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INTERVISTE AL PRESIDENTE ANTON

DAL 5 MAGGIO 2013 QUESTO SITO E' STATO TRASFERITO SU WWW.REASAT.EU

PORCELLUM RADIOTELEVISIVO

(gli effetti disastrosi sull’occupazione e sulla libera informazione)

Un’altra emittente  televisiva locale, al secondo anno del digitale terrestre, è in serie difficoltà per l’esubero della forza lavoro rispetto ai ricavi. Si tratta della storica marchigiana TVRS di proprietà della Beta Spa. In una nota dei sindacati confederali di base si legge: ““…Ciò è tanto più incomprensibile e odioso se si guarda ai bilanci di tutti questi anni e alla qualità di aiuti che sono stati erogati a vario titolo dalle Istituzioni Pubbliche…” Se non conoscessimo l’Editore, in quanto associato REA, qualche dubbio sull’onestà e  capacità imprenditoriale lo avremmo avuto. Le ragioni del paventato ridimensionamento del numero dei  dipendenti preannunciato dall’Azienda sono ben altre.  I sindacati parlano come se non sapessero che  c’è stato uno switch off  che ha distrutto il 70% delle tv locali per mano del “Porcellum Televisivo” programmato dal precedente governo Berlusconi in favore di Mediaset , RAI  e  Telecoms.

Attaccare le Reti nazionali e le Telecoms per i privilegi che  hanno ricevuto con il  Porcellum Radiotelevisivo non conviene. Qualcuno nel sindacato potrebbe dire “tengo famiglia” e, poi, sarebbe una puntura d’ago sulla groppa di un elefante. E’ meglio attaccare le  locali che per garantire quel pluralismo  informativo tutelato dalla Costituzione (altrimenti ci sarebbero solo le Reti nazionali) beneficiano di alcune misure di sostegno economico previste dalla legge 448/98 e da sporadici benefici elargiti da alcune Amministrazioni locali. Il fondo  della 448/98 è mediamente di 100 milioni  di euro/anno, erogati a singhiozzo, in favore dei 1.780 soggetti tra radio e tv locali che nonostante il continuo calo degli ascolti e della pubblicità, grazie alla disastrosa gestione ministeriale del digitale televisivo terrestre, altrimenti detto Porcellum Radiotelevisivo, hanno garantito  6.000 posti di lavoro. Sono mollichelle se si considera che la RAI incassa 1,8 miliardi di euro dal canone e 1,9 miliardi di euro dalla pubblicità impiegando 11.000 dipendenti  e che Mediaset, alla quale sono state regalate le migliori frequenze che valgono miliardi di euro, incassa 4,2 miliardi con appena 6.000 dipendenti. Complessivamente le Reti nazionali, nel 2012, hanno avuto ricavi per 7.9 miliardi di euro. Le locali si sono fermate al 9% pur impiegando una forza lavoro pari a una Rete Nazionale.  Con questi incontestabili dati, attaccare le emittenti locali per accusarle di assistenzialismo è come sparare su una ambulanza della Croce Rossa carica di malati gravissimi mentre il Porcellum Radiotelevisivo la fa da padrona in una Italia ridotta a pezzi dai capi del Porcile. A buon intenditor poche parole.  

San Cesareo, 24 maggio 2013 


                                           

21 GIUGNO 2013

GIORNATA DI PROTESTA DELLE RADIO LOCALI PER SBLOCCARE I FONDI RELATIVI AI CONTRIBUTI 2009 E 2011

Il Presidente della REA, Antonio Diomede, ha scritto ai Ministri Zanonato e Saccomando una lettera per la immediata erogazione dei contributi arretrati di legge dovuti per il sostegno alle emittenti radiofoniche locali

ECCO IL TESTO INTEGRALE

"La presente per rappresentare la gravissima situazione economica in cui versa la piccola e media emittenza radiotelevisiva locale la quale, nel corso dell’ultimo trimestre, ha registrato una fortissima contrazione della pubblicità pari al 29,5%, vale a dire 10,5 punti ancor meno della perdita registrata nelle grandi reti nazionali per effetto, com’è noto, della stagnazione dei mercati.

Ciò premesso, si porta a conoscenza che a sostegno del pluralismo informativo sancito dall’ordinamento costituzionale, la legge prevede alcune misure di sostegno economico di cui alla legge 28 dicembre 2001, n. 448, articolo 52, comma 18, erogate secondo modalità e criteri di attribuzione impartiti nel Regolamento di cui al Decreto del Ministro delle Comunicazioni di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, n. 225 del 1 ottobre 2002. Nell’articolo 5, comma 1, del predetto Regolamento si legge che le domande di ammissione devono essere inoltrate al Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento Comunicazioni, entro il 30 ottobre di ciascun anno. L’articolo 4, comma 2,  stabilisce  che il contributo dev’essere erogato entro i sei mesi successivi dalla presentazione della domanda, vale a dire entro il 30 aprile dell’anno successivo.

Allo stato dei fatti, la erogazione dei contributi alle radio locali  è costantemente in ritardo di oltre tre anni  nonostante le proteste delle emittenti sfociate nell’atto di diffida del 19 dicembre 2009 e  nell’azione giudiziaria TAR del 7 febbraio 2010.

Poiché la crisi economica in atto non consente ulteriori deroghe nell’incasso  dei contributi perenti del 2009 e del 2011 in via di perenzione, si invita il Ministro dello Sviluppo Economico e il Ministro dell’Economia e delle Finanze voler disporre la dovuta erogazione con la massima urgenza e di darne assicurazione alla scrivente. 

Poiché siamo stanchi di pazientare

La REA dichiara lo stato di agitazione della categoria e indice una giornata di protesta da svolgersi il 21 GIUGNO 2013 davanti alla sede del Ministero dello Sviluppo Economico la quale sarà anticipata da una intensa campagna audio-video nazionale diffusa dalle emittenti associate.

Distinti saluti.

San Cesareo, 21 maggio 2013                                                  Antonio Diomede, Presidente REA


Risoluzione Consiglio Generale REA

(Roma, 9 maggio 2013 – Hotel Diana)

