo
guardare a un “sistema” di vero
“cambiamento” capace di distruggere le
sacche velenose del conflitto d’interessi e
della partitocrazia.
Pian piano, siamo arrivati al bandolo della
matassa per cui la REA ha preso l’iniziativa
di costituire un movimento politico per la
difesa dei diritti costituzionali al di
fuori di qualsiasi ideologia.
Contatti importanti sono in corso, presto
verrà pubblicato il Manifesto d’intenti il
quale potrà essere sottoscritto da tutti i
soggetti interessati alla comunicazione,
all’economia e al sociale. Al movimento
politico potranno aderire le associazioni
del sociale e della cultura; le imprese
radiotelevisive; gli artisti, i produttori e
gli editori; le voci autorevoli della
cultura e della stampa indipendente. Il
movimento che si sta costituendo non sarà un
partito ideologico, ma una libera
associazione politica che vuole confrontarsi
in favore della libera informazione e dei
soggetti più deboli della società.
Azioni concrete della REA punto per punto
-
Il Consiglio Generale ha deliberato di
impugnare la delibera LCN 237/13/CONS
davanti al TAR del Lazio con la
specifica richiesta alla Magistratura di
ordinare all’AGCOM affinché siano
assegnate alle locali, ex analogiche, 25
posizioni numeriche da inserire di
seguito alle storiche nazionali
generaliste. Pertanto, in previsione
della imminente scadenza dei termini per
presentare il ricorso i Coordinatori
Regionali REA sono incaricati di
raccogliere le adesioni delle emittenti
che intendono aderire all’azione
giudiziaria con la massima urgenza
possibile. I nominativi devono
essere comunicati a
info@reasat.it
. Il mandato è stato affidato
all’avvocato Domenico Siciliano di
Roma. Le spese legali saranno equamente
suddivise fra i partecipanti. Data
l’importanza del ricorso, si raccomanda
di raccogliere più adesioni possibili
per dimostrare ai Magistrati il forte
interesse delle emittenti a lottare per
una giusta assegnazione LCN; contro le
gravissime discriminazioni attuate dall’AGCOM
che ha prepotentemente cacciato
le tv locali storiche dai primi numeri
del telecomando per far posto alle reti
televisive Telecoms e quelle appoggiate
dai partiti. Nel ricorso al TAR verrà
evidenziato il diritto acquisito
dalle tv locali ex analogiche, in
trent’anni di attività sul territorio,
posizionate sui primi numeri del
telecomando con riferimento ai vecchi
televisori in bianco e nero con
sintonia max 24 e 32 canali.
-
L’otto maggio 2013, una nutrita
delegazione della REA è stata ricevuta
dall’AGCOM per discutere sulle
risultanze relative al progetto pilota
del DAB+ in Trentino AA. Anche in questa
occasione l’AGCOM ha dimostrato di non
essere un organismo imparziale tant’è
che ha confezionato un piano pilota a
misura “RAI & RETI NAZIONALI” con
l’evidente scopo di assegnare alle
emittenti locali un ruolo di
“subordinazione tecnologica”. Dunque,
ancora una volta, l’Autorità italiana
delle comunicazioni che presiede allo
sviluppo tecnologico del Paese, si
comporta in modo partigiano rispetto
alle direttive europee, alle stesse
leggi italiane e alle aspettative di
cambiamento nella gestione della “cosa”
pubblica. Le direttive europee (e la
legge italiana) obbligano i Paesi membri
ad attuare lo sviluppo tecnologico in
modo “neutro”, vale a dire senza
preferenze per l’una o l’altra
tecnologia; con pari opportunità tra i
diversi soggetti, vale a dire senza
vantaggi particolari rispetto agli
interessi delle lobby; in modo armonico
e uniforme per impedire la doppia e
tripla velocità nello sviluppo
tecnologico tra le diverse aree
nazionali. L’AGCOM e il MISE del
passato Governo Berlusconi, già con il
digitale televisivo, hanno agito contro
i diritti costituzionali nazionali e
contro le normative europee. Con la
Radio digitale si rischia di assistere
allo stesso scenario. Parte la RAI, alla
quale fa da sponda l’associazione ARD
(leggi: RAI WAY-AERANTI-CORALLO – RNA)
per prendere la supremazia sul DAB+ in
modo da sottomettere tutti al suo
indiscusso dominio grazie ai 1,8
miliardi di canone e ai 2 miliardi di
pubblicità incassati annualmente
dall’utenza alla faccia di quelle
“misere” radio e tv locali che devono
aspettare due/tre anni per ricevere
dallo Stato quell’esiguo contributo per
il pubblico servizio imposto per legge.
Tutto ciò si è affacciato nel Trentino
con il progetto pilota autorizzato dall’AGCOM
e dal MISE in modo unilaterale,
senza il coinvolgimento unanime delle
associazioni, provocando un pericoloso
accaparramento delle risorse
radioelettriche e un innegabile
vantaggio tecnologico di alcuni soggetti
in un settore già martoriato dalle
recenti vicende sullo switch off
televisivo. Tutto ciò è stato
chiaramente rappresentato all’AGCOM
dalla Delegazione della REA durante
l’audizione precisando che: 1) occorre
estendere il DAB+ rapidamente in tutta
Italia prima che diventi obsoleto; 2)
procedere alla pianificazione definitiva
per l’assegnazione delle frequenze
assicurando a tutti i consorzi, non
uno escluso, una frequenza. Speriamo
che a nessuno gli venga in mente di
organizzare bandi del tipo che abbiamo
già sperimentato con la tv!! La REA ha
chiesto pari opportunità ed equità di
trattamento; 3) procedere rapidamente
con la realizzazione di altri progetti
pilota per impedire che si formi il
“gap tecnologico” nelle altre regioni
d’Italia. A tal proposito la REA è a
disposizione delle emittenti, associate
e non associate, per la formazione di
consorzi tra imprese; 4) prevedere,
da subito, incentivi per l’acquisto dei
ricevitori digitali e sostegno economico
ai consorzi per la realizzazione degli
impianti. Infine, è stato detto a chiare
lettere all’AGCOM e al MISE che senza
incentivi il DAB+ non vedrà la luce così
come non l’avrebbe vista il DTT senza i
500 milioni stanziati dallo Stato.
-
Relativamente alla applicazione della
legge 448/98, relativa ai contributi
destinati alle imprese radiotelevisive
locali, la REA proporrà al Governo che
le somme annualmente stanziate siano
pari al 10% del canone incassato dalla
RAI quale riconoscimento del servizio
pubblico svolto ai sensi della legge
422/93, articolo 7, relativo
“alla produzione e trasmissione di
programmi di natura informativa con la
evidente finalità di tutelare il
pluralismo informativo
”. Inoltre, partendo
dal principio che la “certezza
dell’incasso” è condizione fondamentale
per la conduzione di un’azienda inserita
in un sistema a sviluppo economico sano,
si proporrà di prevedere la erogazione
dei contributi max entro i sei mesi
successivi dalla data della relativa
domanda. Nella previsione di una
ritardata erogazione, si chiederà che
vengano rilasciate, a richiesta, lettere
di credito valide per un anticipato
incasso presso gli istituti di credito.
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Le modalità con cui vengono realizzate
le indagini di ascolto, dalla società
Auditel per la tv e da Eurisko per la
radio, sono obsolete, manipolabili e
senza possibilità di controllo ispettivo
da parte dell’AGCOM, delle associazioni
dei consumatori e delle emittenti. La
partita in gioco è di 4,2 miliardi di
euro di pubblicità radiotelevisiva che
nei fatti viene gestita dalla società
Auditel (RAI-MEDIASET-UPA) e da Eurisko
(ex Audiradio) per espressa (vergognosa)
volontà dell’AGCOM. Per rendere le
indagini di ascolto credibili,
trasparenti e utili per il mercato e il
consumatore, la REA ha chiesto all’AGCOM
di utilizzare la rete internet in
sostituzione dei limitati dati forniti
sia dai meter che dalle interviste
telefoniche.
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La REA ribadisce che il contenzioso in
essere con la SCF può essere risolto
nella misura in cui verrà riconosciuto
alle emittenti la promozione che la
radio effettua in favore della musica.
L’antica idea che la radio vive grazie
allo sfruttamento della musica è
superata da una realtà diversa. E’ la
musica che ha bisogno della radio per
promuoversi nel mercato o, se vogliamo
essere ragionevoli, l’una cosa compensa
l’altra. Partendo da tale oggettiva
situazione, la REA ha proposto alla SCF
una transazione di questo tipo: a) le
imprese radiotelevisive metteranno a
disposizione i loro spazi trasmissivi
per la promozione e per la vendita
legale della musica; b) le imprese
discografiche Major rilasceranno la
liberatoria sui loro diritti alle
emittenti che aderiranno alla campagna
promozionale. Una tale intesa
trasporterà i suoi effetti positivi nei
rapporti tra imprese radio-tv e SCF. In
particolare, si converrà di azzerare il
contenzioso in essere. A conti fatti,
l’operazione è a costo zero con la
prospettiva di una buona semina per il
superamento della crisi dei reciproci
mercati e un proficuo investimento per
la cultura della musica legale che, come
sappiamo, proprio in Italia è poco
diffusa. La nostra è, ovviamente, solo
una ipotesi da perfezionare nei dettagli
qualora fosse concettualmente condivisa
dalla SCF. Alla data odierna la SCF non
ha risposto ma continua a pressare le
emittenti con missive e telefonate
minacciose. Di fronte a tali minacce, la
REA ha investito del problema l’Autorità
chiedendo la convocazione del Tavolo
tecnico sul diritto d’autore che
speriamo sia all’altezza della
situazione per chiarire la legittimità
di esazione dei diritti connessi da
parte della SCF che, si ripete, non è
stato definito da nessuna sentenza. Allo
stesso tavolo sarà convocata la SIAE più
volte sollecitata dalla REA a
sottoscrivere una nuova convenzione in
sostituzione di quella revocata
unilateralmente il 5 marzo 2004. In
quella sede la REA sosterrà con fermezza
la inderogabile necessità di pagare i
diritti d’autore e connessi ad un unico
soggetto, cioè alla SIAE, sempre che
venga riconosciuto, come già detto, il
lavoro di promozione che la radio
effettua in favore della musica. Se così
non sarà la REA intende mettere allo
studio un’azione sindacale che riconosca
alle radio e alle tv i diritti sul
“format musicale e dell’intrattenimento”
Attività collaterali della REA
Nel quadro delle iniziative collaterali, la
REA realizzerà il “1° corso di
comunicazione” on line riservato alle
emittenti associate che intendono innalzare
il livello qualitativo nelle relazioni
interpersonali e pubbliche. Il corso è stato
commissionato ad una società specializzata
negli studi superiori delle relazioni
aziendali. Presto verranno rese note le
modalità di partecipazione.
“La Milano Sanremo della canzone italiana” è
un “format musicale e d’intrattenimento” che
la REA ha voluto realizzare per offrire
alle radio, alle tv e agli artisti un anello
di congiunzione per la conquista del grande
pubblico nella convinzione che “un
microfono, una telecamera e una canzone
possono fare una rivoluzione”.
Ovviamente la nostra sarà una rivoluzione
pacifica e artistica che porteremo, tappa
per tappa, a partire dal 15 ottobre 2013 da
Milano, per tutta l’Italia fino a Sanremo
2014. Le emittenti interessate ad ospitare
la Milano Sanremo della canzone italiana
possono prenotarsi scrivendo a
ufficiostampa@reasat.it
E’ in corso di costituzione il Circuito
Nazionale Televisivo “Le 100 TV” . Alle
emittenti televisive interessate verrà
inviata, in via riservatissima , una
bozza dell’atto costitutivo. Come soci
fondatori del circuito possono aderire solo
le emittenti associate REA. Successivamente
si potrà valutare l’ingresso anche delle
emittenti non associate ma referenziate da
almeno due soci fondatori.
Roma, 9 maggio 2013
Antonio Diomede, Presidente
REA
LETTERA A CARDANI, PASSERA e VARI
(Autorità, Ministero e Partiti dominanti
hanno giocato sporco contro le emittenti
locali)
Con riferimento alla conversazione del 20
marzo u.s., intercorsa tra Lei e la
delegazione REA rappresentata dal Presidente
Antonio Diomede, relativamente ai seguenti
argomenti:
-
revisione delle metodologie relative al
rilevamento degli ascolti radiofonici e
televisivi;
-
diversa destinazione dei sei canali
televisivi, ex beauty contest;
-
contenzioso accumulatosi sui diritti
connessi con la Società Consortile
Fonografici (SCF) e rinnovo convenzione
SIAE/Associazioni su licenze diritto
d’autore;
si torna a ribadire quanto segue
-
Quanto al rilevamento
delle indagini di ascolto, sia
radiofonici sia televisivi, si invita
l’Autorità a dettare regole ben precise
affinché cessi definitivamente “il
balletto dei numeri” effettuato dalle
società Eurisko e Auditel il quale
finisce per danneggiare le emittenti
locali, gli inserzionisti e i
consumatori per via di dati e
classifiche manipolabili ed
incontrollabili per i quali, com’è noto,
sono mediamente in gioco 4 miliardi di
euro di pubblicità televisiva e 500
milioni di euro di pubblicità
radiofonica. In particolare si evidenzia
il conflitto d’interessi della società
Auditel il cui maggiore azionista (RAI e
MEDIASET) opera con pieni poteri per
rilevare il dato alle proprie imprese e
alle concorrenti nazionali e locali
creando turbativa e distorsione nei
mercati della pubblicità e del consumo.
Riguardo alla metodologia di rilevamento
si sottopone all’attenzione
dell’Autorità la necessità di
determinare appropriati “Protocolli” ai
quali le società rilevatrici dovranno
attenersi per rendere trasparenti e
“certificabili” le indagini. A tal
proposito la REA ritiene superata sia
l’indagine CATI (telefonica) sia
l’indagine effettuata mediante “meter” e
che sia giunta l’ora d’instradare il
rilevamento attraverso la rete internet
la quale, oltre a disporre milioni di
indirizzi di posta elettronica,
suddivisi per generi, età, professione e
aree geografiche, consente la
elaborazione dei dati in tempo reale,
con assoluta trasparenza e con
bassissimi costi di gestione.
Pertanto la REA non
riconosce le indagini Eurisko/Auditel e
chiede all’Autorità che sull’argomento
promuova un’indagine conoscitiva al fine
di acquisire ulteriori elementi dagli
operatori radiotelevisivi, dagli
inserzionisti e dai consumatori per,
poi, deliberare entro brevissimo tempo;
-
Quanto al ripristino della convenzione
SIAE/SCF/Emittenti, con la quale
determinare le condizioni di rilascio
delle rispettive licenze, la REA chiede
la convocazione del Tavolo sul Diritto
d’Autore istituito presso l’Autorità;
-
Quanto alla destinazione delle sei
frequenze televisive, ex beauty contest,
la REA invita ancora una volta
l’Autorità ad intervenire presso il
Ministro Corrado Passera affinché quelle
risorse vengano utilizzate per riparare
quel disastroso Piano di Assegnazione
delle frequenze che se lasciato così
com’è, oltre alla sterzata
anticostituzionale, in termini di
“costo sociale e occupazionale” è
prevedibile che si spenda più di quanto
si potrà ricavare dalla loro vendita.
A tal ultimo proposito, si coglie
l’occasione per esprimere l’indignazione
delle emittenti locali per la
spregiudicatezza con cui l’Autorità ha
emesso la nuova delibera LCN 237/13/CONS.
Già in sede di consultazione pubblica la REA
aveva denunciato l’atteggiamento compiacente
dell’Autorità verso le emittenti nazionali
MTV, DeeJay e la7, ultime arrivate sul
video, di proprietà dei noti gruppi
l’Espresso e Telecom ai quali, grazie ai
loro appoggi politici e lobbistici, è stato
regalato il 7 – 8 e 9 del telecomando.
Pertanto la REA contesta in toto la delibera
237/13/CONS in quanto il suo contenuto
dimostra chiaramente che l’Autorità non solo
non ha rispettato le sentenze del Consiglio
di Stato, ma ha compiuto una spregevole
azione punitiva verso 25 emittenti locali
storiche cacciandole dal primo arco di
numerazione del telecomando per confinarle
nel secondo, settimo e decimo arco. A nostra
memoria neppure l’ex Garante Santaniello si
sarebbe mai permesso di sbeffeggiare
un settore editoriale che per importanza
culturale, radicamento sul territorio e
impiego di risorse occupa oltre diecimila
addetti. La REA ritiene che siffatta
Autorità non abbia il crisma
dell’indipendenza e dell’imparzialità e
che i suoi componenti, in toto, o quanto
meno il Suo Presidente, persona di evidente
buona fede, bene farebbero a trovare il
coraggio di consegnare il mandato nelle mani
di coloro che li hanno spinti a tali indegne
deliberazioni; cioè nelle mani dei loro
referenti politici quali unici responsabili
dello sfascio generale del Paese.
Va detto che Autorità, Ministero e
Partiti dominanti hanno giocato sporco
contro le emittenti locali per favorire
e rafforzare il Potere mediatico di un
unico soggetto che esercita, in pieno
conflitto d’interessi, anche un notevole del
Potere politico e finanziario. Il Piano di
Assegnazione delle Frequenze televisive,
giudicato dai Paesi confinanti “una
schifezza”, lo dimostra. La delibera 237/13/CONS
conferma come il PD, per non essere da meno
nella spartizione del potere, abbia
inciuciato con il PDL rappresentato in
Autorità.
Dunque, questi partiti, negando alle
locali buone frequenze e un piazzamento
dignitoso sul telecomando, hanno giocato con
la loro vita riducendole allo stremo delle
forze per una losca spartizione delle
risorse dello Stato.
Siamo vicini all’ultima spiaggia,
pertanto le locali non sono disponibili a
dare spazio a nessuno. Si tratta della
salvezza di centinaia d’imprese editoriali e
migliaia di famiglie che vengono gettate
nelle braccia della disoccupazione,
dell’usura e del mercato nero del lavoro.
Quelle sei frequenze televisive destinate
alla vendita per pochi denari, se fossero
restituite all’emittenza locale, potrebbero
salvarle da morte certa. Non si racconti la
favola dei vincoli imposti dall’Europa. Si
sa che è un comodo alibi per
organizzare una “finta vendita” in favore
del noto personaggio che ha rovinato
l’emittenza locale. Ma attenzione! I
radiotelevisivi locali sono ridotti così
male da non avere più nulla da perdere. Sono
i diseredati potenziali della società.
Useranno tutti i mezzi leciti per cacciare
dal potere i responsabili della loro rovina
per farli ammanettare sempre che siano
dimostrati i reati di cui hanno certezza. Si
Sappia che la REA è dalla loro parte e
si batterà fino in fondo per il trionfo
della legalità contro i sotterfugi e gli
imbrogli commessi. Intanto, in via
pregiudiziale la REA chiede un corretto
dialogo e di presa in esame di tutte le
problematiche fin qui esposte per portarle a
giusta e positiva conclusione. Il
Prof. Angelo Cardani, il Ministro Corrado
Passera e il
Prof. Massimo Vari che ci leggono per
conoscenza prendano atto di tutto ciò e
abbiano la cortesia (senso di
responsabilità) di prendere idonei
provvedimenti prima che la situazione
precipiti definitivamente.
Si rimane a disposizione per concrete
soluzioni non per inutili chiacchiere.
San Cesareo, 22 aprile 2013
Antonio Diomede, Presidente REA
L’AGCOM E IL TELECOMANDO TV
(contro la vergognosa delibera di Cardani la
REA ricorre all’Antitrust – demoliamo il
Palazzo AGCOM)
Scarica il ricorso della REA
Il
Presidente della REA, Antonio Diomede, lo
aveva detto “…le Autority nostrane sono da
riformare profondamente o da abbattere. Sono
di nomina partitica e difendono solo gli
interessi delle grandi lobby. Sono
incorreggibili”. E’ ancora successo ciò che
si voleva dimostrare. Il Paese, le
Isituzioni hanno bisogno di un grande
cambiamento in senso democratico e di
partecipazione dei cittadini alle scelte
della vita politica e sociale. Con la
delibera AGCOM 237/13/CONS, pianificazione
della numerazione dei canali tv sul
telecomando, Cardani e la sua squadra di
commissari di nomina partitica, ha tradito
le aspettative del pubblico televisivo e
delle emittenti locali che si aspettavano
una gestione democratica del telecomando
così come aveva ordinato il Consiglio di
Stato annullando la precedente delibera
fondata su criteri a dir poco indecorosi
come quello relativo all’assegnazione LCN in
base alle graduatorie dei Corecom sui
contributi di sostegno all’emittenza locale
che, come sappiamo, hanno generato una gran
quantità di abusi di carattere penale.
Grazie alla REA, non c’è più traccia di tale
criterio nella nuova delibera LCN, dunque
sembra che giustizia sia stata fatta, ma
così non è in quanto, raggirando
l’Ordinanza del Consiglio Stato e non
tenendo in alcun conto delle osservazioni
della stragrande maggioranza dei
partecipanti alla consultazione pubblica, l’AGCOM,
appoggiata in fase di ricorso TAR da FRT e
AERANTI, ha “cacciato” le emittenti
locali storiche dalle prime posizioni del
telecomando sottraendo 25 numerazioni del
primo arco, dal 1 al 99, per favorire le
reti nazionali e le musicali MTV e DeeJay e
La7 notoriamente sostenute dalle lobby
agganciate ai partiti. Dunque questa volta
non si tratta più di intraprendere una nuova
lotta giudiziaria, che ovviamente la REA
farà, ma di un affondo anche nel campo
politico per “demolire il palazzo AGOM”
in tutte le sedi a cominciare dalle sedi
istituzionali italiane fino alla sede
Europea. Intanto proprio oggi, 5 aprile
2013, alle ore 12.12, è stato depositato il
primo ricorso all’Antitrust a firma del
Presidente Diomede, per capire come la pensa
la sorellina di Piazza Verdi riguardo alle
ricadute della delibera 237/13/CONS sul
mercato. Dopo di che, la REA proseguirà con
il ricorso al TAR del Lazio per chiedere ai
Magistrati un nuovo annullamento della
vergognosa delibera emanata dalla società
AGCOM di Cardani & C.
San
Cesareo, 5 aprile 2013
REA – Radiotelevisioni Europee Associate
LA REA INCONTRA IL PRESIDENTE
AGCOM ANGELO CARDANI
(l'Autorità è sottomessa al
volere degli interessi delle lobby e del
Potere Politico dominante)
L’annunciato incontro tra la REA –
Radiotelevisioni Europee Associate e il
Presidente AGCOM, Angelo Cardani, si è
svolto il 20 marzo scorso presso la sede
dell’Autorità di Roma. Il Presidente della
REA, Antonio Diomede, assistito dai
consiglieri Salvatore Riso per il settore
radiofonico e Gabriele Betti il per il
settore televisivo, ha francamente
rappresentato al Prof. Cardani l’elevato
grado di sofferenza dell’emittenza locale in
ordine alle problematiche collegate alla
ingestibile pianificazione delle frequenze,
alle indagini di ascolto radiofoniche e
televisive, al cattivo esercizio del diritto
d’autore da parte di SIAE e SCF che
penalizza radio, tv, autori, editori,
artisti e operatori della comunicazione
artistica e del mercato discografico
indipendente. Un particolare richiamo è
stato manifestato dal Presidente Diomede
sulla necessità di introdurre una delibera
LCN (numerazione automatica canali sul
telecomando) rispettosa della presenza
storica delle emittenti locali sul
territorio piuttosto che privilegiare le
nazionali musicali “ultime arrivate” sul
video. L’incontro si è concluso con una
presa d’atto del Presidente Cardani sullo
stato di disagio del settore impegnandosi a
esaminare con la massima attenzione le
proposte della REA anche mediante la
convocazione dei Tavoli già istituiti sulle
indagini di ascolto e sul diritto d’autore.
Al termine dell’incontro, Antonio Diomede,
ha dichiarato
“…
ho
avuto l’impressione che il Prof. Cardani si
trovi a presenziare un’Autorità che non
potrà fare nulla di nuovo rispetto alla
precedente gestione Calabrò sottomessa al
volere degli interessi delle lobby quale
espressione delle congregazioni dei partiti
che hanno governato il Paese. Pertanto se
entro breve tempo non vedremo una inversione
di rotta dell’AGCOM, sulla sua indipendenza
dal Potere Politico dominante, svilupperemo
nel Paese e nel Parlamento neo eletto una
forte azione di riforma dell’Autorità e
lavoreremo per la demolizione del palazzo”.
S an
Cesareo, 24 marzo 2013
REA - Radiotelevisioni Europee Associate
GLI INCORREGIBILI - LAVORIAMO PER DEMOLIRE
IL PALAZZO
(il comunicato stampa LCN dell'Autorità è
una provocazione per la demolizione dell'AGCOM)
Lo avevano detto durante le consultazioni e
lo hanno fatto:
"nonostante l'annullamento della
delibera LCN ordinata dalla Magistratura,
faremo come ci pare".
Il
comunicato stampa
è
semplicemente scandaloso e dimostra che per queste Autorità non esiste una
cura:
BISOGNA LAVORARE PER DEMOLIRLE. I
legali della REA sono stati allertati per
individuare le possibili crepe di
legittimità per impugnarla nuovamente
davanti al TAR. Presto le ulteriori
notizie.
San Cesareo, 21 marzo 2013
PAPA
FRANCESCO
- Il Papa della speranza;
- Il Papa che ha raccolto in preghiera
tutto il mondo per un futuro nel quale
trionfi la giustizia dei poveri e il
rispetto per gli umili come San
Francesco ci ha insegnato;
Deo
gratias
San Cesareo, 14 marzo 2013
Antonio
Diomede, Presidente REA –
Radiotelevisioni Europee Associate
SWITCH OFF TELEVISIVO
ESPOSTO DELLA REA ALLA PROCURA DI ROMA
(per presunti gravi reati commessi dalla
Pubblica Amministrazione)
E’ pronto l’esposto che l’associazione
intende presentare alla Procura di Roma
contro il MISE e il Dipartimento
Comunicazioni per le presunte procedure
illegali e accomodamenti messi in atto sia
nella formazione dei bandi per
l’assegnazione delle frequenze televisive
digitali sia nella compilazione e gestione
delle graduatorie. I reati più comuni
ipotizzati sono turbativa d’asta, falso
ideologico, falso in atto pubblico, abuso di
potere. In qualche caso non è esclusa la
concussione.
Pertanto, le imprese televisive locali che
ritengono di essere state ingiustamente
escluse dalle suddette graduatorie regionali
in quanto sono a conoscenza di atti falsi e
comportamenti clientelari da parte delle
Direzioni del Dipartimento e/o della
Fondazione Bordoni, sono invitate a esporre
il caso in via
riservatissima
scrivendo a
antonio.diomede@postacertificata.gov.it
Fatti e circostanze, raccontati in una breve
ma chiara esposizione, devono essere
accompagnati da documenti o indizi
verificabili. Ai fini dell’esposto
giudiziario, l’associazione prenderà in
esame quelle segnalazioni che, a suo
insindacabile giudizio, saranno ritenute
meritevoli di una possibile attenzione da
parte dei Magistrati. Nel lungo e tortuoso
cammino
“per
il rispetto la legalità”, ancora una volta, la REA è fiduciosa nella
vittoria finale della giustizia.
La raccolta delle segnalazioni verrà chiusa
il 31 marzo 2013.
San Cesareo, 11 marzo 2013
Antonio Diomede, Presidente REA -
Radiotelevisioni Europee Associate
INDAGINI DI ASCOLTO RADIOFONICHE
(Tavolo tecnico dove di giocano 500 milioni
di euro – l’AGCOM ha accettato di invertire
la rotta)
Il
Tavolo tecnico di ieri, 7 marzo 2013, sulle
indagini di ascolto radiofoniche, istituito
dall’Autorità a seguito del fallimento di
Audiradio, del quale fanno parte RAI, Reti
nazionali e Associazioni delle radio locali
ha preso atto della legittimità della
richiesta della REA mirata ad affrontare
con carattere di urgenza l’esigenza di istituire un Protocollo tecnico che
certifichi le indagini CATI (telefoniche).
La presa d’atto è stata accettata a seguito
all’intervento della Direzione Multimediale
AGCOM dopo la pressione della REA per indire
una consultazione pubblica che determini le
regole dell’indagine alle quali le società
rilevatrici dovranno attenersi a beneficio
del mercato della pubblicità, degli
inserzionisti investitori, del consumatore
e delle emittenti che fanno ascolti reali
non manipolabili come è ieri accaduto con
Audiradio e come oggi accade con Eurisko.
La proposta della REA si articola su
cinque punti: 1) ampliamento (anche on line)
del campionamento a 210 mila soggetti per
consentire il rilevamento delle emittenti,
piccole, medie e grandi; 2) interviste non
superiore a 5/7 minuti per non stancare
l’intervistato; 3) accesso trasparente alle
iscrizioni; 4) chiare modalità di
pubblicazione dei dati; 5) assegnazione diretta della pubblicità
(agenzia-emittente) con pubblicazione delle
relative quote al fine di stroncare alla
radice l’intermediazione parassitaria. Il
tutto in libera concorrenza tra le società
rilevatrici ai fini della richiesta
economica e delle modalità di pagamento con
proposta di defiscalizzazione della spesa
dell’indagine a carico dell’emittente e
della pubblicità commissionata dagli
inserzionisti. Pertanto il Presidente della
REA, ha inviato al Presidente AGCOM, Angelo
Cardani, una lettera in cui sollecita la
Consultazione pubblica alla quale,
ovviamente, potranno partecipare anche le
associazioni dei consumatori e gli
inserzionisti indipendenti nazionali e
locali.
Roma,
08 marzo 2013
REA – Radiotelevisioni Europee Associate
SONO
STATI PUBBLICATI I DATI DI ASCOLTO EURISKO
"L'Arbitro è il venduto"
(scarica il video)
Premio
REA 2013 a Giulio Gargia per l'opera
editoriale
"L'arbitro è il venduto" dove
si raccontano gli errori, le manipolazioni,
le distorsioni, i segreti degli istituti di
rilevazione che governano la radio in
Italia. In particolare si racconta il modo
con cui prima
Audiradio ora Eurisko
divulgano i numeri che arbitrano la delicata
partita delle audience su cui "star e
autori" dei diversi programmi ma anche
giornalisti e pubblicitari si giocano le
loro fortune. Un match che però coinvolge
anche tutti noi, nella tripla veste di
editori, ascoltatori e consumatori. Una
partita che li vede disposti a tutto per
conquistare il tempo della nostra attenzione
che ha una posta in
gioco che vale 500 milioni di euro l'anno.
La tesi di Giulio Garcia è confermata dalla
testimonianza del Presidente della REA,
Antonio Diomede, il quale denuncia
pubblicamente l'inerzia dell'Autorità nel
mettere ordine nel mercato della pubblicità
preda di avvoltoi di varia natura, ma che
inquieta non poco il ruolo svolto
dall’Autorità su tale delicata questione.
L'opera sarà presentata nella Conferenza
stampa del 14 marzo 2013, alle ore 19.00,
presso la Biblioteca di Villa Leopardi Roma.
Euromedia editore, 136 pagine, copertina di
Patrizia Di Terlizzi. L'anteprima è stata
svolta a Sanremo il 15 febbraio 2013 durante
il convegno Musica & Informazione.
LETTERA APERTA AL PROF. ANGELO CARDANI
PRESIDENTE AGCOM
(continua il balletto dei numeri sui dati
di ascolto – la REA chiede ancora una volta
un “Protocollo tecnico” – in tempo di crisi
economica e di valori democratici è forse
chiedere troppo? In assenza di positiva
risposta la REA abbandona il Tavolo tecnico
sulle indagini radiofoniche)
Il Prof.
Cardani, Presidente AGCOM, di recente
nomina, proveniente dalle fila “Monti”
continua a fingere di non sentire quando
la REA, insistentemente, gli chiede di
prendere di petto la annosa questione delle
indagini di ascolto per mettere ordine nel
mercato della pubblicità preda di avvoltoi
di varia natura. Il Chiarissimo Professore,
molto chiaro nel disinteresse per le sorti
del pluralismo radiotelevisivo in Italia,
non può non aver presente che le indagini di
ascolto orientano il mercato della
pubblicità che, a sua volta, è governato
dalle Agenzie della pubblicità pilotate
dalle lobby della comunicazione con a capo i
fidi uomini di Berlusconi che, a loro
volta, determinano la vita o la morte, la
fortuna o la sfortuna, delle emittenti
radiofoniche o televisive locali. Se il
Professore ha qualche dubbio in proposito,
ma non credo, c’è un’ampia letteratura in
materia che va dal lavoro editoriale della Gisotti “La favola di Auditel” all’ultima
edizione di Giulio Gargia “L’Arbitro è il
venduto” - la radio dopo Auditel -, dove
potrà apprendere una serie di fatti,
ragionamenti e commenti di “gente”, se mi
consente, che di queste cose ne sa
parecchio. Il
sette marzo 2013, gli operatori del settore,
pertanto anche la REA, sono stati convocati
intorno al Tavolo Tecnico per un chiarimento
sulla utilità dei meter nelle indagini
radiofoniche come avviene da anni nella tv.
A tal proposito la REA ribadisce le
necessità di proseguire nella
sperimentazione di qualsiasi strumento
tecnologico disponibile, ma insiste con
forza nella necessità di definire un
Protocollo tecnico per le indagini CATI
(telefoniche) articolato su cinque punti: 1) ampliamento del campionamento (anche on
line) a 210 mila soggetti per consentire il
rilevamento delle emittenti locali non
metropolitane; 2) interviste non superiore a
5/7 minuti per non stancare l’intervistato;
3) accesso trasparente alle iscrizioni; 4)
chiare modalità di pubblicazione dei dati;
5) assegnazione diretta della
pubblicità (agenzia-emittente) con
pubblicazione delle relative quote al fine
di stroncare alla radice l’intermediazione
parassitaria. Il tutto in libera
concorrenza tra le società rilevatrici ai
fini della richiesta economica e delle
modalità di pagamento con proposta di
defiscalizzazione della spesa dell’indagine
a carico dell’emittente e della pubblicità
commissionata dagli inserzionisti.In
tempo di crisi economica e di valori
democratici è forse chiedere troppo?
Lasciamo al Professore la risposta che si
spera arrivi il sette marzo durante i lavori
del Tavolo Tecnico. In assenza di risposta
la REA abbandonerà il Tavolo considerandolo
“inutile spreco di tempo e di danaro
pubblico” informando l’opinione pubblica
e le forze politiche.
San Cesareo, 4 marzo 2013
Antonio Diomede, Presidente REA
LA REA CHIEDE A BERSANI LE PRIMARIE SUL
PROGRAMMA E SULLA SQUADRA DI GOVERNO
(sarebbe una seria dimostrazione di come si
può e si deve cambiare)
Com’è noto la campagna elettorale è stata
caratterizzata da molta demagogia e poca
concretezza e chiarezza programmatica. Gli
elettori non hanno avuto modo di conoscere i
programmi di governo per, realisticamente,
uscire dalla crisi. Perfino il prof. Monti
si è perso quando si è trattato di spiegare
agli italiani cosa fare posto che l’Europa è
incapace di darci una mano. Avremmo anche
gradito, ma forse sarebbe stata troppa
grazia, conoscere anche la squadra di
governo chiamata a rispettare i programmi.
Quest’ultimo punto è molto importante in
quanto, noi elettori, avremmo potuto
giudicare in anticipo, la serietà politica e
la competenza dei futuri ministri e
sottosegretari in comparti strategici come
le finanze, lo sviluppo economico, la
sanità, le politiche sociali, le
comunicazioni. Ad esempio, quando
Bersani parla di mettere subito in cantiere
una legge “ad hoc” sul conflitto d’interessi
non sappiamo esattamente cosa intende dire e
fare. Non sappiamo se intende restituire ai
cittadini quel “bene comune” chiamato
“Frequenze” che il signor Berlusconi, in
pieno conflitto d’interessi, ha fatto suo
per rafforzare quel potere mediatico
attraverso il quale domina, indisturbato,
radio, tv, satelliti, torri telefoniche,
siti trasmissivi, aziende di produzione di
apparati, aziende di manutenzione impianti,
aziende di produzione televisiva e
cinematografica, giornali, riviste, aziende
di pubblicità, aziende di indagini di
ascolto. Bersani non dice se quei sei canali
televisivi disponibili saranno utilizzati
per risanare quella pietosa pianificazione
televisiva digitale AGCOM di cui tutta
l’Europa ci deride e per salvare il
pluralismo radiotelevisivo, intenso come
“pluralismo nel possesso dei mezzi
trasmissivi”, o se vorrà metterli all’asta
per farne merce di scambio con le Telecoms.
Transeat, su questi argomenti che si
sarebbero dovuti discutere durante la
campagna elettorale, ma ora chiediamo a
Bersani una svolta democratica per la
riconquista del Primato della politica nella
quale il cittadino abbia la possibilità di
sentirsi, non governato, manipolato, ma
protagonista di un processo di rinnovamento
per il quale la parola d’ordine dovrà essere
“si può e si deve cambiare”. La REA,
pertanto, chiede che prenda l’iniziativa di
indire le Primarie per approvare il suo
piano di governo con la relativa squadra di
ministri e sottosegretari impegnati ad
attuarlo in modo da presentarsi di fronte
alle Camere forte del consenso popolare
lasciando, così, alle altre forze politiche
la possibilità di migliorarlo o la
responsabilità dell’eventuale sfiducia per
le sorti del Paese.