 LA REA SI PREPARA AD AFFRONTARE LE NUOVE SFIDE  DEL 2013-2015 IN DIFESA DELL’EMITTENZA LOCALE

Nonostante la grave crisi che attanaglia il settore, la REA è in crescita esponenziale in tutta Italia e in modo particolare in Lombardia, Puglia, Calabria, Sicilia, Campania. E’ l’unica associazione di riferimento del settore quando si tratta di ingaggiare battaglie sindacali importanti in quanto è autenticamente “indipendente” dal potere politico. A differenza di altre associazioni, la forza della REA è l’autonomia finanziaria che la rende “libera” da qualsiasi vincolo lobbistico o partitico. Gli associati lo sanno e ne sono orgogliosi. E’ “unica” nell’elaborare piattaforme globali per il rilancio del pluralismo radiotelevisivo locale. La rivendicazione della REA nei confronti del Governo e dell’Autorità è fondamentalmente sintetizzata nei seguenti punti: 1) ridefinizione del Piano di Assegnazione delle frequenze televisive integrando i sei canali dell’ex beauty contest; 2) assegnazione dei numeri dal 7 al 32 del telecomando alle tv locali; 3) revisione radicale della legge 448 sui contributi a fondo perduto il cui fondo annuale dovrà essere non inferiore al 10% del canone RAI per il servizio pubblico svolto; 4) fine del clientelismo politico sulla pubblicità istituzionale e sui fondi regionali mediante una trasparente disciplina di gara ; 5) abbattimento di Auditel e Eurisko per indagini di ascolto credibili e a basso costo attraverso la rete internet; 6) definizione, con delibera AGCOM, delle norme per il rilascio della licenza unica sul diritto d’autore e sui diritti connessi (SIAE+SCF+AFI+Indipendenti) ed equo compenso rispetto allo sfruttamento delle opere protette; 7) sviluppo della radio digitale. Per affrontare un simile piano di battaglie associative è necessario procedere su due piani ben distinti ma paralleli: quello politico e quello organizzativo.

 Azione della REA sul piano politico

 La forza numerica del settore radiotelevisivo locale al 31 12 2012 è di 1.095 emittenti radiofoniche e di 595 tv ex analogiche. Totale imprese 1.690 con impiego di forza lavoro di circa 6.000 dipendenti + 4.000 dipendenti dell’indotto. La pubblicità televisiva locale ammonta a circa 360 milioni di euro. La radio fattura circa 400 milioni di euro (nazionale+locale). Il fatturato globale radiotv (nazionale + locale)  del 2012 è stato di  circa 4,2 miliardi di euro.  I numeri parlano chiaro. Le locali rastrellano appena il 9% della pubblicità radiotelevisiva globale. Come mai? Le cause sono diverse. Le principali sono:  

a)     Frequenze radio e tv  interferite;

b)     Piano di Assegnazione delle Frequenze Tv non riconosciute dall’Europa;

c)     Lcn tv confinato sui numeri altissimi del telecomando

d)     Aree di servizio limitate;

e)     indagini di ascolto manipolate (Auditel e Eurisko);

f)       la pubblicità istituzionale è monopolio delle reti nazionali e del clientelismo politico in favore delle emittenti legate ai partiti

Pertanto la REA chiederà al nuovo Governo (Ministro Zanonato PD) un progetto globale di riforma del settore e il ricambio della dirigenza del Dipartimento dimostratasi sottomessa agli interessi delle grandi reti e delle Telecoms.

E’ prevedibile che entro l’anno si vada nuovamente a votare e che  riguardo alla nostra piattaforma questo Governo sia completamente disinteressato. Dunque, dobbiamo guardare in avanti. Dobbiamo guardare a  un “sistema” di vero “cambiamento” capace di distruggere le sacche velenose del conflitto d’interessi e della partitocrazia.  

Pian piano, siamo arrivati al bandolo della matassa per cui la REA ha preso l’iniziativa di costituire un movimento politico per la difesa dei diritti costituzionali al di fuori di qualsiasi ideologia.

Contatti importanti sono in corso, presto verrà pubblicato il Manifesto d’intenti il quale potrà essere sottoscritto da tutti i soggetti interessati alla comunicazione, all’economia e al sociale. Al movimento politico potranno aderire le associazioni del sociale e della cultura; le imprese radiotelevisive; gli artisti, i produttori e gli editori; le voci autorevoli della cultura e della stampa indipendente. Il movimento che si sta costituendo non sarà un partito ideologico, ma una libera associazione politica che vuole confrontarsi in favore della libera informazione e dei soggetti più deboli della società.

Azioni concrete della REA punto per punto

  1. Il Consiglio Generale ha deliberato di impugnare la delibera LCN 237/13/CONS  davanti al TAR del Lazio con la specifica richiesta alla Magistratura di ordinare all’AGCOM affinché siano assegnate alle locali, ex analogiche, 25 posizioni numeriche da inserire di seguito alle storiche nazionali generaliste. Pertanto, in previsione della imminente scadenza dei termini per presentare il ricorso  i Coordinatori Regionali REA sono incaricati di raccogliere le adesioni delle emittenti che intendono aderire all’azione giudiziaria con la massima urgenza possibile. I nominativi devono essere comunicati a info@reasat.it .   Il mandato è stato affidato all’avvocato Domenico Siciliano di Roma.  Le spese legali saranno equamente suddivise fra i partecipanti. Data l’importanza del ricorso, si raccomanda di raccogliere più adesioni possibili per dimostrare ai Magistrati il forte interesse delle emittenti a lottare per una giusta assegnazione LCN; contro le gravissime discriminazioni attuate dall’AGCOM che ha prepotentemente cacciato le tv locali storiche dai primi numeri del telecomando  per far posto alle reti televisive Telecoms e quelle  appoggiate dai partiti. Nel ricorso al TAR verrà evidenziato il diritto acquisito dalle tv locali ex analogiche, in trent’anni di attività sul territorio, posizionate sui primi numeri del telecomando con riferimento ai vecchi televisori in bianco e nero con sintonia  max 24 e 32 canali.
  1. L’otto maggio 2013, una nutrita delegazione della REA è stata ricevuta dall’AGCOM per discutere sulle risultanze relative al progetto pilota del DAB+ in Trentino AA. Anche in questa occasione l’AGCOM ha dimostrato di non essere un organismo imparziale tant’è che ha confezionato un piano pilota a misura  “RAI & RETI NAZIONALI” con l’evidente scopo di assegnare alle emittenti locali un ruolo di “subordinazione tecnologica”.  Dunque, ancora una volta, l’Autorità italiana delle comunicazioni che presiede allo sviluppo tecnologico del Paese, si comporta in modo partigiano rispetto alle direttive europee, alle stesse leggi italiane e alle aspettative di cambiamento nella gestione della “cosa” pubblica. Le direttive europee (e la legge italiana) obbligano i Paesi membri ad attuare lo sviluppo tecnologico in modo “neutro”, vale a dire senza preferenze per l’una o l’altra tecnologia; con pari opportunità tra i diversi soggetti, vale a dire senza vantaggi particolari rispetto agli interessi delle lobby; in modo armonico e uniforme per impedire la doppia e tripla  velocità nello sviluppo tecnologico tra le diverse aree nazionali.  L’AGCOM e il MISE del passato Governo Berlusconi, già con il digitale televisivo, hanno agito contro i diritti costituzionali nazionali e contro le normative europee. Con la Radio digitale si rischia di assistere allo stesso scenario. Parte la RAI, alla quale fa  da sponda l’associazione ARD (leggi: RAI WAY-AERANTI-CORALLO – RNA) per prendere la supremazia sul  DAB+  in modo da sottomettere tutti al suo indiscusso dominio grazie ai 1,8 miliardi di canone e ai 2 miliardi di pubblicità incassati annualmente dall’utenza alla faccia di quelle “misere” radio e tv locali che devono aspettare due/tre anni per ricevere dallo Stato quell’esiguo contributo  per il pubblico servizio imposto per legge. Tutto ciò si è affacciato nel Trentino con il progetto pilota autorizzato dall’AGCOM e dal MISE in modo unilaterale, senza il coinvolgimento unanime delle associazioni,  provocando un pericoloso accaparramento delle risorse radioelettriche e un innegabile vantaggio tecnologico di alcuni soggetti in un settore già martoriato dalle recenti vicende sullo switch off televisivo. Tutto ciò è stato chiaramente rappresentato all’AGCOM dalla Delegazione della REA durante l’audizione precisando che: 1) occorre estendere il DAB+ rapidamente in tutta Italia prima che diventi obsoleto; 2) procedere alla pianificazione definitiva per l’assegnazione delle frequenze assicurando a tutti i consorzi, non uno escluso, una frequenza. Speriamo che a nessuno gli venga in mente di organizzare bandi del tipo che abbiamo già sperimentato con la tv!! La REA ha chiesto pari opportunità ed equità di trattamento; 3) procedere rapidamente con la realizzazione di altri progetti pilota per impedire che si formi  il “gap tecnologico” nelle altre regioni d’Italia. A tal proposito la REA è a disposizione delle emittenti, associate e non associate, per la formazione di consorzi tra imprese; 4) prevedere, da subito, incentivi per l’acquisto dei ricevitori digitali e sostegno economico ai consorzi per la realizzazione degli impianti. Infine, è stato detto a chiare lettere all’AGCOM e al MISE che senza incentivi il DAB+ non vedrà la luce così come non l’avrebbe vista il DTT senza i 500 milioni stanziati dallo Stato.
  1. Relativamente alla applicazione della legge 448/98, relativa ai contributi destinati alle imprese radiotelevisive locali, la REA proporrà al Governo che le somme annualmente stanziate siano pari al 10% del canone incassato dalla RAI quale riconoscimento del servizio pubblico svolto ai sensi della legge 422/93, articolo 7, relativo “alla produzione e trasmissione di programmi di natura informativa con la evidente finalità di tutelare il pluralismo informativo”. Inoltre, partendo dal principio che la “certezza dell’incasso” è condizione fondamentale per la conduzione di un’azienda inserita in un sistema a sviluppo economico sano, si proporrà di prevedere la erogazione dei contributi max entro i sei mesi successivi dalla data della relativa domanda. Nella previsione di una ritardata erogazione, si chiederà che vengano rilasciate, a richiesta, lettere di credito valide per un anticipato incasso presso gli istituti di credito.
  1. Le modalità con cui vengono realizzate le indagini di ascolto, dalla società Auditel per la tv e da Eurisko per la radio, sono obsolete, manipolabili e senza possibilità di controllo ispettivo da parte dell’AGCOM, delle associazioni dei consumatori e delle emittenti.  La partita in gioco è di 4,2 miliardi di euro di pubblicità radiotelevisiva che nei fatti viene gestita dalla società Auditel (RAI-MEDIASET-UPA) e da Eurisko (ex Audiradio) per espressa (vergognosa) volontà dell’AGCOM.  Per rendere le indagini di ascolto credibili, trasparenti e utili per il mercato e il consumatore, la REA ha chiesto all’AGCOM di utilizzare la rete internet in sostituzione dei limitati dati forniti sia dai meter che dalle interviste telefoniche.
  1. La REA ribadisce che il contenzioso in essere con la SCF può essere risolto nella misura in cui verrà riconosciuto alle emittenti la promozione che la radio effettua in favore della musica. L’antica idea che la radio vive grazie allo sfruttamento della musica è superata da una realtà diversa. E’ la musica che ha bisogno della radio per promuoversi nel mercato o, se vogliamo essere ragionevoli, l’una cosa compensa l’altra. Partendo da tale oggettiva situazione, la REA ha proposto alla SCF una transazione di questo tipo: a) le imprese radiotelevisive metteranno a disposizione i loro spazi trasmissivi per la promozione e per la vendita legale della musica; b) le imprese discografiche Major rilasceranno la liberatoria sui loro diritti alle emittenti che aderiranno alla campagna promozionale. Una tale intesa trasporterà i suoi effetti positivi nei rapporti tra imprese radio-tv e SCF. In particolare,  si converrà di azzerare il contenzioso in essere. A conti fatti, l’operazione è a costo zero con la prospettiva di una buona semina per il superamento della crisi dei reciproci  mercati e un proficuo investimento per la cultura della musica legale che, come sappiamo, proprio in Italia è poco diffusa. La nostra è, ovviamente, solo una ipotesi da perfezionare nei dettagli qualora fosse concettualmente condivisa dalla SCF. Alla data odierna la SCF non ha risposto ma continua a pressare le emittenti con  missive e telefonate minacciose. Di fronte a tali minacce, la REA ha investito del problema l’Autorità chiedendo la convocazione del Tavolo tecnico sul diritto d’autore che speriamo sia all’altezza della situazione per chiarire la legittimità di esazione dei diritti connessi da parte della SCF che, si ripete, non è stato definito da nessuna sentenza. Allo stesso tavolo sarà convocata la SIAE più volte sollecitata dalla REA a sottoscrivere una nuova convenzione in sostituzione di quella revocata unilateralmente il 5 marzo 2004. In quella sede la REA sosterrà con fermezza la inderogabile necessità di pagare i diritti d’autore e connessi ad un unico soggetto, cioè alla SIAE, sempre che venga riconosciuto, come già detto, il lavoro di promozione che la radio effettua in favore della musica. Se così non sarà la REA intende mettere allo studio un’azione sindacale che riconosca alle radio e alle tv  i diritti sul “format musicale e dell’intrattenimento”

Attività collaterali della REA

Nel quadro delle iniziative collaterali, la REA realizzerà il “1° corso di comunicazione” on line riservato alle emittenti associate che intendono innalzare il livello qualitativo nelle relazioni interpersonali e pubbliche. Il corso è stato commissionato ad una società specializzata negli studi superiori delle relazioni aziendali. Presto verranno rese note  le modalità di partecipazione.  

“La Milano Sanremo della canzone italiana” è un “format musicale e d’intrattenimento” che la REA ha voluto realizzare per  offrire alle radio, alle tv e agli artisti un anello di  congiunzione per la conquista del grande pubblico nella convinzione che “un microfono, una telecamera e una canzone possono fare una rivoluzione”. Ovviamente la nostra sarà una rivoluzione pacifica e artistica che porteremo, tappa per tappa, a partire dal 15 ottobre 2013 da Milano, per tutta l’Italia fino a Sanremo  2014. Le emittenti interessate ad ospitare la Milano Sanremo della canzone italiana possono prenotarsi scrivendo a ufficiostampa@reasat.it

E’ in corso di costituzione il Circuito Nazionale Televisivo “Le 100 TV” . Alle emittenti televisive interessate verrà inviata, in via riservatissima , una bozza dell’atto costitutivo. Come soci fondatori del circuito possono aderire solo le emittenti associate REA. Successivamente si potrà valutare l’ingresso anche delle emittenti non associate ma referenziate da almeno due soci fondatori.