San Cesareo, 1 marzo 2013
Antonio Diomede, Presidente REA
BASTA CON GLI IMBROGLI E' ORA DI GIOCARE A
CARTE SCOPERTE
(gli italiani si sono espressi con il voto
nella più completa falsità ideologica)
Vedo, un po divertito, ma non tanto, tutti i giorni in tv e sulla
stampa le varie tesi sull'analisi del voto
degli italiani. Nei dibattiti
radiotelevisivi e sui giornali si ascoltano
e si leggono le più fantasiose motivazioni
per giustificare il pauroso vuoto politico e
di potere creatosi in un paese europeo,
l'Italia, dopo quello
del
1918-1922
per il
quale Mussolini marciò su Roma, e quello
tedesco della repubblica di Weimar del
1929-1933 a causa del quale un imbianchino,
un certo Adolf Hitler, diede vita alla più
spietata dittatura mai esistita dai giorni
della Creazione. Giornalisti e politici,
ognuno dice la sua in base alle proprie idee
o posizioni del proprio partito, ma tutti
sono d’accordo nell’affermare che "il
risultato del voto, piaccia o non piaccia è
l'espressione del popolo e come tale, in
democrazia, va rispettato".
Tutto Ok, sembra non ci sia nulla da dire.
Invece, per come si è svolta la campagna
elettorale ci sarebbe tanto da dire. Infatti
in una “vera democrazia”, quella sancita
dalla Costituzione per capirci, l’elettore
non va confuso e, soprattutto, durante la
campagna elettorale non dovrebbe essere
ammesso “il falso ideologico” che, oltre
tutto, è punibile dal codice penale (artt.
476,477 e 478). Invece la campagna
elettorale si è svolta con lo stile “del
mercato delle vacche” dove tutto si compra a
buon prezzo. Abbiamo assistito a leader
politici e candidati che promettevano
falsamente di tutto pur di carpire la buona
fede dell’elettore per accaparrarsi il voto.
Berlusconi ha promesso il rimborso dell’IMU
sulla prima casa tant’è che alcuni
pensionati sociali subito si sono presentati
alle Agenzie delle Entrate per richiedere il
modulo di rimborso. Così di voti ne ha presi
un botto e c’è mancato poco che non vincesse
ancora! Ma non è tutto; ha anche promesso un
condono tombale senza specificare per chi e
per cosa. Bersani ha promesso un po di tutto
e un po di niente. Ha perfino, vagamente,
detto che avrebbe rivisto la “Gasparri” e il
“conflitto d’interessi”. Grillo, ha promesso
di togliere tutti i privilegi alla classe
politica. D’accordo, ma quando promette la
riforma del Paese non sa di cosa parla. Non
sa che, ad esempio, Berlusconi & C. anche se
dovessero essere sbattuti fuori dal
Parlamento, continueranno a governarci
almeno per altri dieci anni attraverso i
suoi uomini piazzati nei posti di comando
dell’amministrazione pubblica. Ad esempio,
nei Ministeri, i Capi di Dipartimento, i
Direttori Generali e tutto lo staff
dirigenziale è occupato dai suoi fedelissimi
e fino a quando non andranno in pensione,
con le laute liquidazioni che si ritrovano,
sono inamovibili. Altro esempio. Le Autority
italiane sono nominate dai capi dei Partiti.
Pertanto l’AGCOM e l’Antitrust, fino a
scadenza (ma sono state appena nominate)
sono dominio di Monti e Berlusconi. In
queste condizioni, qualsiasi riforma
verrebbe uccisa prima di nascere e
quand’anche nascesse verrebbe boiocottata
nella pratica attuazione. Poi, nel nostro
settore, ci sono i Corecom di nomina
partitica. Tutte bocche da sfamare che come
uccellini appena nati vorrebbero prendere il
volo per dominare lo spazio politico insieme
alla mamma. Infine ci sono le lobby, sempre
pilotate in maggioranza da Berlusconi,
pronti a minacciare crisi di mercato se non
si soddisfano le loro tasche. Allora che si
fa? Preso atto che ci stiamo giocando la
democrazia e se ciò non è ancora avvenuto lo
dobbiamo proprio a Grillo che è riuscito ad
ammortizzare la rabbia dei giovani e di
larga parte dei lavoratori e del ceto medio
attraverso la formazione del Movimento 5
Stelle; considerata l’inesperienza
“governativa” dei singoli senatori e
deputati eletti nel Movimento 5 Stelle;
bisognerebbe aiutarli a capire come “gira il
mondo della burocrazia ministeriale e delle
lobby” in modo da non farsi abbindolare
(circuire) da codesti abilissimi signori
veri professionisti nel farsi i cazzi propri
a scapito del Paese. Scusate lo sproloquio,
non lo farò mai più, ma mi è venuto
spontaneo nella penna e mi spiace
cancellarlo. Per quanto ci riguarda noi
siamo a disposizione nell’interesse generale
del Paese. Antonio Diomede
CON MINISTERO E AUTORITA' NON SI PARLA PIU'
- OCCORRE UNA FORTE AZIONE POLITICA PER
RIPRENDERE IL DIALOGO
E' caos generale nel settore televisivo italiano. I Paesi esteri
ridacchiano alle nostre spalle e ci
giudicano incapaci, arruffoni e litigiosi.
L'incapacità l'hanno giudicata dal modo con
cui abbiamo portato a termine lo switch off
televisivo. Una pasticciata, incoerente
pianificazione AGCOM ha fatto salire alle
stelle il contenzioso con l'estero; mentre
una normativa ministeriale penalizzante per
le locali ha creato il caos generale in
tutto comparto televisivo italiano e
nell'utenza con gravissimi disservizi di
copertura. Cosa dire, poi, della normativa
LCN e dei Bandi farsa? Le sentenze del TAR e
del Consiglio di Stato parlano chiaro. La
delibera LCN è stata clamorosamente
annullata grazie alla nostra tenacia. I
Bandi farsa, man mano che i ricorsi vengono
discussi, sono tutti da rivedere sia per
gravissimi difetti d'impostazione sia per la
carenza di istruttoria. Ma non è finita qui.
Sulle procedure con cui sono stati
determinati i punteggi si stanno affacciando
inquietanti interrogativi che, prima o poi,
come nel 1993, la Magistratura Penale dovrà
occuparsene. Non vogliamo anticipare nulla,
ma abbiamo fondati sospetti di manipolazione
dei dati, specie quelli sulla copertura e
sul numero dei dipendenti. Un'altra
questione si sta affacciando. E' quella
relativa, a nostro avviso, al mantenimento
dei requisiti per cui si è vinta la gara.
Ci sono, ad esempio, furbetti che hanno
truccato la gara facendo comparire un
esercito di dipendenti che il giorno dopo
l'assegnazione del canale e del titolo
abilitativo hanno regolarmente
licenziato..... Operazioni simili si sono
potute fare grazie alle maglie troppe larghe
contenute nei bandi farsa. Il risultato di
tutto questo è il CAOS GENERALE introdotto
in tutto il settore dal noto personaggio che
ben conosciamo e che, nonostante tutto, è
massicciamente presente in viale America e
via Molise
La morale della favola è che con questa dirigenza ministeriale non
abbiamo alcuna possibilità di dialogo.
Pertanto, tappandoci ben bene il naso,
dobbiamo riallacciare un rapporto con la
politica e con i possibili partiti che
andranno al governo, ovviamente, escludendo
quei partiti che ci hanno rovinati: Lega e
PDL.
A tal fine la REA ha preparato un documento da consegnare ai politici
con cui si viene a contatto durante la
campagna elettorale nel quale sono indicati
i principali problemi sofferti dalle locali.
Il documento è anche utile per stabilire un
contatto stretto con il politico anche dopo
la campagna elettorale.
Inoltre, si è pensato di sfruttare l'occasione sanremese per invitare
ad un dibattito pubblico a Sanremo sia
Bersani che Monti. Sarà difficile che
vengano? non si sa mai, la campagna
elettorale e Sanremo facilitano....e poi
Sanremo è sempre Sanremo.
Vi ringrazio per avermi letto con attenzione e, come sempre, ricordate
di essere sempre ottimisti, tenaci e uniti
con la REA. Se ancora non sei iscritto alla
REA, fallo ora, è il momento giusto. Da soli
si perde! Rimanere in AERANTI e in FRT è un
suicidio annunciato. Comunque, fate vobis.
San Cesareo, 01 febbraio 2013
Antonio Diomede, Presidente REA
IL NUOVO REGOLAMENTO SULLA EROGAZIONE DEI
CONTRIBUTI ALLE TV LOCALI
(un altro polpettone elaborato nelle stanze
delle teste d’uovo del Ministero)
SCARICA
LA PROPOSTA REA
L’attuale Regolamento che disciplina la
erogazione dei contributi, ex legge 448/98,
alle tv locali sta per andare in pensione
dopo lunghe battaglie associative, tutte
impostate e portate avanti dalla REA, dovute a norme che hanno consentito accaparramenti
fraudolenti di risorse economiche da parte
di soggetti che meriterebbero la galera ma
che, si sa, in Italia, per così poco… in
galera non ci va nessuno.
Il Regolamento in vigore porta la firma di Gasparri e Tremonti. Le
tv locali lo conoscono benissimo per aver regalato in questi anni milioni e
milioni di euro a pochi accaparratori di professione a scapito di centinaia
di imprese sane ed oneste che hanno lottato all’infinito per reggersi in
piedi.
Furono le “boiate” del
secolo studiate e messe in piedi con il crisma della legalità dai Governi
dell’epoca (Berlusconi I e Berlusconi II) per ringraziare e accontentare
“gli amici” e “gli amici degli amici” per averlo aiutato a vincere lo
scontro elettorale del 2001.
Con la stessa logica, e
nello stesso periodo, fu emanato un altro Decreto boia. Il Decreto 24
ottobre 2001, n.407, a favore del quale furono stanziati 351,8 miliardi di
lire in tre anni, in previsione dell’adeguamento tecnologico e al piano di
assegnazione delle frequenze.
Non ci risulta che
l’Amministrazione dell’epoca, a fronte di esose erogazioni, abbia mai
effettuato verifiche sull’impiego effettivo del danaro pubblico e sulla
rendicontazione autentica delle “pezze d’appoggio” allegate alle domande
miliardarie. Una di queste, forse la più eclatante, si vociferava nei
corridoi di Viale America in una giornata afosa del mese di agosto del 2003,
fu quella di una emittente del Veneto che presentò un conto da capogiro che
fruttò un rimborso di ben 5 milioni di euro, pari a più di 10 miliardi
di lire…. Non si saprà mai se tali voci erano fondate o meno. Certo è che
quella emittente si è estesa a livello nazionale e che ci piacerebbe sapere
come abbia fatto e con quali mezzi.
Transeat sul passato? Se
queste note dovessero ricadere nelle mani di qualche volenteroso Magistrato,
decida lui se aprire o meno una inchiesta. Fatto è che ora il Ministero,
come nel 2004, è alle prese di una bozza di un Nuovo Regolamento che per
“scaramanzia” ha posto in consultazione pubblica senza prevedere il rituale
scambio di opinioni con le associazioni a meno che non l’abbia fatto senza
dar conto a quei rompiscatole della REA; cioè noi sottoscritti che lottiamo
per la trasparenza e la legalità.
Il Ministero dello
Sviluppo Economico è nelle mani di Passera e dei suoi uomini, ma pare che a
decidere cosa bisogna fare sia l’apparato del Dipartimento per le
Comunicazioni dove ai posti di comando c’è l'apparato berlusconiano. La
Bozza somiglia più alla politica del conflitto d’interessi del Cavaliere
e alle posizioni scissionistiche della Lega che alle posizioni dei
Professori.
Vediamo nel merito cosa
propone il Ministero per poi giudicare se, rispetto a quanto sopra detto,
c’è qualcosa di buono e di nuovo. Se si legge la Bozza ministeriale tutto
d’un fiato sembra ottima rispetto al passato, ma se si comincia a leggerla
piano, piano e con attenzione, avendo la pazienza di esaminare tutti i salti
di articoli e commi inseriti in altre parti del documento, viene fuori la
delusione per aver constatato che, rispetto alla passata gestione
berlusconiana, nulla o poco è cambiato. In somma è un altro “polpettone”
sfornato nelle stanze delle “teste d’uovo” del Dipartimento ovvero di coloro
che hanno fatto un gran casino con la pianificazione e l’assegnazione delle
frequenze televisive che ha prodotto la chiusura di centinaia di emittenti e
la perdita di 2800 posti di lavoro.
In sostanza, cosa dice la
bozza del Nuovo Regolamento? Dice che:
-
il 68,5% del
contributo nazionale va ripartito tra le
regioni in base alla popolazione
residente. Ciò significa che le regioni
più popolose prendono più contributi
delle piccole regioni. A conti fatti ne
consegue che:
- alle sette
regioni del Nord Italia verrebbero
assegnati € 38.500.000
alle sette
regioni del Centro Italia verrebbero
assegnati € 32.000.000
alle sei
regioni del Sud Italia verrebbero
assegnati € 29.400.000
Non c’è che dire, con una sperequazione
di nove milioni di euro tra le aree più
ricche e quelle depresse del centro sud e
delle regioni più piccole del nord, le teste
d’uovo hanno dimostrato da quale parte
stanno e per chi lavorano.
Ma non è tutto. La
somma così determinata per ciascuna regione, poi, viene assegnata:
-
in misura del 50% alle imprese che hanno
alle dipendenze tanti giornalisti
(la casta protetta dalla FNSI);
-
in misura del 50% in base agli indici di
ascolto AUDITEL (non abbiamo
parole sufficienti per apostrofare l’idea
senza incorrere in qualche querela);
2. il 28% del restante
contributo nazionale viene ripartito tra i
partecipanti sulla base di una graduatoria
nazionale:
-
in ragione del 30% per numero di
telegiornali trasmessi durante l’anno
(repliche escluse) della durata di almeno 20
minuti cad. (evidentemente per
giustificare la mole di giornalisti che si
prevede di assumere);
-
in ragione del 20% per la
programmazione annua riservata alle persone
con disabilità sensoriali o cognitive
(nulla da dire, ma il costo di tale civile
servizio sociale dovrebbe essere a totale
carico dello Stato);
-
in ragione del 20% per il costo sostenuto
per gli altri dipendenti (senza prevedere
incentivi per le nuove professioni e
specializzazioni di cui una moderna
emittente televisiva ha bisogno)
3. Il
restante 3% del contributo nazionale è
assegnato alle emittenti comunitarie in base
a una graduatoria nazionale (ma la
proposta è subdola. Infatti fa riferimento
alla delibera 353/11/CONS, articolo 1, comma
1, lettera f) che parla di fornitori di
contenuti comunitari nazionali e locali. Ma
le comunitarie nazionali cosa c’entrano con
i contributi riservati alle locali?);
Per finire, la Bozza del Nuovo
Regolamento prevede l’obbligo di
certificazione del bilancio delle imprese
televisive che chiedono i contributi da
società di revisione iscritta alla CONSOB
(roba da 10.000 euro!!);
Nella Bozza non si parla
di snellire le procedure per erogare puntualmente i contributi che se
attuate, come ha dimostrato la REA, si risparmierebbero ben 878.400 euro.
Non si parla come sostenere le ingenti spese sostenute dalle emittenti per
l’adeguamento degli impianti alla pianificazione. Non si parla della tutela
del pluralismo dell’informazione così come prevede la legge 448/98.
Le altre preziosità elaborate dalle teste
d’uovo con le puntuali osservazioni e controproposte della REA sono state
descritte in modo analitico nel documento che può essere scaricato dal sito
dell’associazione
www.reasat.it/content/documenti/doc_rea_regolamento_448.pdf
San Cesareo,
18 gennaio 2013 REA -
Radiotelevisioni Europee Associate
ANNO DOMINI 2013
(si ricomincia con fiducia e tanta tenacia –
la REA chiede a tutte le forze politiche in
competizione cosa intendono fare per
restituire alle emittenti locali le negate
libertà costituzionali – le emittenti
appoggeranno le forze politiche che prendono
precisi impegni per salvare 350 imprese e
2800 lavoratori)
Aderisci alla REA
Noi della REA, abituati come siamo alla
sofferenza, di fronte alla crisi e alle angherie subite in tutti questi anni
dalla mala politica e dalla mala gestione di interi comparti istituzionali
non ci arrendiamo. Anzi, la nostra tempra si fa più dura e , come per
miracolo, ci sentiamo più freschi e più tosti di prima. Abbiamo lasciato
alle spalle un anno disastroso per l’economia del Paese a causa di politiche
sbagliate portatrici di interessi particolari piuttosto che d’interessi
generali e di tutela dei diritti costituzionali. Così i ricchi sono
diventati più ricchi mentre i poveri sono diventati più poveri. Chi pagava
già tante tasse, ne paga ancor più grazie alla falsa concezione “montiana”
di credere nel pareggio di bilancio dello Stato attuando, si, una politica
economica rigorosa, ma unicamente a carico dei piccoli e medi imprenditori,
dei lavoratori, dei pensionati. Il risultato della politica attuata
dall’illustre Professore è sotto gli occhi di tutti. Ampie fasce del ceto
medio sono state letteralmente scaraventate verso la povertà; i poveri
verso la disperazione. Senza scomodare le grandi filosofie di politica
economica liberiste e marxiste, già Quintino Sella, storico ministro delle
finanze (1864-73), intuì che per risanare il bilancio dello Stato dell’epoca
era necessario adottare misure fiscali rigorose, impopolari, ma efficaci per
la rapidità con cui si riesce a rastrellare risorse. Quintino Sella, però,
non essendo legato a particolari interessi economici (lobby), fece ciò che
qualsiasi persona onesta avrebbe fatto al suo posto. Cioè, andò a cercare i
soldi soprattutto lì dove c’erano, scontrandosi con i ceti alti e, perfino,
con la Chiesa quando decise di mettere in vendita alcune sue proprietà. Il
risultato fu una generale ripresa economica del Paese nonostante le grandi
agitazioni della classe operaia dovute più per motivi ideologici che di
persecuzione fiscale. La differenza tra Quintino Sella e Monti è abissale in
termini di ideali, di stile e di interessi. Che Monti, una volta al Governo,
non si sarebbe mai impegnato in “politica”, non ci ha creduto mai nessuno e
stupisce il fatto che Napolitano abbia sostenuto che “in quanto senatore
a vita, Monti, non avrebbe potuto presentarsi nella competizione
elettorale”. Ingenuo Napolitano? Troppo furbo Monti? Alla fine un intero
Paese è stato gabbato da un manipolo di Professori tutti, più o meno,
impegnati nella difesa degli interessi del Potere Finanziario; cioè di quel
Potere che nel 2009 fu capace di mettere in crisi l’intera economia
occidentale per l’uscita dalla quale gli Stati Uniti di Obama pagarono a
suon di miliardi di dollari il risanamento del sistema bancario americano.
Sono favole? Si pensi ciò che si vuole, ma i fatti sono tutti lì. Basta fare
mente locale e ricordare la feroce lotta in atto tra i noti poteri forti
degli ultimi vent’anni per capire il senso della competizione elettorale che
stiamo vivendo. Essi sono: il Potere Finanziario, il Potere Mediatico, il
Potere Partitico, il Potere Giudiziario e il Potere Militare il
(apparentemente dormiente), tutti discretamente super sorvegliati dal Potere
temporale della Chiesa.
Il Potere Partitico, inteso come
espressione del nobile Primato della politica, subì gravissime perdite con
la fine della prima Repubblica per mano del Potere Giudiziario che decise di
entrare in politica con “Italia dei Valori” di Antonio Di Pietro.
Negli anni ’90, il nascente Potere
Mediatico, costituitosi in partito con “Forza Italia”, ebbe il sopravvento
governando un ventennio per, poi, capitolare nel 2011. E’ già accaduto che
ogni venti anni ogni forma di potere politico finisce per logorarsi. E’
successo con il ventennio fascista del ‘21, il ventennio democristiano del
47’, il ventennio del centro sinistra del 63’ e il ventennio berlusconiano
del 94’-2011
Sulle ceneri della sconfitta del Potere
Partitico del 94’ e Mediatico del 2011 si è fatto prepotentemente fatto
avanti il Potere Finanziario, rappresentato dai Professori di Monti i quali,
dopo aver giurato al Capo dello Stato di volere “il bene del Paese” e di
svolgere una “missione francescana”, rinunciando perfino allo stipendio (non
è vero naturalmente!), ora li vediamo in campagna elettorale nella disperata
lotta per mantenersi le “poltrone di governo” ricevute come manna dal cielo
del Quirinale non si capisce ancora bene per quali particolari meriti se non
quelli di essere stati professori della Bocconi e consulenti dell’alta
finanza e dei banchieri europei.
Lo scenario dell’attuale campagna
elettorale, dunque, è una partita tra questi tre poteri “forti”, arbitro il
Vaticano, i quali si stanno contendendo il governo del Paese con le stesse
regole elettorali del “porcellum” in modo da poter controllare “uomini e
mezzi” che andranno a far parte del nuovo Parlamento.
A proposito di mezzi, in tale lotta di
potere, il controllo dei mezzi di comunicazione è fondamentale per vincere o
perdere la battaglia ed è questa la ragione per cui il cav. Berlusconi è
ridisceso nuovamente in campo. Lui, non fidandosi di nessuno, vuole
personalmente difendere ciò che si è “donato” in un ventennio di “governo di
conflitti d’interessi”.
Sono stati i venti anni di consolidamento
delle Reti Mediaset e di distruzione pianificata dell’emittenza locale per
mano del suoi vassalli Gasparri & Romani e con la complicità della Lega. Per
noi radiotelevisivi, pensare di rimettere al governo lui e i suoi alleati
significa suicidarci!!!!!
Le valutazioni sulle altre forze politiche
in campo, ognuno faccia da sé, ma attenti ai “montiani” cioè alle Banche e
ai banchieri …..
Allora che si fa? Non dobbiamo certamente
mollare. Dobbiamo guardare a quel po’ di nuovo che sta emergendo per la
riconquista del Primato della politica quale unica via d’uscita per
risolvere la crisi economica del Paese che, fondamentalmente, è “crisi di
valori” etici, morali e culturali.
In tal senso, la REA è impegnata nella
campagna elettorale ma ciò non significa che abbia preso “partito”. La REA è
e rimane apartitica però appoggerà quelle forze politiche che s’impegneranno
nella difesa dei diritti costituzionali come le libertà di comunicazione e
informazione, la libertà d’impresa per la massima occupazione in uno Stato
che mantenga alto il livello della dignità umana con adeguata assistenza
sociale e previdenziale.
Pertanto è intendimento della REA chiedere
a tutte le forze politiche in competizione cosa intendono fare per
restituire alle emittenti locali le negate libertà costituzionali per le
quali negazioni il Governo Berlusconi, con il suo conflitto d’interessi, ha
provocato la chiusura di 350 emittenti e il licenziamento di 2800
lavoratori. In particolare, la REA, intende chiedere quanto segue:
1.
Riassetto del sistema radiotelevisivo
a)
revisione del piano di assegnazione delle frequenze televisive con esplicito
impegno a recuperare le sei frequenze dell’ex beauty contest da destinare
all’emittenza locale in modo tale da far rientrare in graduatoria
tutte le emittenti escluse dai bandi farsa;
b)
impegno a non concedere ai telefonici la banda 700 (canali dal 50 al 59)
così come vorrebbe la lobby delle Telecoms europee;
c)
attuazione del piano di assegnazione delle frequenze radiofoniche analogiche
e digitali in modo tale da eliminare tutte le problematiche
interferenziali per dare certezza di lavoro alle radio locali nel
rispetto dei diritti costituzionali;
2.
Normativa dei diritti e doveri
a)
diritto alle provvidenze di sostegno all’editoria radiotelevisiva locale con
sconto dell’ 80% sui consumi di energia elettrica e spese telefoniche da
effettuarsi direttamente in bolletta;
b)
diritto all’accesso gratuito alle agenzie di stampa;
c)
revisione della normativa sul diritto d’autore e diritti connessi;
d)
regolamentazione per legge delle indagini di ascolto radio e tv
e)
revisione del regolamento sui contributi derivanti dalla 448/98
per la tv e della 448/01 per radio
prevedendo la erogazione secondo le direttive europee di max 30 giorni dalla
data della domanda
3.
Poteri
sindacali
a)
impegno a ripristinare la Commissione per l’Assetto
Radiotelevisivo per le consultazioni
preventive alla emanazione di leggi e normative di settore;
b)
impegno a destinare alle associazioni accreditate una sede presso il
Dipartimento Comunicazioni per lo svolgimento delle funzioni sindacali;
Tutto questo la REA chiederà alle forze
politiche in competizione elettorale un confronto diretto e trasparente che
sarà dibattuto a Sanremo nell’ambito del “Forum Musica & Informazione” in
occasione del Festival della Canzone Italiana.
Le emittenti radiofoniche e televisive
interessate a partecipare alla battaglia della REA per la difesa alla
libertà d’antenna , conquistata con la sentenza 202 della Corte
Costituzionale nel 1976, sono invitate a sottoscrivere l’allegata
adesione per essere di più e più forti per vincere.
San Cesareo, 10 gennaio 2013
Antonio Diomede, Presidente REA
LCN - DOCUMENTO REA IN
CONSULTAZIONE AGCOM
L'AUTORITA' NON RICONOSCE LE INDAGINI
EURISKO
Spot indagini ascolti
Saluti dei Jalisse agli ascoltatori della
tua radio
Il nuovo singolo dei Jalisse "Tra rose e
cielo"
(metti in onda lo spot)
IL GOVERNO CI
DIA IL DOVUTO
(scarica)
LETTERA APERTA
AL SOTTOSEGRETARIO DEL
MSE PROF. MASSIMO VARI, AL
CAPO DEL DIPARTIMENTO
ROBERTO SAMBUCO E AL
DIRETTORE GENERALE FRANCESCO
SAVERIO LEONE
(scarica)
NASCE
IL PATTO DI SOLIDARIETA' TRA
RADIO-TV LOCALI E ARTISTI

da sinistra: Salvatore Riso,
Mario Di Gioia, Antonio
Diomede, Dario Salvatori,
Ines Diaz, Tony Esposito,
Francesca Murgia, Luca Maris
Milano mercoledì 24
ottobre 2012 -
Nasce a Milano il Patto di
Solidarietà tra Radio-tv
locali, artisti, cantanti,
compositori, autori,
musicisti, critici e deejay
per la reciproca difesa dei
diritti costituzionali sulla
libera informazione e
comunicazione artistica e
giornalistica diffusa con
ogni mezzo, in ogni luogo e
in ogni momento della vita.
Il Patto è stato condiviso
durante lo svolgimento del
Talk Show “Musica &
Informazione” svoltosi a
Milano nella Sala Eventi
della Mondadori di Corso
Vittorio Emanuele II durante
il quale il Presidente della
REA, Antonio Diomede, ha
dichiarato “… ufficialmente
aperta la Milano-Sanremo
della canzone italiana per
approdare il 15 e 16
febbraio 2013 al Palafiori
con artisti emergenti scelti
direttamente dal pubblico
delle radio e tv locali”. Il
tour toccherà le città di
Venezia, Firenze, Roma,
Napoli, Bari, Palermo e
Cagliari con tappe
intermedie segnalate dalle
emittenti locali
interessate. A tagliare il
nastro di partenza della
Milano-Sanremo della canzone
italiana è stata chiamata
dalla REA la giovane
cantante Francesca Murgia e
il cantautore Luca Maris. Il
Patto di Solidarietà è stato
dibattuto da artisti e
autorevoli personalità del
mondo della canzone italiana
come I Jalisse, Tony
Esposito, Dario Salvatori,
Luca Maris, Ines Diaz, Elio
Cipri, Anita Madaluni,
Marcos Vinicius, Guido
Palma, Gegè Reitano, Mario
Di Gioia, Salvatore Riso,
Massimo Luca, Giuliano
Fournier, Paolo lunghi,
Antonio Parisi
PER
ADERIRE AL PATTO DI
SOLIDARIETA' TRA RADIO-TV E
ARTISTI SCRIVI A
info@reasat.it
TALK SHOW MUSICA &
INFORMAZIONE – VI EDIZIONE
(Milano, 24 ottobre 2012 –
ore 14.00)
Mondadori Multicenter –
Spazio Eventi piano -1,
Corso V. Emanuele II
Con la rivoluzione
tecnologica digitale dei
mezzi di comunicazione,
grazie alla moltiplicazione
dei programmi
radiotelevisivi e alla
maggiore potenzialità della
rete, si sono aperte nuove
prospettive di sviluppo per
la musica e l’informazione.
Gli artisti, infatti, grazie
alla tecnologia digitale,
hanno la possibilità di
occupare spazi
radiotelevisivi insperati
dovuta alla maggiore
disponibilità di canali sul
telecomando. Tale
opportunità è anche
validamente offerta
all’informazione.
Musica & Informazione è un
sodalizio inscindibile per
il successo dei nuovi mezzi
di comunicazione utilizzati
dalle reti radiotelevisive
nazionali e locali.
Con tale spirito, nella
difesa dei diritti
costituzionali per la
libertà d’informazione, la
R.E.A. – Radiotelevisioni
Europee Associate, con le
sue 430 emittenti associate
darà il via a questa idea
innovativa, che vede
“ai blocchi di partenza”
del progetto,
“La Milano-Sanremo della
canzone italiana”,
l’artista
cantautore Luca Maris e la
MD Produzioni promuovendo
una campagna nazionale per
lo sviluppo della musica
italiana e per la
valorizzazione degli artisti
che la interpretano
attraverso le reti
radiofoniche e televisive
locali italiane.
La promozione partirà il 24
ottobre 2012 da Milano per
concludersi il 15 e 16
febbraio al Palafiori di
Sanremo in occasione del
Festival della Canzone
Italiana. Al Palafiori di
Sanremo si esibiranno gli
artisti emergenti
selezionati dalle radio e
dalle televisioni locali
scelti dal proprio pubblico.
Durante il Talk Show verrà
illustrato in Conferenza
Stampa il Regolamento di
partecipazione.
Nella categoria dei giovani
artisti emergenti è stata
chiamata dalla R.E.A.
Francesca Murgia, nuova voce
della musica italiana con un
CD d’esordio di ottimo
spessore vocale e musicale
il quale contiene 10 brani
inediti. Francesca Murgia la
vedremo nel videoclip del
singolo “Sempre a pensare”,
feat Luca Maris, autore e
compositore dell’intero
album. Prodotto da M.D.
Produzioni di Ines Diaz con
sede in Svizzera e
pubblicato dall’etichetta
discografica Top Records, il
CD è già in distribuzione in
tutta Italia nei negozi e in
digital download da Edel.
Allo Showcase di
presentazione saranno
presenti diversi giornalisti
e rappresentanti di network
radio e tv, Ines Diaz della
M.D. Produzioni Produttore
Discografico e Editore c/o
SUISA, Guido Palma
dell’etichetta discografica
Top Records, un
rappresentante della Edel,
il cantautore Luca Maris,
l’artista Tony Esposito,
consulente musicale del CD
di Francesca Murgia, il
Presidente della R.E.A.,
Antonio Diomede, Dario
Salvatori noto giornalista e
critico musicale, il
Presidente del circuito
radiofonico nazionale “Le
100 Radio+ Belle d’Italia”,
Salvatore Riso, il
Presidente di AssoDeejay,
Mario Di Gioia e il Dr. Ivo
Pulcini - Presidente della
Onlus “Un cuore per tutti...
tutti per un cuore” e medico
della Lazio Calcio e di Miss
Italia, Verrà inoltre
presentato il singolo
“Fuori e dentro noi”
del cantautore Luca Maris
per il Progetto Onlus “Un
cuore per tutti… tutti per
un cuore”, i cui ricavati
provenienti dalle vendite
serviranno a sostenere e
finanziare i progetti di
beneficenza curati
dall’Associazione, sia in
Italia sia in altre parti
del mondo.
Nel Talk Show si parlerà del
Patto di solidarietà che la
R.E.A. propone a tutti gli
artisti italiani, cantanti,
compositori, autori e Deejay
per la reciproca difesa dei
diritti costituzionali sulla
libera informazione,
artistica e giornalistica,
diffusa con ogni mezzo, in
ogni luogo e in ogni momento
della vita.
Gli Artisti e i Dj che hanno
dato l’adesione al Talk-Show
hanno espresso la propria
solidarietà alla R.E.A. e
alla lotta per la
sopravvivenza delle
emittenti radiotelevisive
locali vittime di gravi
soprusi da parte dei poteri
forti dello Stato e di
violazioni costituzionali.
Il Talk-Show verrà trasmesso
in diretta radio dal
circuito radiofonico
nazionale “Le 100 Radio +
Belle d’Italia” e in
streaming televisivo con
modalità che verranno
successivamente pubblicate.
Il presente comunicato è un
formale invito di
partecipazione.
Si prega anticipare la
presenza a
info@reasat.it
.
San Cesareo, 15 ottobre 2012
REA – Radiotelevisioni
Europee Associate
APPELLO AL CAPO DELLO STATO
PROTESTA NAZIONALE
DELLE EMITTENTI LOCALI I
(contro la vendita delle frequenze e
i Bandi farsa del Ministero dello
Sviluppo Economico)
scarica lo
spot e mettilo in onda
UNISCITI
ALLA LISTA DELLE EMITTENTI INDIGNATE
(ricostituiamo il movimento per la
difesa dei diritti costituzionali –
se condividi questo Manifesto scrivi
“CONDIVIDO”
e invia a
info@reasat.it
con i tuoi dati e le
tue osservazioni – il Manifesto
firmato sarà inviato al Capo dello
Stato con la richiesta di audizione)
La protesta delle emittenti
INDIGNATE continua con
la messa in onda in contemporanea
dell’Appello al Capo dello Stato.
Essa è
destinata a segnare una data storica
nel nostro Paese e nelle lotte delle
emittenti locali per la difesa dei
diritti costituzionali d’impresa,
d’informazione e di comunicazione.
Le emittenti locali,
INDIGNATE dal modo con
cui il Governo, il Ministero e l’AGCOM
hanno gestito la Pianificazione e
assegnazione delle frequenze
digitali e la Pianificazione
numerica dei canali, si rivolgono al
Capo dello Stato per metterlo in
guardia dagli attacchi che ben
individuati ambienti istituzionali
eversivi stanno facendo alla Carta
Costituzionale per favorire
l’inserimento delle Telecoms-Bank
tra i poteri forti dello Stato
attraverso “il possesso accentrato
delle frequenze” capaci, come
sappiamo, di dominare nazioni e
continenti con la gestione delle
reti radiotelevisive, telefoniche,
internet e satellitari. La
testimonnianza di tale “eversiva”
azione dominate, distruttiva dello
“Stato di diritto”, è ben scritta
nelle leggi, decreti e delibere
AGCOM fin qui approvate
approfittando della crisi dei
partiti e della crisi finanziaria
del Paese e dell’Europa intera. Con
queste liberticide leggi e delibere
gli “eversivi” delle Telecoms-Bank,
ieri protetti da Berlusconi oggi da
Monti, hanno “massacrato” le
inconsapevoli emittenti televisive
locali togliendo loro le frequenze
con le quali da trent’anni hanno
saputo dirigere 650 aziende in piena
e autonoma libertà conquistata con
aspre battaglie e durissimi
sacrifici. Quelle leggi e delibere
criminose hanno “distrutto” un
intero comparto editoriale, un bene
nazionale di straordinaria ricchezza
di libertà e democrazia, per il solo
fatto che quelle frequenze “oggi
servono alle Telecoms-Bank.
Si tratta di un gioco “politico
sporco” dal quale bisogna avere il
coraggio di prendere le distanze per
combatterlo fino in fondo senza
lasciarsi ingannare dalle lusinghe
di quei signori vestiti di nero,
dalle apparenze gentili e garbate,
rinchiusi nelle stanze dei bottoni
che ci invitano alla calma e ci
promettono “la salvezza
dell’Italia dalla crisi economica”.
L’operazione “switc off”, portata
avanti da Paolo Romani in nome e per
conto di Berlusconi e proseguita da
Corrado Passera, in nome per conto
del finanziere Monti, per come è
stata progettata, non fa bene al
cittadino comune, non fa bene al
Paese e all’Europa, non fa bene alle
emittenti locali, fa, invece, “molto
bene alle Telecoms-Bank”
multinazionali.
Questa è in sintesi la situazione
nuda e cruda della questione. Chi ci
crede, ci crede, chi non ci crede si
faccia massacrare. Noi che abbiamo
sottoscritto questo Manifesto e che
crediamo nella Carta costituzionale
e nello Stato di diritto ci
batteremo fino in fondo per ritorno
alla libertà d’impresa,
d’informazione, di comunicazione, di
gestione democratica dei mezzi
trasmissivi di ogni genere, dei
diritti per il lavoro e per la
solidarietà sociale. La giornata di
protesta del 5 ottobre 2012 ha
registrato la significativa
partecipazione di 189 emittenti
delle quali 112 tv e 77 radio, ma la
protesta prosegue per esternare al
Capo dello Stato tutta la nostra
“indignazione” di cittadini liberi e
di menti pensanti che si rifiutano
di essere considerati “massa di
manovra” di chicchessia.