Roma, 9 maggio 2013 

                                         Antonio Diomede, Presidente REA


LETTERA A CARDANI, PASSERA e  VARI

(Autorità, Ministero e Partiti dominanti hanno giocato sporco contro le emittenti locali)

Con riferimento alla conversazione del 20 marzo u.s., intercorsa tra Lei e la delegazione REA rappresentata dal Presidente Antonio Diomede, relativamente ai seguenti argomenti: 

  1. revisione delle metodologie relative al rilevamento degli ascolti radiofonici e televisivi;

  2. diversa destinazione dei sei canali televisivi, ex beauty contest;

  3. contenzioso accumulatosi sui diritti connessi con la Società Consortile Fonografici (SCF) e rinnovo convenzione SIAE/Associazioni su licenze diritto d’autore;

si torna a ribadire quanto segue 

  • Quanto al rilevamento delle indagini di ascolto, sia radiofonici sia televisivi, si invita l’Autorità a dettare regole ben precise affinché cessi definitivamente “il balletto dei numeri”  effettuato dalle società Eurisko e Auditel il quale finisce per danneggiare le emittenti locali, gli inserzionisti e i consumatori per via di dati e classifiche manipolabili ed incontrollabili per i quali, com’è noto, sono mediamente in gioco  4 miliardi di euro di pubblicità televisiva  e 500 milioni di euro di pubblicità radiofonica. In particolare si evidenzia il conflitto d’interessi della società Auditel il cui maggiore azionista (RAI e MEDIASET) opera con pieni poteri per rilevare il dato alle proprie imprese e alle concorrenti nazionali e locali creando turbativa e distorsione nei mercati della pubblicità e del consumo. Riguardo alla metodologia di rilevamento si sottopone all’attenzione dell’Autorità la necessità di determinare appropriati “Protocolli” ai quali le società rilevatrici dovranno attenersi per rendere trasparenti e “certificabili” le indagini. A tal proposito la REA ritiene superata sia l’indagine CATI (telefonica) sia l’indagine effettuata mediante “meter” e che sia giunta l’ora d’instradare il rilevamento attraverso la rete internet la quale, oltre a disporre milioni di indirizzi di posta elettronica, suddivisi per generi, età, professione e aree geografiche, consente la elaborazione dei dati in tempo reale, con assoluta trasparenza e con bassissimi costi di gestione. Pertanto la REA non riconosce le indagini Eurisko/Auditel e chiede all’Autorità che sull’argomento promuova un’indagine conoscitiva al fine di acquisire ulteriori elementi dagli operatori radiotelevisivi, dagli inserzionisti e dai consumatori per, poi, deliberare entro brevissimo tempo;

  • Quanto al ripristino della convenzione SIAE/SCF/Emittenti, con la quale determinare le condizioni di rilascio delle rispettive licenze, la REA chiede la convocazione del Tavolo sul Diritto d’Autore istituito presso l’Autorità;

  • Quanto alla destinazione delle sei frequenze televisive, ex beauty contest, la REA invita ancora una volta l’Autorità ad intervenire presso  il Ministro Corrado Passera affinché quelle risorse vengano utilizzate per riparare quel disastroso Piano di Assegnazione delle frequenze che se lasciato così com’è, oltre alla sterzata anticostituzionale,  in termini di “costo sociale e occupazionale” è prevedibile che si  spenda più di quanto si potrà ricavare dalla loro vendita.

A tal ultimo proposito, si coglie l’occasione per esprimere l’indignazione delle emittenti locali per  la spregiudicatezza con cui l’Autorità ha emesso la nuova delibera LCN 237/13/CONS.  Già in sede di consultazione pubblica la REA aveva denunciato l’atteggiamento compiacente dell’Autorità verso le emittenti nazionali MTV, DeeJay e la7, ultime arrivate sul video, di proprietà dei noti gruppi l’Espresso e Telecom ai quali, grazie ai loro appoggi politici e lobbistici,  è stato regalato il 7 – 8 e 9 del telecomando. Pertanto la REA contesta in toto la delibera 237/13/CONS  in quanto  il suo contenuto dimostra chiaramente che l’Autorità non solo non ha rispettato le sentenze del Consiglio di Stato, ma ha compiuto una spregevole azione punitiva verso 25 emittenti locali storiche cacciandole dal primo arco di numerazione del telecomando per confinarle nel secondo, settimo e decimo arco. A nostra memoria neppure l’ex  Garante Santaniello si sarebbe mai permesso di sbeffeggiare un settore editoriale che per importanza culturale, radicamento sul territorio e impiego di risorse occupa oltre diecimila addetti. La REA ritiene che siffatta Autorità non abbia il crisma dell’indipendenza e dell’imparzialità e che i suoi componenti, in toto, o quanto meno il Suo Presidente, persona di evidente buona fede, bene farebbero a trovare il coraggio di consegnare il mandato nelle mani di coloro che li hanno spinti a tali indegne deliberazioni; cioè nelle mani dei loro referenti politici quali unici responsabili dello sfascio generale del Paese.

Va detto che Autorità, Ministero e Partiti dominanti hanno giocato sporco contro le emittenti locali per favorire e rafforzare il Potere mediatico di un unico  soggetto che esercita, in pieno conflitto d’interessi, anche un notevole del Potere politico e finanziario. Il Piano di Assegnazione delle Frequenze televisive, giudicato dai Paesi confinanti “una schifezza”, lo dimostra. La delibera 237/13/CONS conferma come il PD, per non essere da meno nella spartizione del potere,  abbia inciuciato con il PDL rappresentato in Autorità.

Dunque, questi partiti, negando alle locali buone frequenze e un piazzamento dignitoso sul telecomando, hanno giocato con la loro vita riducendole allo stremo delle forze per una losca spartizione delle risorse dello Stato. 

Siamo vicini all’ultima spiaggia, pertanto le locali non sono disponibili a dare spazio a nessuno. Si tratta della salvezza di centinaia d’imprese editoriali e migliaia di famiglie che vengono gettate nelle braccia della disoccupazione, dell’usura e del mercato nero del lavoro. Quelle sei frequenze televisive destinate alla vendita per pochi denari, se fossero restituite all’emittenza locale, potrebbero salvarle da morte certa. Non si racconti la favola dei vincoli imposti dall’Europa. Si sa che è un comodo  alibi per organizzare una “finta vendita” in favore del noto personaggio che ha rovinato l’emittenza locale. Ma attenzione!  I radiotelevisivi locali sono ridotti così male da non avere più nulla da perdere. Sono i diseredati potenziali della società. Useranno tutti i mezzi leciti per cacciare dal potere i responsabili della loro rovina per farli ammanettare sempre che siano dimostrati i reati di cui hanno certezza. Si Sappia che la REA è dalla loro parte e  si batterà fino in fondo per il trionfo della legalità contro i sotterfugi e gli imbrogli commessi. Intanto, in via pregiudiziale la REA chiede un corretto dialogo e di presa in esame di tutte le problematiche fin qui esposte per portarle a giusta e positiva conclusione.  Il Prof. Angelo Cardani, il Ministro Corrado Passera e il Prof. Massimo Vari che ci leggono per conoscenza prendano atto di tutto ciò e abbiano la cortesia (senso di responsabilità) di prendere idonei provvedimenti prima che la situazione precipiti definitivamente.

Si rimane a disposizione per concrete soluzioni non per inutili chiacchiere.

San Cesareo, 22 aprile 2013             Antonio Diomede, Presidente REA


L’AGCOM E IL TELECOMANDO TV

(contro la vergognosa delibera di Cardani la REA ricorre all’Antitrust –  demoliamo il Palazzo AGCOM)

Scarica il ricorso  della REA

Il Presidente della REA, Antonio Diomede, lo aveva detto “…le Autority nostrane sono da riformare profondamente o da abbattere. Sono di nomina partitica e difendono solo gli interessi delle grandi lobby. Sono incorreggibili”. E’ ancora successo ciò che si voleva dimostrare. Il Paese, le Isituzioni hanno bisogno di un grande cambiamento in senso democratico e di partecipazione dei cittadini alle scelte della vita politica e sociale. Con la delibera AGCOM 237/13/CONS, pianificazione della numerazione dei canali tv sul telecomando, Cardani e la sua squadra di commissari di nomina partitica, ha tradito le aspettative del pubblico televisivo e delle emittenti locali che si aspettavano una gestione democratica del telecomando così come aveva ordinato il Consiglio di Stato annullando la precedente delibera fondata su criteri a dir poco indecorosi come quello relativo all’assegnazione LCN in base alle graduatorie dei Corecom sui contributi di sostegno all’emittenza locale che, come sappiamo, hanno generato una gran quantità di abusi di carattere penale. Grazie alla REA, non c’è più traccia di tale criterio nella nuova delibera LCN, dunque sembra che giustizia sia stata fatta, ma così non è in quanto,  raggirando l’Ordinanza del Consiglio Stato e non tenendo in alcun conto delle  osservazioni della stragrande maggioranza dei partecipanti alla consultazione pubblica, l’AGCOM, appoggiata in fase di ricorso TAR da FRT e AERANTI, ha “cacciato” le emittenti locali storiche dalle prime posizioni del telecomando sottraendo 25 numerazioni del primo arco, dal 1 al 99, per favorire le reti nazionali e le musicali MTV e DeeJay e La7 notoriamente sostenute dalle lobby agganciate ai partiti. Dunque questa volta non si tratta più di intraprendere una nuova lotta giudiziaria, che ovviamente la REA farà, ma di un affondo anche nel campo politico per “demolire il palazzo AGOM” in tutte le sedi a cominciare dalle sedi istituzionali italiane fino alla sede Europea. Intanto proprio oggi, 5 aprile 2013, alle ore 12.12, è stato depositato il primo ricorso all’Antitrust a firma del Presidente Diomede, per capire come la pensa la sorellina di Piazza Verdi riguardo alle ricadute della delibera 237/13/CONS sul mercato. Dopo di che, la REA  proseguirà con il ricorso al TAR del Lazio per chiedere ai Magistrati un nuovo annullamento della vergognosa delibera emanata dalla società AGCOM di Cardani & C.

 San Cesareo, 5 aprile 2013                                     REA – Radiotelevisioni Europee Associate


 

 

LA REA INCONTRA IL PRESIDENTE AGCOM ANGELO CARDANI

(l'Autorità è sottomessa al volere degli interessi delle lobby e del Potere Politico dominante)

 

L’annunciato incontro tra la REA – Radiotelevisioni Europee Associate e il Presidente AGCOM, Angelo Cardani, si è svolto il 20 marzo scorso presso la sede dell’Autorità di Roma. Il Presidente della REA, Antonio Diomede, assistito dai consiglieri Salvatore Riso per il settore radiofonico e Gabriele Betti il per il settore televisivo, ha francamente rappresentato al Prof. Cardani l’elevato grado di sofferenza dell’emittenza locale in ordine alle problematiche collegate alla ingestibile pianificazione delle frequenze, alle indagini di ascolto radiofoniche e televisive, al cattivo esercizio del diritto d’autore da parte di SIAE e SCF che penalizza radio, tv, autori, editori, artisti e operatori della comunicazione artistica e del mercato discografico indipendente. Un particolare richiamo è stato manifestato dal Presidente Diomede sulla necessità di introdurre una delibera LCN (numerazione automatica canali sul telecomando) rispettosa della presenza storica delle emittenti locali sul territorio piuttosto che privilegiare le nazionali musicali “ultime arrivate” sul video. L’incontro si è concluso con una presa d’atto del Presidente Cardani sullo stato di disagio del settore impegnandosi a esaminare con la massima attenzione le proposte della REA anche mediante la convocazione dei Tavoli già istituiti sulle indagini di ascolto e sul diritto d’autore. Al termine dell’incontro, Antonio Diomede, ha dichiarato “… ho avuto l’impressione che il Prof. Cardani si trovi a presenziare un’Autorità che non potrà fare nulla di nuovo rispetto alla precedente gestione Calabrò sottomessa al volere degli interessi delle lobby quale espressione delle congregazioni dei partiti che hanno governato il Paese. Pertanto se entro breve tempo non vedremo una inversione di rotta dell’AGCOM, sulla sua indipendenza dal Potere Politico dominante, svilupperemo nel Paese e nel Parlamento neo eletto una forte azione di riforma dell’Autorità e lavoreremo per la demolizione del palazzo”.

 

San Cesareo, 24 marzo 2013                                REA - Radiotelevisioni Europee Associate


 

 

 

GLI INCORREGIBILI - LAVORIAMO PER DEMOLIRE IL PALAZZO

(il comunicato stampa LCN dell'Autorità è una provocazione per la demolizione dell'AGCOM)

 

Lo avevano detto durante le consultazioni e lo hanno fatto: "nonostante l'annullamento della delibera LCN ordinata dalla Magistratura, faremo come ci pare". Il comunicato stampa è semplicemente scandaloso e dimostra che per queste Autorità non esiste una cura: BISOGNA LAVORARE PER DEMOLIRLE. I legali della REA sono stati allertati per individuare le possibili crepe di legittimità per impugnarla nuovamente davanti al TAR.  Presto le ulteriori notizie.