Nei giorni scorsi, lo Studio Legale
Barneschi, su mandato della REA, ha
notificato al Capo dello Stato
l’atto d’impugnazione della
vergognosa Delibera di
ripianificazione AGCOM 265/12/CONS
valida per le regioni già swicciate
il 2009 e 201O mentre sono tuttora
in corso le notifiche d’impugnazione
davanti al TAR relative ai “Bandi
farsa” emanati con regole
arzigogolate dal Ministero dello
Sviluppo Economico per la
riassegnazione delle frequenze i cui
vincitori sono facilmente
individuabili.
Ora basta con le parole e passiamo
all’azione!
Se condividi questo Manifesto scrivi
“CONDIVIDO”
e invia a
info@reasat.it
con i tuoi dati e
possibilmente un tuo commento – il
Manifesto firmato sarà inviato al
Capo dello Stato con la richiesta di
audizione – la nostra azione passerà
alla storia, non mancare a questo
appuntamento - ricorda che stiamo
ricostituendo il Movimento per la
Difesa dei Diritti Costituzionali –
uniti si vince, isolati si perde
GIRA QUESTO MANIFESTO SULLA RETE E
SUI SOCIAL NETWORK – INVIALO AGLI
AMICI DELLA TUA LISTA
San Cesareo, 08 ottobre 2012
Antonio Diomede, Presidente REA –
Radiotelevisioni Europee Associate
LO SVOLGIMENTO DELLA PROTESTA
-
EMITTENTI TELEVISIVE
a)
dalle ore 7.00 alle ore 21
diffusione in rete del messaggio di
protesta per ogni ora di
trasmissione (possibilmente
scorrevole per non interrompere i
programmi)
2. LE EMITTENTI RADIOFONICHE
c)
dalle ore 7.00 alle ore 21
diffusione in rete del messaggio
audio di protesta in ogni ora di
trasmissione (n. 15 svolte
nell’intera giornata)
INVIA A
info@reasat.it
L’ADESIONE DELLA TUA EMITTENTE
APPELLO AL MINISTERO DELLO SVILUPPO
ECONOMICO E AL GOVERNO
(Sottosegretario di Stato Prof.
Massimo Vari)
Chiarissimo
Professore,
con la mia del 3 settembre u.s.
segnalai a Lei, in qualità di
rappresentante del Governo, e al
Dottor Sambuco, in qualità di
rappresentate del Dipartimento
Comunicazioni del Ministero dello
Sviluppo Economico, quanto segue:
“Corre
voce che codesto Dipartimento stia
per emettere nuove regole per la
partecipazione ai bandi regionali
per l’assegnazione delle frequenze
agli operatori di rete televisivi
operanti nelle aree già
digitalizzate nel 2009/2010. La
fonte della notizia è l’Associazione
…. omissis…. la quale, attraverso i
suoi rappresentanti, nelle assemblee
pubbliche, ha vantato di conoscere
in anteprima tali nuove regole, di
condividerle, e, in particolare, di
essere a conoscenza di un diverso
meccanismo per la formazione delle
intese e/o consorzi rispetto ai
bandi del resto d’Italia.
Pertanto si chiede
urgentissimo chiarimento in
proposito per evitare una nuova
stagione di aspri conflitti e
ricorsi giudiziari nei quali
immancabilmente la REA sarà
impegnata in difesa degli interessi
degli associati e della categoria”
Il 5 settembre,
leggendo i Bandi pubblicati in
Gazzetta, constatai che tali voci,
purtroppo, erano fondate e che il
Ministero, effettivamente, aveva
cambiato radicalmente le regole
rispetto ai Bandi precedenti che
nessuno poteva conoscere tranne
qualcuno ben introdotto in Viale
America. Non mi dilungo sul
danno d’immagine subito ancora una
volta dall’Amministrazione, né
sinceramente mi sorprende più di
tanto, considerato il dilagante
degrado etico, politico e morale
esistente nel nostro beneamato Paese
lasciato nelle mani di una ciurma di
profittatori patentati.
Pertanto, l’8 settembre,
dopo aver raccolto numerose proteste
per tale scandalosa fuga di notizie
mi decisi a invitare il Governo
(Lei) e l’Amministrazione (Sambuco)
a ritirare i Bandi per
riformularli
“con regole trasparenti, al
di sopra di particolari interessi,
con parità di trattamento rispetto
ai Bandi precedenti nel rispetto
degli interessi collettivi dei quali
le associazioni devono essere
considerate da codesto Ministero
pariteticamente rappresentative. A
tal ultimo proposito, la
sottoscritta associazione, diffida
il Ministro e l’Amministrazione dal
continuare a intrattenere esclusivi
rapporti di comodo con……. omissis …,
com’è accaduto alla vigilia della
pubblicazione dei Bandi, su
argomenti che riguardano gli
interessi generali della categoria
ed in particolare l’interesse
pubblico rappresentato dai Bandi in
questione”
Il 9 settembre, Lei
ebbe la premura di convocarmi
presso la sede del Dicastero di via
Molise, per un chiarimento.
L’incontro fu fissato per il giorno
dopo, 10 settembre 2012, ore 9,30.
Ebbi modo di raccontare, per filo e
per segno, quanto mi era stato
riferito da alcune associate a
proposito di quella fuga di notizie,
ma sinceramente, non mi sembrò né
meravigliato né scandalizzato. Le
chiesi, a latere, se in un concorso
pubblico, nella fase di valutazione
delle domande, fosse lecito
pubblicare prima una graduatoria
provvisoria e poi una definitiva
com’è accaduto con i precedenti
Bandi. Poi parlammo del più e del
meno sulle questioni generali della
categoria, ma dei Bandi evitò
diplomaticamente di parlarne:
compresi che la proposta della REA
di ritirare Bandi non era nei suoi
pensieri. Avrei voluto chiederle
tante cose sulla legittimità e
trasparenza dei Bandi fin qui
emessi, ma lasciai perdere…..
L’incontro si concluse con l’impegno
da parte Sua di avviare un tavolo
tecnico per la revisione dei
regolamenti radio e tv relativi ai
contributi a fondo perduto previsti
dalle leggi 448/98 e 448/01; cosa
qualificante per un buon Governo se
fosse veramente realizzata.
Nello stesso momento,
le emittenti erano prese nel
formulare i quesiti su alcuni
fondamentali punti controversi dei
Bandi, quali: come valutare il
patrimonio, i dipendenti, la
copertura, le acquisizioni degli
impianti e, dulcis in fundo, come
porre rimedio alla mancata
separazione contabile imposta come
requisito fortemente penalizzante
del quale solo i ben informati
sapevano. A tale proposito
l’Amministrazione ha risposto di
considerare zero il patrimonio
nel caso di mancato adempimento alla
delibera 353/11/CONS. In tal modo
ha stravolto ancor più le
regole del giusto riconoscimento
delle potenzialità economiche
dell’impresa. Visto e
considerato che il patrimonio netto
incide ben 30 punti è prevedibile
che il risultato di questa originale
trovata metta in serio pericolo
l’esistenza di quelle emittenti
ben strutturate sul territorio come
aziende che producono ricchezza e
occupazione. Invece, le
emittenti più piccole (provinciali e
sub provinciali) potrebbero essere
inesorabilmente escluse per
insufficiente punteggio totale
dovuto alla modesta copertura. In
realtà, è meglio chiarirlo, quei
pasticciati Bandi, come i
precedenti, servono per scremare
l’etere dalle locali in modo da
far posto alle Reti nazionali e alle
Telecoms pronte ad assumere un ruolo
di primaria importanza tra i grandi
Poteri dello Stato attraverso la
gestione di tutti i nuovi mezzi
trasmissivi disponibili nelle
diverse modalità (tv, radio,
internet, telefonia fissa e mobile,
satelliti).
Per evitare di essere considerato
come colui che vede nemici e
ingiustizie da tutte le parti, passo
a una carrellata di documentate
preziosità relative ai Bandi
farsa.
Illegalità penali ed
amministrative:
Premesso che i Bandi
così come sono stati concepiti
non rappresentano una gara ma solo
una richiesta di documenti, a pena
di esclusione, di situazioni
aziendali ben conosciute alla banche
dati, di cui sicuramente i
più informati e la stessa
Pubblica Amministrazione possono
facilmente avere accesso e quindi
costruire regole ad hoc
, con le cosiddette griglie
costruite, per favorire alcuni e
svantaggiare altri, come ad
esempio:
-
Copertura –
punti assegnati 45:
perfettamente conosciuta dal
Ministero, valutata in modo
discrezionale con un
software di calcolo sconosciuto
ed inaccessibile;
-
Patrimonio
Netto – punti assegnati 30:
dato accessibile presso le
Camere di Commercio con semplice
visura;
-
Numero di
dipendenti – punti assegnati 20:
dato accessibile presso
le banche dati dell’INPS;
-
Anzianità – punti assegnati 5;
dato noto al Ministero
Premesso ancora che c’è
stata una fuga di notizie
(turbativa d’asta) sui termini e
sulle modalità di partecipazione
avvenuta almeno 10 giorni prima
della sua pubblicazione e forse
anche più (luglio/agosto 2012); e
che il Ministero pare abbia
convocato solo due associazioni di
categoria, anticipando i criteri
di assegnazione, avvantaggiando così
un gruppo d’imprese a discapito di
altre;
Si
evidenziano le seguenti anomalie
· Nel
decreto di conversione della
legge101/08, pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale n.132 del 7
giugno 2008, si legge il calendario
per lo svolgimento dello switch off
televisivo dal quale non pare si
evinca che l’Italia debba essere
digitalizzata con normative
differenti da regione a regione così
come il Ministero sta facendo con la
riassegnazione delle frequenze nelle
aree tecniche già swicciate il
2009/2010 quasi l’Italia fosse
divisa in due Blocchi:
1.
La Liguria, Toscana, Umbria, Marche,
Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia.
Sicilia e Calabria con bandi che
hanno seguito il criterio della
provenienza analogica con requisiti
lineari (Copertura consolidata,
Patrimonio globale per attività di
rete + contenuti, forza lavoro unica
per tutte le attività;
2.
La Sardegna Valle d’Aosta, Piemonte,
Lombardia. Veneto, Trentino Friuli,
Emilia, Lazio e Campania con
bandi che hanno azzerato
completamente la trentennale
attività imprenditoriale conseguita
con l’analogico per far prevalere
gli ultimi tre anni dell’attività
digitale tuttora confusa e
sostanzialmente sperimentale. I
Bandi sono stati adeguati
conseguentemente alla scissione
dell’attività di rete da quella di
fornitore di contenuti prevista dal
digitale per cui è stato introdotto
lo scorporo sia del Patrimonio sia
dei dipendenti delle rispettive
attività, mentre il valore della
copertura (il punteggio maggiore) è
stato artatamente polverizzato per
disporre di più margini
discrezionali nell’assegnazione del
punteggio. A tutto questo artifizio,
c’è solo una parola da dire:
VERGOGNA per chi l’ha concepito, chi
lo sostiene e chi lo difende.
E’ da tale diverso vergognoso
trattamento che nasce la
protesta delle emittenti della
Campania, Lombardia, Lazio, Veneto,
Friuli, …..le quali si ritrovano a
dover sopportare a proprie spese
un processo di riorganizzazione
aziendale che sembrava concluso
in termini di investimenti e
sistemazione delle reti e al riparo
dal rischio di perdere le frequenze
com’è incredibilmente accaduto con
la famigerata Delibera di
pianificazione 265/12/CONS.
I Bandi sono una farsa in quanto
dall’esame di tutto quanto sopra
detto risulta facilmente calcolabile
la graduatoria dei probabili
vincitori di questa gara al
massacro, per cui, oltre tutto,
risulta evidente l’operazione
disinvolta del Ministero che si
maschera dietro una gara per
eliminare tutte le imprese alle
quali il TAR ha aggiudicato, ad
esempio, una frequenza da liberare
come quella dell’ex beauty contest.
Nello stesso tempo vengono eliminate
una serie di piccole imprese che
hanno la sola colpa di essere
assegnatarie di una frequenza in cui
si trovano da sole. In questo modo
il Ministero ha eliminato tutto il
contenzioso giudiziario chiudendo di
fatto tutte le imprese che negli
ultimi 3 anni hanno lavorato,
investito in impianti e assunto
personale in seguito ad un
provvedimento giudiziario. Il tutto
senza ricorrere ad alcun
risarcimento per le frequenze
dell’ex beauty contest
“sottratte” alle locali per
essere lautamente pagate dai
vincitori della imminente
pubblica asta.
Per farla breve, i Bandi di
riassegnazione delle frequenze sono
“Bandi farsa” in quanto
eludono platealmente gli articoli 4,
13, 13bis e 14 del Codice delle
Comunicazioni Elettroniche; cioè non
sono ispirati a criteri di equa
distribuzione, trasparenza, rispetto
dei valori costituzionali per la
tutela di tutti i soggetti al
legittimo diritto di ambire alla
gestione di un bene pubblico qual è
una frequenza radiotelevisiva.
Questo dovrebbe essere il compito
primario di una Pubblica
Amministrazione sana. Organizzare
Bandi farsa per negare i
diritti d’impresa e di possesso dei
mezzi trasmissivi con perdita di
reddito nazionale, di forza lavoro e
dei valori democratici a vantaggio
di chicchessia è un CRIMINE.
Per queste fondamentali
ragioni, l’8 settembre Le
scrissi fiducioso di rivolgermi ad
uno dei più eminenti
costituzionalisti della
Repubblica nonché rappresentante di
un Governo che non perde occasione
per dichiarare di combattere la
corruzione nella Pubblica
Amministrazione, gli evasori
fiscali, la mafia, i monopoli
attraverso le liberalizzazioni e di
prodigarsi per il bene dei
cittadini e della nazione. Le
chiesi di ritirare quei Bandi
farsa ritenuti irrispettosi
degli articoli 3,21,41 e 97 della
Costituzione; sperequati
rispetto ai bandi del resto
d’Italia, confezionati su misura
delle grandi Reti e di alcune
formazioni portatrici d’interessi
particolari agevolate da una
vergognosa fuga di notizie. A
proposito di mafia,
l’Amministrazione bene farebbe a
riesaminare la legittimità di certe
posizioni in odore di mafia o di
evasione fiscale e truffa ai danni
dello Stato risultate in
graduatoria nei precedenti bandi.
Parlo delle graduatorie di Puglia e
Sicilia.
Per tutto ciò premesso, la
REA – Radiotelevisioni Europee
Associate e la rimanente parte sana
dell’emittenza radiotelevisiva
locale italiana che mi onoro di
rappresentare, fa
APPELLO AL
GOVERNO
-
AFFINCHE’ EMETTA UN DECRETO
D’URGENZA PER L’ANNULLAMENTO DEI
BANDI IN QUESTIONE - CONTESTUALE
RIEMISSIONE DEGLI STESSI CON
REGOLE TRASPARENTI E NON
SPEREQUATE, RISPETTOSE DELLE
LEGGI SUI CONCORSI PUBBLICI –
NOMINA PER DECRETO DI UNA
COMMISSIONE ESTERNA AL
DIPARTIMENTO COMUNICAZIONI PER
IL VAGLIO DELLE DOMANDE E PER LA
STESURA DELLE GRADUATORIE -
DIVIETO ASSOLUTO DI GRADUATORIE
PROVVISORIE.
In caso contrario, nell’interesse
delle emittenti rappresentate, si
procederà all’impugnazione dei Bandi
davanti al TAR del Lazio e se
necessario alla Corte di Giustizia
Europea oltre che alla Procura
della Repubblica di Roma per le
violazioni della legge sui pubblici
concorsi e di quant’altro previsto
dal Codice Penale.
San Cesareo, 01 ottobre 2012
Antonio
Diomede
E' PARTITA L'AZIONE LEGALE DELLA REA
CONTRO I BANDI FARSA E LA DELIBERA
TRUFFA DI PIANIFICAZIONE PER LA
CAMPANIA, LAZIO, E. ROMAGNA, VENETO,
LOMBARDIA, FRIULI V.G., PIEMONTE, TRENTINO AA
E’ evidente: la lezione di
annullamento della Delibera LCN
inflitta all’Autorità, al
Ministero, a FRT, a DGtvi e
Aeranti, non è bastata. Questo
gruppo d’interessi particolari
non perde occasione per
distinguersi dal resto d’Europa
nel calpestare le direttive
internazionali sulle
radiocomunicazioni e i diritti
costituzionali sulla libertà
d’impresa e di comunicazione
delle locali. Le regole che si
sono lette nei Bandi per
l’assegnazione dei diritti d’uso
delle frequenze e la relativa
pianificazione prevista nella
Delibera 265/12/CONS sono, dal
punto di vista giuridico e del
diritto, a dir poco aberranti
nei seguenti essenziali punti:
-
Dopo appena due anni dallo
switch off del 2010, si
ricomincia daccapo con una
nuova pianificazione la
quale sottrae alle locali
molte frequenze obbligandole
a gareggiare per difendere
il diritto acquisito nel
2010 di operatore di rete.
Non è stata pianificata la
banda III, molti canali
buoni di IV e V banda sono
scomparsi e, in diversi
casi, le locali sono state
sfrattate dai siti storici. Le potenze
massime consentite alle
locali non superano i 400
W/ERP mentre alle nazionali
è consentito di non avere
vincoli particolari e di
emettere potenze fino a
50.000 W/ERP !!!!!!
-
Alle Reti
Nazionali sono stati
assegnati 25 canali
intoccabili; alle locali
canali precari soggetti a
permanente revisione;
-
I vincoli radioelettrici
imposti dal piano alle
locali sono insostenibili
per il broadcasting.
Cosa questa che non accade
per le Reti nazionali le
quali sono libere di
trasmettere senza limiti
radioelettrici verso
l’estero e verso l’interno.
I futuri operatori di rete
che riusciranno a superare
le regole del Bando e
risulteranno in graduatoria,
devono sapere che saranno
tenuti a rispettare i così
detti PDV (punti di
verifica) che delimitano
l’area di servizio assegnata
con soglie di campo espresse
in dBuV/m difficilmente
invalicabili senza incorrere
in pesanti sanzioni e liti
giudiziarie, se riguarda
l'interno, oppure la chiusura
immediata degli impianti se
riguarda l'estero;
-
Elusione della legge 482/99
sulle minoranze
linguistiche. Nessuna
risorsa è stata riservata
alle emittenti in questione;
-
I l
Bando(i) è zeppo di norme
discriminatorie,
contraddittorie e
anticostituzionali, quali:
-
Diversità
di trattamento rispetto
ai bandi emessi nelle
altre regioni;
-
Le
intese e i consorzi sono
stati soppressi con
grave pregiudizio sia
per la libertà d’impresa
sia per la concreta
possibilità di pacifica
e condivisa gestione
delle risorse tra
imprese;
-
Diversità
di trattamento delle
imprese provenienti
dalla III Banda e dai
fuori banda;
-
La copertura è calcolata
sul neonato digitale,
tra l’altro, precario e
soggetto a variazioni di
cambio frequenze,
cessioni/acquisizioni
impianti, prodotti
interferenziali nuovi,
spostamento di siti,
vincoli radioelettrici
di piano, piuttosto che
sulla trentennale
storica copertura
analogica;
-
I prevalenti 45 punti
assegnati alla copertura
non sono verificabili,
quindi, non sono
trasparenti, ma
discrezionali;
-
Lo scorporo
"intelligente" del
patrimonio e dei
dipendenti, conseguente
al digitale, è stata
un’operazione che hanno
potuto fare solo gli
"amici degli amici” di
quelle organizzazioni
"ben informate" da Viale
America;
-
Improvvisa cancellazione
del canale 35 dalla
lista dei canali
pianificabili nella
Lombardia, senza
preventiva consultazione
con le associazioni come
la legge prevede;
DIAMO UN’ALTRA LEZIONE DI
GIUSTIZIA E LIBERTA’ A QUESTI
SIGNORI. ADERITE ALL’AZIONE
LEGALE PROMOSSA DALLA REA CONTRO
I BANDI FARSA DEL MINISTERO E LA
DELIBERA TRUFFA DI
PIANIFICAZIONE 265/12/CONS.
Per aderire scrivere a
info@reasat.it
con la massima urgenza.
San Cesareo, 17 settembre 2012
COMUNICATO STAMPA
(scarica la lettera inviata al Ministro)
La REA – Radiotelevisioni Europee
Associate – ha inviato una lettera
d’invito al Ministro dello Sviluppo
Economico e al Capo del Dipartimento
Comunicazioni per il ritiro immediato
dei Bandi relativi alla assegnazione dei
diritti d’uso delle frequenze televisive
validi per le regioni Campania, Lazio,
Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli VG,
Valle Aosta, ritenuti non conformi alle
norme di legge in vigore; sperequati
rispetto ai Bandi del resto d’Italia,
confezionati su misura di alcune
formazioni portatrici d’interessi
particolari. La missiva porta la firma
del Presidente della REA, Antonio
Diomede, il quale auspica
“che la
richiesta venga accolta e che i Bandi
vengano riformulati con regole
trasparenti, al di sopra di particolari
interessi, con parità di trattamento
rispetto ai Bandi precedenti nel
rispetto degli interessi collettivi per
i quali le associazioni devono essere
considerate pariteticamente
rappresentative, pena azioni giudiziarie
civili e penali ad oltranza per il
rispetto della legalità”.
In mancanza di risposta positiva i primi
ricorsi verranno depositati mercoledì 12
settembre, mentre un esposto alla
Procura della Repubblica di Roma è
all’esame dei legali REA prima di essere
depositato.
San Cesareo, 08 settembre 2012
COMUNICATO
Numerosissime emittenti televisive
locali, preoccupate per la loro
sorte, si sono rivolte alla REA per
avere notizie sul Bando per
l’assegnazione delle frequenze alle
tv locali delle aree già
digitalizzate nel 2010 in quanto
avrebbero appreso notizie
“allarmanti” circa la
modifica per la formazione delle
intese e dei consorzi. Poiché
(ufficialmente) il
Ministero non ha reso noto la
volontà di modificare le regole già
imposte nei precedenti bandi, sembra
strano
(ma
non tanto) che in corso
d’opera abbia deciso di stravolgerle
senza
il
consenso partecipato di tutte le
Associazioni. Pertanto la
REA ha inviato al Sottosegretario
Vari e al Dipartimento una richiesta
di chiarimenti con carattere di
massima urgenza che di seguito è
integralmente riportata.
Ministero Sviluppo Economico
Sottosegretario Prof. Massimo Vari
Via
Molise, 2
00187 Roma
Ministero Sviluppo Economico
Dipartimento Comunicazioni
Dott. Roberto
Sambuco
Viale America,
201
ROMA
Oggetto:
richiesta chiarimenti bando
assegnazione frequenze televisive
aree digitalizzate 2010
Corre voce che
codesto Dipartimento stia per
emettere nuove regole per la
partecipazione ai bandi regionali
per l’assegnazione delle frequenze
agli operatori di rete televisivi
operanti nelle aree già
digitalizzate nel 2010.
La fonte della notizia è
l’Associazione Aeranti-Corallo la
quale, attraverso i suoi
rappresentanti, nelle assemblee
pubbliche, ha vantato di conoscere
in anteprima tali nuove regole, di
condividerle, e, in particolare, di
essere a conoscenza di un diverso
meccanismo per la formazione delle
intese e/o consorzi rispetto ai
bandi del resto d’Italia.
Pertanto si chiede urgentissimo
chiarimento in proposito per evitare
una nuova stagione di aspri
conflitti e ricorsi giudiziari nei
quali immancabilmente la REA sarà
impegnata in difesa degli interessi
degli associati e della categoria.
San Cesareo, 2 settembre 2012
Antonio Diomede, Presidente REA –
Radiotelevisioni Europee Associate
DEFINITIVAMENTE ANNULLATA DAL CONSIGLIO
DI STATO LA DELIBERA SULLA NUMERAZIONE
DEL TELECOMANDO
La battaglia giudiziaria per
l’annullamento della Delibera 366/10/CONS,
sostenuta dalla REA e dalle 52 emittenti
che aderirono “ad opponendum” contro
l’Autorità/ il Ministero/ AERANTI/ FRT,
portata avanti dall’Avvocato Domenico
Siciliano, è definitivamente vinta con
la pubblicazione della sentenza del
Consiglio di Stato del 31 agosto 2012.
In sostanza la sentenza ha confermato
quanto aveva già fatto rilevare il TAR
del Lazio che aveva definito
“non
equi e discriminanti” i
criteri di assegnazione LCN basati sulle
graduatorie Corecom piuttosto che del
radicamento sul territorio delle
emittenti locali. Inoltre, la Sentenza
ha ritenuto inammissibile l’assegnazione
della numerazione 8 e 9 alle emittenti
nazionali MTV e DEE JAY. Ora che la
Delibera è stata definitivamente
annullata l'Autorità dovà indire una nuova
consultazione pubblica per stabilire
regole “eque e non discriminanti”
sulla assegnazione numerica dei canali
televisivi alle emittenti locali e
nazionali.
San Cesareo, 1 settembre 2012
LA DIREZIONE SERVIZI
E MEDIA DELL'AUTORITA' VUOLE
RIESUMARE IL CADAVERE DI AUDIRADIO
(La REA risponde no, grazie! ma se
proprio ci tenete a far rivivere un
cadavere, fate da soli)
La indecente proposta si respirava
fin dalle prime riunioni del Tavolo
Tecnico istituito dall’Autorità,
solo che si sono presi un po tempo
per farsi lo stomaco. E di stomaco
forte ce ne voluto! La stomachevole
proposta, dunque è li nella
lettera allegata alla presente
mail che però, forse per nascondersi
dalla vergogna, non è firmata ne
protocollata come vorrebbe ogni
proposta degna di questo nome, ma
questa è indegna! La
risposta di AERANTI è stata,
ovviamente, di immediata
accettazione. Questa organizzazione
che tante guai ha provocato alle
radio e tv locali, continua a non
smentirsi. Leggete la
circolare firmata dal suo
presidente e vi rifarete gli occhi
ovvero vi verrà da piangere nel
constatare che una organizzazione
sindacale accetti supinamente tutto
ciò che gli viene propinato dal
potere. La REA, come potete
immaginare ha
risposto
niet! Audiradio Bis le
locali non la vogliono. Non vogliono
essere oggetto di manovra delle reti
nazionali. La REA ha detto no
all’affidamento delle nuove indagini
di ascolto alle stesse società che
hanno avuto partecipazioni e
responsabilità nella fallimentare
Audiradio. La REA ha proposto
indagini con modulo “omologato”
dall’Autorità effettuate da società
di rilevazione in libera concorrenza
così come il mercato richiede per un
reale rilancio della pubblcità
radiofonica. Basta con indagini
truccate da marchi inesistenti o
viziate da campionamenti pilotati.
La REA chiederà un’audizione al neo
Presidente Prof. Angelo Cardani per
chiarire la posizione politico
istituzionale dell’Autorità non solo
rispetto alle indagini di ascolto
radiofoniche ma anche sulla intera
problematica della comunicazione. Su
questi temi, si prevede un autunno
focoso. Per ora, buone vacanze a
coloro che se le possono permettere.
Antonio Diomede, Presidente REA.
San Cesareo, 14
luglio 2012
COMUNICATO STAMPA
Fallito il tentativo
di composizione della vertenza sulle
indagini di ascolto radiofoniche Radio
Monitor – A gelare il dialogo che REA e
Eurisko avevano intrapreso per tentare
di rimediare agli abusi perpetrati da
Eurisko stessa attraverso l’indagine
Radio Monitor, nata a seguito di una
metodologia non condivisa e dalla
discriminazione nella iscrizione di
centinaia di emittenti locali, è
intervenuta una lettera dei legali della
società rilevatrice, in risposta alla
denuncia per la pubblicazione di dati di
ascolto che danneggiano Radio Ti Ricordi
di Roma, lettera nella quale si afferma
che “…. Eurisko
non può certo farsi carico di verificare
per ogni singolo partecipante la
veridicità di quanto indicato nel modulo
di adesione”. In sostanza,
Eurisko ammette di pubblicare dati
relativi a emittenti non controllate (e
che, dunque, potrebbero anche essere
persino inesistenti), ma che la
responsabilità è di chi ha commissionato
l’indagine. Il Presidente della REA,
Antonio Diomede, ha commentato:
“memori
dell’esperienza tragica di Audiradio,
Eurisko avrebbe fatto miglior figura ad
ammettere i propri errori e porre
immediatamente rimedio anziché fare
puerilmente “scaricabarile” e appellarsi
a cavilli formali che alle emittenti
oneste e al mercato non interessano”.
REA ed i suoi associati coinvolti in
illeciti ai propri danni a causa dei
comportamenti di Eurisko agiranno nelle
sedi competenti.
Roma, 22 giugno
2012
LA REA
SCRIVE AL GOVERNO
SULLO
STATO DI CRISI DEL COMPARTO
RADIOTELEVISIVO LOCALE E LO INVITA A
RIPRISTINARE LA COMMISSIONE PER
L'ASSETTO RADIOTELEVISIVO SOPPRESSA DA
GENTILONI
La presente per sollecitare ancora
una volta il Governo a risolvere i
gravissimi problemi pendenti nel settore
radiotelevisivo locale dovuti sia alla
crisi generale del Paese che alle
tematiche proprie dei comparti radio e
tv in seguito allo switch off
televisivo.
Tali tematiche vanno dalla erogazione
contagocce dei contributi 448/98 alla
provvidenze editoria congelate; dalla
rottamazione dei canali 61-69 alla
soppressione della banda terza dalla
pianificazione; dalla revisione del
piano di assegnazione delle frequenze tv
ai bandi di assegnazione del diritto
d’uso delle frequenze delle aree del
centro nord già digitalizzate il 2010.
Relativamente alla erogazione dei
contributi 448/98 si invita il Governo a
sbloccare con estrema urgenza i
contributi 2011 destinati alle tv locali
e alla pubblicazione delle graduatorie
2010 e 2011 delle radio erogando
un’anticipazione generalizzata dl 90%
sulla base della media dei contributi
degli ultimi tre anni. Infine si
sollecita la erogazione integrale alle
radio dei contributi perenti 2009.
Si invita inoltre il Governo ad
attivarsi per sbloccare i pagamenti
arretrati relativi ai rimborsi delle
spese di energia elettrica e telefoniche
riservate all’editoria radiotelevisiva
degli anni 2007-2008-2009 anche
attraverso misure di compensazione
crediti-debiti.
Inoltre si ripropone al Ministro
dello Sviluppo Economico di istituire un
tavolo di lavoro tra Ministero,
Operatori radiotelevisivi ed Enti
erogatori di energia elettrica per
determinare tariffe agevolate
all’editoria in sostituzione delle
perdute provvidenze.
Si confida che il Sottosegretario,
Prof. Massimo Vari, mantenga la parola
data, in occasione dell’incontro di
aprile scorso, di ripristinare la
Commissione per l’Assetto
Radiotelevisivo con la massima urgenza
possibile al fine di un costruttivo
dialogo sulle questioni appena esposte e
sulle politiche di rilancio del settore.
Si rimane in attesa di urgente
riscontro.
San Cesareo, 15 giugno 2012
REA - Radioteleviisoni Europee Associate
FANTASIOSI I DATI DI ASCOLTO RADIOFONICI
EURISKO
(la REA si rivolge all’Antitrust – una
pianificazione basata su dati parziali e non
riconosciuti danneggia gli inserzionisti
e il mercato)
I dati
Eurisko sono all’esame dei legali della
REA che si prepara a sottoscrivere una
formale denuncia all’Antitrust per
diverse violazioni. Sono pervenute in
segreteria diverse segnalazioni di dati
“non
attendibili” i quali sono al
vaglio dei legali per un preventivo e
oculato esame prima di trasmettere gli
atti alla Magistratura civile e/o
penale. Ma tutto questo è
“un “film già visto con Audiradio la cui
responsabilità è dell’AGCOM di Calabrò
che non ha saputo (voluto) svolgere il
suo compito istituzionale di verifica e
cura nelle indagini di ascolto come la
legge 249/97 impone” ha
dichiarato il Presidente della REA,
Antonio Diomede. La REA ha avuto il
coraggio di mettere a nudo una questione
fondamentale per la stessa sopravvivenza
dell’emittenza radiofonica privata medio
piccola, ma per colpa di
un’Autorità inadempiente nei
suoi doveri istituzionali il mercato e
gli operatori accusano un gravissimo
irreparabile danno economico. In prima
battuta la questione verrà trasferita
all’Antitrust per chiedere giustizia.
Venerdì 9 giugno 2012 è stata
programmata una riunione con i legali
della REA per mettere a punto la
denuncia, ma nel frattempo rimangono
inquietanti interrogativi: le agenzie di
pubblicità come si regoleranno per
pianificare la pubblicità nazionale e
locale? Prenderanno per buoni i dati
Eurisko pur sapendo che sono parziali,
non riconosciuti, viziati da un modello
non condiviso? Se, come sembra, così
sarà, provocherà un danno rilevante agli
inserzionisti che, in fin dei conti,
sono quelli che pagano la pubblicità per
avere un ritorno economico.
Pertanto
una pianificazione basata su tali dati
danneggia il mercato, le radio, gli
inserzionisti e, per ultimo, i
consumatori sui quali si scaricano le
spese di una pubblicità inefficace. Il
vantaggio sarà solo di Eurisko e di
quelle agenzie di pubblicità che,
d’accordo tra loro, hanno sponsorizzato
l’operazione. A tal
proposito, per quanto riguarda la
passata gestione Audiradio, la REA sta
preparando un libro bianco da consegnare
alla Guardia di Finanza dove si mette in
evidenza il possibile
diretto
collegamento tra Società rilevatrice-
Agenzia pubblicità- Agenzia Informazione
che, con un giro di
fatturazioni gonfiate, ha
provocato il collasso del fondo
assegnato alle provvidenze editoria
radiotelevisiva.
Le
emittenti che riscontrano dati
incongruenti e/o falsi sono invitate a
segnalarli a
info@reasat.it
per le opportune verifiche.
San
Cesareo, 6 giugno 2012
APPELLO
AI
DEPUTATI E SENATORI DELLA REPUBBLICA
AI
SEGRETARI DEI PARTITI POLITICI PRESENTI IN
PARLAMENTO
AL
MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
AL
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
AL CAPO
DELLO STATO
Egregi
Signori parlamentari,
fra
pochi giorni sarete chiamati a votare le
nomine relative al rinnovo del Consiglio
dell’Autorità per le Garanzie nelle
Comunicazioni ai sensi della Legge 31 luglio
1997, n. 249, altrimenti detta Legge
Maccanico.
Egregio
Presidente del Consiglio dei Ministri,
Lei,
d’intesa con il Ministro Passera, dovrà
indicare alle Commissioni parlamentari il
nominativo della persona che assumerà
l’incarico di Presidente dell’AGCOM per il
settennato 2012-2019. Il Presidente AGCOM
designato, entrerà in carica appena il Capo
dello Stato avrà firmato il relativo DPR di
nomina.
L’attuale Consiglio AGCOM, presieduto da
Corrado Calabrò, fu nominato dal Governo
Berlusconi II (aprile 2005) ai sensi
dell’anzidetta legge 249/97, nella quale si
legge:
-
articolo 1, comma 1
" E’
istituita l'Autorità per le garanzie
nelle comunicazioni, di seguito
denominata "Autorità", la quale opera in
piena autonomia e con indipendenza di
giudizio e di valutazione";
-
articolo 1, comma 5
"Ai
componenti dell'Autorità si applicano le
disposizioni di cui all'articolo 2,
commi 8, 9, 10 e 11, della legge 14
novembre 1995, n. 481";
Particolare importanza assume l'art. 2,
comma 8 della Legge 481/95 che recita
"I
componenti di ciascuna Autorità sono scelti
fra persone dotate di alta e riconosciuta
professionalità e competenza nel settore;
... (omissis) A pena di decadenza essi non
possono esercitare, direttamente o
indirettamente, alcuna attività
professionale o di consulenza, essere
amministratori o dipendenti di soggetti
pubblici o privati né ricoprire altri uffici
pubblici di qualsiasi natura, ivi compresi
gli incarichi elettivi o di rappresentanza
nei partiti politici né avere interessi
diretti o indiretti nelle imprese operanti
nel settore di competenza della medesima
Autorità. ... (omissis) ".
Ciò
premesso, a nostro giudizio, il Governo e il
Parlamento in carica nel 2005 elusero
quei principi di garanzia previsti dalla
legge che stanno alla base dell’autonomia e
dell’indipendenza dell’Autorità. Infatti:
-
In
violazione dello spirito della legge sul
“principio di autonomia e indipendenza”
furono nominati due politici reduci da
incarichi di governo di notevole
responsabilità. Si tratta del senatore
Michele Lauria, sottosegretario alle
Comunicazioni nel Governo Amato (centro
sinistra 2001) e di Giancarlo
Innocenzi, sottosegretario alle
Comunicazioni nel Governo Berlusconi
(2005) nonché ex dirigente di Mediaset e
direttore dei servizi giornalistici di
Canale 5, Italia 1 e Rete 4, nonché ex
presidente di Sitcom. Per la
cronaca, Giancarlo Innocenzi, rimase in
Autorità fino al 24 giugno 2010, data in
cui fu costretto a dimettersi in seguito
all’inchiesta RAI-AGCOM aperta dalla
Procura di Trani.
-
In violazione dei requisiti di alta e
riconosciuta professionalità e
competenza nel settore,
furono nominati medici, ex dirigenti
ASL, generici laureati in giurisprudenza
e filosofia e politici in cerca di
occupazione stabile lautamente
retribuiti. L’unica eccezione fu la
nomina di Nicola D’Angelo, magistrato
amministrativo di lungo corso con
riconosciuta esperienza in materia
radiotelevisiva.