 

San Cesareo, 21 marzo 2013

 


 

PAPA FRANCESCO

  • Il Papa della speranza;
  • Il Papa che ha raccolto in preghiera tutto il mondo per un futuro nel quale trionfi la giustizia dei poveri e il rispetto per gli umili come San Francesco ci ha insegnato; 

Deo gratias

San Cesareo, 14 marzo 2013

                                        Antonio Diomede, Presidente REA – Radiotelevisioni Europee Associate


 

SWITCH OFF TELEVISIVO

ESPOSTO DELLA REA ALLA PROCURA DI ROMA

(per presunti gravi reati commessi dalla Pubblica Amministrazione)

 

 

E’ pronto l’esposto che l’associazione intende presentare alla Procura di Roma contro il MISE e il Dipartimento Comunicazioni per le presunte procedure illegali e accomodamenti messi in atto sia nella formazione dei bandi per l’assegnazione delle frequenze televisive digitali sia nella compilazione e gestione delle graduatorie. I reati più comuni ipotizzati sono turbativa d’asta, falso ideologico, falso in atto pubblico, abuso di potere. In qualche caso non è esclusa la concussione.

 

Pertanto, le imprese televisive locali che ritengono di essere state ingiustamente escluse dalle suddette graduatorie regionali in quanto sono a conoscenza di atti falsi e comportamenti clientelari da parte delle Direzioni del Dipartimento e/o della Fondazione Bordoni, sono invitate a esporre il caso in via riservatissima scrivendo a antonio.diomede@postacertificata.gov.it

 

Fatti e circostanze, raccontati in una breve ma chiara esposizione, devono essere accompagnati da documenti o indizi verificabili. Ai fini dell’esposto giudiziario, l’associazione prenderà in esame quelle segnalazioni che, a suo insindacabile giudizio, saranno ritenute meritevoli di una possibile attenzione da parte dei Magistrati. Nel lungo e tortuoso cammino “per il rispetto la legalità”, ancora una volta, la REA è fiduciosa nella vittoria finale della giustizia.

 

La raccolta delle segnalazioni verrà chiusa il 31 marzo 2013.

 

San Cesareo, 11 marzo 2013          

                                                            Antonio Diomede, Presidente REA - Radiotelevisioni Europee Associate


INDAGINI DI ASCOLTO RADIOFONICHE

(Tavolo tecnico dove di giocano 500 milioni di euro – l’AGCOM ha accettato di invertire la rotta)

 Il Tavolo tecnico di ieri, 7 marzo 2013, sulle indagini di ascolto radiofoniche, istituito dall’Autorità a seguito del fallimento di Audiradio, del quale fanno parte RAI, Reti nazionali e Associazioni delle radio locali ha preso atto della legittimità della richiesta della REA mirata ad affrontare con carattere di urgenza l’esigenza di istituire un Protocollo tecnico che certifichi le indagini CATI (telefoniche). La presa d’atto è stata accettata a seguito all’intervento della Direzione Multimediale AGCOM dopo la pressione della REA per indire una consultazione pubblica che determini le regole dell’indagine alle quali le società rilevatrici dovranno attenersi a beneficio del mercato della pubblicità, degli inserzionisti investitori, del consumatore  e delle emittenti che fanno ascolti reali non manipolabili come è ieri accaduto con Audiradio e come oggi accade con Eurisko. La proposta della REA si articola  su cinque punti: 1) ampliamento (anche on line) del campionamento a 210 mila soggetti per consentire il rilevamento delle emittenti, piccole, medie e grandi; 2) interviste non superiore a 5/7 minuti per non stancare l’intervistato; 3) accesso trasparente alle iscrizioni; 4) chiare modalità di pubblicazione dei dati; 5) assegnazione diretta della pubblicità (agenzia-emittente) con pubblicazione delle relative quote al fine di stroncare alla radice l’intermediazione parassitaria. Il tutto in libera concorrenza tra le società rilevatrici ai fini della richiesta economica e delle modalità di pagamento con proposta di defiscalizzazione della spesa dell’indagine a carico dell’emittente e della pubblicità commissionata dagli inserzionisti. Pertanto il Presidente della REA, ha inviato al Presidente AGCOM, Angelo Cardani, una lettera in cui sollecita la Consultazione pubblica alla quale, ovviamente,  potranno partecipare anche le associazioni dei consumatori e gli inserzionisti indipendenti nazionali e locali.

 Roma, 08 marzo 2013      

                                                                            REA – Radiotelevisioni Europee Associate


SONO STATI PUBBLICATI I DATI DI ASCOLTO EURISKO

"L'Arbitro è il venduto"

(scarica il video)

Premio REA 2013 a Giulio Gargia per l'opera editoriale "L'arbitro è il venduto" dove si raccontano gli errori, le manipolazioni, le distorsioni, i segreti degli istituti di rilevazione che governano la radio in Italia. In particolare si racconta il modo con cui prima Audiradio ora Eurisko divulgano i numeri che arbitrano la delicata partita delle audience su cui "star e autori" dei diversi programmi ma anche giornalisti e pubblicitari si giocano le loro fortune. Un match che però coinvolge anche tutti noi, nella tripla veste di editori, ascoltatori e consumatori. Una partita che li vede disposti a tutto per conquistare il tempo della nostra attenzione che ha una posta in gioco che vale 500 milioni di euro l'anno. La tesi di Giulio Garcia è confermata dalla testimonianza del Presidente della REA, Antonio Diomede, il quale denuncia pubblicamente l'inerzia dell'Autorità nel mettere ordine nel mercato della pubblicità preda di avvoltoi di varia natura, ma che inquieta non poco il ruolo svolto dall’Autorità su tale delicata questione. L'opera sarà presentata nella Conferenza stampa del 14 marzo 2013, alle ore 19.00, presso la Biblioteca di Villa Leopardi Roma. Euromedia editore, 136 pagine, copertina di Patrizia Di Terlizzi. L'anteprima è stata svolta a Sanremo il 15 febbraio 2013 durante il convegno Musica & Informazione.


LETTERA APERTA AL PROF. ANGELO CARDANI PRESIDENTE AGCOM

(continua il balletto dei numeri sui dati di  ascolto – la REA chiede ancora una volta un “Protocollo tecnico”  – in tempo di crisi economica e di valori democratici è forse chiedere troppo? In assenza di positiva risposta la REA abbandona il Tavolo tecnico sulle indagini radiofoniche) 