Insomma
furono nomine figlie della nota
politica del così detto “inciucio” che in
quel tempo andava tanto di moda e che ha
finito per contribuire non poco a mandare
alla malora il Paese e seminare sfiducia
nelle istituzioni.
Converrete tutti che così non si può andare
avanti e che per un futuro migliore dobbiamo
fermamente batterci per la vittoria della
legalità, ma sarete Voi parlamentari e
Uomini di governo a darne l’esempio.
Con il rinnovo dei Consigli delle Autorità,
ne avrete l’occasione. I cittadini devono
percepire, attraverso atti concreti, un
diverso modo di governare. Devono poter
assaporare la bellezza e la gioia della
pratica, a tutti i livelli, di quella
legalità perduta che li sprona alla leale
competizione nello studio e nel lavoro.
Devono poter contare su Istituzioni di
garanzia costituzionale. Devono avere la
certezza che la legalità non è un optional
della vita democratica e che, costi quel che
costi, i diritti costituzionali non vanno
disattesi o negati com’è spesso accaduto nei
diritti al lavoro, a fare impresa, a
comunicare attraverso un sistema
radiotelevisivo equilibrato senza
discriminazioni nell’uso dei mezzi trasmissivi
e nella assegnazione degli spazi
frequenziali.
Tra i
grandi poteri della società moderna, quello
della comunicazione è uno dei più importanti
per lo sviluppo democratico, culturale e
produttivo del Paese. La legge assegna all’AGCOM
il compito di governare e vigilare sul
settore radiotelevisivo. E’ all’AGCOM che
spetta pianificare le risorse
radioelettriche secondo principi di equità e
neutralità d’interessi. A nostro avviso, in
diverse occasioni, tali principi sono stati
disattesi o traditi dall’Amministrazione
Calabrò. Parliamo, ad esempio, del Piano di
Assegnazione delle Frequenze del digitale
televisivo terrestre che ha privilegiato le
grandi reti nazionali togliendo risorse
radioelettriche alle locali . Parliamo del
Piano di assegnazione della numerazione dei
programmi sul telecomando (LCN) che ha fatto
scomparire dal video centinaia di emittenti
locali per favorire, ancora una volta, le
reti nazionali. Parliamo del Nucleo della
Guardia di Finanza dislocato presso
l’Autorità utilizzato per vergognosi
interventi in favore degli interessi privati
della Società Consortile Fonografici (SCF).
Parliamo del disinteresse dell’Autorità per
il rispetto della disciplina sulle indagini
di ascolto radiofoniche; disinteresse che
ha danneggiato il settore per almeno un
miliardo di euro dal 2011 e 2012. Parliamo
del disinteresse per l’attuazione di una
disciplina equa e condivisa sul diritto
d’autore e sui diritti connessi. Parliamo
del disinteresse per le delicate
problematiche della rete internet e della
Radio digitale in attesa della
pianificazione da più di dieci anni.
Egregi
Signori Parlamentari,
Egregio
Presidente del Consiglio,
Egregio
Ministro dello Sviluppo Economico,
Egregio
Signor Presidente della Repubblica,
Alla
luce di quanto è accaduto, per il bene del
Paese e per la riconquista della fiducia dei
cittadini nelle istituzioni e nella
politica, i membri dell’Autorità dovranno
essere nominati su base assolutamente
indipendente dal potere politico-partitico e
dal Governo e con competenza
professionale di alto livello
preferibilmente nei campi delle reti
radiotelevisive e informatiche, del diritto
internazionale delle comunicazioni e del
diritto costituzionale.
Tutto
questo è parte della nostra lotta per il
ripristino della legalità e dei valori
costituzionali nel nostro Paese.
San
Cesareo, 29 maggio 2012
REA – Radiotelevisioni Europee Associate
INDAGINI DI ASCOLTO RADIO: LA RESA DEI CONTI
(Per
un futuro migliore dobbiamo fermamente
confidare nella vittoria della legalità)
scarica la diffida da
inviare a Eurisko
I dati
ufficiali delle iscrizioni alle indagini di
ascolto radio 2012 sono i seguenti:
Emittenti locali operanti al 31 12 2011 n.
1157
ADESIONI INDAGINI 2012
-
Eurisko
n. 237
(appoggiata da Aeranti,
Corallo, FRT, Area, Reti e Circuiti
Nazionali)
-
Demoskopea n. 133
(introdotta in
concorrenza da REA e Circuito “Le 100
Radio
Indice credibilità e
fiducia associativa
-
REA/Circuito 100 Radio
66,5
(133/2)
-
Aeranti/FRT/Corallo/Area/Circuiti e Reti
47,4
(237/5)
Pertanto le emittenti che hanno chiesto le
indagini di ascolto sono complessivamente
370 pari al 32% delle emittenti operanti. Di
queste il 12% sono state deliberatamente
escluse dall’indagine per i noti motivi che Eurisko
dovrà spiegare all'Antitrust e al Magistrato.
Anche l’AGCOM sarà chiamata a spiegare come
mai, nonostante le tempestive segnalazioni
della REA, non è intervenuta su Eurisko per
richiamarla agli obblighi di legge e alla
disciplina del settore da essa stessa
regolamentata e governata. Inoltre, come
volevasi dimostrare, il rapporto
adesioni/forze in campo ha confermato
come il consenso e la
fiducia delle emittenti verso la REA supera
di ben 19,1 punti rispetto al resto della
rappresentanza associativa. Insomma è
stata come una partita di calcio in cui la
squadra della REA, con soli due giocatori,
ha fatto più goal.
Dunque
l’ora della carta bollata è vicina ed è
forse per tale ragione che Eurisko abbia
deciso di procrastinare la pubblicazione dei
dati annunciata per il 22 maggio 2012.
Stando
così le cose, è quanto mai urgente che
ciascuna emittente, oggi stesso, al
massimo entro la settimana, invii alla
società Eurisko la diffida dal pubblicare i
dati di ascolto raccolti in quanto, com’è
spiegato nella bozza della lettera, essendo
parziali e distorsivi del mercato,
danneggiano gli interessi dell’impresa.
Concludendo: le emittenti che intendono
unirsi alla lotta della REA per indagini
di ascolto legali e trasparenti, devono
inviare alla società Eurisko, con la massima
sollecitudine possibile e, comunque, non
oltre la corrente settimana, una preventiva
diffida scaricabile dal sito
www.reasat.it
San
Cesareo, 22 maggio 2012
REA – Radiotelevisioni Europee Associate
COMUNICATO STAMPA
LA REA DIFFIDA EURISKO
A PUBBLICARE I DATI DI ASCOLTO
(scarica il documento)
E' partita questa mattina la
diffida della REA indirizzata alla società
GfK Eurisko con quale la invita a non
pubblicare i dati di ascolto effettuati in
violazione della legge 249/97 e della
disciplina AGCOM in quanto ciò
rappresenterebbe una discriminazione palese
verso quelle imprese radiofoniche che non
hanno avuto la possibilità di
partecipare per la mancata pubblicazione
della "nota informativa" sul sito
www.agcom.it
come la delibera 130/06/CSP impone. Ma le
ragioni della diffida trovano origine anche
nella violazione delle regole del mercato e
della concorrenza. Infatti la REA sostiene
"che qualsiasi indagine effettuata nelle
attuali condizioni sarebbe parziale, non
rappresentativa di tutti i soggetti
coinvolti e, dunque, non fedele, per cui
l'eventuale pubblicazione di dati raccolti
con modalità non conformi alla disciplina di
settore avrebbe effetti palesemente e
gravemente distorsivi del mercato e della
corretta concorrenza tra imprese in
competizione". Per questi motivi,
sostiene la REA, la società Eurisko si
astenga dal pubbllicare dati di ascolto
acquisiti in modo non conforme allo
spirito della legge e alla disciplina del
settore, preavvertendo che, qualora, dovesse
procedere alla pubblicazione, a tutela dei
diritti e degli interessi delle associate,
sarà perseguita in ogni sede giudiziaria e
amministrativa al fine di ottenere le
opportune inibitorie nonché il risarcimento
dei danni subiti. La diffida è stata inviata
per conoscenza all'AGCOM e all'Antitrust
affinché adottino le iniziative di
rispettiva competenza.
San Cesareo, 16 maggio 2012
REA - Radiotelevisioni Europee Associate
INDAGINI DI
ASCOLTO
DEMOSKOPEA
(straordinaria
partecipazione
dell’emittenza
locale
recuperata alle
indagini 2012)
Si contano
110 emittenti
iscritte a
Demoskopea
contro
225 iscritte a
Eurisko, ma
bisogna considerare
che quest’ultima ha
ottenuto la
promozione di tutte
le associazioni e
gruppi editoriali
radiofonici locali
ad esclusione della
REA che ha dovuto
denunciare la
parzialità e
discrezionalità
(ora confermata)
nelle iscrizioni
purtroppo
appoggiata (cosa
gravissima)
tacitamente dall’AGCOM
che aveva il
diritto-dovere di
vigilanza e cura
sia sulla
applicazione della
legge 249/97 sia
sulle stesse
delibere che
disciplinano la
materia. La
questione,
certamente, finirà
nella aule
giudiziarie, ma per
il momento la REA e
le emittenti
associate,
considerata la
massiccia adesione,
sollecitano la
società Demoskopea a
iniziare le indagini
senza ulteriori
indugi invitandola a
respingere, nel caso
ciò accadesse,
qualsiasi tipo di
pressione per
rinunciare.
La partita in
gioco sono
500 milioni di euro.
Le indagini in
libera concorrenza
non piacciono a chi
vorrebbe farne man
bassa con dati
parziali ,
esclusioni
interessate e dati
manipolati.
Questa è la vera
ragione di lotta
della REA,
fermamente convinta
della
vittoria della
legalità per la
libera concorrenza
in un libero
mercato.
San Cesareo, 11
maggio 2012
REA
– Radiotelevisioni
Europee Associate
E' PARTITA LA RADIO
DIGITALE – SI COMINCIA
DALTRENTINO A.A.
(SCARICA
LA DELIBERA
DELL'AUTORITA')
Dopo lo switch off
televisivo
(un vero disastro)
si comincia con la Radio
Digitale che, per
fortuna non ha nulla a
che fare con le
problematiche
televisive. Ma per
evitare che il digitale
radiofonico cadesse
nella stessa
“trappola” del
digitale televisivo, la
REA ha lavorato da sola
contro le solite
associazioni
”opportunistiche”
che predicavano il
diritto di ogni radio ad
avere in uso una
frequenza digitale. Dopo
ben 10 anni di polemiche
e contrasti,
l’Autorità e il
Ministero hanno
condiviso la tesi della
REA secondo la
quale le frequenze
digitali radiofoniche
non possono essere
assegnate singolarmente
ma a gruppi di
emittenti organizzate
in consorzi.
Solo in questo modo,
infatti, è possibile che
tutte le
radio possano sbarcare
sul digitale.
Diversamente, come
insegna l’amara
esperienza televisiva,
non sarebbe stato
possibile. Così facendo
siamo riusciti a salvare
la Radio digitale dal
“fallimento”
come, purtroppo, è
accaduto alla tv
digitale per lo
“sciocco servilismo”
delle predette
associazioni legate,
come sappiamo, al carro
politico del partito del
conflitto d’interessi.
L’Autorità ha pubblicato
la Delibera 180/12/CONS
– Piano provvisorio di
Assegnazione delle
frequenze per il
servizio radiofonico
digitale nella Regione
del Trentino Alto Adige
– Progetto pilota nella
Provincia Autonoma di
Trento.
Cosa prevede la
Delibera? Innanzi tutto
indica le frequenze
disponibili, che sono:
n. 3 per RAI e Reti
Nazionali (12° - 12B – e
12C VHF) e n. 5 blocchi
alle locali (12D – 10A –
10B – 10C – 10D VHF). Le
reti sono realizzate in
tecnica isofrequenziale.
Al progetto pilota della
Radio digitale possono
partecipare tutte le
emittenti già
autorizzate alla
diffusione analogica in
possesso della
abilitazione in qualità
di fornitore di
contenuti che, ai sensi
dell’articolo 12, comma
6, della Delibera
664/09, sono costituite
in forma consortile e
che abbiamo come bacino
di diffusione la
provincia di Trento.
Il
Ministero assegna il
diritto d’uso delle
frequenze disponibili ai
consorzi che ne faranno
richiesta entro 60
giorni dalla data di
pubblicazione della
Delibera 180/12/CONS
Le emittenti interessate
possono rivolgersi alla
REA per farsi assistere
sia nella costituzione
del consorzio che
per la richiesta al
ministero del diritto
d’uso della frequenza.
San Cesareo, 11 maggio
2012
REA – Radiotelevisioni
Europee Associate
LETTERA AL SOTTOSEGRETARIO
MASSIMO VARI SULLA CRISI
DELLE EMITTENTI RADIOFONICHE
LOCALI
La presente per
sottoporre a Codesto
Ministero la grave
situazione economica
sofferta dalle emittenti
radiofoniche locali a causa
della caduta verticale della
domanda della pubblicità
locale quale diretta
conseguenza della più ampia
crisi del Paese e in
particolare delle attività
produttive e commerciali del
territorio in cui operano.
A tal riguardo,
coerentemente con la
politica economica di
sviluppo preannunciata dal
Governo, la scrivente
associazione invita il
Ministero al rispetto dei
tempi di erogazione dei
contributi a favore delle
emittenti radiofoniche
locali previsti dalla legge
448/01 attraverso la
modifica di alcune norme del
Regolamento emanato con
Decreto del Ministro delle
Comunicazioni di concerto
con il Ministro
dell’economia e delle
finanze, n. 225 del 1
ottobre 2002.
In pratica si propone di
recuperare il rispetto
dell’articolo 4, comma 2 del
predetto Regolamento, il
quale prevede la
liquidazione dei contributi
entro sei mesi
successivi alla data di
presentazione della domanda,
sganciando l’ammissione
ai contributi legati
all’editoria dall’iter
istruttorio dei 535 giorni
richiesti dalla Presidenza
del Consiglio dei Ministri –
Dipartimento Editoria per la
firma del decreto di
ammissione alla provvidenze.
In alternativa si propone di
disporre, tramite decreto
con carattere d’urgenza,
che alle emittenti collocate
utilmente in graduatoria sia
anticipato il 90% del
contributo come avviene per
il comparto televisivo.
In tal modo si darebbe
una immediata “boccata
d’ossigeno” alla piccola e
media emittenza radiofonica
locale al fine di evitare
che cada nella irreversibile
spirale dell’indebitamento
sia verso gli enti
previdenziali e fiscali sia
verso i fornitori di servizi
(ENPALS, INPS, INPGI, INAIL,
AGENZIA ENTRATE, ENEL,
TELEFONIA, SIAE).
Infatti, in applicazione
dell’articolo 6, lettera a)
del Regolamento, le
emittenti che non risultino
in regola con il versamento
dei contributi previdenziali
vengono escluse dalla
erogazione del contributo.
Si sappia che
l’esclusione dal contributo,
anche per un solo anno,
provoca quell’effetto
“spirale” già accennato il
quale genera:
l’impoverimento del bilancio
dell’impresa che, a sua
volta, genera
l’indebitamento con gli enti
previdenziali che preclude
ai contributi dell’anno
successivo. Ma l’effetto
della “spirale” non finisce
qui. Dal terzo anno di
mancata erogazione del
contributo, il destino di
una piccola emittente è
segnato: non riesce a
mantenere il livello minimo
occupazionale imposto dalla
legge 66/01 in violazione
del quale rischia di
perdere la concessione….
o/e di indebitarsi con
banche e finanziarie sempre
che abbia beni da offrire in
garanzia.
Nel paniere
dell’indebitamento è
presente, in modo
predominante e prioritario
da pagare, il costo
dell’energia elettrica
divenuto insostenibile sia
per i frequenti aumenti
delle tariffe sia per la
totale soppressione delle
provvidenze editoria. A tal
proposito sarebbe opportuno
che il Ministero dello
Sviluppo Economico prendesse
l’iniziativa di intervenire
presso gli enti erogatori
affinché venga applicata
una tariffa agevolata
all’editoria radiotelevisiva
e presso il Ministero delle
Finanze per un congruo
sgravio fiscale sui consumi
di energia elettrica.
Purtroppo quanto
raccontato è la reale
sofferenza di mille piccoli
editori che ogni
giorno, dignitosamente, in
silenzio, combattono per la
difesa del loro e
dell’altrui lavoro mentre
non passa giorno che non si
senta parlare di ruberie e
sperperi diffusi, qua e là,
nei centri del bel potere.
Per questi motivi, la
proposta di trovare una
soluzione affinché alle
emittenti venga garantita
l’erogazione dei contributi
entro i sei mesi dalla
domanda è irrinunciabile
e indifferibile.
Si confida che il
Sottosegretario, Prof.
Massimo Vari, già vice
Presidente Emerito della
Corte Costituzionale,
prenda in seria
considerazione la richiesta
e che non costringa la
categoria ad azioni e
valutazioni ostili al
Governo e alla classe
politica che concorre a
sorreggerlo. La REA e le
emittenti radiofoniche
locali non chiedono
privilegi corporativi, ma
giustizia fiscale e sociale,
buon senso nell’applicazione
delle leggi, garanzia per
il rispetto dei diritti
costituzionali con
particolare riguardo alle
libertà di comunicazione,
informazione e d’impresa.
Si rimane in attesa di
urgente riscontro.
San Cesareo, 8 maggio 2012
REA - Radiotelevisioni
Europee Associate
COMUNICATO STAMPA
LA REA TORNA A
RIBADIRE ALL'AUTORITA' LA
SUA POSIZIONE SULLE INDAGINI
DI ASCOLTO RADIO
“Non
sappiamo più in quale
lingua dirlo
all’Autorità”,
ha commentato il
Presidente della REA,
Antonio Diomede,
parlando delle indagini
di ascolto radiofoniche.
“Per
la REA, le indagini non
tornano più con il
sistema Audiradio, cioè
fatte in casa a proprio
uso e costume, ma devono
essere affidate ad una o
più società indipendenti
con un modello condiviso
da tutti i soggetti
interessati omologato
dall’Autorità. Se così
non sarà, la REA è
pronta a dare battaglia
giudiziaria contro
chiunque volesse
imbrogliare le carte per
accaparrarsi il mercato
della pubblicità
nazionale e locale”.
“Il bel tempo della
cuccagna è finito” ha
proseguito il
Presidente,
“ora
bisogna rispettare la
legge e la REA chiede
all’Autorità che siano
rispettate anche le sue
Delibere”.
A tal proposito ha
inviato all’Autorità una
lettera, succinta, ma
esaustiva della
posizione REA
sull’argomento, nella
quale integralmente si
legge:
“ Con
riferimento all’invito
di codesta Autorità
rivolto ai componenti il
Tavolo sulle indagini di
ascolto radiofoniche
relativo a eventuali
proposte da formulare
sulla governance e sulle
modalità delle medesime,
la sottoscritta
associazione nel
ribadire che le indagini
di ascolto debbano
essere svolte da
soggetti esterni alla
categoria, non in
conflitto d’interessi
con la medesima attività
svolta per se stessi e
per i concorrenti,
ritiene che sia
necessario indire una
gara di appalto in
ambito nazionale ed
europeo. In alternativa
si potrebbe scegliere la
via della libera
concorrenza nello
svolgimento delle
indagini con la
previsione di farle
eseguire da più società
in concorrenza tra loro
ma con un unico modulo
preventivamente
“omologato”
dall’Autorità. Riguardo
ai contenuti e alle
modalità di svolgimento
delle indagini si
propone di ascoltare in
audizione i soggetti più
qualificati in tal campo
in modo da acquisire
elementi di merito che
siano oggettivi,
scientifici, non
influenzati da scelte di
comodo. Dopo aver
ascoltato i pareri degli
esperti e dei
professionisti in
materia, saranno i
componenti il Tavolo a
dare i suggerimenti per
il perfezionamento di un
modello d’indagine
condiviso ma che sarà
l’Autorità ad omologare
in via definitiva.
Ovviamente tale
procedura dovrà
svolgersi in tempi
rapidissimi, con impegno
full time del Tavolo e
dell’Autorità fino a
definizione della
questione. Distinti
saluti. Antonio Diomede,
Presidente REA”
Martedì, 27 marzo 2012
torna a riunirsi per la
seconda volta il Tavolo
istituito dall’Autorità
nel tentativo di trovare
una posizione comune, ma
sarà difficile per gli
stregoni della
pubblicità ingoiare il
rospo REA. Pertanto è
più facile che la
questione prenda la via
giudiziaria.
San Cesareo, 24 marzo
2012
REA - Radiotelevisioni
Europee Associate
COMUNICATO STAMPA
Roma, 16 marzo 2012 –
Rottamazione tv locali: il
Governo incontra la REA e il
CARTv. Il sottosegretario del
MISE, Massimo Vari, ha
incontrato il CARtv e la REA,
rappresentata dal Pr5esidente
Antonio Diomede e Gabriele
Betti, assistiti dall’Avv.
Domenico Siciliano, per
esaminare gli aspetti
interpretativi relativi al
decreto di rottamazione delle tv
locali operanti sui canali dal
61 al 69 e su altri canali
eventualmente ritenuti
inefficienti. A seguito delle
aspre critiche espresse a carico
del Ministro Passera circa le
inesistenti relazioni sindacali
in un momento in cui sono a
rischio di chiusura 250 imprese
e 5.000 posti di lavoro, le
associazioni hanno chiesto, con
carattere d’urgenza, la
formazione di un Tavolo di
lavoro e il ripristino della
Commissione per l’Assetto
Radiotelevisivo
ingiustificatamente soppressa
dall’ex Ministro delle
Comunicazioni, Paolo Gentiloni.
A tal proposito il
sottosegretario ha voluto
tranquillizzare le associazioni
dichiarando la disponibilità per
la ripresa del dialogo
sindacale. Nel merito del
decreto di rottamazione, il
sottosegretario ha chiesto ai
presenti di esprimere le proprie
osservazioni per il buon fine
del provvedimento. Da parte sua,
la REA, per bocca del Presidente
Diomede, ha pregiudizialmente
fatto presente che
l’associazione ha dato
indicazioni alle emittenti di
non accedere alla rottamazione
e che si unirà al CARTv per
investire del problema la Corte
Costituzionale.
Riguardo ai problemi
sospesi relativi alla 448/98,
provvidenze editoria, piano
delle frequenze, piano LCN,
assegnazione delle frequenze del
beauty contest alle locali, il
sottosegretario non ha ritenuto
accogliere la discussione di
merito in quanto non erano
previsti all’ordine del giorno.
La REA giudica positiva la
promessa di dialogo del Governo,
ma finchè non si tradurrà in
atti concreti per la positiva
soluzione dei problemi sofferti
dalle emittenti locali
continuerà a rimanere in
posizione critica e di
mobilitazione.
REA – Radiotelevisioni Europee
Associate
CONVOCAZIONE DEL MINISTERO SULLA
ROTTAMAZIONE TV
(giovedì, 15 marzo 2012 – ore 11.00)
Non vogliamo chiacchiere, vogliamo
fatti concreti per salvare le
aziende e 5.000 posti di lavoro
La convocazione è giunta inaspettata
alle ore 12.00 di ieri da parte
della segreteria del Capo del
Dipartimento, dott. Sambuco con il
seguente ordine del giorno:
“Valutazioni
generali sul decreto recante misure
di compensazioni in favore di
emittenze locali”
Da persone educate ci presenteremo per
ascoltare cosa avranno da dirci di più
di ciò che già sappiamo e che cioè
stanno per chiudere 250 emittenti e
stanno mettendo sulla strada 5.000
dipendenti con un atto di violenza
inaudita, degna dei migliori regimi
dittatoriali del dopoguerra.
E’
verissimo che Corrado Passera ha
ereditato diverse polpette avvelenate
lasciate da Paolo Romani, una delle
quali è la questione delle sei frequenze
del beauty contest, ma questo signore,
ministro per caso, non eletto da nessuno
e non obbligato al rispetto delle regole
della democrazia, è di una maleducazione
unica. Lo abbiamo invitato a Sanremo per
un confronto sulle questioni più
scottanti del settore, che non sono meno
importanti di quelle dei tassisti e dei
farmacisti, senza che si sia degnato di
dimostrarci un minimo segno di
preoccupazione per il nostro dramma. Ora
il Capo del Dipartimento, dottor
Sambuco, ci convoca per dirci cosa?
Forse per convincerci che il vino
Romani-Passera è buono e che bisogna
collaborare per rottamare? Su tale
argomento abbiamo chiesto a Passera di
formare un tavolo di concertazione, non
ha risposto. Abbiamo chiesto a Passera
di rivedere quel disastroso piano di
assegnazione delle frequenze televisive,
non ha risposto. Abbiamo chiesto a
Passera di rivedere il piano LCN, non ha
risposto. Abbiamo chiesto a Passera di
rivedere tutta la normativa riguardante
l’editoria, non ha risposto. Abbiamo
chiesto a Passera di rivedere i
regolamenti sui contributi della 448/98,
non ha risposto. Abbiamo chiesto a
Passera la buona educazione
istituzionale e il rispetto verso le
rappresentanze associative, ma si
comporta da maleducato convocando chi
vuole e come vuole ignorando quelle
rappresentanze, come la nostra, che
nell’ambiente ministeriale
vengono definite
“rompicoglioni”.
Noi parteciperemo alla riunione
del 15 marzo ore 11.00, in via Molise,
ma non diremo nulla in più di quanto già
detto e scritto.
Non
vogliamo chiacchiere, vogliamo fatti
concreti per salvare le aziende e 5.000
posti di lavoro. La
delegazione della REA sarà formata da:
Antonio Diomede e Gabriele Betti
assistiti dall’ Avv. Domenico Siciliano.
Antonio Diomede, Presidente
TAVOLO TECNICO AGCOM
REA: NO A INDAGINI DI
ASCOLTO CASARECCE
Roma, 8 marzo 2012 : Tavolo Tecnico
Agcom su indagini di ascolto radio -
Ieri mattina, 07 marzo 2012, si è
riunito in Agcom il Tavolo Tecnico sulle
indagini di ascolto radiofoniche. Erano
presenti sia le rappresentanze delle
Reti nazionali che le Associazioni delle
radio locali e delle Agenzie della
pubblicità. La REA è stata rappresentata
dal Presidente Antonio Diomede e dai
Consiglieri Salvatore Riso e Francesco
Massara. Antonio Diomede ha brevemente
ribadito le posizioni dell’associazione
rispetto sia alla
“governace” sia alla
“metodologia” delle indagini.
Riguardo alla metodologia la REA ha
confermato la piena condivisione, anche
espressa da RAI e Radio 24, di
introdurre una rilevazione al passo con
i nuovi mezzi tecnologici di ascolto
della radio (smart phon, web, tv
digitale, satellite, ecc). Sulla “governance”,
ovvero
sulla proposta di ricostituire una
società simile alla vecchia Audiradio,
c’è stata una larghissima convergenza di
vedute sia parte delle Reti che di FRT e
Aeranti-Corallo
con
l’unica opposizione della REA. E’
a questo punto che il Presidente Diomede
non ha potuto fare a meno di richiamare
l’Autorità ai suoi compiti istituzionali
di legge circa
la cura
e la vigilanza sulle indagini di ascolto
che se svolte direttamente dagli stessi
soggetti sottoposti al rilevamento,
com’è accaduto con Audiradio, le stesse
non potranno essere neutrali,
trasparenti, credibili, sindacabili
dalle emittenti, dunque, saranno
pericolosamente distorsive per il
mercato e ingannevoli per
l’inserzionista e l’utente consumatore.
Pertanto, la REA, coerentemente con la
politica delle liberalizzazioni
perseguita dal Governo, si è dichiarata
completamente contraria a tale ipotesi.
A tal proposito, il Presidente Diomede,
ha preannunciato una “interpellanza” a
Monti e Passera per sapere se la
proposta messa sul Tavolo Agcom è
condivisa dal Governo.

Da sinistra: Antonio Parisi,
Portavoce CARTv – Roberto
Salvini, giornalista -
Giacomo Bucchi, Presidente
CRTL – Antonio Diomede,
Presidente REA – Corrado
Passera, Ministro MISE –
Mario Di Gioia, Presidente
Asso Dj; Giancarlo Serafini,
V. Presidente Corecom FVG
DA SANREMO
LA REA E IL CARTv DICONO AL
GOVERNO E AI POLITICI “BASTA CON
LE CHIACCHIERE”
L’emittenza locale è stanca dei
quotidiani attacchi provenienti
da ogni parte del potere
politico, istituzionale e
privato. Canali televisivi
espropriati, frequenze radio
assaltate da radio di partito;
provvidenze editoria svanite;
contributi di sostegno al
digitale televisivo spariti;
piano di assegnazione delle
frequenze televisive
penalizzante; piano di
numerazione programmi tv
discriminante (LCN); dati di
ascolto falsificati; pubblicità
istituzionale clientelare;
frequenze pirata dilaganti
provenienti da San Marino;
diritti connessi fuori legge;
rimborsi energia e telefoniche
negate da Enel e Telecom; sono
la vera cancrena che sta
distruggendo 700 tv locali e
1150 radio locali con una
occupazione complessiva di oltre
10.000 dipendenti interni e di
circa 5.000 dipendenti
dell’indotto con una forza
lavoro complessiva di 15.000
addetti.
A Sanremo è stato invitato il
Ministro Passera per fargli
presente la drammatica
situazione, ma questo signore
non solo non ha ritenuto
partecipare al democratico
confronto con le rappresentanze
REA, CRTL, CNT e CONNA, presenti
nel CARTv; non ha avuto nemmeno
la delicatezza (buona
educazione) di farsi in qualche
modo vivo, magari delegando
qualcuno dei suoi portaborse,
per dire qualcosa
sull’argomento. Evidentemente,
come il suo predecessore On.le
Paolo Romani, non ha nulla da
dire all’emittenza locale,
ragion per cui, preferisce
rifiutare il dialogo.
Il rifiuto del dialogo con le
associazioni è una linea assunta
dal Governo Monti salvo i casi
in cui alcune categorie, come
tassisti, trasportatori e
farmacisti, hanno saputo far
valere le loro ragioni con la
forza.
E’ da tale oggettiva situazione
che bisogna partire per rendersi
conto che con questo Governo e
con questi politici,
falsi e corrotti,
è ora di smettere di
corteggiarli e che è giunta
l’ora di fronteggiarli con le
loro stesse armi.
Il Governo
Monti,
se non dovesse cambiare
rapidamente rotta nelle
relazioni con le legittime
rappresentanze sindacali con
l’esame dei reali problemi delle
singole categorie, bisogna fronteggiarlo con la
disubbidienza
civile
per mandarlo rapidamente a casa.
I politici falsi e corrotti
vanno combattuti togliendo loro
la fiducia preparandosi alle
elezioni del 2013 con nuove
formazioni politiche che non
siano le stesse di ieri e di
oggi riciclate. Rispetto a
queste due prospettive, il
Consiglio Generale della REA è
stato chiamato a predisporre un
documento di azione concreta da
diffondere rapidamente a tutti i
livelli, comunale, provinciale,
regionale e nazionale.
Questo è l’ultimo appello che
rivolgiamo agli editori
televisivi in particolare. L’ora
del “molleggiamento” è finita.
Con lo switch off del centro
sud, così come lo vogliono i
nemici delle locali, si chiude
ingloriosamente l’esaltante
periodo storico della
“libertà d’antenna ovvero della
libertà di parola e d’impresa”
per ricadere nell’oscurantismo
democratico degli anni 50’ e 60’
dove i mezzi di comunicazione
erano monopolio assoluto di
alcuni potenti che manovravano
la RAI per i loro loschi occulti
interessi.
Qualcosa va detta anche alle
associazioni concorrenti AERANTI
e FRT che non poche
responsabilità hanno rispetto
alla drammatica situazione in
cui versa la categoria. Vogliamo
dire che la smettano di illudere
le emittenti nel dire
“di non
preoccuparsi e che tutto si
aggiusterà”. Alle
emittenti va detta la verità
anche se ciò costerà qualche
“mea
culpa”. Alle
emittenti va detto che i 15
canali persi, e altri 5 che
fanno 20, richiesti dalla UE per
la banda larga progettata non
dall’Italia ma dalla Germania e
dalla Svezia, se non ci sarà una
forte posizione italiana che la
contrasta con una valida
alternativa,
il 50% delle locali e alcune
emittenti nazionali minori
chiuderanno.
Pertanto, nell’interesse supremo
delle emittenti e dei dipendenti
occupati, sarebbe opportuno
convocare
un’assemblea plenaria della
categoria e dell’indotto
organizzata da tutte le
forze rappresentative in campo
(REA-FRT-AERANTI-CORALLO-CTRL-CONNA-CNT-ALPI-CGIL-CISL-UIL-CISAL-COSTRUTTORI
APPARATI- AGENZIE
NOTIZIARI-AGENZIE PUBBLICITA’)
PER DARE UNA SERIA SCROLLATINA A
MONTI E PASSERA AFFINCHE’ , TRA
L’ALTRO, RIFERISCANO
AL CAPO
DELLO STATO CHE NON SIAMO
DISPOSTI A LASCIARCI SCIPPARE
COSI FACILMENTE LE LIBERTA’
COSTITUZIONALI. A
tale scopo si può pensare a un
Comitato Costituente
dell’Assemblea formato dai
Presidenti delle Associazioni
con sede presso un sindacato
confederale Cgil, Cisl o Uil.
Per quanto ci riguarda, come
REA, siamo a disposizione.
Questo è tutto, caro editore
televisivo, ora spetta a Te
decidere cosa farne del Tuo
imminente futuro. Vuoi cambiare
lavoro? Non fare nulla, ma
preparati a rottamare trent’anni
di sacrifici. Vuoi lottare per
difendere la Tua azienda? Saremo
al Tuo fianco per organizzarci
nella lotta. Telefona alla Tua
associazione e riferisci la
proposta di unità di lotta della
REA.
Un’ultima cosa vogliamo
sinceramente dirla. Per due anni
di seguito, il 2011 e il 2012, a
Sanremo abbiamo parlato
esclusivamente
di salvare le tv locali,
il prossimo anno, se le tv
locali non cambieranno,
parleremo d'altro.
Per chiarimenti e commenti
(concreti) siamo a disposizione
al 333.7169450 – 06.9570419
info@reasat.it .
San Cesareo, 27 febbraio 2012
REA – Radiotelevisioni Europee
Associate
FORUM MUSICA & INFORMAZIONE V EDIZIONE
Sanremo 18 febbraio 2012
(con la straordinaria
partecipazione dei Matia Bazar,
Jalisse, Gatto Panceri,
Margherita Fumero)
Sanremo 2012 sarà ricordato come
l’anno del riscatto della radio
sia in ascolti che in qualità di
servizi informativi apprezzati
dal pubblico e dagli artisti
grazie all’intenso lavoro
mediatico editoriale svolto
dalle squadre della REA e del
Circuito Radiofonico Nazionale
de “Le 100 Radio”
presenti a Sanremo in Piazza
Colombo, al Palafiori e nella
Sala Stampa RAI. In Piazza
Colombo si è svolto il Festival
delle Radio Italiane dove si
sono esibiti i migliori artisti
emergenti dell’anno i quali sono
stati premiati con la targa REA
: I
NABUSA, per il brano
Biancaneve e il miglior progetto
discografico dell’anno;
GRAVITA’
ZERO, per la migliore
esibizione musicale dell’anno;
QUARTO
BRA, per la migliore
perfomance musicale dell’anno.
La sera del 18 febbraio, finale
del Festival, si è svolto il
tradizionale Talk Show sul
“Il
Sistema Radiotelevisivo
Italiano: quale sviluppo?”
con la partecipazione del
Presidente della REA,
Antonio
Diomede;
Giancarlo
Serafini, V.
Presidente del Corecom Friuli
Venezia Giulia;
Antonio
Parisi, Portavoce del
CARTv;
Giacomo Bucchi,
Presidente del CRTL;
Salvatore
Riso, Presidente de
Le 100 Radio;
Mario Di
Gioia, Presidente
Asso Dj;
Paolo
Lunghi, storico della
radio;
Awana Gana, famoso Dj
nonché critico radiofonico e
musicale.
Nell’ambito della discussione
sono stati affrontati i temi
della crisi delle tv locali e
dell’intero settore nella
ricerca di soluzioni idonee a
scongiurare la chiusura di 250
imprese con la perdita secca di
4.000 posti di lavoro. Il
Presidente della REA, con una
lettera aperta condivisa dal
CARTv, ha rivolto al Ministro
Passera un “monito” a
riconsiderare i danni provocati
alle tv locali conseguenti al
discriminante Piano di
Assegnazione delle Frequenze,
alla vendita dei nove canali
61-69 alle compagnie
telefoniche, alla sottrazione di
altri sei canali del dividendo
interno, al famigerato Piano LCN,
al taglio lineare dei fondi
editoria e contributi 448/98 sia
alle tv che alle radio locali.