Il Prof. Cardani, Presidente AGCOM, di recente nomina, proveniente dalle fila “Monti”  continua  a fingere di non sentire quando  la REA, insistentemente, gli chiede di prendere di petto la annosa questione delle indagini di ascolto per mettere ordine nel mercato della pubblicità preda di avvoltoi di varia natura. Il Chiarissimo Professore, molto chiaro nel disinteresse per le sorti del pluralismo radiotelevisivo in Italia, non può non aver presente che le indagini di ascolto orientano il mercato della pubblicità che, a sua volta, è governato dalle Agenzie della pubblicità pilotate dalle lobby della comunicazione con a capo i fidi  uomini di Berlusconi che, a loro volta, determinano la vita o la morte, la fortuna o la sfortuna, delle emittenti radiofoniche o televisive locali. Se il Professore ha qualche dubbio in proposito, ma non credo, c’è un’ampia letteratura in materia che va dal lavoro editoriale della Gisotti “La favola di Auditel” all’ultima edizione di Giulio Gargia “L’Arbitro è il venduto” - la radio dopo Auditel -, dove potrà apprendere una serie di fatti, ragionamenti e commenti di “gente”, se mi consente, che di queste cose ne sa parecchio.Il sette marzo 2013, gli operatori del settore, pertanto anche la REA, sono stati convocati intorno al Tavolo Tecnico per un chiarimento sulla utilità dei meter nelle indagini radiofoniche come avviene da anni nella tv.  A tal proposito la REA ribadisce le necessità di proseguire nella sperimentazione di qualsiasi strumento tecnologico disponibile, ma insiste con forza nella necessità di definire un Protocollo tecnico per le indagini CATI (telefoniche) articolato su cinque punti: 1) ampliamento del campionamento (anche on line) a 210 mila soggetti per consentire il rilevamento delle emittenti locali non metropolitane; 2) interviste non superiore a 5/7 minuti per non stancare l’intervistato; 3) accesso trasparente alle iscrizioni; 4) chiare modalità di pubblicazione dei dati; 5) assegnazione diretta della pubblicità (agenzia-emittente) con pubblicazione delle relative quote al fine di stroncare alla radice l’intermediazione parassitaria.  Il tutto in libera concorrenza tra le società rilevatrici ai fini della richiesta economica e delle modalità di pagamento con proposta di defiscalizzazione della spesa dell’indagine a carico dell’emittente  e della pubblicità commissionata dagli inserzionisti.In tempo di crisi economica e di valori democratici è forse chiedere troppo? Lasciamo al Professore la risposta che si spera arrivi il sette marzo durante i lavori del Tavolo Tecnico. In assenza di risposta la REA abbandonerà il Tavolo considerandolo “inutile spreco di tempo e di danaro pubblico” informando l’opinione pubblica e le forze politiche.

San Cesareo, 4 marzo 2013              Antonio Diomede, Presidente REA


LA REA CHIEDE A BERSANI LE PRIMARIE SUL PROGRAMMA E SULLA SQUADRA DI GOVERNO

(sarebbe una seria dimostrazione di come si può e si deve cambiare)

Com’è noto la campagna elettorale è stata caratterizzata da molta demagogia e poca concretezza e chiarezza programmatica.  Gli elettori non hanno avuto modo di conoscere i programmi di governo per, realisticamente, uscire dalla crisi. Perfino il prof. Monti si è perso quando si è trattato di spiegare agli italiani cosa fare posto che l’Europa è incapace di darci una mano. Avremmo anche gradito, ma forse sarebbe stata troppa grazia, conoscere anche la squadra di governo chiamata a rispettare i programmi. Quest’ultimo punto è molto importante in quanto, noi elettori, avremmo potuto giudicare in anticipo, la serietà politica e la competenza dei futuri ministri e sottosegretari in comparti strategici come le finanze, lo sviluppo economico, la sanità, le politiche sociali, le comunicazioni.  Ad esempio,  quando Bersani parla di mettere subito in cantiere una legge “ad hoc” sul conflitto d’interessi non sappiamo esattamente cosa intende dire e fare. Non sappiamo se intende restituire ai cittadini quel “bene comune”  chiamato “Frequenze” che il signor Berlusconi, in pieno conflitto d’interessi, ha fatto suo per rafforzare quel potere mediatico attraverso il quale domina, indisturbato,  radio, tv, satelliti, torri telefoniche, siti trasmissivi, aziende di produzione di apparati, aziende di manutenzione impianti, aziende di produzione televisiva e cinematografica, giornali, riviste, aziende di pubblicità, aziende di indagini di ascolto. Bersani non dice se quei sei canali televisivi disponibili saranno utilizzati per risanare quella pietosa pianificazione televisiva digitale AGCOM di cui tutta l’Europa ci deride e per salvare il pluralismo radiotelevisivo, intenso come “pluralismo nel possesso dei mezzi trasmissivi”, o  se vorrà metterli all’asta per farne merce di scambio con le Telecoms.  Transeat, su questi argomenti che si sarebbero dovuti discutere durante la campagna elettorale, ma ora chiediamo a Bersani una svolta democratica per la riconquista del Primato della politica nella quale il cittadino abbia la possibilità di sentirsi, non governato, manipolato, ma protagonista di un processo di rinnovamento  per il quale la parola d’ordine dovrà essere  “si può e si deve cambiare”. La REA, pertanto, chiede  che prenda l’iniziativa di indire le Primarie per approvare il suo piano di governo con la relativa squadra di ministri e sottosegretari impegnati ad attuarlo in modo da presentarsi di fronte alle Camere forte del consenso popolare lasciando, così,  alle altre forze politiche la possibilità di migliorarlo o la responsabilità dell’eventuale sfiducia per le sorti del Paese.

San Cesareo, 1 marzo 2013                      Antonio Diomede, Presidente REA


BASTA CON GLI IMBROGLI E' ORA DI GIOCARE A CARTE SCOPERTE

(gli italiani si sono espressi con il voto nella più completa falsità ideologica)