Nell’ambito del Tal Show sono
stati premiati:
Antonio
Parisi, per la
coraggiosa opera editoriale
“I MISTERI
DI CASA AGNELLI”;
Paolo
Lunghi, mitico
storico delle radio locali
italiane;
Awana Gana,
il sacro simbolo delle radio
libere italiane. Sono stati
premiati con la targa REA, gli
artisti:
Linda D.,
per il brano LA SCELTA;
Margherita
Fumero, per la
straordinaria arte della
comicità femminile. Il premio di
riconoscimento delle radio
italiane è stato assegnato ai
MATIA
BAZAR, per aver
contribuito, dal 1975 ad oggi, a
dare forza al palinsesto
musicale delle locali. Il premio
della critica radiotelevisiva è
stato assegnato alla
Associazione Culturale Crescere
Creativi e Tregatti Musicali con
il duo
Jalisse, per il
miglior format musicale
letterario “Artisti nelle
scuole”. Straordinaria è stata
la lunga testimonianza di
Gatto
Panceri su come
nascono i testi e le
composizioni musicali di quelle
canzoni poi divenute famose. Al
noto produttore e compositore è
stato consegnato il premio REA
per la migliore produzione
musicale italiana.Eugenio
Finardi,
I Matia
Bazar, Erika Mou e Marco
Guazzone sono stati
premiati da Le 100 Radio in Sala
Stampa RAI. Il sondaggio TOTO
FESTIVAL effettuato dalla REA,
in ordine di preferenze, ha dato
i seguenti risultati:
-
EMMA VOTI 940
-
RENGA VOTI 290
-
ARISA VOTI 250
-
DOLCE NERA VOTI 210
-
NOEMI VOTI 180
-
FINARDI VOTI 140
-
ZILLI VOTI 120
-
BERTE VOTI 110
-
BAZAR VOTI 80
-
CARONE VOTI 60
-
BERSANI VOTI 40
LA SQUADRA DELLA REA A SANREMO
Circuito Radiofonico Nazionale
Le 100 Radio:
Salvatore Riso-Gino Conte-
Enzo Sangrigoli-
Marzia Vaccino-Dario Privitera
Festival delle Radio Italiane:
Salvatore Barbieri - Francesco
Massara- Pietro De Feo Gianluigi
Barbieri - Laura Diomede -
Alessandro Diomede
Forum Musica & Informazione:
Antonio Diomede-
Paolo Lunghi-
Giuseppina Di Cosola-Roberto
Salvini-
Lorenzo Di Gioia
L’AUTORITA’
INTERVIENE SULLA
CUCCAGNA DELLE
INDAGINI DI
ASCOLTO
RADIOFONICHE
L’Autorità,
con la
pubblicazione
della
Delibera
320/11/CSP,
dopo sei
mesi di
silenzio,
dopo le
diffide e
sollecitazioni
della REA
per le
indagini di
ascolto
abusivamente
svolte dalla
società SFK
Eurisko,
torna a
parlare
dell’argomento
convocando
una nuova
indagine
pubblica
aggiungendo
la proposta
di
costituire
un
“Tavolo
Tecnico”
tra tutti i
soggetti
interessati
al fine di
trovare una
soluzione
possibilmente
unitaria.
Dunque la
consultazione
pubblica del
6 luglio
2011 viene
resettata e
si
ricomincia
daccapo a
discutere
chi, come,
quando
bisogna
effettuare
le indagini
di ascolto
nel comparto
radiofonico.
Prendiamo
atto che la
scelta di
SKF Eurisko
è stata, di
fatto,
delegittimata
dall’Autorità
e che
gli autori
che l’hanno
promossa e
la stessa
società se
ne
assumeranno
le dovute
responsabilità
davanti al
Tribunale
nel caso si
azzardassero
a
“pubblicare
dati di
ascolto”
non
partecipati
e condivisi
come la
legge
prevede. La
Delibera
320/11/CSP
riepiloga la
disciplina e
riporta le
posizioni
espresse
dalle
associazioni
nella
consultazione
di luglio
2011. Non ci
vuole molto
a intuire
che i
“soliti
noti”
propongono
una
Audiradio
bis
con la
costituzione
di una
società
consortile
dove poter
soddisfare
gli appetiti
dei soliti
commensali
che nel
passato si
sono
spartiti 500
milioni di
euro finché
non hanno
cominciato a
litigare su
chi aveva
mangiato di
più e chi di
meno. Fatto
sta che alle
locali è
sempre
toccato un
piattino di
lenticchie…
contro la
grande
abbuffata
delle Reti.
Di
tutt’altra
natura è la
posizione
della REA
espressa a
pagina 8)
della
Delibera
nella quale
viene
ribadito che
“l’attività
di
rilevazione
degli indici
di ascolto
sia svolta
direttamente
dall’Autorità,
attraverso
un soggetto
non in
“conflitto
di
interessi”
con i
settori
della
pubblicità e
dell’attività
radiotelevisiva,
mediante
l’affidamento
ad un Ente
pubblico (ad
esempio
ISTAT o
Cattedra
Universitaria),
e con
assoluta
estraneità
delle
associazioni
di categoria
nella
gestione
delle
indagini. Da
un punto di
vista
metodologico,
la ricerca
dovrebbe
avvalersi di
una corretta
“mappatura”
delle aree
di servizio
(bacini di
utenza)
delle
diverse
emittenti
partecipanti
alla
rilevazione
, ed
individuare
criteri per
l’eliminazione
delle
omonimie dei
marchi, per
l’impostazione
delle
interviste,
per la
pubblicazione
dei dati,
per
l’iscrizione
alle
indagini,
per il
finanziamento
della
ricerca e
per la
determinazione
delle quote
di
partecipazione
e del
sistema di
pagamento”.
Chiaro, no?
chi vuole
intendere
“intenda”
altrimenti
vada al
diavolo. La
REA non
permetterà
mai più
“pastette”
e
“accordi
sottobanco”
contro gli
interessi
delle radio
locali.
San Cesareo,
26 01 2012
REA
Radiotelevisioni
Europee
Associate
INDAGINI ASCOLTO
RADIOFONICHE – ENTRA
IN CAMPO DEMOSKOPEA
Abbiamo ricevuto e
con piacere
riportiamo la
comunicazione
ufficiale della nota
società di
rilevazione
Demoskopea Srl di
Milano la quale
riferisce di essere
interessata al
rilevamento degli
ascolti radiofonici
con un
“nuovo approccio,
corretto,
trasparente, nel
rispetto delle
esigenze espresse
dall’AGCOM”.
L’entrata in campo
di Demoskopea cade
come manna dal cielo
se si considera che
il settore ha
urgente bisogno non
di
rilevazioni di
ascolto radiofoniche
fasulle del tipo
audiradio
ma
di rilevazioni
credibili, serie,
aderenti alle
esigenze del mercato
e, soprattutto, che
abbiano il crisma
della legalità
per una leale
competizione nel
mercato e per gli
investimenti
tecnologici da
effettuare nella
realizzazione della
radio digitale DAB/DMB+.
Nella lettera,
firmata
dall’Amministratore
delegato Fabrizio
Angelini, si legge
che Demoskopea
fornirà
“uno strumento
continuativo rivolto
ai diversi soggetti
in campo, siano essi
Emittenti Pubbliche
e Private, Nazionali
e Locali, Centri
media e Aziende che
investono insieme ad
Associazioni che
rappresentano le
imprese che
investono, oltre
alle aziende stesse
che predispongono la
pubblicità. Faremo
seguire a questa
semplice e per ora
limitata
comunicazione
ulteriori
informazioni più
specifiche e
dettagliate, sia in
termini di approccio
metodologico che di
proposta economica”
San Cesareo, 23
dicembre 2011
REA –
Radiotelevisioni
Europee Associate
LE
SEI FREQUENZE TV CHE
VOGLIONO METTERE ALL'ASTA
SONO STATE RUBATE ALLE
LOCALI E ALLE LOCALI DEVONO
TORNARE
Roma 17 12 2011 - La REA
ricorda che le sei frequenze
che si vogliono mettere
all’asta sono state rubate
alle locali: La clamorosa
decisione del governo Monti
di annullare l’assegnazione
gratuita delle sei preziose
frequenze del beauty contest
(dividendo digitale
interno), sul piano
politico, è da valutare se
considerarla un benefico
segnale di svolta
dell’azione di governo per
battere il conflitto
d’interessi che negli ultimi
quindici anni ha
incancrenito la democrazia
italiana o nulla di più di
un “dispetto” voluto e
organizzato dalla inviperita
Lega contro il suo ex
amante Berlusconi. Il fatto
che sia stato il leghista
Roberto Maroni il primo
firmatario dell’ordine del
giorno, sottoscritto poi da
Antonio Di Pietro (IdV) e
Paolo Gentiloni (PD), che
impegna il governo a
mettere all’asta le
frequenze “a titolo oneroso”
fa pensare ai noti
giochetti della politica
tutta protesa alla ricerca
di nuovi assetti interni nei
centri di potere dello Stato
piuttosto che a una salutare
azione per riparare ai
tremendi “calci” dati
all’articolo 21 della
Costituzione dall’ex governo
Berlusconi in nome dei suoi
interessi personali. Pare
che l’asta sia stata oramai
decisa, ma nessuno canti
vittoria su questa clamorosa
vicenda. La sconfitta della
democrazia c’è e rimane ed
è quella di aver “rubato” un
bene prezioso di lavoro alle
emittenti locali. Quelle sei
frequenze sono state tolte a
loro e, se giustizia si vuol
fare, a loro dovrebbero
tornare per un giusto ed
equilibrato assetto
radiotelevisivo fortemente
squilibrato verso le
nazionali. Il Presidente
della REA, Antonio Diomede,
ha invitato le locali a
“farsi sentire” dal Governo
firmando una petizione
“trasversale alle
associazioni” dove
puntualizzare il merito
delle loro ragioni da
presentare “in delegazione”
a Monti e al Ministro
Passera. A tale scopo la REA
ha indetto un Raduno
Nazionale delle emittenti
locali che si terrà giovedì
22 dicembre a Roma.
DEFINITIVAMENTE ABROGATO IL
REGISTRO DEI PROGRAMMI
TRASMESSI
(chi è stato sanzionato può
chiedere il rimborso)
La storia inizia nell’estate
del 2008, esattamente il 18
agosto. La Guardia di
Finanza, su mandato dell’AGCOM,
bussa alla porta
dell’associata Primaradio di
Pozzuoli, per una ispezione
di rito. Nell’esaminare il
Registro dei programmi
trasmessi contesta al
personale presente (il
titolare era in ferie) che
mancano le annotazioni da
sabato 9 agosto a domenica
17 agosto 2008. A nulla
valsero le ragionevoli
giustificazioni addotte dal
personale presente in radio
secondo le quali la mancata
trascrizione era dovuta alla
“carenza di personale a
causa del ponte di
ferragosto”. Il verbale
viene mandato a Roma e, dopo
qualche mese, arriva la
contestazione AGCOM con
l’invito al titolare della
radio ad esporre eventuali
“motivi a discolpa” per la
mancata annotazione sul
Registro dei programmi
trasmessi nella settimana di
“ferragosto” 2008.
Ovviamente l’associata si
rivolge alla REA per
chiedere consigli su “come
comportarsi” di fronte a
tale assurdità. “Il
Registro è in ordine”,
osserva il titolare di Prima
Radio,
“in fondo è ferragosto!!!
potevano essere
comprensivi”…….
“abbiamo due dipendenti, ma
se uno va in ferie o si
ammala, l’altro non riesce a
mandare avanti da solo la
radio…..” obietta
sconsolato. A questo punto
si decide di stendere per
iscritto le proprie ragioni
e chiedere di essere
sentiti. All’audizione si
presenta il titolare della
radio assistito dal
Presidente della REA Antonio
Diomede il quale, dopo aver
stigmatizzato a dovere il
comportamento dell’AGCOM per
aver importunato in pieno
ferragosto sia il titolare
della radio che la Guardia
di Finanza per una verifica
fantozziana, sostenne la
illegittimità della
contestazione in quanto il
Registro dei programmi
trasmessi era stato
soppresso dal Testo Unico
sulla Radiotelevisione. Le
ragioni esposte sia dalla
radio che dal rappresentate
della REA non piacquero all’AGCOM
che inflisse la sanzione di
€ 1.050 da pagarsi entro 60
giorni. A questo punto non
rimaneva altro da fare che
pagare (soccombere di fronte
ad un ingiusto
provvedimento) o ricorrere
al TAR entro 60 giorni o al
Capo dello Stato entro 120
giorni. Si decise di
ricorrere al Capo dello
Stato affidando la difensiva
al consulente legale della
REA, avv. Sabato Perna di
Napoli.
Con
Decreto del Presidente della
Repubblica del 18 gennaio
2011, il ricorso viene
accolto:
IL REGISTRO DEI PROGRAMMI
TRASMESSI E’ DEFINITIVAMENTE
SOPPRESSO.
Pertanto, le emittenti
sanzionate per la stessa
ragione possono chiedere il
rimborso della somma
eventualmente pagata con
apposita istanza di
autotutela.
COMUNICATO STAMPA
SU INDAGINI ASCOLTO ILLEGALI
Roma 6 12 2011 – Indagini
ascolto radiofoniche illegali:
la REA, l’associazione
comunitaria che rappresenta 420
emittenti locali italiane, ha
presentato un esposto alle
Autorità Antitrust e AGCOM
invitandole ad intervenire sulla
indagini di ascolto radiofoniche
2012, che fruttano al mercato
della pubblicità nazionale e
locale 500 milioni di euro,
affinché siano effettuate con il
crisma di assoluta legalità.
Secondo il parere della REA il
modulo delle indagini di ascolto
radiofoniche che vorrebbe
adottare la società Sfk Eurisco
non rispetta la disciplina
indicata nella Delibera AGCOM
130/06/CSP. L’AGCOM, ha spiegato
il Presidente Diomede, “ha
pochi giorni a sua disposizione
per mettere ordine al disordine
provocato da Gfk Eurisko nel
settore. Deve prendere
l’iniziativa di aprire un tavolo
di lavoro istituzionale con
tutti i soggetti interessati nel
quale decidere “come, quando e a
chi affidare l’incarico” per lo
svolgimento delle indagini di
ascolto radiofoniche. “Come?”
bisognerà tracciare una linea
condivisa sulle modalità e tempi
di iscrizione, sulle modalità di
svolgimento delle interviste,
sulla composizione del Comitato
scientifico. “Quando?”, per non
incorrere nel fatale errore
“della gatta frettolosa”, per
non ripetere le distorsioni
commesse da Audiradio, la
saggezza consiglia tempi
strettamente necessari per
disporre di indagini vere e
trasparenti, di massima
partecipazione e soddisfazione
per tutti. “A chi affidare
l’incarico?” , l’AGCOM ha
l’obbligo di indire una gara di
appalto in ambito nazionale e
comunitario per strappare a
favore delle emittenti la
migliore qualità al minor
prezzo” “La pazienza, la
tolleranza, l’educazione non
deve essere confusa con la
“debolezza”, ha precisato il
Presidente Diomede dinnanzi al
gruppo di lavoro REA
appositamente convocato per
esaminare la delicata
situazione. “Si fa sempre in
tempo a rimediare”, ha
concluso Diomede, “ma se
l’Autorità continuerà a rimanere
indifferente, dimostrando di
rinunciare a precisi,
inconfutabili doveri contemplati
dalla legge 249/97 e dalle sue
stesse delibere, presenteremo un
esposto alla Procura della
Repubblica di Roma e decine di
interrogazioni parlamentari sono
già pronte per l’invio ai Gruppi
Parlamentari per informarli
sulla Torre di Babele costruita
a bella posta nel nostro settore
per abusare delle locali sia
radiofoniche che televisive”
RICHIAMO DELLA REA A NON
UTILIZZARE FALSI E/O PARZIALI
DATI DI ASCOLTO RADIO
Recentemente alcuni soggetti
hanno preso l’iniziativa di
proporre alle emittenti
radiofoniche private indagini di
ascolto effettuate da ditte
specializzate la cui finalità è
alquanto oscura e fuori luogo in
considerazione del fatto che
spetta all’Autorità per le
Garanzie nelle Comunicazioni
restituire agli operatori e al
mercato l’importante strumento
di rilevazione.
Infatti, la legge 249/97,
articolo 1, comma 6, lettera b,
n. 11, sancisce:
“L’Autorità cura le rilevazioni
degli indici di ascolto e di
diffusione dei diversi mezzi di
comunicazione; vigila sulla
correttezza delle indagini sugli
indici di ascolto e di
diffusione dei diversi mezzi di
comunicazione rilevati da altri
soggetti, effettuando verifiche
sulla congruità delle
metodologie utilizzate e
riscontri sulla veridicità dei
dati pubblicati, nonché sui
monitoraggi delle trasmissioni
televisive e sull'operato delle
imprese che svolgono le
indagini; la manipolazione dei
dati tramite metodologie
consapevolmente errate ovvero
tramite la consapevole
utilizzazione di dati falsi è
punita ai sensi dell'articolo
476, primo comma, del codice
penale; laddove la rilevazione
degli indici di ascolto non
risponda a criteri
universalistici del
campionamento rispetto alla
popolazione o ai mezzi
interessati, l'Autorità può
provvedere ad effettuare le
rilevazioni necessarie”
Pertanto l’indice di ascolto
non conforme alle
norme della su citata legge, non
può essere utilizzato per il
reperimento della pubblicità
commerciale e istituzionale. In
caso di violazione l’articolo
476
del codice penale
prevede la reclusione da uno a
sei anni. Ovviamente è fatta
salva l’azione giudiziaria in
sede civile per il risarcimento del
danno economico subito per
concorrenza sleale,
accaparramento della pubblicità
e distorsione del mercato nei
confronti delle imprese che
hanno utilizzato eventuali dati
falsi e/o parziali.
Ciò precisato, è pur vero che il
settore ha necessità di dotarsi,
in tempi rapidissimi, di uno
strumento legale
d’indagine per superare la crisi
in atto attivando la
competitività delle imprese
radiofoniche nel mercato della
pubblicità. A tal fine, la
scrivente associazione, nella
recente consultazione promossa
dall’AGCOM, ha sollecitato
l’emanazione di una delibera
affinché, per l’anno 2012, siano
effettuate rilevazioni
veritiere e trasparenti;
svolte cioè direttamente
dall’Autorità o da Enti o
società di sua fiducia che non
siano
in conflitto d’interessi con
l’attività radiotelevisiva,
della pubblicità e delle
associazioni di categoria al
fine di non ripetere gli errori
e i guasti del passato provocati
da Audiradio.
Nell’interesse esclusivo del
settore, la REA è disponibile
per la stesura di
una piattaforma congiunta
da sottoporre all’approvazione
dell’Autorità per
indagini serie e legali,
ma sarà altrettanto
severa e puntuale nel
denunciare agli Enti di
vigilanza e all’Autorità
giudiziaria eventuali casi di
illegalità.
San Cesareo, 11 novembre 2011
REA – Radiotelevisioni Europee
Associate
IN
SETTIMANA L'AUTORITA' DECIDE SULLE
INDAGINI DI ASCOLTO RADIOFONICO
EMANATO IL BANDO CONTRIBUTI ALLE TV
LOCALI
(un’altra occasione perduta per la
riforma del Regolamento 448/98)
Dopo sette mesi di inutile, lunga attesa
durante la quale le emittenti locali si
aspettavano una salutare Riforma del
Regolamento sui contributi della 448/98,
il 13 settembre scorso, è stato
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il
Bando 2011 senza alcun segno di
cambiamento in favore della piccola e
media impresa televisiva. Le emittenti
locali, specie quelle a forte rischio di
chiusura (le comunitarie), si
aspettavano regole di ripartizione più
eque e, soprattutto, con elementi di
valutazione sganciate dai possibili
“brogli” del fatturato e delle
assunzioni “fasulle”. La REA, i Corecom,
gli Uffici AGCOM e del Ministero, tutti
si aspettano una profonda riforma di
quel “maledetto” Regolamento che tanto
malcontento e contenzioso ha prodotto
tra le emittenti e tra queste e la
stessa Amministrazione. Invece, tutto è
rimasto come prima, peggio di prima se
si considera che, per effetto dello
switch off , alcune emittenti non sono
riuscite a piazzarsi in graduatoria tra
le prime posizioni perdendo così quelle
preziose risorse economiche che le
mantengono ancora in vita. Paolo Romani
deve capire che quel Regolamento è roba
da “bisca” che se non si decide a
riformare in senso “giusto ed onesto”,
prima o poi lo metterà nei guai con la
giustizia per insana amministrazione del
danaro pubblico. Non può essere più
tollerato che, ad esempio, l’80% dei
contributi sia assegnato con il criterio
del maggior fatturato che, come
sappiamo, non è controllabile e
controllato. Non può più essere
tollerato un maggiore punteggio per
possibili finte assunzioni fatte da ex
badanti, giardinieri di ville, mogli,
nipoti, zie, amici e parenti allo scopo
di salire nella graduatoria dei
contributi “buoni”. Questo giochetto è
noto, ma a Largo Brazzà, pare sia
sconosciuto. Qualcuno continua a
chiamarlo “dignità d’impresa”. Sarebbe
meglio definirlo “gioco del governo
ladro”. Il termine ultimo per presentare
le domande è il 13 ottobre per le tv e
il 30 ottobre per le radio. Agli
associati REA verranno inviati i fac
simili di domanda in tempo utile.
I CORECOM SCENDONO IN CAMPO A FIANCO DELLE
LOCALI E DELLA REA
(Vendita
all’asta dei nove canali 61-69 - Canali
rubati alle locali e regalati a RAI e
Mediaset - Piano LCN truccato – Regolamento
contributi truffa)
La reazione dei Presidenti delle Regioni
e dei Corecom al “Mostro Giuridico” messo in
piedi dal Governo del conflitto d’interessi
per mano di Paolo Romani è arrivata come “il
cacio sui maccheroni” dopo la sentenza del
Consiglio di Stato sull’LCN e il Rapporto di
Servizio sullo switc–off inviato dalla REA
ai Presidenti delle Regioni, dei Corecom e
al Capo dello Stato.
Pubblichiamo integralmente un lancio
dell’agenzia di stampa ASCA sulla presa di
posizione del Presidente del Consiglio
Regionale Puglia, Onofrio Introna, nonché
Referente dei Corecom nella Conferenza dei
Presidenti
delle Assemblee regionali e delle
Province autonome.
TV: INTRONA, FAR WEST
DIGITALE, I CONSIGLI CHIEDONO INCONTRO A
ROMANI
(ASCA) - Bari,
31 ago - "Truffa delle frequenze tv, Far
West dell'etere, mancati incassi per lo
Stato, canali impacchettati e munificamente
donati a Rai e Mediaset a spese dei
contribuenti, tagli dei fondi alle emittenti
locali, attacco al pluralismo: la
transizione verso il digitale terrestre non
è rosea, faccio mia la denuncia del
saccheggio dell'etere espressa dalla stampa
nazionale". Ad affermarlo con determinazione
è il referente per i Corecom nella
Conferenza dei presidenti delle Assemblee
regionali e delle Province autonome e
presidente del Consiglio Regionale della
Puglia, Onofrio Introna, che rinnova a nome
dei Consigli regionali la richiesta di un
incontro urgente al ministro Romani e all'Agcom,
per discutere insieme ai Corecom non solo
del passaggio al digitale per le regioni
ancora in attesa di risposte sui numerosi
problemi irrisolti, ma anche e soprattutto
del futuro delle emittenti locali, del
regolamento per la destinazione dei fondi
della 448 e del ruolo delle Regioni''.
''Le
preoccupazioni si aggiungono ai dubbi e ai
problemi tecnici che stanno ritardando lo
switch off nelle ultime aree non ancora
digitalizzate'', fa notare il responsabile
nazionale per la comunicazione nel
coordinamento dell'organismo che riunisce i
presidenti delle Assemblee elettive. Introna
lamenta le ''incertezze che stanno
accompagnando l'intera transizione'',
insistendo nella denuncia. ''Le Regioni non
intendono rimanere alla finestra'' e proprio
nel giorno in cui il Consiglio di Stato
conferma il ruolo dei Corecom
nell'assegnazione della numerazione dei
canali, vogliono ''dire la loro sull'asta e
sui regali che il governo si accinge a dare
ai più forti''.
''In un periodo
di vacche magre - aggiunge - omaggiare i
soliti noti (Rai e Mediaset) di frequenze
che valgono 3 miliardi, significa non solo
pugnalare alle spalle il sistema
radiotelevisivo locale e il pluralismo, ma
anche disconoscere i diritti elementari dei
cittadini, già chiamati a grandi sacrifici
per salvare il Paese, in questo momento
difficile''.
Nel momento in
cui si apprende che le offerte per
l'attribuzione dei canali dal 61 al 69
ammontano a 2,3 miliardi prima dell'asta,
''l'assegnazione gratuita di 6 multiplexer
DTT nazionali non fa che rafforzare il
duopolio e affossare il pluralismo'', a
scapito delle emittenti locali.
Queste perdono
le frequenze migliori senza poter nemmeno
ricorrere al Tar, che riconoscerebbe loro
solo un ristoro economico''.
"In tempo di
crisi, quando il mancato introito anche di
pochi euro da parte dello Stato si scarica
sulle famiglie e sull'italiano medio -
osserva Onofrio Introna - poniamo con forza
il problema politico al Ministero e all'Agcom:
l'assegnazione delle nuove frequenze
digitali tv a Mediaset e Rai avviene a
titolo gratuito (un simpatico cadeau per le
aziende), perché invece non mettere a bando
le 6 frequenze che si vanno a regalare?
Un'asta regolare sarebbe in grado di
garantire tre miliardi di euro, in tal modo
difenderemmo non solo le casse dello Stato
ma anche il pluralismo e i cittadini stessi.
Sono loro, gli italiani, i veri ''azionisti'
del Governo e delle Autorità indipendenti ed
e' nostro dovere intervenire''.
Secondo il
referente nazionale dei Corecom, potrebbe
essere destinato alle emittenti locali ''una
parte del tesoretto delle frequenze digitali
ritagliato da Agcom per aumentare il
pluralismo tv in ossequio agli impegni
assunti dal governo italiano con l'UE e
quello che eventualmente si ricaverebbe
dalla nuova asta del beauty contest.
L'emittenza, infatti, vede aggiungere al
danno la beffa, ovvero l'esproprio coatto
delle frequenze per regalarle a Rai e
Mediaset''.
Molte regioni
italiane hanno già messo a disposizioni
risorse notevoli per aiutare le antenne
locali nella transizione al digitale, ''ma
non sappiamo ancora come i problemi saranno
risolti. Uno slittamento non inferiore a sei
mesi per il processo di assegnazione del
digital dividend interno sembra più che
probabile, per non parlare del contenzioso
già in atto e che potrebbe esplodere''.
''Porterò'
problemi e proposte - conclude il presidente
Introna - al centro di incontri nazionali
con i vertici dei Corecom e con i colleghi
dei Consigli regionali, in programma già nei
prossimi giorni''.
San Cesareo, 2 settembre 2011
L. C. N.
IL 30
AGOSTO 2011 SUONERA’ LA CAMPANA DELLA
CHIAREZZA?
(sarà l’inizio del confronto
a viso scoperto tra gli interessi delle
piccole e medie emittenti locali e i gruppi
di potere del sistema radiotelevisivo
italiano)
Nell’udienza del Consiglio di Stato del 30
agosto 2011, quale passaggio obbligato per
poi giungere eventualmente alla Corte
Costituzionale, si discuterà se è giusto o
meno abbattere uno dei Mostri Giuridici
dello switch off qual’è la Delibera
emanata dall’AGCOM sulla disciplina
dell’ordinamento automatico dei programmi
sul telecomando. Si presenteranno in campo
due squadre in difesa di “interessi
contrapposti”. La squadra delle
Piccole e Medie imprese locali e la
squadra delle Reti private dominanti
rappresentate da DGTVi - FRT –
AERANTI/CORALLO.
Nella formazione della squadra delle
Reti vi è una “incomprensibile”
partecipazione; la presenza del CORALLO,
espressione della piccola e piccolissima
emittenza locale di area cattolica,
anch’essa penalizzata dal Mostro come
giustamente ha messo ben in evidenza
“L’Avvenire” nella sua efficace campagna
giornalistica sulla mattanza delle
emittenti televisive cattoliche. In
concreto cosa si giocano le due squadre
nell’udienza di martedì prossimo?
-
La prima squadra, quelle delle
locali, nella quale la REA gioca nel
ruolo di attaccante, sostiene la
necessità di rivedere la “mostruosa”
Delibera AGCOM 366/11/CONS che ha
“confinato” sui numeri alti e
altissimi del telecomando (LCN) le
emittenti locali “storiche e
comunitarie”;
-
L’altra squadra, quelle delle
Reti private dominati, sostiene,
ovviamente, la Delibera AGCOM in quanto
ha “beneficiato” dei primi
numeri del telecomando. Ad
esempio, Mediaset & C. sono piazzati
dal n. 4 al n. 9 senza alcuna
ragione oggettiva per “storicità”
e “qualità di programmazione”
rispetto a tante emittenti locali che
hanno fatto la “storia della
televisione sul territorio”.
Infatti, i criteri prevalenti per
l’assegnazione dell’LCN previsto dalla
Delibera sono: il privilegio di
essere Rete nazionale a grande
diffusione e di risultare tra le
prime nelle graduatorie stilate dai
Corecom per l’assegnazione dei
contributi a fondo perduto, ex legge
448/98, che è una vera vergogna solo
parlarne per come è fatto quel
Regolamento. Con simili criteri è
chiaro che la stragrande maggioranza
delle emittenti storiche e comunitarie,
di fatto, contrariamente alle
chiacchiere che va raccontando
AERANTI, “sono sparite dal video”.
E’ tanto vero quanto lamentato dalle locali
con pertinenti ricorsi presentati in sede
di giustizia amministrativa che il TAR del
Lazio ha emesso una sentenza di annullamento
della “mostruosa” delibera proprio
per consentire all’Autorità di poterla
modificare. Si da il caso però che l’AGCOM
e il Ministero (P. Romani), appoggiati da
FRT, ovvero Mediaset – DGTVi ovvero sempre
Mediaset – Telecom Italia Media – Aeranti –
Corallo –HSE24 – Class Editori – ATDI,
siano prontamente intervenute presso il
Consiglio di Stato chiedendo il
“congelamento” della sentenza del TAR
fino alla definitiva sentenza di merito.
A parte il fatto che non si comprende
lo scopo per cui il Corallo abbia affiancato
le sue piccole emittenti agli interessi
assai diversi delle Reti, il predetto
congelamento è stato concesso. Ma
non sposta i termini delle più che legittime
ragioni delle emittenti locali nel
pretendere che “non siano cancellate dal
video” per via di una becera
operazione di potere esercitata
attraverso la gestione numerica del
telecomando. Pertanto l’udienza del
30 agosto, se l’Autorità non si deciderà
a convocare un Tavolo per rivedere la
delibera, sarà solo l’inizio di un
doloroso percorso giudiziario per tutti.
Certo è che, per ora, il primo goal è a
favore delle locali, ma la partita è
ancora aperta e si spera che l’arbitraggio
non sia assegnato ad un “arbitro
cornuto”.
Il seguito del percorso giudiziario si vedrà
come andrà a finire, ma la REA è fiduciosa
nella Giustizia e soprattutto nella
forza di quelle locali determinate a
difendere i propri diritti con le unghie e
con i denti. A tal proposito,
l’avvocato Domenico Siciliano,
interpretando il pensiero delle locali che
hanno subito danni LCN, ha dichiarato:
“La situazione che sta emergendo nella
causa di appello dimostra di per sé il
fallimento del piano LCN. A questo punto
l’esito del giudizio diventa secondario, il
fatto stesso che l’appello abbia creato una
contrapposizione così accesa dovrebbe
indurre l’Autorità di garanzia ad avviare
responsabilmente un confronto con le
emittenti e le rappresentanze associative
per modificare il piano in tempi brevissimi”.
Pertanto, prima che la questione degeneri
oltre gli interessi di tutto il processo di
digitalizzazione della tv italiana,
l’Autorità farebbe bene a prendere “a
volo” tale proposta in modo da
formare subito il Tavolo per avviare, in
tempi strettissimi, una seria discussione
per rivedere la delibera.
Sbagliano i Re, sbagliano i Papi, si ammetta
umilmente di aver sbagliato e si corregga in
fretta ciò che è necessario correggere. La
proposta della REA è di far pagare un
adeguato canone annuale alle emittenti che
occupano i numeri dal 4 al 9. Ad esempio
5 milioni di euro/anno che andranno a
formare un fondo di sostegno di 45
milioni di euro da erogare alle emittenti
locali destinate a traslocare sui numeri più
alti del telecomando (oltre il 30); di
riservare i numeri dal 10 al 19, in via
esclusiva, alle emittenti locali
storiche. Ovviamente, la proposta è da
condividerla con altre associazioni, ma il
concetto deve essere chiaro: i primi
numeri del telecomando non devono essere
regalati ancora una volta a Mediaset & C.
Questi signori hanno già goduto di
tantissimi privilegi grazie al noto
conflitto d’interessi di cui tutto il
pianeta è a conoscenza.
Le
emittenti locali non possono morire per
causa loro!
Accantonando le “funeste” previsioni
presagite da AERANTI sulla irreversibilità
di modifica, della Delibera, l’operazione
si potrebbe portare a termine entro il
mese di settembre. Per l’interesse comune di
salvaguardia del settore, la REA si candida
per una ragionevole mediazione. Nella
vita non c’è nulla di “irrevocabile” e di
“irreversibile” (tranne la morte).
Tutto si può fare, basta l’onestà e la buona
volontà per rimediare ai guasti provocati.
Siamo convinti che l’iniziativa verrebbe
apprezzata da tutti in quanto renderebbe
giustizia e speranza per una dignitosa
esistenza a tutti i soggetti in campo
senza privilegi e vie preferenziali.
Con tale livello di conflittualità tra le
emittenti, non voglia, però, Corrado Calabrò,
uomo di legge, Presidente di una delle
più prestigiose Autorità dello Stato,
pur di sostenere la bontà della sua
delibera, legittimare in sede di
Udienza le indebite pressioni
organizzate da AERANTI sul Consiglio di
Stato con la notifica di “decine di
dichiarazioni” firmate da presunti
sostenitori della delibera, alcune delle
quali potrebbero essere state strappate alla
reale volontà dei rappresentanti legali
delle emittenti oppure sottoscritte con
scarabocchi o, altre ancora, rilasciate in
perfetta “buona fede”. A tal riguardo è in
corso un’indagine per accertare la validità
e l’autenticità di quelle dichiarazioni.
Consideri, invece, responsabilmente, le
altrettante numerose costituzioni “ad
opponendum” presentate dalle locali
ricorrenti effettuate, come prevede la legge
con firme autenticate e convochi
subito, oggi stesso, il Tavolo per
discutere del merito della questione con il
criterio della buona ragione, della
giustizia e dell’onestà istituzionale.
San Cesareo, 29 agosto 2011
COMUNICATO URGENTISSIMO
IL 30
AGOSTO 2011 IL CONSIGLIO DI STATO DECIDERA’
SUL DESTINO DELLE EMITTENTI TELEVISIVE
LOCALI
Com’è noto il TAR del Lazio, con la
sentenza del 29 luglio u.s., ha annullato la
Delibera 366/10/CONS dell’AGCOM che
stabilisce il piano di numerazione
automatica dei programmi televisivi
attraverso il telecomando altrimenti detto
LCN.
Per come è stato concepito, il piano LCN è
stato aspramente criticato dalla totalità
delle emittenti locali le quali si sono
viste relegate ai numeri più alti del
telecomando con regole a dir poco
“punitive” dal momento che sono state
agganciate alle graduatorie formate dai
Corecom per la erogazione dei contributi
derivanti dalla legge 448/98 le quali, a
loro volta, come sappiamo, sono spesso
finite sotto inchiesta per gravi
irregolarità. Ma non è solo questo il
problema. La verità è che quel Regolamento,
il DM 5 novembre 2004 n. 292, è fortemente
“sperequativo” e non poteva essere
preso come punto di riferimento “valido”
per stabilire criteri così determinanti per
la esistenza delle emittenti.
Poi, c’è la questione politica di fondo. L’AGCOM
ha voluto “favorire” le reti
nazionali private, prime fra tutte le tre
reti Mediaset, alle quali sono state
assegnati i primi nove numeri del
telecomando.
A tal proposito abbiamo sempre sostenuto
che le sofferenze subite dall’emittenza
televisiva locale sono direttamente
collegabili alla mancata esecuzione della
famosa sentenza della Corte Costituzionale
che ordinava a Rete Quattro di lasciare il
terrestre e, semmai, trasferirsi sul
satellite. Se quella sentenza fosse stata
eseguita, ora, sicuramente, il pianificatore
avrebbe avuto maggiori disponibilità di
risorse radioelettriche e, conseguentemente,
maggiori disponibilità LCN per le locali. Va
anche detto che l’AGCOM non ha tenuto conto
del fatto che le private, nazionali e
locali, hanno avuto dallo Stato in
concessione gratuita le frequenze e che, per
tale evidente ragione, anche riguardo alla
assegnazione dell’LCN dovevano essere
trattate tutte alla stessa stregua. Allora
perché privilegiare le reti private di
Mediaset rispetto alle reti private locali?
Se Tremonti fosse il ministro delle
finanze di un Governo senza conflitti
d’interessi , visto che Mediaset non ha
cacciato un becco di un quattrino per
gestire centinaia frequenze dello Stato e
visto che il Codice delle comunicazioni
elettroniche (articolo 35) ha attributo
alle nazionali un canone annuale
“simbolico” di € 122.100 (mentre le
locali dovrano pagare fino a €
68.000/anno!!!), con la legge di stabilità,
non avrebbe avuto difficoltà a mettere
all’asta i primi nove numeri del telecomando
in modo da finanziare la conversione del
digitale sopportata dalle locali. In pratica
avrebbe applicato l’antica e saggia formula
“una mano lava l’altra e due mani lavano il
viso” rendendo giustizia ai principi
della “equità e trasparenza”.
Si potrebbe continuare con altre ragioni,
ma il succo del discorso è che la Delibera
dell’AGCOM sull’LCN fa parte “dell’impeachment”
del Digitale Televisivo Terrestre Italiano
“voluto e organizzato dal Governo del
conflitto d’interessi” contrario a
qualsiasi soluzione che non fosse
l’interesse delle aziende del capo del
Governo.
Ora, con la sentenza 68014/11 del TAR del
Lazio, le regole del gioco possono cambiare
in favore delle locali rimettendo in
discussione i criteri del piano LCN. Romani,
Calabrò e DGTVI tremano mentre Aeranti e FRT
li confortano annunciando di sostenere “la
distruttiva Delibera LCN” che toglie
definitivamente dal video e dal mercato
l’emittenza televisiva locale privando il
territorio di uno strumento informativo
democratico e pluralistico sancito dalla
Costituzione.
Dunque il 30 di agosto, davanti al Consiglio
di Stato, si vince o si perde? No, non è
cosi ma è meglio vincere per facilitare il
percorso di arrivare fino alla Corte
Costituzionale per chiedere di inficiare
alcune norme fondamentali lesive dei diritti
delle emittenti, dei cittadini e delle
imprese quali la libertà di informare e di
essere informati senza alcun pregiudizio
tecnico, politico e/o economico e quello di
non dover essere costretti a chiudere
l’impresa.
Per queste ragioni, la REA, si costituirà
davanti al Consiglio di Stato “ad opponendum
all’AGCOM e al Ministero” in difesa dei
diritti delle emittenti televisive locali.
A maggior ragione le emittenti interessate
(associate e non) hanno il diritto-dovere di
costituirsi a fianco della REA per difendere
l’azienda, il lavoro, la libertà
d’informazione.
Come fare per costituirsi “ad opponendum”:
-
chiedere alla REA (
info@reasat.it
) la copia dell’atto di
costituzione già predisposto e curato
dall’Avvocato Domenico Siciliano;
-
autenticare l’atto con semplici modalità
che verranno comunicate a parte;
-
faxare o inviare via mail l’atto
autenticato alla REA;
-
il tutto deve pervenire alla REA (
info@reasat.it ) entro e non
oltre mercoledì 24 agosto
Se arrivano proposte di altre
associazioni come comportarsi?:
-
le note associazioni interessate a
difendere gli interessi delle reti
nazionali e del Governo Berlusconi,
l’artefice del massacro dell’emittenza
locale, si stanno dando da fare per
intorbidire le acque proponendo alle
emittenti di costituirsi “ad adiuvandum”
in favore dell’AGCOM e del Ministero;
-
coloro che aderiranno a tale
iniziativa è bene sappiano che sarà la
loro fine e che possono prepararsi a
chiudere battenti;
-
non si dica, poi, di non saper nulla:
emittente avvisata è mezza salvata!!!
Se vogliamo vincere questa battaglia
giudiziaria e politica cosa dobbiamo fare?
-
DOBBIAMO ESSERE IN TANTISSIMI A
COSTITUIRCI IN GIUDIZIO;
-
QUINDI PASSARE QUESTA COMUNICAZIONE ALLE
EMITTENTI CHE SI CONOSCONO ANCHE SE SONO
SCOMODE CONCORRENTI. SI LOTTA PER UNA
SOLA CAUSA. PENSARE DI SALVARSI CON LA
CHIUSURA DEL VICINO E’ SUICIDA!! POI
TOCCHERA’ A VOI. QUESTO E’ CIO’ CHE
VOGLIONO.
-
TOGLIERE IMMEDIATAMENTE LA FIDUCIA A
AERANTI E A FRT;
-
ADERIRE IMMEDIATAMENTE ALLA REA O ALLE
ASSOCIAZIONI DEL CARTv . A RICHIESTA
VERRA’ INVIATA LA PROPOSTA ASSOCIATIVA
REA SEMPLICEMENTE SCRIVENDO A
info@reasat.it
Se farete gli agnostici, peggio per
voi. Ci auguriamo di risentirvi. Buon lavoro
e cordiali saluti.
San Cesareo, 06 agosto 2011
REA –
Radiotelevisioni Europee Associate
Antonio
Diomede, Presidente
L’IMBROGLIO DEL DIGITALE
TELEVISIVO TERRESTRE ITALIANO
(il TAR del Lazio annulla
la delibera LCN mentre Romani, AGCOM, FRT e
AERANTI tremano – la REA invita Calabrò a
dimetttersi)
Con
la sentenza del TAR del Lazio del 29 luglio
scorso, che annulla la Delibera 366/10
sull’ordinamento dei canali tv sul
telecomando, l’ora della verità
sull’imbroglio del digitale televisivo
terrestre italiano si avvicina. L’artefice
del ricorso contro l’AGCOM e il Ministero
dello Sviluppo Economico è stato il Comitato
Radio Televisioni Locali aderente al CARTv
del quale, com’è noto, fa parte attivamente
la REA. Le ragioni esposte dall’Avvocato
Domenico Siciliano per conto della
ricorrente sono chiarissime e difficilmente
contestabili nonostante il Consiglio di
Stato abbia accolto l’istanza AGCOM per la
sospensiva della sentenza fino alla udienza
del 30 agosto 2011. Commentando la
decisione del Consiglio di Stato, l’Avvocato
Domenico Siciliano, consulente legale della
REA, ha chiosato: “spiace rilevare
che l’Autorità di garanzia agisca per
iniziativa unilaterale su una questione
vitale per il comparto televisivo anziché
confrontarsi con animo sereno e nei tempi
giusti con le legittime aspettative di chi
ogni giorno rischia in proprio in una
situazione estremamente difficile, per
continuare a rendere con lealtà e passione
un servizio di interesse pubblico com’è
l’attività radiotelevisiva”.
Dunque il verdetto finale è rinviato a
fine mese, ma la speranza è l’ultima a
morire e la REA si batterà fino alla fine,
anche ricorrendo alla Corte Costituzionale,
affinché venga fatta giustizia per il
massacro delle emittenti televisive locali
eseguito dal Governo Berlusconi e dall’AGCOM
di Calabrò che ha voluto politicizzare un
evento epocale di trasformazione tecnologica
che doveva essere neutrale, utile e
funzionale allo sviluppo del Paese in una
becera operazione di potere in favore dei
gruppi dominanti della comunicazione
televisiva nostrana e della telefonia mobile
multinazionale.
La REA chiede una nuova Delibera di
riordino LCN agganciata a criteri “sani e
trasparenti” che assicuri alle emittenti
storiche presenti sul territorio di poter
competere nel mercato, a pari condizioni e
pari dignità, con le reti nazionali private
e con la rete pubblica. Attualmente sono
centinaia i fornitori di contenuti privi di
LCN. Pertanto, è cosa buona e giusta
prevedere nella nuova Delibera
l’assegnazione LCN agli operatori di rete
in modo da garantire ai fornitori di
contenuti ospitati sulla rete “certezza di
esercizio” fin dal rilascio
dell’autorizzazione ministeriale alla
diffusione dei programmi televisivi.
Gli editori televisivi locali devono
rendersi conto che la battaglia giudiziaria
in atto è la naturale “opposizione” delle tv
locali più consapevoli al disegno politico
del Governo e dell’AGCOM di Calabrò per
metterle in liquidazione. Pertanto nella
seduta del Consiglio di Stato del 30 agosto
dobbiamo essere in tanti a sostenere le
nostre ragioni costituendoci “ad opponendum”.
Ovviamente la REA sarà in prima fila con le
emittenti rappresentate, ma lasciando da
parte le tessere di iscrizione, per la
difesa di vitali interessi comuni, è
fondamentale che tutte le emittenti si
costituiscano. L’atto di costituzione deve
essere immediatamente richiesto
scrivendo a
info@reasat.it
Non vogliamo esprimere ulteriori giudizi
sulla gestione AGCOM relativa al processo
del DTT italiano, ma per dimostrare la
propria indipendenza dalla politica
governativa, bene farebbe il Presidente
Calabrò a rimettere il proprio mandato nelle
mani del Parlamento.
L’AGCOM
CONSULTA LA REA SUL PIANO DELLE FREQUENZE
TV IN TECNICA DIGITALE PER LIGURIA TOSCANA
UMBRIA E MARCHE
(Il massacro delle tv
locali voluto e organizzato dalla mala
politica del governo Berlusconi si avvia
verso la fine estrema – Appello al Capo
dello Stato per la difesa delle libertà
costituzionali)
Per
il rispetto che abbiamo verso tutte le
tendenze politiche non avremmo mai voluto
esprimerci nei termini che ora stiamo per
scrivere. Il governo Berlusconi nel quale
molti di noi hanno creduto per il
rinnovamento del Paese “post prima
repubblica” si è rivelato il più acceso
massacratore delle libertà democratiche nate
dalla Resistenza. Perfino Tambroni è da
riconsiderare rispetto a Berlusconi. La
differenza tra i due uomini politici è che
Tambroni mirava a un ripristino nostalgico
degli ideali fascisti attraverso la
costituzione di superpoteri paralleli a
quelli legittimi dello Stato, poi,
miseramente sconfitto dalle forze
democratiche del Paese e dalla società
civile; Berlusconi è determinato nella
conquista apparentemente “legale” del terzo
potere dello Stato (quello mediatico)
attraverso leggi e leggine che accentrano
nelle sue mani la proprietà di televisioni,
giornali, radio, reti telefoniche, reti di
comunicazione di ogni ordine e grado in modo
da assicurarsi, una volta uscito di scena
dalla politica attiva, il controllo
effettivo del Paese. In tale percorso,
disgraziatamente, si sono trovate le piccole
e medie tv locali condannate a “morte certa”
senza possibilità di appello come prevede
l’articolo 25 del decreto legge 98/2011 in
violazione dell’articolo 24 della
Costituzione. In sostanza, diversamente da
Tambroni il quale usava i poteri occulti
dello Stato per fini unicamente reazionari,
Berlusconi avvalendosi del potere
costituzionale di promulgare leggi, con il
decreto 98/2011, ha cambiato le regole
della Costituzione annullando il potere
d’intervento della magistratura per fini
unicamente personali. La questione è
delicatissima e se dovesse passare tale
regola legislativa dobbiamo prepararci alla
mobilitazione democratica per salvaguardare
i diritti costituzionali dei cittadini.
Siamo ansiosi di capire quale sarà la
posizione del Capo dello Stato anche se
negli ultimi tempi ci è sembrato di intuire
che Lui, Giorgio Napolitano, per il bene
dell’unità nazionale, è contrario a
soluzioni traumatiche. Pare preferisca un
“mal governo” ad un “non governo” , ma ora
la misura è colma e dovrà decidersi se
affrontare la questione in termini di
appoggio Presidenziale al “governo dei
provvedimenti anticostituzionali” o di
“garante dei diritti dei cittadini” anche a
costo del richiamo alla mobilitazione
generale del Paese. Nell’anno della
celebrazione dei 150 della unità d’Italia,
il nostro Presidente, non può consentire a
un manipolo di affaristi di distruggere gli
ideali di libertà nazionale. Il 28 luglio
1976 fu pubblicata la sentenza 202 della
Corte Costituzionale con la quale, in
attuazione dell’articolo 21 della
Costituzione, cessò il monopolio
radiotelevisivo restituendo al Paese quella
libertà d’informazione che il regime
fascista aveva soppresso. Il nostro
Presidente non può consentire al governo
Berlusconi di rimettere in discussione, con
i suoi mezzi e per i suoi interessi,
trentacinque anni di libertà di antenna.
E’ in questo duro, ma reale contesto
politico che si è svolta la consultazione
della REA davanti all’Autorità di Calabrò
per prendere atto del nuovo piano delle
frequenze tv in tecnica digitale per le
regioni Liguria, Toscana, Umbria e Marche
studiato a tavolino dal Ministro dello
Sviluppo Economico Paolo Romani per
favorire unicamente i soggetti dominanti RAI
e Mediaset e per massacrare le emittenti
locali. In sostanza il piano prevede: 1)
l’assegnazione delle frequenze pregiate
(coordinate con i Paesi confinanti) a RAI e
Mediaset; 2) le frequenze non coordinate
(ovvero non protette dai segnali esteri)
alle locali in base ad una graduatoria che
verrà pubblicata nelle prossime settimane e
che come , abbiamo già detto, non si potrà
ricorrere alla Magistratura per la norma
incostituzionale inserita a bella posta dal
governo nel decreto legge 98/2011. La
consultazione si è conclusa con una retorica
quanto inutile rassegna di argomenti
relativi alle specifiche tecniche e di
norme conosciute.
Non ci resta che confidare in un
intervento decisivo del Capo dello Stato
affinché blocchi il reazionario disegno
politico del governo il quale, siamo
convinti, mira dritto alla repressione delle
libertà d’informazione, d’impresa e
d’intervento della Magistratura al fine
della scalata al Terzo Potere dello Stato
(quello mediatico) della ditta Berlusconi.
La REA, come sempre, è disponibile per una
mobilitazione democratica di massa con
quelle forze politiche particolarmente
sensibili alle libertà costituzionali.
San Cesareo, 12 luglio 2011
REA – Radiotelevisioni Europee Associate
Antonio Diomede, Presidente
CONFERENZA
STAMPA CARTv - L'ESPROPRIO DELLE TV LOCALI NON DEVE PASSARE - I DIRITTI
COSTITUZIONALI NON SONO IN VENDITA - L'APPELLO AL CAPO DELLO STATO
SCARICA
IL FILE AUDIO SULLE INDAGINI DI ASCOLTO E METTILO IN ONDA
SPECIALE
CANONE RAI
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settimanale del notiziario Reasat n. 13 e mettilo in onda
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antipirateria e mettilo subito in onda
POLIZIESCO PROVVEDIMENTO DEL GOVERNO
BERLUSCONI
"audio"
(vuole, a tutti i costi,
anche con la forza, appropriarsi dei canali
delle locali. Forse è il preludio di un
“golp bianco?”)
Il Governo è
passato dalle minacce ai fatti con la
pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 75
del 27 giugno 2011 del Bando di Gara per la
vendita dei nove canali 61-69 delle
televisioni locali alle compagnie della
telefonia mobile. Nella giornata di domani
Silvio Berlusconi e Paolo Romani intendono
far approvare dal Consiglio dei Ministri un
emendamento
“POLIZIESCO”
alla Manovra economica che obbliga,
perentoriamente, le locali a lasciare le
frequenze delle locali ai telefonici, pena
l’intervento della polizia postale e
l’applicazione dell’articolo 98 del Codice
delle Comunicazioni che prevede la
reclusione fino a tre anni.
Il Governo continua a sostenere che
“esiste un preminente interesse nazionale
alla sollecita liberazione e assegnazione
delle frequenze”
ma sappiamo che così non è. Siamo, invece,
convinti, che il progetto governativo
consolida ancor più “gli
interessi della ditta Berlusconi & C”
e che potrebbe far parte di un pericoloso
progetto politico mirato all'accentramento
dei mezzi di comunicazioni nelle mani di
malintenzionati propensi a sottomettere il
Paese con la forza. Proprio ieri, in occasione
della conferenza del CARTv tenutasi a Roma,
Piazza Monte Citorio, il Presidente della
REA, Antonio Diomede, ha lanciato un segnale
di allarme in tal senso rivolto alle forze
politiche e al Capo dello Stato affinchè
intervengano per bloccare i provvedimenti
incostituzionali emanati dal Governo
Berlusconi. Intanto la REA invita le
emittenti locali (indistintamente) a non
farsi intimidire e a seguire, passo passo,
la difesa che il collegio legale
dell’associazione sta predisponendo per
respingere tali provvedimenti in tutte le
sedi giudiziarie ivi compresa la
Corte Costituzionale.
Quella Corte
che il 28 luglio 1976 liberalizzò l’etere e
scagionò dal reato penale
“di installazione o esercizio di impianto di
radiodiffusione televisiva” un certo
signor
Paolo Romani
"L'ESTINZIONE DI AUDIRADIO E' COMPIUTA"
E' stata una grande battaglia vinta
moralmente della REA contro le grandi lobby
della radiofonia italiana e ostacolata dalle
note associazioni compiacenti FRT e
AERANTI-CORALLO in qualità di nuovi soci di
una organizzazione in via di rottamazione.
Ora tocca rimboccarci le maniche per
pressare l'Autorità ad intervenire con la
massima urgenza affinchè il comparto abbia
un ente rilevatore serio e neutrale per
misurare la competizione delle emittenti in
un libero mercato non inquinato o, peggio,
manovrato dalle lobby specializzate nella
distorsione delle regole. A tal proposito il
Presidente della REA, Antonio Diomede, ha
inviato all'Autorità una lettera nella quale
chiede " urgentissimi
interventi per il ripristino delle indagini
di ascolto, in modo corretto e trasparente,
delle emittenti radiofoniche locali al fine
di compensare il salutare vuoto lasciato
dalla società Audiradio attrice nel passato
di pubblicazioni anomale, distorsive e
ingannevoli nei confronti sia delle imprese
radiofoniche sia delle agenzia di pubblicità
e degli inserzionisti in genere. A tal
proposito allega alla presente il messaggio
“audio”
diffuso da centinaia di emittenti locali
interessate a mettersi lealmente in
competizione sul mercato, ma di essere
rilevati da una entità professionale
“neutrale” non in conflitto di interessi,
com’è fino ad oggi accaduto con la compagine
societaria Audiradio".
AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE
COMUNICAZIONI
LE PROPOSTE DELLA REA AL NUOVO REGOLAMENTO
PER LA TELEVISIONE DIGITALE TERRESTRE
(Audizione del 17 giugno 2011)
Il 17 giugno scorso la delegazione della REA
– Radiotelevisioni Europee Associate - ,
rappresentata dal Presidente Antonio Diomede
e da Gabriele Betti e Gianfranco Secci, è
stata audita dall’Autorità per le Garanzie
nelle Comunicazioni in merito alle proposte
di modifica del nuovo regolamento per la
televisione digitale terrestre. L’audizione
si è svolta in un clima di attenta analisi
delle delicate questioni collegate al
processo di trasformazione
analogico/digitale delle reti televisive
italiane con particolare attenzione alla
“crisi di identità mediatica” sofferta dalle
emittenti locali per via di un percorso
legislativo e regolamentare penalizzante e
discriminatorio messo in atto dal governo.
Il Presidente, Antonio Diomede, ha tenuto a
precisare che la REA, a prescindere dai
nuovi provvedimenti regolamentari che
l’Autorità andrà a deliberare dopo le
audizioni, ricorrerà al Capo dello Stato e
alla Corte Costituzionale per far valere
l’incostituzionalità di quelle norme di
legge che il governo ha varato contro le
libertà d’informazione e d’impresa, quali la
vendita di nove canali televisivi alle
multinazionali della telefonia mobile
(articolo 4 decreto legge 34/11 del 31 marzo
2011, trasformato in legge n. 75/11 e
relativi collegati). La REA ha dunque
proposto una serie di emendamenti mirati a
facilitare sia la fase di transizione al
digitale che l’assetto definitivo
introducendo norme non discriminatorie e
assolutamente trasparenti rispetto alle reti
nazionali e ai nuovi soggetti provenienti
dall’estero. Le proposte della REA sono
riepilogate nei seguenti punti essenziali:
1)
L’autorizzazione in ambito locale
in più bacini
regionali
è rilasciata esclusivamente a società
di capitali o cooperative con capitale
sociale interamente versato, non inferiore,
al netto delle perdite risultanti dal
bilancio, a euro 155.000 (centocinquantacinquemilaeuro),
che impieghino, all’inizio dell’attività, non
meno di quattro dipendenti in regola con le
vigenti disposizioni di legge in materia
previdenziale;
2)
L’autorizzazione in ambito locale
in più bacini provinciali
è rilasciata esclusivamente a società di
capitali o cooperative con capitale sociale
interamente versato, non inferiore, al netto
delle perdite risultanti dal bilancio, a
euro 100.000 (centomilaeuro), che impieghino,
all’inizio dell’attività,
non meno di
tre dipendenti
in regola con le vigenti disposizioni di
legge in materia previdenziale;
3. 3)
L’autorizzazione in ambito locale
per un solo bacino provinciale
è rilasciata esclusivamente a società di
capitali o cooperative con capitale sociale
interamente versato, non inferiore, al netto
delle perdite risultanti dal bilancio, a
euro 50.000 (cinquantamila), che impieghino,
all’inizio dell’attività,
non meno di
due dipendenti
in regola con le vigenti disposizioni di
legge in materia previdenziale;
4.
4)
L’articolo 17 lì dove afferma (comma 3) che
agli operatori di rete televisiva in ambito
locale si applicano le disposizioni
contenute nell’articolo 4 del decreto-legge
31 marzo 2011, n. 34, dal punto di vista
giuridico, non ‘ costituzionale. Infatti
tale disposizione di legge è contestata
da tutte associazioni di categoria e,
senza ombra di dubbio, sarà portata al
giudizio della Corte Costituzionale per
violazione dell’articolo 21 della
Costituzione sul diritto d’informazione e
per la violazione del diritto d’impresa. A
tal proposito, si sottolinea che l’Autorità,
con la Delibera 497/10/CONS, ha ammesso di
aver tutelato e privilegiato le frequenze
delle reti nazionali in sede di
coordinamento internazionale, mentre le
frequenze assegnate alle locali sono state
consegnate alla “decapitazione”
dell’articolo 4 del Decreto Legge 34/11. Per
sanare, per quanto possibile una situazione
di evidente disparità di trattamento e di
palese violazione degli anzidetti diritti
costituzionali, si invita l’Autorità a
riesaminare il piano di assegnazione delle
frequenze e/o impegnarsi a svolgere
un’efficace attività di coordinamento per
tutelare le frequenze già assegnate alle
locali;
5.
5)
Premesso che
l’uso efficiente del mux non dipende dalla
volontà dell’operatore di rete ma
dall’andamento del mercato e dalle
condizioni socio economiche in cui opera, si
chiede di differire tale obbligo di almeno
tre anni per poi
rivedere la materia “ambito per ambito di
diffusione”. Si fa presente che tale
obbligo, in alcuni casi, non può comportare
la revoca automatica dell’autorizzazione.
Poniamo il caso della Basilicata, del
Molise, del Trentino AA, della Valle d’Aosta
e di tanti altri ambiti di diffusione in cui
si potrebbe verificare la condizione
oggettiva di mercato per cui scarseggiano i
fornitori di contenuti: in tal caso cosa
succede? La risposta è intuibile. Pertanto
si chiede il differimento
di tali obblighi
fino al “reale” completo avviamento del
mercato dei singoli “ambiti” di diffusione.
Tale condizione è facilmente riscontrabile
dalla quantità di autorizzazioni rilasciate
ai fornitori di contenuti. Dal punto di
vista tecnico, si evidenzia che il numero
delle reti trasportate e diffuse necessita
di una precisa indicazione in relazione al
numero di bit-rate trasportato. Infatti, dal
momento che il bit-rate di progetto delle
coperture in SFN è di 19,5 Megabit/sec
(desunte dalle Delibere AGCOM), conseguente
al rispetto dei criteri di sincronia
temporale dei trasmettitori sulla fascia di
64 Km, ne deriva che ciascun programma (nel
caso di 6 SD) avrà a disposizione 3,2
Megabit/sec, audio compreso, cioè un
bit-rate decisamente sofferto (non idoneo)
per l’uso di programmi di qualità. Pertanto
si chiede di portare il limite massimo di
utilizzo del mux a 5 programmi SD. Si
evidenzia, inoltre, che l’HD necessita di 8
Megabit/sec e che, pertanto, è possibile
diffondere ottimamente due programmi, ma
non tre…. Si spera che in Autorità non si
confidi nella falsa assunzione di capacità
di 24 Megabit/sec per blocco! A tutto ciò
sarebbe utile precisare nel regolamento
condizioni ben definite di combinazioni
intermedie del tipo: 3 SD+1HD – 2SD+1HD –
ecc. ecc. ; Inoltre, si rammenta che il
vero valore aggiunto del DTT è “l
interattività” per la cui realizzazione
occorre prevedere ampi spazi nel blocco di
diffusione corrispondenti a quelli necessari
per il programma; vale a dire 3,2
Megabit/sec per un programma SD.
Fondamentale è anche che nel regolamento sia
chiarito quanto segue. Gli attuali
televisori con decoder incorporati sono
abilitati a ricevere solo SD mpeg2.
Nell’ipotesi che un programma sia diffuso
anche in HD h264 con decoder esterno
aggiunto, il regolamento deve prevedere che
il programma, anche se identico, in realtà
necessita di 11, 2 (8+3,2 Megabit/sec) e
ciò, portando comunque una sola
programmazione, deve valere come spazi di
due programmi come già fanno le nazionali.
Inserire nel regolamento la previsione di
possibili contenuti in SD, codificati in
H264, che occupano molto meno di 3
Megabit/sec per usi speciali quali dirette
di consigli comunali, regionali, eventi
congressuali, manifestazioni, ecc. con banda
tra 0,5 e 0,8 Megabit/sec. Chiarire, infine,
il numero esatto dei programmi nazionali
trasportabili dalle locali. Si propone max
n. 2 in SD oppure n. 1 in SD + HD;
6. 6)
E' estremamente importante che gli obblighi
di condivisone delle infratrutture di
trasmissione avvenga realmente. Infatti si è
assistito negli ultimi 10-12 anni ad una
impennata nella richiesta delle cifre di
locazione sia per i terreni che soprattutto
delle ospitalità nei siti. Pare che la RAI
abbia chiesto aumenti del 100% (raddoppio)
negli ultimi due anni sostenendo di averlo
comunicato all’AGCOM e, quindi, di essere in
regola!!!. Lo stesso dicasi della “Towertel”,
partecipata Mediaset, la quale pare abbia
acquistato siti ed intere aziende per
ospitare gli impianti degli operatori di
rete. Alcuni associati riferiscono che
anch'essa ha recentemente aumentato
enormemente gli affitti imponendo i
contratti di manutenzione. Al fine della
tutela dei soggetti più deboli (le
emittenti locali) si richiede una equa e
trasparente normativa in materia di prezzi e
modalità di gestione degli impianti;
7.
7)
Le frequenze necessarie per il collegamento
dei ponti radio devono essere a titolo non
oneroso;
8. 8)
I contributi
annuali (ex canoni concessione) devono
essere commisurati in percentuale al
fatturato e, quindi, all’andamento del
mercato, con l’attenzione che il pagamento
sia a carico diretto del fornitore di
contenuti onde evitare un circolo vizioso
emittente – operatore di rete fonte di
ulteriori costi;
9. 9)
Al fine di
evitare sperequazioni di trattamento tra
soggetti esteri e italiani, si chiede di
introdurre la norma che obbliga in soggetto
estero ad adeguarsi alla normativa italiana;
10. 10)
Riguardo al contributo per le spese
di istruttoria si
ritiene assolutamente sproporzionato il
rapporto del costo sia in valore assoluto
che in valore comparativo tra nazionali e
locali. Pertanto, si propone di
riparametrare il contributo delle locali
rispetto alle nazionali portandolo a 2.500
euro max;
11. 11)
Soppressione della norma sulla tenuta
cartacea del Registro già abrogata dal Testo
Unico (v. sentenza del Consiglio di Stato n.
31012010 - adunanza del 21 ottobre 2010 a
favore di una emittente associata REA);
12.12)
Riguardo alla registrazione dei
programmi su nastro magnetico sollevare da
tale obbligo l’operatore di rete. Pertanto
si ritiene importante definire l’obbligo in
capo al fornitore di contenuti il quale
risponde del suo operato e non il soggetto
terzo (operatore di rete), oltre tutto,
molto spesso, suo temibile concorrente;
13. 13)
Si propone di inserire la previsione
regolamentare che permetta di veicolare il
contenuto audio delle emittenti radiofoniche
all'interno del mux degli operatori di rete
locale. In tale modo si darebbe una boccata
di ossigeno sia alle radio locali
(proiettabili in un contesto più vasto e
dalla fruibilità su tv mediante DTT) sia
agli operatori di rete locali per un uso più
efficiente dello spettro radiotelevisivo
anche se limitato ad una modesta parte della
capacità trasmissiva. Per tale previsione
basterebbe inserire come soggetto
accettabile un fornitore di contenuti
radiofonici già autorizzato alla
diffusione in tecnica digitale. In tale
previsione si potrebbe ipotizzare di
inserire in ciascun mux 4 radio stereo (max
1 megabit/sec).
PARTE LA MARATONA PUBBLICA DELLE LOCALI
CONTRO I SIGNORI DELLE FREQUENZE E DELLA
MALA POLITICA
(richiedete il notiziario settimanale della
REA da mettere subito in onda in difesa
dell'emittenza locale - ogni settimana si
parlerà di un argomento diverso - questa
settimana si parla del Decreto del Governo
che scippa alle tv locali nove canali della
banda V per assegnarli alle compagnie
telefoniche multinazionali - l'intervista al
Presidente della REA Antonio Diomede)
Solo chi non vuole sentire non comprende che
è in atto nel Paese uno scontro epocale per
la conquista del "terzo potere", quello
mediatico, dal quale si vuole emarginare le
fastidiose emittenti locali in quanto
soggetti incontrollabili ai fini della
gestione verticistica del potere
politico-partitico. In una democrazia
malaticcia come la nostra che, per certi
versi, in modo apparentemente non violento,
è simile a quelle dei Paesi Arabi, le voci
libere delle locali non sono tollerate. Un
Paese in cui il Parlamento viene eletto non
dai cittadini, ma dai Partiti con liste
preconfezionate, ha perso i valori della
democrazia e della libertà per cui migliaia
di martiri hanno donato la loro vita. Quel
Parlamento, così eletto, a sua volta ha
espresso un Governo che, in nome del popolo
italiano, distruggendo i valori del
Risorgimento per l'Unità d'Italia, ha deciso
di frazionare il Paese con un "demagogico
federalismo" per meglio dividersi il
"potere" fino all'ultimo miglio con proprie
leggi, bandiere, monete patacche, inni,
radio e televisioni di partito sguaiate,
giornali asserviti. Ovviamente tutto pagato
e messo in conto sulle cartelle esattoriali
dell'inerme cittadino da quella parte dello
Stato che i Signori della Mala Politica
definiscono "Roma ladrona". Questi
farabutti hanno soppresso le provvidenze
editoria alle locali (tranne le loro), hanno
dimezzato i contributi della 448/98 (però
hanno salvato i loro), vogliono togliere 15
canali alle tv locali (parte per venderli e
parte per assegnarli ai loro amici), vanno
in giro per l'Italia a proporre alle locali
di svendere canali tv e frequenze radio,
evidentemente, per prepararsi a gestire il
"potere mediatico" dal centro alla periferia
del Paese. Questi malfattori della politica
si sono fatte leggi "ad personam" per
incassare dallo Stato prebende milionarie
per finanziare le loro attività. Questi
disonesti accendono spudoratamente frequenze
da tutte le parti senza permessi e senza
controlli. Che si fa in questi casi? come
difendersi? Purtroppo la categoria è debole
e la Buona politica (se mai ci fosse) tace,
benché informata non si muove; ha la testa
altrove. Dunque tocca a noi rimboccarci le
maniche per iniziare a difenderci da soli,
se necessario, con le unghie e con i denti.
Dobbiamo tirare fuori tutta la nostra grinta
per cacciare dai nostri territori la Mala
politica, i malfattori, i delinquenti.
Pertanto dobbiamo essere vigili nel
controllare le nostre postazioni e i nostri
impianti. Segnalate alla REA ogni intrusione
frequenziale che dovesse verificarsi nella
vostra area di servizio. Fatelo subito, non
siate tolleranti. Dobbiamo essere uniti per
essere forti, altrimenti ci calpesteranno.
Il Presidente della REA, Antonio Diomede,
ogni settimana curerà un notiziario nel
quale si parlerà di queste cose ed altro per
coinvolgere i nostri ascoltatori nelle
nostre battaglie. Solo così possiamo
acquistare forza per farci sentire.
Dobbiamo riuscire a parlare con il grande
pubblico dei nostri problemi, che sono poi
di tutti, in modo da riuscire a
spostare importanti consensi
per ricacciare i nostri nemici di sempre: I
Signori delle frequenze e della Mala
Politica. Il
notiziario si può richiedere
a
info@reasat.it
o
www.le100radio.net
Il Presidente sarà lieto di leggere i
vostri commenti. Le risposte verranno
pubblicate su facebook ricercando la parola “REASAT”.
IL
MASSACRO DELLE TV LOCALI CONTINUA
(Il
Governo vuole anticipare lo switch off al
2011)
Lo spauracchio di elezioni anticipate
costringe il Governo a stringere i tempi
per anticipare lo switch off alla fine del
2011. Il compito dell’operazione è stato
affidato ad un soggetto apparentemente
neutrale come il Comitato Nazionale Italia
Digitale (CNID) del quale fanno parte RAI,
MEDIASET, DGTVI e le compiacenti FRT e
AERANTI. Con tutta probabilità, il Ministro
Romani, nella seduta del CNID di domani 1
marzo, giustificherà l’operazione come
necessaria per portare l’Italia
all’avanguardia europea in fatto di sviluppo
tecnologico per uscire più rapidamente dalla
crisi economica. Non sappiamo cosa
obietteranno le note associazioni
compiacenti, ma in tutti i casi, disarmate
come sono, non potranno che prendere atto
della proposta del cambiamento di rotta del
Governo evidentemente studiato a bella posta
per mettere ulteriormente in crisi le 400
emittenti locali del sud soggette al
cambiamento tecnologico. Continua, dunque,
il massacro delle emittenti locali con una
serie di provvedimenti sempre più oppressivi
e stringenti per metterle in serie
difficoltà economiche e tecniche. Le
emittenti locali del nord ne sanno qualcosa
per aver subito sulla propria pelle un
passaggio al digitale molto doloroso per via
della discriminata assegnazione delle
frequenze, del far west del LCN,
dell’annullamento del dato AUDITEL, degli
ultimatum del Ministero sull’utilizzo a
pieno regime dei mux, delle interferenze
subite nelle zone di confine, degli
oscuramenti provocati dal sistema su vaste
zone del territorio. La fretta del Governo
di anticipare lo switch off al 2011, oltre
che per una questione legata alla possibile
fine anticipata della legislatura, è
fortemente voluta sia per vendere prima
possibile i nove canali 61 - 69 sia per
regalare altri sei canali in banda IV e V
alle reti nazionali. L’ultima beffa che il
Governo ha voluto prendersi è il finto
reintegro dei fondi alla 448/98 con il
decreto Milleproroghe approvato ieri dal
Senato; fondi condizionati, appunto,
all’incasso delle somme ricavate dalla
vendita dei nove anzidetti canali. Se
queste sono solo ipotesi o pure verità lo
vedremo a fine riunione del CNID di domani
1° marzo. Proprio questa mattina abbiamo
ricevuto la convocazione per l’audizione
sulla bozza di revisione del Piano di
Ripartizione delle Frequenze che si svolgerà
nella sede del Ministero di Viale America
l’otto marzo. In tale circostanza si gioca
un’altra importantissima partita per
l‘assegnazione delle frequenze alle
diverse utilizzazioni, ivi compresa la radio
digitale, nella quale la REA non è disposta
a fare concessioni diverse da quelle già
concordate precedentemente con il medesimo
Ministero e con l’Autorità.
La “Manifestazione delle emittenti locali
in Talk Show” di Sanremo, alla quale hanno
partecipato più di trecento editori
radiotelevisivi, è un segno tangibile dello
stato di sofferenza del settore che il
Governo continua a ignorare.
La REA ha proposto al Governo di
costituire un tavolo di confronto tra tutti
i soggetti interessati (Ministero, Autorità,
Associazioni, Comitati locali di emittenti)
per scongiurare la inevitabile chiusura di
500 testate televisive con la perdita secca
di oltre 5.000 posti di lavoro tra occupati
e indotto. Per dare forza alla proposta, il
28 e 29 maggio 2011, si terrà a Roma una
Manifestazione Nazionale di Sostegno alla
quale parteciperanno in segno di solidarietà
numerosi artisti di fama nazionale. La
Manifestazione sarà trasmessa via satellite
sul canale 878 di Sky in collegamento
diretto con centinaia di emittenti locali.
Il momento è particolarmente decisivo per
la sopravvivenza dell’emittenza locale. Come
già accaduto negli anni ’80 e ’90,
rimbocchiamoci le maniche e lottiamo. Se
saremo uniti vinceremo anche questa volta.
Unisciti a noi. Chiedi l’iscrizione alla REA
a
info@reasat.it. Nella REA gli associati
contano, determinano le scelte
dell’associazione, non sono pedine di
manovre politiche e affaristiche.
LA RADIO DIGITALE E’
UNA REALTA’ ITALIANA GRAZIE ALLA REAA
(sono in
arrivo le prime autorizzazioni)
Il Ministero dello Sviluppo
Economico – Dipartimento Comunicazioni – ,
con quasi un anno di ritardo rispetto alle
previsioni, grazie alla costante pressione
della REA, finalmente si è deciso a
rilasciare le Determine ai fornitori
di contenuti per
l’autorizzazione a trasmettere programmi
radiofonici in tecnologia digitale sulle
frequenze terrestri della III banda VHF
liberate dalla televisione analogica man mano che prosegue lo switch
off del 2012. A seguito di tale
ulteriore passo in avanti per l’affermazione
della tecnologia digitale nel sistema
radiofonico italiano, la REA ha proposto
all’Autorità di rivedere con
la massima urgenza
possibile il Piano di assegnazione delle
Frequenze che necessariamente dovrà essere
isofrequenziale e su base provinciale.
Il digitale
radiofonico, diversamente da quello
televisivo, ha il vantaggio di utilizzare
una banda
alternativa alla FM
con
“gestione consortile”
delle frequenze assegnate. In pratica le
frequenze digitali (blocchi) verranno
assegnate con “diritto d’uso”
esclusivamente
ai “consorzi”
(operatori di rete) costituiti dalle radio
locali
in possesso dell'anzidetta autorizzazione
ministeriale.
A tal
proposito la REA lancia un importantissimo messaggio:
IL DIGITALE RADIOFONICO NON
DEVE SUBIRE LE STESSE CONSEGUENZE NEGATIVE
DELLA TELEVISIONE .
Pertanto è
necessario guardarsi dai cattivi consiglieri
o, peggio, dagli affaristi che hanno appena
finito di massacrare le tv locali. Quindi la
REA consiglia di seguire le seguenti
fondamentali regole:
-
Costituire i consorzi
con la massima urgenza possibile
(entro giugno 2011) in modo
da trovarsi pronti per presentare
i progetti radioelettrici e le domande di assegnazione delle
frequenze nello stesso momento in
cui sarà varato il Piano
(prevedibilmente entro dicembre
2011);
-
E’
assolutamente sconsigliabile,
oltre che rischioso,
utilizzare le reti della RAI per
trasmettere in digitale.
AERANTI,
RAI e Reti Nazionali“ARD”,,
dalla quale bisogna
stare molto
lontani,
in quanto
questa formazione è nettamente in
contrasto con gli
interessi delle emittenti locali le
quali "vogliono” legittimamente essere
proprietarie delle reti digitali
locali per non essere sottomesse alle due
forze dominanti dell’etere
italiano:
RAI e Reti Nazionali.
-
E’, invece,
auspicabile
che le emittenti locali di ogni
singolo bacino di utenza si
costituiscano in consorzio secondo
criteri di solvibilità economica,
fiducia e stima imprenditoriale,
indipendentemente dalla associazione
di appartenenza;
-
E’,
fortemente sconsigliabile,
costituire consorzi senza la
necessaria esperienza professionale;
-
E’
fortemente auspicabile
che le emittenti
si rivolgano
alla REA
per chiedere assistenzaDAB. La REA, inoltre, ha
partecipato attivamente nella
Commissione istituita dal Ministero
delle Comunicazioni per l’attività
di coordinamento e regolamentazione
in sede CEPT – European Conference
of Postal and Telecommunications
Administrations
-
Dunque è’ auspicabile
che le emittenti radiofoniche
locali, che intendono fin
d’ora incamminarsi verso la
tecnologia digitale,
stringano
rapporti organici con la REA
associandosi. La
domanda di iscrizione è scaricabile
dal sito associativo
www.reasat.it
o si
può richiedere a
info@reasat.it
Anche le web radio in
possesso dei requisiti previsti dalla
Delibera 664/09/CONS possono sbarcare
sul digitale radiofonico terrestre.
La REA è a disposizione per fornire
tutte le informazioni del caso.
San Cesareo, 15 gennaio 2011
APPROVATO IL REGOLAMENTO PER
LE WEB RADIO E WEB TV
L'Autorità nelle
Comunicazioni ha approvato
in via definitiva il
Regolamento concernente la
prestazione di servizi di
media audiovisivi lineari o
radiofonici su altri mezzi
di comunicazione elettronica
ai sensi della'articolo 21,
comma 1 bis, del Testo Unico
dei servizi di media
audiovisivi e radiofonici. A
prima vista la Delibera
soddisfa le aspettative
della REA e delle associate,
ma per esprimere un giudizio
di merito occorre
ripercorrere, punto per
punto, le proposte formulate
dall'Associazione al
Presidente Calabrò. Pertanto
la Delibera dovrà essere
esaminata e
valutata dal Consiglio
Generale nella prossima
seduta del 13 gennaio 2011.
Certo è che l'Autorità ha
accolto le seguenti proposte
della REA:
-
l'attività di comunicazione e di messa a disposizione di contenuti
audiovisivi attraverso
internet è libera;
-
le web radio e tv a carattere non commerciale non sono soggette alle
norme del Regolamento;
-
le web radio e tv a carattere commerciale che non sono in
concorrenza con le
televisioni terrestri e
satellitari non sono
soggette alle norme del
Regolamento;
-
-
i palinsesti identificati da un unico marchio di durata inferiore a
24 ore settimanali non
sono soggetti alla
autorizzazione;;
-
il contributo (una tantum) per l’istruttoria delle autorizzazioni
alle web radio è stato
portato a euro 250;
-
Poichè il Regolamento ha
introdotto significative
novità ai fini dello
sfruttamento temporale delle
opere soggette al diritto
d'autore, la REA
chiederà alla SIAE il
conseguente adeguamento
delle tariffe per il
rilascio delle licenze 2011.
LICENZA SIAE
2011 INACCETTABILE PER LE
WEB RADIO ITALIANEE
Pare
che nei giorni scorsi la
SIAE abbia sottoscritto
onerosi termini economici e
normativi per il rilascio
della licenza alle Web Radio
2011 nonostante l’invito
della REA a consentire
l’accesso alla licenza a
tutti gli operatori, grandi
e piccoli, applicando
tariffe talmente “oneste” ed
“eque” da garantire, da una
parte, il diritto
costituzionale alla “libertà
di espressione” e,
dall’altra, di scoraggiare
la “pirateria musicale”.
Infatti la somma da versare
alla SIAE per ottenere la
licenza, che da 240 passa a
480 euro, oltre che essere
esagerata rispetto alle
reali possibilità di
sfruttamento
(insignificante) delle opere
protette, è estremamente
pericolosa ai fini della
prevenzione della “pirateria
musicale” . Oltre tutto, la
SIAE, nel disporre le nuove
tariffe avrebbe dovuto tener
conto dell’articolo 32 bis,
comma 3 del Testo Unico dei
servizi di media audiovisivi
e radiofonici sulla
“Protezione dei diritti
d’autore” il quale
attribuisce all’Autorità il
compito di emanare “ per
trasmettere, ritrasmettere o
mettere a disposizione degli
utenti, su qualsiasi
piattaforma le opere
tutelate. Tra i limiti
citati dalla legge sono
compresi anche termini,
modalità e condizioni
tariffarie che la SIAE non
può eludere. La REA ha
richiamato la SIAE al
rispetto della Legge
chiedendo il rinvio del
rinnovo delle licenze al 30
aprile 2011 e comunque fino
all’emanazione della
Delibera dell’Autorità, ma
com’è stato già detto, pare
che abbia
“monopolisticamente” deciso
di procedere ugualmente per
suo conto.
Ovviamente, sul piano dei
diritti di tutela e delle
relazioni sindacali, la
questione sarà portata
avanti dalla REA anche
davanti alla Commissione
Permanente del Diritto
D’Autore e dell’Antitrust
per la parte che riguarda
l’abuso di posizione
dominante. A proposito
dell’abuso di posizione
dominante, pare che la SIAE,
senza aver interpellato la
REA, abbia sottoscritto una
convenzione con la sedicente
associazione WRA,
promettendo ai suoi presunti
associati uno sconto del
7,5% sulle tariffe 2011.
Non si comprende quali siano
i fini della WRA, ma certo
è che continua a
sottoscrivere convenzioni di
tutti i tipi offrendo così
“comode” coperture a
soggetti dichiaratamente
nemiche delle emittenti
quali, ad esempio, la SCF.
Forse,
la WRA, non sa che le
emittenti Web associate alla REA godono di
un rimborso del 10% su
quanto versato alla SIAE per
il diritto d’autore. Pertanto,
da parte della WRA,
giustificare le onerose
tariffe SIAE, con il vacuo
beneficio dello sconto del
7,5% è ingannevole. Per far
fronte a tale incresciosa
quanto avventata posizione
della SIAE, la REA ha
deliberato:
-
di
esporre denuncia all’AGCOM
e al Comitato Permanente
Diritto Autore contro le
condizioni economiche e
normative di Licenza
SIAE riservate alle Web
radio;
-
di
esporre denuncia
all’ANTITRUST contro la
SIAE per abuso di
posizione dominante;;
-
di
invitare nuovamente la
SIAE a rinviare i
termini della licenza
al 30 aprile 2011 e
comunque fino alla
emanazione della
Delibera dell’Autorità
in tema di tutela del
Diritto d’Autore
previsto dalla Legge;
-
in attesa del
pronunciamento delle
Autorità presso le quali
saranno depositate le
denuncie, per non
rischiare di cadere
nella illegalità
alle
emittenti associate REA
verrà riconosciuto
il rimborso del 10%
sulla tariffa pagata alla
SIAE previo invio in fax
della copia della ricevuta
di pagamento allo 06.9570419
indicando le coordinate
bancarie;
Le
emittenti associate REA, oltre
a beneficiare del 10% di
rimborso
sulle tariffe SIAE
della tutela sindacale
presso gli enti privati e
istituzionali (SCF,
Autorità, Ministeri, ecc),
dei servizi gratuiti di
consulenza legale,
amministrativa, tecnica,
iscrizione Registro
Operatori Comunicazione,
domanda di licenza per
fornitori di contenuti Radio
Digitale Terrestre, pratiche
presso l’editoria
radiotelevisiva.
Per
eventuali chiarimenti e
informazioni scrivere a
info@reasat.it
o telefonare allo 06.9570419
. 333.7169450
San
Cesareo, 22 dicembre 2010
REA - Radiotelevisioni
Europee Associate
COMUNICATO
STAMPA
NELL’INCONTRO
DEL 7 DICEMBRE 2010 LA REA
HA CHIESTO ALLA SIAE
Un nuovo contratto di
licenza 2011 per le Web
Radio e TV che tenga
principalmente conto:
- del rispetto del dettato
costituzionale sulla
libertà di espressione
(art. 21 della
Costituzione): cioè una
tariffa simbolica per le
web personali e
dilettantistiche;
- del rispetto del dettato
costituzionale del
diritto d’impresa
(articolo 41 della
Costituzione): cioè una
tariffa equa e
proporzionata alle reali
connessioni e introiti
per incoraggiare l’avvio
dell’attività d’impresa
e del mercato della
pubblicità;
- tariffe differenziate
tenendo conto delle
precarie condizioni
delle reti di
collegamento e
distribuzione di Telecom
Italia;
-
- tariffe agevolate e
conformi alle leggi in
vigore alle imprese
editoriali (editoria
radiotelevisiva on line);
- abolizione del minimo
garantito;;
PARTENDO
DA TALI PROPOSTE LA REA HA
INOLTRE CHIESTO ALLA SIAE:
- di avviare
immediatamente una
trattativa che affronti
il merito delle singole
questioni;
- di prorogare le licenze
in atto fino al 30
aprile 2011 e, comunque,
sino al termine delle
trattative;
- di accettare un acconto
di euro 150,00
(centocinquanta) per il
rinnovo della licenza
2011 con le modalità di
versamento che riterrà
più opportuno;
La delegazione della REA ha
invitato la SIAE a non
accanirsi contro le Web con
richieste economiche
insostenibili per un settore
appena nato, in piena fase
di sviluppo, privo di
interesse commerciale e di
pubblicità. La delegazione
della SIAE si è riservata di
dare delle risposte entro
breve tempo. Tuttavia la
REA,
Invitando le emittenti a
tenersi pronte per far
sentire la propria voce in
difesa dei diritti
costituzionali sulla libertà
di espressione,
d’informazione, d’impresa e
della Rete Universale
chiamando, all'occorrenza,
la solidarietà delle radio
locali italiane e delle Web
Europee.
San Cesareo, 11 dicembre
2010
REA
– Radiotelevisioni Europee
Associate
delega alla REA per rinnovo
licenza SIAE
domanda iscrizione alla REA
COMUNICATO
STAMPA
(Le
Web, come le Locali degli
anni ’70, sono una fonte di
ricchezza democratica)
La SCF
non possiede la delega
governativa che l’abilita
alla riscossione dei diritti
connessi e, oltre tutto, la
sua propaganda è
ingannevole in quanto, non
essendo in possesso di
specifico mandato di tutti i
produttori discografici, non
può arrogarsi il diritto di
qualificarsi unica
mandataria vantando di
ripartire la quota del 50%
dei ricavi tra gli
esecutori, gli artisti e gli
interpreti.
La REA si è fatta carico di
questioni delicate sotto il
profilo costituzionale,
impegnative dal punto di
vista della rivendicazione
sindacale, per la soluzione
delle quali è
indispensabile
Sanremo durante il Festival
della Canzone Italiana nel
tradizionale Forum Musica &
Informazione del Palafiori.
San Cesareo, 20 novembre
2010 ;
RADIOTV
LOCALI E WEB UNITE PER UNA
PIU’ “LEGGERA” LICENZA SIAE
PER COMBATTERE LA PIRATERIA
MUSICALE
(sottoscrivi la
delega e invia subito a
info@reasat.it
)
Alla luce dello sviluppo
tecnologico degli
ultimi dieci anni e delle
nuove tendenze di ascolto, i
palinsesti radiofonici
tradizionali,
fondamentalmente basati su
scalette musicali, si sono
arricchiti di tantissime
news e di parlato esteso
alle più svariate
argomentazioni (sport,
cultura, spettacolo,
intrattenimento, dibattiti,
interviste, talk show,
ecc.). Il continuo
proliferare delle web radio
è il tangibile segno del
profondo cambiamento delle
abitudini degli italiani
nell'ascolto della radio.
Pertanto è opportuno
ed urgente richiedere
alla SIAE il rinnovo della
convenzione per il rilascio
delle licenze su basi e
criteri di rinnovata
concezione. La REA è
convinta che sia giunto il
momento di proporre all’ente
monopolista tariffe
adeguate alle
“quantità” (compenso
determinato in relazione
alla intensità temporale
della diffusione musicale
protetta) e ai
mezzi
tecnologici utilizzati
(web radio e tv) per lo
sfruttamento delle opere
musicali. Insomma si tratta
di lavorare sodo per
intavolare una serrata
trattativa con la SIAE per
affermare nuovi criteri
d’incidenza sulla
determinazione del compenso
(da calcolarsi sui
ricavi
“effettivi”
derivanti dalla pubblicità);
sulla
abolizione del “minimo
garantito”
giornaliero;
sul meccanismo degli
abbattimenti forfettari
escludendo, ad esempio, i
contributi a fondo perduto e
gli introiti della
pubblicità
istituzionale assegnata per
legge. Come
accennato, la convenzione
dovrà anche prevedere un
nuovo meccanismo per il
calcolo della
"quantità" di musica
effettivamente diffusa
dall'emittente tenendo conto
dei palinsesti (registro
programmi trasmessi), delle
indagini di ascolto, della
pubblicità differita, della
pubblicità commissionata
dalle agenzie. Il termine
di presentazione della copia
del bilancio o della
dichiarazione IVA dovrà
adeguarsi a quello della
IES, cioè al 30 settembre
per consentire alle imprese
di non tediare i
commercialisti nel mese di
agosto. Anche le modalità
di pagamento vanno riviste
introducendo, ad esempio, il
bonifico bancario o
l'F23/F24. Dunque, ci sono
grandi e piccole modifiche
da apportare alla
convenzione ma l'importante
e mettersi al lavoro
per conquistarle. Una
simile trattativa non sarà
una passeggiata, ma sarà
certamente facilitata se le
radio e le tv locali
parteciperanno in gran
numero. Pertanto
le emittenti che
condividono l’iniziativa
della REA, comprese le web,
indipendentemente
dall’associazione di
appartenenza, sono invitate
a sottoscrivere l’allegata
delega (1) mirata a dare
“maggiore forza
all’associazione” nella
prevedibile difficile
trattativa con la SIAE.
Sempre a tal fine, è
importantissimo divulgare
l’iniziativa
rinviando
unità
delle emittenti per una
"più leggera" licenza SIAE
per combattere la pirateria
musicale.
(1)
escluse le associate REA
AUTUNNO IMPEGNATIVO PER LE
LOCALI
(la
REA riparte all'attacco su
diversi fronti in difesa
dell'emittenza locale)
Con la ripresa della normale
attività lavorativa si sono
presentate tutte le
questioni rimaste sospese a
luglio, tra le quali:
- la riscossione dei
contributi a fondo
perduto destinati alle
radio e televisioni
locali;
- la definitiva
approvazione del Bando
di concorso per la
partecipazione ai
contributi da assegnare
alle tv locali;
- il ripristino delle
provvidenze 2009
all’editoria
radiotelevisiva;
-
- la ripresa della
vertenza Audiradio/REA;
- la conclusione della
denuncia presentata
all’Antitrust dalla REA
contro la SCF;
- le normali attività di
gestione per gli
adempimenti di legge
(nuova normativa IES e
aggiornamento catasto tv
in particolare oltre
alle domande per la
richiesta dei contributi
radio 2010 in scadenza
il 30 ottobre - le tv
entro 30 gg dalla
pubblicazione del
Bando- e al pagamento
dei canoni in scadenza
il 31 ottobre)
CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO
DESTINATI ALLE RADIO LOCALII
La nota vertenza giudiziaria
intrapresa dalla REA davanti
al TAR del Lazio contro il
Ministero per costringerlo a
rispettare i tempi e le
modalità di pagamento dei
contributi fissati dal
Regolamento ha fortemente
inciso sull’Amministrazione
per accelerare i pagamenti
al fine di evitare che le
emittenti, come ha
sentenziato il TAR, si
rivolgessero alla
Magistratura ordinaria per
mettere in esecuzione il
credito. Infatti è nelle
previsioni del Ministero la
liquidazione dei contributi
2007 entro breve tempo.
Tuttavia le emittenti
intenzionate a proseguire
l’azione giudiziaria contro
il Ministero per il recupero
dei contributi arretrati
sono invitate a mettersi in
contatto con
info@reasat.it .
CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO
ALLE TV LOCALI –
ACCELERAZIONE EROGAZIONE
CONTRIBUTI 2008 E 2009 ALLE
RADIO
Sulla Gazzetta Ufficiale n.
209 del 7 settembre 2010
sono stati pubblicati i
Decreti di ripartizione del
fondo contributi derivante
dalla 448/98 relativo agli
anni 2008 e 2009. La
pubblicazione consente al
Ministero di effettuare i
conteggi in base alle
graduatorie delle tv e della
radio locali. Pertanto si
confida che presto siano
pagati i contributi 2009
alle tv e che si dia una
accelerazione alla
pubblicazione delle
graduatorie 2008 e 2009
delle radio per poi
procedere alla relativa
immediata erogazione.
BANDO PER L’ATTRIBUZIONE DEI
CONTRIBUTI 2010 ALLE TV
LOCALI
info@reasat.it il fac simile di
domanda.
RIPRISTINO PROVVIDENZE
EDITORIA ALLE
RADIOTELEVISIONI LOCALII
di accorpare le
provvidenze con i
contributi a fondo perduto
mediante la integrazione di
un adeguato fondo comunque
non inferiore a 100 milioni
di euro.
Ieri, 7 settembre 2010, si
sono conclusi i lavori del
Tavolo Tecnico dell’Area 3
(Piemonte Orientale –
Lombardia – E. Romagna) con
uno sconsiderato episodio
che rischia di arrecare
gravi danni alle piccole e
medie televisioni locali
coinvolte nel processo di
digitalizzazione. Aeranti e
FRT hanno inscenato una
strumentale quanto
pericolosa azione di
protesta contro la proposta
di pianificazione
dell’Autorità che, secondo
la REA, rispetta
rigorosamente le garanzie di
legge di assegnare almeno il
30% delle risorse
disponibili in ciascuna Area
Tecnica alle locali e i
criteri di equivalenza dei
siti e dei canali da
assegnare. La REA nel
condividere pienamente gli
sforzi effettuati
dall’Autorità per il
corretto processo di
sviluppo tecnologico nel
settore radiotelevisivo,
auspica che la medesima
Autorità, trattandosi di
materia squisitamente
tecnica della quale solo gli
editori sono competenti a
parlarne, escluda dai
Tavoli Tecnici le
Associazioni. Può sembrare
strano che sia propria la
REA a sollevare una simile
questione, ma la realtà
della rappresentanza
associativa del nostro
settore lo impone. Infatti,
come il passato insegna, non
si può rischiare che lo
switch off televisivo venga
consegnato alla
strumentalizzazione della
“azione giudiziaria”
(peraltro perdente in
partenza) pianificata da
certa rappresentanza
associativa. Dunque,
l’Autorità abbia il coraggio
di ratificare i lavori del
Tavolo Tecnico dell’Area 3 e
vada avanti secondo il
calendario dello switch off
senza subire “ricatti e
condizionamenti” di sorta.
Si rammenta che simili
iniziative strumentali,
purtroppo, non sono nuove,
non fanno “bene” alle
emittenti ma solo allo
studio legale
Aeranti. Sconcertante e
incomprensibile, invece, è
l’adesione della FRT ad una
azione che contraddice la
sua vocazione politica di
governo oltre che
imprenditoriale.
LA
VERTENZA AUDIRADIO/REA
CONTINUA MENTRE LE AUTORITA’
SONNECCHIANO
Il 25 giugno 2010 la REA ha
diramato il seguente
messaggio:
AUDIRADIO E LE FALSE
INDAGINI DI ASCOLTO - RADIO
TI RICORDI DI ROMA DELEGA
LA REA A DENUNCIARE IL CASO
“Stanca di subire i soprusi
di Audiradio, una delle più
ascoltate emittenti romane
“Radio Ti Ricordi”, già
Radio Nostalgie, ha dato
mandato alla REA di
denunciare all’Antitrust e
all’AGCOM la società
monopolista che si occupa
delle indagine di ascolto
delle emittenti radiofoniche
italiane per
attività di false indagini
di ascolto con riserva di
citazione legale nelle
competenti sedi giudiziarie.
Nella denuncia, tra l’altro,
si legge: “l’Autorità per le
Garanzie nelle
Comunicazioni, Organo di
vigilanza sulle indagini di
ascolto, è invitata ad
indagare sul caso specifico
denunciato e sulle indagini
svolte da Audiradio per
conto di altre emittenti
locali riguardo alle
modalità delle interviste,
alla accettazione delle
iscrizioni, alla omonimia
dei marchi e quant’altro
riterrà opportuno per il
rispetto della correttezza e
trasparenza del rilevamento
del dato di ascolto.
l’Autorità Garante della
Concorrenza e del Mercato,
presso la quale è aperto un
fascicolo REA/AUDIRADIO, è
invitata a valutare la
gravità della presente
denuncia e a trarne le
dovute conclusioni per le
eventuali sanzioni da
comminare alle società
“…………. e AUDIRADIO per la
violazione della distorsione
del mercato e quant’altro
riterrà opportuno
notificare”. La denuncia è
confortata da una serie di
documenti che comprovano
quanto affermato a carico di
Audiradio e di una società
sua cliente alla quale sono
stati attributi nel Lazio
migliaia e migliaia di
ascolti non suoi. La
denuncia conclude con
l’invito alle Autorità di
intimare ad Audiradio la
immediata cessazione della
pubblicazione di falsi dati
di ascolto applicando le
dovute sanzioni”.
Alla data odierna l’AGCOM,
organo ufficiale di
vigilanza sulle indagini di
ascolto, non ha dato alcun
segno di vita. Le emittenti
si chiedono come mai
l’Autorità del settore
continua a far finta di
nulla e a non considerare le
documentate segnalazioni
delle emittenti per le gravi
violazioni di Audiradio? Il
Presidente Calabrò
intervenga di persona sugli
Uffici preposti affinchè
verifichino quanto
denunciato sui falsi dati di
ascolto Audiradio.
IL
PUNTO SULLA VERTENZA SCF/REA
SUI DIRITTI CONNESSI
Si ricorderà che la REA ha
segnalato all’Antitrust le
illecite azioni della SCF
verso le emittenti locali
per costringerle a pagare
diritti connessi non dovuti
abusando della sua posizione
dominante nel mercato. La
REA è stata già ascoltata in
una serrata quanto
esauriente audizione, ma
l’Antitrust ha richiesto
nuovi elementi per valutare
l’opportunità di aprire
l’istruttoria. Il 16 luglio
scorso la REA ha risposto
con una memoria, inviata per
conoscenza anche all’AGCOM,
ribadendo che la SCF pone in
essere condotte da cui può
desumersi un abuso della
propria posizione dominante
in danno del libero mercato.
La REA sostiene che la SCF
non è l’unica associazione
di categoria esistente in
Italia (vi sono, infatti,
anche l’AFI e Audiocoop
oltre alle migliaia di
etichette indipendenti. E’
molto probabile, quindi, che
talune emittenti private
possano utilizzare supporti
fonografici provenienti da
etichette estranee alla SCF.
Ciò nonostante la SCF pone
in essere comportamenti
altamente intimidanti nei
confronti degli utilizzatori
(lettere perentorie per la
firma di un contratto
unilaterale di licenza,
invio di fatture per servizi
e prodotti mai
commissionati, minacce di
ispezioni di agenti della
Guardia di Finanza). La SCF,
oltre a non verificare se le
emittenti “perseguitate”
utilizzino davvero
fonogrammi del proprio
repertorio, non ha mai
favorito la possibilità dei
fruitori di scegliere quali
brani mandare in onda e di
verificare, con la
necessaria trasparente
informazione, quali fossero
le condizioni economiche
richieste per l’eventuale
scelta dei prodotti
discografici dalla stessa
gestiti. La SCF, pertanto,
sin dalla propria
costituzione, profittando
della propria posizione
dominante, ha imposto le
azioni esattrici
prescindendo dai suddetti
preventivi accertamenti e,
senza mai esplicitare il
metodo di calcolo adoperato,
ha avviato una capillare
campagna di esazione nei
confronti delle emittenti
radiofoniche private basata
sul presupposto che ciascuna
di esse deve a “mo di tassa”
comunque pagare una
percentuale calcolata sul
proprio fatturato senza
possibilità di discriminare
provenienza, quantità ed
effettivo utilizzo delle
opere musicali protette.
Inoltre, occorre ribadire
che il Legislatore, all’art.
181 ter della Legge D.A. ha
previsto che “I compensi per
le riproduzioni di cui al
quarto e quinto comma
dell'articolo 68 sono
riscossi e ripartiti, al
netto di una provvigione,
dalla Società italiana degli
autori ed editori (SIAE). In
mancanza di accordi tra la
SIAE e le associazioni delle
categorie interessate, la
misura e le modalità di
pagamento dei detti
compensi, nonché la misura
della provvigione spettante
alla Società, sono
determinate con decreto del
Presidente del Consiglio dei
ministri, sentite le parti
interessate e il comitato
consultivo di cui
all'articolo 190.
L'efficacia delle
disposizioni di cui ai commi
quarto e quinto
dell'articolo 68 decorre
dalla data di stipulazione
dei detti accordi ovvero
dalla data di entrata in
vigore del decreto del
Presidente del Consiglio dei
ministri”. Tale decreto
della Presidenza del
Consiglio, però, non è stato
ancora emanato (come ha
rilevato la stessa Autorità
con propria
determinazione). La SCF,
limitandosi ad
autodichiarare crediti nei
confronti delle emittenti
(pur non offrendo alcun
documento che attesti
l’utilizzo da parte delle
stesse di supporti prodotti
da Società aderenti al
Consorzio), continua a
chiedere ed ottenere
svariati decreti ingiuntivi
ai danni delle emittenti,
costringendole:
a. a subire le conseguenze
della ingiunzione ed a
pagare indebitamente, senza
capire il perché e senza che
vi fosse una reale
contrattazione pregressa
(con abile sfruttamento
della mancata conoscenza
della materia da parte dei
pretesi debitori e del loro
oggettivo timore di
ulteriori pregiudizi);;
b. a tentare dispendiosi
giudizi di opposizione a
decreto ingiuntivo davanti
al Tribunale di Milano;
L’art. 73 della Legge sul
Diritto d’Autore (L n.
633/41), con precipuo
riferimento all’esercizio
del diritto connesso
spettante ai produttori
fonografici, prevede
espressamente che “(..)
l’esercizio di diritto
spetta al produttore, il
quale ripartisce il compenso
con gli artisti interpreti o
esecutori interessatila
misura del compenso e le
quote di ripartizione,
nonché le relative modalità,
sono determinate secondo le
norme del regolamento”.
Il Legislatore, quindi, ha
previsto l’adozione di un
regolamento – non ancora
emanato - ma di certo ha
chiaramente riservato il
diritto di riscossione
direttamente in capo al
produttore. Ma la SCF,
profittando della confusione
e della nebulosità della
materia, travisando il senso
della norma e
strumentalizzando il proprio
ruolo consociativo - di
indubbio rilievo – (ma pur
sempre di rappresentatività
parziale rispetto all’intera
categoria), ha avviato
indebite azioni ‘esattrici’
nei confronti delle
emittenti radiofoniche,
abusando della propria
posizione dominante e della
sommarietà della procedura
monitoria presso gli uffici
giudiziari (territorialmente
incompetenti), con
l’ulteriore e subdolo
intento di ostacolare le
possibili e legittime
opposizioni;
Si discute sulla legittima
determinazione dei compensi.
La discussione nasce,
principalmente, perché la
SCF impone criteri
quantitativi del tutto
illogici ed irrazionali; in
materia, vige una norma che
ad oggi può soccorrere per
determinare il compenso per
l’uso dei fonogrammi
musicali a fini di
radiodiffusione; tale norma
è contenuta (per l’emittenza
privata) nel D.P.C.M.
1°.9.1975, la quale, in
difetto di diverso accordo
tra le parti, commisura il
compenso all’1,50% delle
quote di incassi lordi
pubblicitari, riferibili
alla effettiva utilizzazione
del disco o apparecchio
analogo, rispettivamente in
radiofonia e televisione. Ma
nessuno, tanto meno la SCF,
si è adoperato per calcolare
l’ammontare di simile
incidenza, simulando quella
che può essere la quota
effettivamente imputabile
agli utilizzatori. E, come
si è detto, profittando del
clima di confusorio timore,
la SCF ha predisposto (ed
imposto) percentuali di
compenso alle emittenti
radiofoniche, senza –
tuttavia – premurarsi di
negoziarle, né di concordare
i parametri applicativi
degli stessi e l’effettiva
incidenza economica
dell’utilizzazione dei
supporti. Ed ecco, dunque,
che le condizioni negoziali
imposte determinano una
pretesa economica
esorbitante da parte della
SFC, priva del necessario
supporto causale e
dell’imprescindibile accordo
della controparte
contrattuale. Una pretesa
economica violativa delle
norme imperative suddette e,
paradossalmente, superiore a
quella vantata dalla stessa
SIAE nei confronti delle
emittenti. La recente
notoria iniziativa dei
grandi network e della
stessa REA di protestare
contro gli aumenti imposti
da SCF (non mandando in onda
i recenti successi musicali
delle etichette SCF) ha
generato una eclatante
protesta da parte dei più
grandi artisti musicali
italiani alcuni dei quali
stanno rilasciando le
liberatorie direttamente
alle emittenti pur di
salvaguardare il loro
lavoro.
In conclusione, si ritiene
che la SCF, per le
argomentazioni relative alla
legittimazione, per le
considerazioni sulla
sostanziale dominanza nel
settore di produzione
discografica, per la
riferita illegittimità dei
parametri unilateralmente
imposti e per le condotte
altamente intimidatorie e
comprimenti il libero
mercato, ponga in essere
costantemente un abuso di
posizione dominante ai sensi
dell’art. 3 della L.
n.287/90 di cui l’Autorità
Antitrust non può ignorare
per avviare una formale
istruttoria ai sensi della
legge 287/90.
San
Cesareo, 9 settembre 2010
REA E DIRITTI CONNESSI DELLA SCF:
AUDIZIONE DELLA REA DAVANTI
ALL'ANTITRUST
La REA - Radiotelevisioni Europee Associate, in
rappresentanza delle 420 emittenti
locali associate, il 21 giugno 2010,
alle ore 17.00, è stata ascoltata
dall'Autorità Antitrust sulle
ragioni per cui è stata costretta a
denunciare la SCF - Società
Consortile Fonografici, per la
violazione della libera concorrenza
del mercato e abuso di posizione
dominante ai danni delle emittenti
radiofoniche e televisive locali. Il
Presidente della REA, Antonio
Diomede, con documenti e prove alla
mano, ha fatto presente all'Autorità
il comportamento scorretto e
intimidatorio della SCF,
al
limite del codice penale, sulla nota questione dei diritti connessi al diritto
d'autore ai sensi della legge
633/1941. La REA ha premesso
all'Autorità che nella controversia
con la SCF, benché anacronistico,
non è stato mai messo in discussione
la legittimità del diritto connesso
in quanto tale, ma la legittimità
delle Major ad esercitare il ruolo
di "esattore/ripartitore" in quanto
sprovvisti della speciale
autorizzazione ministeriale
prevista dall'articolo 181- ter
della Legge. Infatti,l'AFI -
Associazione Fonografici Italiani -
ha conferito delega alla SIAE per
l'incasso dei propri diritti
connessi così come, a posteriori,
sembra voler fare anche la SCF ma
che intanto
continua a perseguire le emittenti
locali con missive minacciose e false sulla vera natura del contendere con la
REA. Nel corso dell'audizione è
stata segnalata all'Autorità anche
una
pericolosa azione di "stalking"
verso le emittenti che, per diverse motivazioni, non intendono firmare
il
contratto "capestro" proposto dalla
SCF
e, a maggior ragione, non intendono
pagare le fatture emesse senza
alcuna ragione contrattuale.
Infatti, già nella denuncia della
REA, si leggeva
"....mentre la SCF continua ad inviare alle imprese radiotelevisive
perentorie richieste di pagamento
per presunti diritti connessi mai
utilizzati non è altrettanto solerte
nel rendere di dominio pubblico il
repertorio tutelato affinché possa
essere valutato e discriminato nella
programmazione delle emittenti.”
Dunque, ha insistito il Presidente
Diomede, le imprese radiotelevisive
locali non hanno possibilità di
scelta sul prodotto e sul prezzo più
conveniente qualora volessero
utilizzare opere tutelate da altre
case discografiche". Alle ore 18.00 si è concluso il preliminare colloquio
con l'Autorità nel quale la REA si è
impegnata a fornire all'Autorità
ulteriori specificazioni e
documentazione dopo aver consultato
le emittenti.
Pertanto la REA
invita tutte le emittenti locali
italiane
a
disdire il contratto con la SCF e a
segnalare a
info@reasat.it
le
eventuali pressioni e/o
intimidazioni ricevute in quanto
saranno oggetto di specifiche
denunce che saranno fatte proprie
dall’associazione. Intanto la REA continua a
sostenere l'efficace azione messa in
atto dal circuito de "Le 100
Radio+Belle d'Italia" con
l'esclusione dalle scalette musicali
degli artisti legati a SCF e con la
richiesta delle liberatorie agli
artisti in promozione.
Per l'occasione la REA è stata
rappresentata da Antonio Diomede,
Presidente; Salvatore Riso,
Segretario Nazionale; Italo
Mastrolia, Consulente legale.
DIRITTI DISCOGRAFICI CONNESSI AL
DIRITTO D'AUTORE: LA REA DENUNCIA LA
SCF ALL'ANTITRUST E ALL'AGCOM -
LUCIO DALLA E DE GREGORI RILASCIANO
LA LIBERATORIA AL CIRCUITO DELLA REA
"LE 100 RADIO"
info@le100radio.net
LA POSIZIONE DELLA
REA SUI DIRITTI CONNESSI
1)
I diritti connessi, benchè arcaici,
sono previsti dalla legge 633/41 sul
diritto d'autore;
2)
almeno fino al 28 febbario 2004
tali diritti sono stati riscossi
dalla SIAE;
3)
La SCF, nata nel 2001, ha iniziato a
pretendere l'incasso diretto di tali
diritti
4)
La REA non riconosce alla SCF il
ruolo di esattore dei diritti
connessi senza una speciale delega
del Governo ai sensi dell'articolo
181/ter della legge sul diritto
d'autore. Infatti tale ruolo la
legge lo riconosce all'ente
monopolistico SIAE come, tra
l'altro, ribadito da ben 12 sentenze
dei Tribunali del Riesame di
Salerno, Rieti, Firenze, Trani,
Reggio Emilia, Tivoli, ecc.
5)
Pare che SCF e l'AFI si siano
piegate alla tesi sostenuta dalla
REA tant'è che hanno richiesto alla
SIAE di stipulare una convenzione
per l'incasso dei diritti per loro
conto;
6)
Se ciò è legittimo, come lo è,
ma non nella misura del 4% del
fatturato e con le
condizioni capestro che vorrebbe la
SCF, è altrettanto legittimo da
parte della REA e della stragrande
maggioranza delle emittenti locali,
chiedere a SCF e AFI che sia
riconosciuto alle radio il
preminente ruolo di promozione e
diffusione delle loro opere nel
"mercato musicale" per le quali, a
fronte delle spese sostenute per la
messa in onda, vanno ricompensate;
7)
Pertanto la REA ha chiesto
all'Autorità Antitrust e AGCOM, che
impongano a SCF la pubblicazione
delle opere tutelate affinchè le
emittenti locali, nella formazione
delle scalette musicali, con criteri
di massima trasparenza e libertà
di mercato, possano tenerne conto;
8)
Dunque l'editore avrà la possibilità
delle seguenti scelte: a) non
utilizzare le opere tutelate da SCF
e, quindi, non pagare i diritti
connessi; b) utilizzarle in parte e,
quindi, pagare i diritti per le sole
opere utilizzate;c) compensare gli
eventuali diritti connessi con
l'attività di promozione
e diffusione;
9) La REA è sempre
disponibile per un confronto sereno
e costruttivo, alla condizione che i
dirigenti SCF chiedano pubblicamente
scusa alle radio e televisioni
locali per averle perseguitate con
mezzi illeciti e forze di polizia.
REA LEADER
DELLA RADIO DIGITALE IN ITALIA
INFO@REASAT.ITT 06.9570419 -
333.7169450
Contributi
a fondo
perduto
riservati
alle
Radio
locali
(Legge
n.448
del 28
dicembre
2001)
La
REA –
Radiotelevisioni
Europee
Associate
– , di
concerto
con lo
Studio
Legale
Mastrolìa
di Roma,
ha
istituito
il
Servizio
Recupero
Contributi
a fondo
perduto
di cui
alla
legge
448/01
relativi
agli
stanziamenti
del
2002,
2003,
2004,
2005,
2006,
2007 e
2008 in
favore
delle
emittenti
radiofoniche
locali.
L’erogazione
alle
singole
emittenti
è
regolamentata
dal
Decreto
Ministeriale
del 9
ottobre
2002 che
assegna
il 25%
del
monte
contributo
alle
emittenti
commerciali;
il 25%
alle
emittenti
comunitarie;
il 50%
alle
emittenti
commerciali
e
comunitarie
in
possesso
dei
requisiti
previsti
dalla
normativa
sulle
provvidenze
dell’editoria.
Alle
emittenti
del sud
viene
assegnata
una
maggiorazione
del 15%.
Le somme
stanziate
dalle
rispettive
leggi
finanziarie
sono: ;
-
Anno
2002
euro
6.234.946
-
Anno
2003
euro
7.234.946
-
Anno
2004
euro
7.718.352
-
Anno
2005
euro
9.031.451
-
Anno
2006
euro
9.867.000
-
Anno
2007
euro
19.301.700
-
Anno
2008
euro
21.551.700
Il
Regolamento
stabilisce
che, entro il
30
aprile
di
ciascun
anno,
il
Ministero
dello
Sviluppo
Economico
–
Dipartimento
Comunicazioni
provveda
alla
erogazione
del
contributo.
Ciò non
è
avvenuto
per una
grave
inadempienza
del
Ministero.
Nel
frattempo
i contributi
del 2003
sono
andati
in
perenzione
(vedi
interrogazione
Parlamentare
promossa
dalla
REA) e
la
stessa
sorte
toccherà
a quelli
degli
anni
successivi
se non
interverrà
una
forte
azione
legale
da parte
di
ciascuna
emittente
creditrice
dello
Stato.
Dunque
le
emittenti
radiofoniche
interessate
al
recupero
dei
contributi
(ivi
comprese
quelle
che
hanno
conti
sospesi
con il
Ministero
dovuto
al
mancato
pagamento
dei
canoni
pregressi
1994/1999),
per non
rischiare
di
perdere
somme
importanti
che
nella
maggioranza
dei casi
superano
50 mila
euro, sono
obbligate
a
ricorrere
all’azione
legale
-
Avviamento
azione
legale
((diffida
ad
adempiere
stragiudiziale,
eventuale
ricorso
al
TAR
ed
eventuale
giudizio
di
ottemperanza):
euro
350,00
(trecento/50)
inclusi
accessori
di
Legge
-
Alla
definizione
dell’azione
legale:
il
3%
del
contributo
effettivamente
recuperato
-
In
caso
di
mancato
recupero
(remoto):
null’altro
a
pretendere
Inoltre,
le
emittenti
che
desiderano
conoscere
l’ammontare
del loro
credito
nei
confronti
del
Ministero
possono
richiedere
–
gratuitamente
-
l’estratto
conto
compilando
ed
inviando
il
sottostante
modulo
informativo
a
info@reasat.it
Dato
l’enorme
lavoro
istruttorio
da
svolgere
non sarà
possibile
accogliere
le
richieste
delle
800
emittenti
interessate
al
recupero.
Pertanto,
considerate
le
potenzialità
delle
risorse
umane
disponibili,
sicuramente
saranno
accolte
quelle
richieste
che
perverranno
a
info@reasat.it
entro
il 30
novembre
2009.
MODULO
INFORMATIVO
DA
INVIARE
A
info@reasat.it
|
SITUAZIONE CONTRIBUTI AGGIORNATA AL 30 OTTOBRE 2008 |
|
|
Società Sede tel./fax e-mail |
|
2002 |
2003 |
2004 |
2005 |
2006 |
2007 |
2008 |
|
Domanda inoltrata il ……. |
Domanda inoltrata il ………. |
Domanda inoltrata il ………. |
Domanda inoltrata il ………. |
Domanda inoltrata il ………. |
Domanda inoltrata il ………. |
Domanda inoltrata il ...... |
|
In graduatoria con punteggio.... |
In graduatoria con punteggio ..... |
In graduatoria con punteggio …... |
In graduatoria con punteggio …… |
In graduatoria con punteggio …… |
In graduatoria con punteggio …… |
In graduatoria con punteggio ……… |
|
Canone pagato/non pagato |
Canone pagato/non pagato |
Canone pagato/non pagato |
Canone pagato/non pagato |
Canone pagato/non pagato |
Canone pagato/non pagato |
Canone pagato/non pagato |
|
Provvidenze Editoria ammesse si/no |
Provvidenze Editoria ammesse si/no |
Provvidenze Editoria ammesse si/no |
Provvidenze Editoria ammesse si/no |
Provvidenze Editoria ammesse si/no |
Provvidenze Editoria ammesse si/no |
Provvidenze Editoria ammesse si/no |
|
Contributi Ricevuti Si/no |
Contributi Ricevuti Si/no |
Contributi Ricevuti Si/no |
Contributi Ricevuti Si/no |
Contributi Ricevuti Si/no |
Contributi Ricevuti Si/no |
Contributi Ricevuti Si/no |
(risoluzione
della REA del
24
settembre
2009)
1) Le
indagini
effettuate
da
Audiradio
dopo
l'emanazione
della
Delibera
75/09
dell'Autorità
per le
Garanzie
nelle
comunicazioni,
all'atto
pratico,
non solo
presentano
gli
stessi
difetti
delle
precedenti
ma
contribuiscono
a
confondere
le idee
agli
inserzionisti
e alle
emittenti
con
l'alternanza
bimestrale
e
semestrale
del
"dato
soglia
24 e 30
casi" ai
fini
della
pubblicazione;
2) empirico nella
determinazione
della
soglia
di
ascolto
medio
giornaliero, quindi,
ingiustificatamente
innalzato;
3)
Riguardo
alla
identificazione
dei
marchi,
continua
a
perpetrarsi
la
confusione
già
segnalata
dalla
REA alle
competenti
Autorità in
violazione
delle
leggi
del
mercato;
4)
Il
riassetto
della
compagine
societaria,
indicata
nella
Delibera
dell'Autorità
come
rimedio
per
riequilibrare
anche il
peso
delle
radio
private
nel
Consiglio
di
Amministrazione,
è sostanzialmente formale
per
via delle
modeste
quote
riservate da
Audiradio alle rappresentanze
delle
emittenti
locali
(2,5%
per
ciascuna
associazione)
le
quali, considerato
il loro
insignificante
peso
societario
che
andrebbero
ad
assumere,
bene
farebbero
a non
entrare
nel
pacchetto azionario
Audiradio
e a rifiutare
incarichi
di
gestione
nel Consiglio
di
Amministrazione
per
non compromettere
la
propria
immagine
associativa di
fronte
alle
emittenti
rappresentate.
Pertanto,
allo
stato
attuale, la
REA
ritiene
di
non entrare
in
Audiradio
senza
escludere
una
futura
adesione
sempre
che
cambino
le
condizioni
strutturali
e di
lavoro
di
quella
società;
5)
Il
Comitato
Tecnico
di nomina
Audiradio ,
peraltro
senza la
presenza
del
componente
dell'Autorità,
non
sarà mai
garanzia
di
trasparenza,
obiettività
e non
discriminazione.
Pertanto
la REA
invita i
colleghi
di
Aeranti
e FRT ad
uscire
dal
Comitato
Tecnico
Audiradio
per non
vedersi
coinvolti
in
decisioni
come
quelle
dell'innalzamento
delle
soglia
dei casi
di
ascolto
probabilmente
presa
altrove
senza
poter
nulla
obiettare;
6)
L'Autorità
per le
Garanzie
nelle
Comunicazioni continua
a defilarsi rispetto
ai
compiti
di vigilanza
"concreta"
che la
legge le
assegna
a
proposito
di
indagini
di
ascolto
tant'è
che continua
a non
considerare
l'opportunità
di nominare un
proprio
rappresentante nel
Comitato
Tecnico
Audiradio;
7)
A
proposito
del "sistema
di
controllo
della
qualità
dell'indagine",
l'Autorità
per le
Garanzie
nelle
Comunicazioni,
abdicando
ai suoi
compiti
istituzionali,
ha dato
incarico
alla
stessa
società
Audiradio
di "nominarsi
il suo
controllore"
consolidando
così il
sistema autarchico
di
codesta
società
nel
rilevamento,
gestione, manipolazione
e
pubblicazione
dei
dati;
8)
La società
Audiradio
è una società privata
che
svolge
un
lavoro
di pubblico
interesse
alla
quale
però non sono
state
imposte
dalla
Delibera
n.
75/09,
per
l'esercizio
del suo
lavoro,
le
regole
alle
quali,
per
legge,
si attengono
le
società
pubbliche. Dunque
i
consulenti e
le
aziende cui
si
avvale
Audiradio
per
effettuare
le
indagini
vengono
scelti a
propria
discrezione,
con
incarichi
ad
personam,
senza gara
pubblica
di
appalto, senza
l'obbligo
d'intervento dell'Autorità
per il
doveroso
atto di
vigilanza
e
verifica
di non
eludibili
norme di
legge;
9)
Di fronte
alla oggettiva
crisi della
pubblicità
radiofonica
nazionale e
locale,
aggravata
dalla
riconosciuta
turbativa
che le indagini
di ascolto
Audiradio
finora
hanno introdotto
nel
mercato, l'Autorità
per le
Garanzie
nelle
Comunicazioni, con
la Delibera
n. 75/09 ha
riconfermato
la rinuncia
al suo ruolo
di "vigilanza
concreta" sulle
attività
d'indagine per
l'esercizio
del quale è
indispensabile l'assunzione
di precise
responsabilità
di controllo
operativo oltre
che di
generico indirizzo;
10)
A seguito di
tali
considerazioni,
la REA -
Radiotelevisioni
Europee
Associate -
rimette nelle
mani delle
emittenti
locali le iniziative
da
intraprendere dando
la
parola agli
editori i
quali sono
chiamati ad
esprimersi
sul
futuro
delle indagini
di ascolto. La
REA è
convinta che le
indagini di
ascolto non
debbano
essere
effettuate da società
del tipo Audiradio,
ma da un
soggetto
"super
partes" o
direttamente
dall'Autorità. L'idea,
però, pur
essendo in
linea con la
legge
249/97,
sembra
non piacere proprio
all'Autorità
di Calabrò. Pertanto
la
soluzione potrebbe
essere
quella di
creare un
nuovo
soggetto che
si interessi
solo del
rilevamento
degli indici
di ascolto
delle
locali.
Ovviamente
tale
prospettiva
è percorribile
solo se un
congruo
numero di
emittenti
locali aderisce al
progetto.
Pertanto, al
fine di
valutare
concretamente
tale ipotesi
gli
editori interessati
sono
invitati a
scrivere a
info@reasat.it
. A tutti
verrà data
una risposta
in tempi
brevissimi.
GRAZIE ALLA
INSTANCABILE
LOTTA DELLA
REA
SBLOCCATO IL
CANALE 13
PER LA RADIO
DIGITALE
Quando si
intraprende
una
battaglia
fuori dal
comune
pensare si è
presi
per matti o,
nel migliore
dei casi,
per
esaltati.
Correva
l'anno 1998
quando la
REA avanzò
alla dirigenza
del
Ministero
delle
Comunicazioni
la proposta
di
introdurre
in Italia la
Radio
Digitale DAB sperimentata
con successo
in gran
parte
dell'Europa.
La proposta
fu bocciata
ma non ci
arrendemmo.
A maggio del
1999
costituimmo
EuroDab
Italia - il
1° Consorzio
italiano DAB composto
dalle radio
locali. Ci
rivolgemmo
alla RHODE &
Swhartz per
installare un
trasmettitore
DAB a Monte
Gennaro
nella
postazione
di Radio
Radio.
L'opera fu
realizzata,
ma il
solerte
quanto miope
dirigente
ministeriale
dell'epoca
provvide a
farcelo
suggellare.
Tuttavia
bastarono pochi
mesi di
sperimentazione
clandestina
per
dimostrare
che, nel
futuro, il
DAB poteva
soppiantare l'analogico
e risanare
l'infetto
spettro
elettromagnetico
della FM.
Così
trovammo
terreno
fertile
presso
alcuni
settori
lungimiranti della
politica e
dell'Autorità
TLC che
aprirono al
digitale
radiofonico
con la legge
66/2001.
Presso
l'Autorità
fu costituito il
Tavolo per
la
pianificazione
del DAB ai
quali lavori
la REA diede
un
sostanziale
contributo
di idee e di
contenuti
tecnici tra
i quali la
proposta di
liberalizzare
il canale 13
della banda
III VHF
assegnato alla
Difesa in
quanto il
canale 12,
assegnato dal
Piano al DAB,
era gestito
dalla RAI
mentre la
banda L -
UHF garantiva modeste
coperture di
territorio.
All'epoca
l'idea di
andare
a misurarsi
con i
militari per
richiedere
il rilascio
del canale
13 a favore
della radio
digitale fu
considerata
"pazzesca"
in Italia e
"ridicola"
per l'Europa
che in quel
momento
stava
trattando i
Piani di
Ripartizione
e
Assegnazione
delle
frequenze con
gli Stati
membri. Ciò
per dire
che dopo dieci
anni di dure
battaglie
contro le
ostilità di
certi
comparti istituzionali
e contro la
resistenza
passiva di
certe
retrive
mentalità
associative
del
settore, il
Vice
Ministro
Paolo Romani
e il
Ministro
Larussa
hanno
felicemente
concluso la
trattativa
con i
militari per liberare
parzialmente
il canale
13,
proprio come
quei "pazzi
scatenati
della REA"
avevano
intuito che
si doveva
fare
per realizzare
la Radio
Digitale in
Italia. Per
ora sono
stati
liberati
solo due dei
sei blocchi
disponibili
del canale
13, ma
sarà necessario
disporre
almeno di
altri due
blocchi. L'importante
è che il
principio è
stato
superato.
Ovviamente
rendiamo
onore e
merito
a Romani e
Larussa e
all'illuminato staff
ministeriale
che l'ha
sostenuto.
Ci auguriamo,
invece, che
a quei
dirigenti
dell'Autorità
che sull'argomento
ci hanno
perfino
deriso si
sia aperto
il
cervello e
che abbiano
imparato la
lezione. Ora
confidiamo nella
rapida
conclusione dei
lavori del
Tavolo della
Radio
Digitale per
disporre del
nuovo
Regolamento
che
consentirà
anche alle
radio locali
di
consorziarsi
per
realizzare la
propria radio
digitale.
Vertenza Audiradio - Primo
verdetto con
la Delibera n. 75 dell'AGCOM
Con la Delibera dell'AGCOM
n. 75/09/CONS del 5 maggio
2009, pubblicata il 18
maggio, si è concluso il
primo round della nota
vertenza aperta dalla REA
nei confronti di Audiradio
sul tema dati di ascolto
radiofonici. Il secondo
round è tuttora in corso
presso l'Antitrust che
chiuderà, si spera
definitivamente, la
vertenza a favore delle
emittenti locali vittime in
questi anni di un sistema di
rilevazione volutamente
distorsivo per escluderle
dal mercato della pubblicità
nazionale e persino locale.
La goccia che fece
traboccare il vaso, lo si
ricorda, fu la decisione di
Audiradio di discriminare
ulteriormente le emittenti
locali nella pubblicazione
dei dati attraverso
l'innalzamento della soglia
di ascolto da 24 casi a 30
casi giornalieri.
La citata Delibera, fissa i
termini delle questioni
sollevate dalla REA e
sostenute anche da alltri
operatori locali e
nazionali, e si pone come
atto di indirizzo
significativo per lo
svolgimento delle future
indagini sia sul piano della
trasparenza che di
chiarezza per la
identificazione dei marchi.
Interessante è anche
l'indicazione sul futuro
assetto della compagine
societaria di Audiradio e
sulla netta separazione tra
la componente tecnica e
l'amministrazione della
società la cui dominanza è
esclusiva delle reti
nazionali e delle agenzie
concessionarie di
pubblicità.
Il documento, fresco di
lettura e apprendimento, è
stato giudicato appena
soddisfacente dal Presidente
della REA, Antonio Diomede,
il quale si è impegnato
a sottoporlo al giudizio
diretto degli editori
radiofonici mediante un
referdum di gradimento che
presto verrà attivato sul
sito associativo
www.reasat.it .
"Per
quanto riguarda la REA, ha
sostenuto Diomede, le
decisioni dell'AGCOM sono
significative per dare una
svolta democratica alle
indagini di Audiradio, ma
arrivano con un ritardo di
ben 18 anni, dunque fuori
dal tempo. Parlare oggi
della necessità di
scompaginare l'assetto
societario di Audiradio, di
imporre trasparenza, di
sdoppiare le indagini
nazionali da quelle locali,
quando i giochi del mercato
della pubblicità sono nelle
esclusive e solide mani
delle reti e come venirci a
raccontare una bella favola
che non si tradurrà mai in
realtà concreta di poter
sperare di conquistare
qualche punto in più sulla
spartizione della
torta pubblicitaria
commerciale e istituzionale.
La Delibera AGCOM è ricca di
spunti, consigli e
suggerimenti, ma non
si legge da nessuna parte
quali sono le garanzie di
attuazione e il sistema di
vigilanza che la stessa
AGCOM è per legge obbligata
a svolgere. Ad esempio,
ancora una volta, non ha
ritenuto nominare un suo
"vigilantes" nel Comitato
Tecnico per marcare stretto
l'attività gestionale di
Audiradio. Il fatto poi che
sia un soggetto terzo ad
effettuare una sorta
di verifica di "qualità
delle indagini" e che sia
la stessa Audiradio a
sceglierselo è l'ennesima
trovata per non cambiare un
bel nulla. Tuttavia, ha
concluso il Presidente
Diomede, non si può dire che
la Delibera sia da gettare
alle ortiche, anzì, seppure
tardivamente, può
rappresentare il tentativo
per recuperare il
recuperabile, ma dobbiamo
essere consapevoli che la
questione sulle indagini di
ascolto non possiamo
considerarla chiusa finchè,
come prescrive la legge
249/97, non sarà un soggetto
super partes o la stessa
Autorità a curarle"
San Cesareo, 19 maggio 2009
REA - Radiotelevisioni
Europee Associate
Ulteriore Documento inviato
all'Antitrust su indagini
Audiradio
Documento sulle anomalie delle
indagini Audiradio inviato
all'Antitrust e all'AGCOM di
Calabrò
AUDIO LIBRO VIA ETERE DI PAOLO
LUNGHI
(Scaricate
lo
spot da mettere in onda e
la
copertina - il ricavato
della raccolta fondi è a favore
dell'AVIS)
Paolo Lunghi,
giornalista e autore del libro
“Via Etere”, presenta
l’originale versione della sua
fatica editoriale in versione
audio. Trenta’anni di Radio
Libere sono stati raccontati
dalla viva voce di illustri
personaggi del mondo del
giornalismo radiotelevisivo,
dell’arte e della cultura come
Andrea Agresti, Awana Gana,
Jocelin, Philippe Leroy, Don
Backy, Tullio Solenghi, Tiziana
Rivale, Teo Bellia, Cristiano
Militello, Dario Ballantini,
Margherita Fumero, Franco Ligas,
Anna Longo, Marco Liorni.
L’audio libro “Via Etere” può
essere ascoltato comodamente da
casa, in auto, in ufficio o può
essere diffuso a puntate dalle
radio per i propri ascoltatori.
L’audio libro non è in vendita,
viene distribuito dall’ AVIS
(Associazione Volontari Italiani
per la raccolta del Sangue)
dietro un contributo volontario
tramite bollettino postale
intestato a: AVIS - Ass.ne
Volontari Italiana del Sangue -
Sezione di Empoli - c/c 25105503
TD 451
FORUM MUSICA & INFORMAZIONE –
SECONDA EDIZIONE
(Sanremo, 20 febbraio 2009 –
Sala Verde del Palafiori)
Dedicato al Consigliere
Nazionale della REA Stefano
Fragione e sua moglie Fabiola,
misteriosamente scomparsi il 4
gennaio 2008 per un presunto
incidente aereo in Gran Roque
(Mar dei Caraibi) mentre erano
in viaggio di nozze www.stefanoefabiola.org
°*°*°*°*°*°*°*
Indagini di ascolto Audiradio,
Pirateria Musicale e Diritti
Connessi sono stati i tre
argomenti che la REA ha posto in
discussione nelle rispettive
Tavole Rotonde alle quali hanno
preso parte Antonio Diomede,
Presidente della REA; Enzo
Mazza, Presidente della FIMI;
Salvatore Riso, Presidente del
circuito “Le 100 Radio + Belle
d’Italia; Mario Di Gioia,
Presidente di Assoartisti; Italo
Mastrolia, Consulente legale;
Andrea Marco Ricci, Presidente
di Note Legali; Paolo Lunghi,
Giornalista nonchè autore
dell’Audio Libro “Via Etere”.
Relativamente alle indagini di
ascolto, Antonio Diomede, ha
ribadito con fermezza la volontà
della REA di volersi sganciare
dalla società Audiradio in
quanto la medesima è in evidente
conflitto d’interessi con le
radio locali considerata sia la
sua posizione di monopolio, sia
la composizione del pacchetto
azionario distribuito tra Reti
Nazionali, RAI e UPA (Utenti
Pubblicità Associati). “Delle
indagini di ascolto”,
ha riaffermato Antonio Diomede,
“deve
occuparsi l’Autorità per le
Garanzie nelle Comunicazioni
come sancito dalla legge 249/97
o da un soggetto super partes”.
Il Forum ha indicato in due anni
il periodo transitorio per
traghettare le indagini di
ascolto da Audiradio ad un altro
soggetto. Nel frattempo, sarà
sempre l’Autorità a garantire
che le stesse siano svolte senza
discriminazioni e con una
metodologia trasparente. La REA
ha richiamato l’Autorità di
Calabrò ai suoi compiti
istituzionali di vigilanza
sull’attività di Audiradio
assegnatole dalle legge
riservandosi, ove tale funzione
fosse trascurata, di passare a
più incisive azioni di protesta
partendo dalle piazze in cui
operano le emittenti locali per
coinvolgere le sedi Parlamentari
di Camera e Senato. Intanto la
REA invita le emittenti a
mettere in onda gli spot contro
le indagini di ascolto ovvero di
aderire alla “Campagna
Anticrisi” mediante la
sottoscrizione del sottostante
modulo da rinviare a
info@reasat.it . Per
ascoltare l’intervento del
Presidente Antonio Diomede su
Audiradio http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/Audiradio.mp3
Un
ampio spazio del Forum è stato
dedicato al tema della Pirateria
Musicale e ai Diritti Connessi.
Il Presidente della FIMI, Enzo
Mazza, ha spiegato che lo
scenario della distribuzione e
conseguente ascolto della musica
è rapidamente cambiato con la
evoluzione tecnologica e con
internet. La pirateria musicale,
dunque, è un fenomeno che
investe non solo la copia e
vendita illegale di dischi, CD e
DVD, ma i file scaricati
illegalmente da internet. Ha
riconosciuto fondamentale il
ruolo delle radio locali per la
diffusione della musica ma, a
suo dire, non sono
indispensabili per la promozione
delle vendite. Una scelta
diversa, ha sostenuto il
Presidente della FIMI, sarebbe
fallimentare per le case
discografiche come quella che
fecero nel passato con MTV con
la distribuzione gratuita delle
videoclip musicali a scopo
promozionale. Infatti, ha
sostenuto Enzo Mazza, “il
ragionamento promozione =
gratuità non funziona e almeno
per quanto riguarda, ad esempio,
le aziende collegate a FIMI non
vengono più a Sanremo sperando
che il passaggio promozionale
faccia vendere più dischi.
Quindi il principio per il quale
la radio fa un favore a passare
la musica è una storia superata
da tempo…..”
Il Presidente della REA, Antonio
Diomede, ha commentato
“Ognuno è libero di pensarla
come vuole, ma credo che
ragionando in questo modo si
faccia male alla musica, specie
a quella italiana che ha tanto
bisogno di promozione nazionale
ed internazionale. Pensare di
paragonare la diffusione
radiofonica ai videoclip di MTV
, alla lunga si dimostrerà come
un altro madornale errore per
carenza di analisi negli ascolti
e valutazione del diverso mezzo
di diffusione. La promozione
fatta attraverso i videoclip
trasmessi da MTV era diretta ad
un pubblico giovanissimo (12- 25
anni), notoriamente squattrinato
e per di più di “nicchia” e con
una forte limitazione di ascolto
proprio del mezzo televisivo.
Altra cosa è la diffusione fatta
dal mezzo radiofonico installato
in ben 43 milioni di auto e 25
milioni di postazioni fisse
dove all’ascolto vi sono dai 18
ai 22 milioni di cittadini nel
giorno medio (altro che MTV!)
distribuiti per fasce di età e
di reddito ben diverse dagli
squattrinati ex videoclippini.
Per
ascoltare l’intervento del
Presidente della FIMI, Enzo
Mazza :
http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/Diritti_Fimi_Mazza.mp3
Tuttavia la REA inviterà le case
discografiche a continuare il
confronto al fine di trovare un
accordo concreto per combattere
il fenomeno della pirateria
musicale e promuovere la musica
italiana attraverso le radio
locali. Riguardo ai diritti
connessi, la REA ha riaffermato
nel Forum che la SCF non è
legittimata alla funzione di
esattore così come prevede
l’articolo 181 ter, introdotto
con la legge 248/00, il quale
stabilisce espressamente che
“nel caso in cui la SIAE non
svolga attività di
intermediazione dei diritti
connessi, l’organismo
legittimato sarà quello che
verrà indicato con apposito DPCM”
e
la SFC non lo è.
Pertanto le emittenti si
espongono al
fondato
rischio di dover versare
altre somme ad altri pretendenti
non associati SCF o a consorzi
di nuova costituzione.
Inoltre, gli importi versati
alla SIAE comprendono ancora il
compenso dei diritti connessi
tant’è che, dopo giugno 2001,
data in cui la SIAE ha abdicato
alla sua primaria funzione di
esattore, non ha provveduto a
diminuire i compensi pretesi
dalla SCF. Infine la REA ha
ribadito che nessuna
comunicazione è stata fatta
dalla SIAE ai sottoscrittori
delle proprie licenze per
informarli della revoca del
mandato da parte dei
discografici, né ha ritenuto di
dover versare alla SCF gli
importi incassati dopo il 30
giugno 2001, evidentemente, per
gli stessi motivi di
illegittimità sostenuti dalla
REA.
Per
ascoltare l’intervento del
Presidente della REA, Antonio
Diomede:
http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/Diritti_Diomede.mp3
La
squadra del circuito de “Le 100
Radio + Belle d’Italia” è stata
capitanata dal Presidente,
Salvatore Riso il quale ha ben
evidenziato il ruolo attivo del
circuito nella produzione e
distribuzione di programmi
d’informazione e promozione
musicale. Al circuito
aderiscono 70 emittenti locali
con copertura nazionale e un
livello di ascolto medio
giornaliero valutabile in circa
800 mila ascolti. Nel suo
intervento ha tenuto a precisare
che il circuito de “Le 100 Radio
+ Belle d’Italia” non è una
sindacation ma una aggregazione
di emittenti locali operanti su
base associativa che concorrono
alla composizione della
programmazione nazionale con la
migliore autoproduzione offerta
dalle singole emittenti. Quanto
alla promozione della musica e
degli artisti emergenti, il
circuito è propenso a
valorizzare i singoli artisti
che si propongono piuttosto che
intrattenere complicati rapporti
con le case discografiche a meno
che queste non dimostrino
reciprocità d'interessi alla promozione. Il
circuito ha realizzato il
collegamento via internet per la
diffusione dei lavori del Forum
al quale ben 112 emittenti erano
all’ascolto. Per ascoltare
l’intervento del Presidente del
circuito, Salvatore Riso:
http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/100Radio_Riso.mp3
Mario
Di Gioia, Presidente di
Assoartisti, pur in dissenso con
la REA sui diritti connessi, ha
sostenuto la necessità di
proseguire sulla strada del
colloquio tra REA, Case
discografiche e mondo artistico
per trovare una intesa operativa
sulla delicata materia
dell’antipirateria e della
promozione della musica italiana
attraverso lo strumento
radiofonico. Per ascoltare
l’intervento del Presidente di
Assoartisti, Mario Di Gioia:
http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/Diritti_Assoartisti_Di_Gioia.mp3
Paolo
Lunghi, giornalista e autore del
libro “Via Etere”, nonché
brillante moderatore del Forum
Musica & Informazione del
Palafiori, ha presentato
l’originale versione della sua
fatica editoriale in versione
audio. Trenta’anni di Radio
Libere sono stati raccontati
dalla viva voce di illustri
personaggi del mondo del
giornalismo radiotelevisivo,
dell’arte e della cultura come
Andrea Agresti, Awana Gana,
Jocelin, Philippe Leroy, Don
Backy, Tullio Solenghi, Tiziana
Rivale, Teo Bellia, Cristiano
Militello, Dario Ballantini,
Margherita Fumero, Franco Ligas,
Anna Longo, Marco Liorni.
L’audio libro “Via Etere” può
essere ascoltato comodamente da
casa, in auto, in ufficio o può
essere diffuso a puntate dalle
radio per i propri ascoltatori.
L’audio libro non è in vendita,
viene distribuito dall’ AVIS
(Associazione Volontari Italiani
per la raccolta del Sangue)
dietro un contributo volontario
le cui modalità verranno rese
note prossimamente dalla REA
quale partner dell’iniziativa.
Per ascoltare l’intervento di
Paolo Lunghi:
http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/Via_etere_Lunghi.mp3
Indirizzando ai relatori del
Forum un sincero ringraziamento
per la partecipazione e per i
preziosi contributi che hanno
animato la discussione;
ringraziando, inoltre, quanti si
sono prodigati per la riuscita
del Forum, il Presidente della
REA ha chiuso ufficialmente la
seconda edizione del Forum
Musica & Informazione, con un
caloroso arrivederci alla terza
edizione con appuntamento sempre
al Palafiori di Sanremo 2010.
La REA
ringrazia:
Il Comune di Sanremo, Il
Coordinamento REA Campania, Il
Circuito de Le100Radio+ Belle
d'Italia, Radio L'Olgiata di
Roma, Primaradio di Napoli,
Radio Studio 54 di Firenze,
Radio Flash di Catania, Radio
Ciao di Bologna, Radio Sanremo,
Radio Teramo In, 3 Channel
CAMPAGNA DI INFORMAZIONE “ANTICRISI”
(richiesta spot e materiale
divulgativo)
|
DENOMINAZIONE EMITTENTE |
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CITTA’ |
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PROVINCIE DIFFUSIONE |
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E MAIL |
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SITO WEB |
www.
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SITO WEB RADIO |
www. |
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SITO WEB TV |
www. |
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ISCRITTO AUDIRADIO? |
SI/NO |
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PASSAGGI SPOT
“ANTICRISI” |
N. AL GIORNO |
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OSSERVAZIONI E
SUGGERIMENTI |
RESOCONTO INCONTRO ANTITRUST/REA
SU INDAGINI DI ASCOLTO AUDIRADIO
Procede l'istruttoria della
vertenza sollevata dalla REA
contro Audiradio davanti alle
Autority. Il 14 gennaio si
svolse l'audizione convocata
dall'AGCOM, oggi 5 febbraio,
2009, il Presidente della REA,
Antonio Diomede, assistito dal
Segretario Nazionale Salvatore
Riso sono stati auditi
dall'Antitrust. L'audizione ha
percorso l'intero tracciato
vertenziale segnato dalla REA
nel segnalare l'anomalia tutta
italiana nelle indagini di
ascolto svolte da Audiradio in
quanto società monopolista e in
conflitto d'interessi con le
emittenti locali. Il Presidente
della REA ha incisivamente
sostenuto
"che tale
anomalìa non può non introdurre
turbativa e distorsione nel
mercato della pubblicità,
specie se accompagnata, come lo
è, da una metodologia
discriminante per la
pubblicazione dei dati di
ascolto. Non c'è alcun dubbio
che a causa di tali negativi
elementi le emittenti locali
hanno subito notevoli danni
economici che devono essere
immediatamente arginati
estromettendo Audiradio dalle
indagini di ascolto per conto
delle locali" .
A
questo punto la Delegazione
della REA ha consegnato un
fascicolo di documenti di 21
pagine riservandosi di
integrarlo con altri importanti
elementi entro la prossima
settimana.
LE PROPOSTE
DELLA REA ALL'AUTORITA' DI
CALABRO' SULLE INDAGINI DI
ASCOLTO AUDIRADIO
L'attesa audizione della REA davanti
all'Autorità si è conclusa alle ore
17,30 del 14 gennaio 2009 con una
dichiarazione alla stampa del Presidente
Antonio Diomede il quale ha commentato
"Non siamo
soddisfatti dell’Autorità riguardo alla
vigilanza sul metodo delle indagini di
ascolto svolte da Audiradio. Calabrò
deve comprendere che l’emittenza locale è a
rischio di estinzione se non
intervengono le Istituzioni per bloccare
quel mostruoso processo
di assorbimento messo in atto dalle
Reti Nazionali attraverso la gestione Audiradio
delle indagini di ascolto per conto
delle emittenti radiofoniche locali. Non
intervenire in tal senso significa
tradire i principi di libertà a
comunicare in modo pluralistico dettati
dalla Costituzione e più volte
riaffermati dall'Alta Corte. Staremo a
vedere quale decisione finale l’Autorità
prenderà su Audiradio ma non siamo
ottimisti e ci stiamo preparando per
una lunga battaglia in difesa del nostro
diritto ad esistere almeno quanto e come
le altre imprese editoriali del Paese”.
Ma cosa ha proposto la REA
affinchè lo sconcio delle indagini
Audiradio venga rimosso? Ecco le
proposte presentate all'Autorità:
1)
Le indagini di ascolto delle locali
non devono
più essere effettuate da Audiradio ma
esclusivamente
dall'Autorità così
come prevede la legge 249/97 e la
Delibera n. 85/06;
2)
nel periodo transitorio (massimo due
anni) Audiradio può svolgere le indagini
di ascolto per conto delle radio locali
su specifica
commissione dell'Autorità la
quale provvede alla raccolta delle
iscrizioni, alla determinazione del
metodo di indagine, alla stesura e
pubblicazione dei dati;
3)
l'Autorità, in attuazione della Delibera
85/06, deve provvedere alla nomina di
un suo rappresentante nel Comitato
Tecnico di Audiradio
in funzione
di controllo sulla metodologia
utilizzata e di
vigilanza sulla gestione e manipolazione
dei dati ricavati dalle indagini
sia delle locali nel periodo
transitorio, sia delle nazionali;
Dunque le posizioni
della REA sono chiare e trasparenti come
l'acqua per la bontà delle quali, con
matematica certezza, si ritroveranno
tutte le emittenti senza distinzioni di
appartenenza associativa o di posizione
geografica. La prossima puntata la REA
la svolgerà verso
L'Antitrust con altrettanta
chiarezza e determinazione. Intanto le
emittenti radiofoniche che credono in
tali vitali obbiettivi sono invitate
a sostenere ed
intensificare la protesta partecipando
alla Campagna
Anticrisi organizzata dalla REA e
a mettere in onda
i relativi spot appositamente
confezionati. Prossimamente le emittenti
riceveranno il materiale
divulgativo per la promozione nazionale
e locale studiata dalla REA per
neutralizzare
l'aggressione Audiradio sul territorio. Per
ricevere gli spot e il materiale
divulgativo scrivere a
info@reasat.it restituendo il
sottostante modulo di adesione. Prego
trasmettere ad altre emittenti la
presente comunicazione.
Le 100 Radio + Belle d'Italia
RIS
- Radio Interattiva per la Scuola
GRADUATORIA EMITTENTI RADIOFONICHE LOCALI CHE
HANNO DIRITTO AI CONTRIBUTI ANNO 2005
PIATTAFORMA
RADIOTELEVISIVA della REA
L'IMBROGLIO DEI DIRITTI CONNESSI
Secondo
l’articolo 180, 1° comma della legge sul diritto
d’autore n. 633/41 spetta alla SIAE incassare i
diritti di radiodiffusione. Dunque la SCF non
può incassare i diritti connessi e l’azione di
verifica ed ispettiva della Guardia di Finanza è
del tutto arbitraria ed illegittima così come è
nulla la convenzione sottoscritta da AERANTI –
CORALLO – FRT – RNA.
QUI
trovi la lettera da inviare alla SCF per disdire
il contratto.
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