Vedo, un po divertito, ma non tanto, tutti i giorni in tv e sulla stampa le varie tesi sull'analisi del voto degli italiani. Nei dibattiti radiotelevisivi e sui giornali si ascoltano e si leggono le più fantasiose motivazioni per giustificare il pauroso vuoto politico e di potere creatosi in un paese europeo, l'Italia, dopo quello del 1918-1922 per il quale Mussolini marciò su Roma, e quello tedesco della repubblica di Weimar del 1929-1933 a causa del quale un imbianchino, un certo Adolf Hitler, diede vita alla più spietata dittatura mai esistita dai giorni della Creazione. Giornalisti e politici, ognuno dice la sua in base alle proprie idee o posizioni del proprio partito, ma tutti sono d’accordo nell’affermare che  "il risultato del voto, piaccia o non piaccia è l'espressione del popolo e come tale, in democrazia, va rispettato". Tutto Ok, sembra non ci sia nulla da dire. Invece, per come si è svolta la campagna elettorale ci sarebbe tanto da dire. Infatti in una “vera democrazia”, quella sancita dalla Costituzione per capirci, l’elettore non va confuso e, soprattutto, durante la campagna elettorale non dovrebbe essere ammesso  “il falso ideologico” che, oltre tutto, è punibile dal codice penale (artt. 476,477 e 478). Invece la campagna elettorale si è svolta con lo stile “del mercato delle vacche” dove tutto si compra a buon prezzo. Abbiamo assistito a leader politici e candidati che promettevano falsamente di tutto pur di carpire la buona fede dell’elettore per accaparrarsi il voto. Berlusconi ha promesso il rimborso dell’IMU sulla prima casa tant’è che alcuni pensionati sociali subito si sono presentati alle Agenzie delle Entrate per richiedere il modulo di rimborso. Così di voti ne ha presi un botto e c’è mancato poco che non vincesse ancora! Ma non è tutto; ha anche promesso un condono tombale senza specificare per chi e per cosa. Bersani ha promesso un po di tutto e un po di niente. Ha perfino, vagamente, detto che avrebbe rivisto la “Gasparri” e il “conflitto d’interessi”. Grillo, ha promesso  di togliere tutti i privilegi alla classe politica. D’accordo, ma quando promette la riforma del Paese non sa di cosa parla. Non sa che, ad esempio, Berlusconi & C. anche se dovessero essere sbattuti fuori dal Parlamento, continueranno a governarci almeno per altri dieci anni attraverso i suoi uomini piazzati nei posti di comando dell’amministrazione pubblica. Ad esempio, nei Ministeri, i Capi di Dipartimento, i Direttori Generali e tutto lo staff dirigenziale è occupato dai suoi fedelissimi e fino a quando non andranno in pensione, con le laute liquidazioni che si ritrovano, sono inamovibili. Altro esempio. Le Autority italiane sono nominate dai capi dei Partiti. Pertanto l’AGCOM e l’Antitrust, fino a scadenza (ma sono state appena nominate) sono dominio di Monti e Berlusconi. In queste condizioni, qualsiasi riforma verrebbe uccisa prima di nascere e quand’anche nascesse verrebbe boiocottata nella pratica attuazione. Poi, nel nostro settore, ci sono i Corecom di nomina partitica. Tutte bocche da sfamare che come uccellini appena nati vorrebbero prendere il volo per dominare lo spazio politico insieme alla mamma. Infine ci sono le lobby, sempre pilotate in maggioranza da Berlusconi, pronti a minacciare crisi di mercato se non si soddisfano le loro tasche.  Allora che si fa? Preso atto che ci stiamo giocando la democrazia e se ciò non è ancora avvenuto lo dobbiamo proprio a Grillo che è riuscito ad ammortizzare la rabbia dei giovani e di larga parte dei lavoratori e del ceto medio attraverso la formazione del Movimento 5 Stelle; considerata l’inesperienza “governativa” dei singoli senatori e deputati eletti nel Movimento 5 Stelle; bisognerebbe aiutarli a capire come “gira il mondo della burocrazia ministeriale e delle lobby” in modo da non farsi abbindolare (circuire) da codesti abilissimi signori veri professionisti nel farsi i cazzi propri a scapito del Paese. Scusate lo sproloquio, non lo farò mai più, ma mi è venuto spontaneo nella penna e mi spiace cancellarlo. Per quanto ci riguarda noi siamo a disposizione nell’interesse generale del Paese. Antonio Diomede


CON MINISTERO E AUTORITA' NON SI PARLA PIU' - OCCORRE UNA FORTE AZIONE POLITICA PER RIPRENDERE IL DIALOGO

E' caos generale nel settore televisivo italiano. I Paesi esteri ridacchiano alle nostre spalle e ci giudicano incapaci, arruffoni e litigiosi. L'incapacità l'hanno giudicata dal modo con cui abbiamo portato a termine lo switch off televisivo. Una pasticciata, incoerente pianificazione AGCOM ha fatto salire alle stelle il contenzioso con l'estero; mentre una normativa ministeriale penalizzante per le locali ha creato il caos generale in tutto comparto televisivo italiano e nell'utenza con gravissimi disservizi di copertura. Cosa dire, poi, della normativa LCN e dei Bandi farsa? Le sentenze del TAR e del Consiglio di Stato parlano chiaro. La delibera LCN è stata clamorosamente annullata grazie alla nostra tenacia. I Bandi farsa, man mano che i ricorsi vengono discussi, sono tutti da rivedere sia per gravissimi difetti d'impostazione sia per la carenza di istruttoria. Ma non è finita qui. Sulle procedure con cui sono stati determinati i punteggi si stanno affacciando inquietanti interrogativi che, prima o poi, come nel 1993, la Magistratura Penale dovrà occuparsene. Non vogliamo anticipare nulla, ma abbiamo fondati sospetti di manipolazione dei dati, specie quelli sulla copertura e sul numero dei dipendenti. Un'altra questione si sta affacciando. E' quella relativa, a nostro avviso, al mantenimento dei requisiti per cui si è vinta la gara.  Ci sono, ad esempio, furbetti che hanno truccato la gara facendo comparire un esercito di dipendenti che il giorno dopo l'assegnazione del canale e del titolo abilitativo hanno regolarmente licenziato..... Operazioni simili si sono potute fare grazie alle maglie troppe larghe contenute nei bandi farsa. Il risultato di tutto questo è il CAOS GENERALE introdotto in tutto il settore dal noto personaggio che ben conosciamo e che, nonostante tutto, è massicciamente presente in viale America e via Molise

La morale della favola è che con questa dirigenza ministeriale non abbiamo alcuna possibilità di dialogo. Pertanto, tappandoci ben bene il naso, dobbiamo riallacciare un rapporto con la politica e con i possibili partiti che andranno al governo, ovviamente, escludendo quei partiti che ci hanno rovinati: Lega e PDL.

A tal fine la REA ha preparato un documento da consegnare ai politici con cui si viene a contatto durante la campagna elettorale nel quale sono indicati i principali problemi sofferti dalle locali. Il documento è anche utile per stabilire un contatto stretto con il politico anche dopo la campagna elettorale.

Inoltre, si è pensato di sfruttare l'occasione sanremese per invitare ad un dibattito pubblico a Sanremo sia Bersani che Monti. Sarà difficile che vengano? non si sa mai, la campagna elettorale e Sanremo facilitano....e poi Sanremo è sempre Sanremo.

Vi ringrazio per avermi letto con attenzione e, come sempre, ricordate di essere sempre ottimisti, tenaci e uniti con la REA. Se ancora non sei iscritto alla REA, fallo ora, è il momento giusto. Da soli si perde! Rimanere in AERANTI e in FRT è un suicidio annunciato. Comunque, fate vobis.

San Cesareo, 01 febbraio 2013

                                                                  Antonio Diomede, Presidente REA 


IL NUOVO REGOLAMENTO SULLA EROGAZIONE DEI CONTRIBUTI ALLE TV LOCALI

(un altro polpettone elaborato nelle stanze delle teste d’uovo del Ministero)

 SCARICA LA PROPOSTA REA

L’attuale Regolamento che disciplina la erogazione dei contributi, ex legge 448/98, alle tv locali sta per andare in pensione dopo lunghe battaglie associative, tutte impostate e portate avanti dalla REA,  dovute a  norme che hanno consentito accaparramenti fraudolenti di risorse economiche da parte di soggetti che meriterebbero la galera ma che, si sa,  in Italia, per così poco… in galera non ci va nessuno.  

Il Regolamento in vigore porta la firma di Gasparri e Tremonti. Le tv locali lo conoscono benissimo per aver regalato in questi anni milioni e milioni di euro a pochi accaparratori di professione a scapito di centinaia di imprese sane ed oneste che hanno lottato all’infinito per reggersi in piedi.

Furono le “boiate” del secolo studiate e messe in piedi con il crisma della legalità dai Governi dell’epoca (Berlusconi I e Berlusconi II) per ringraziare e accontentare “gli amici” e “gli amici degli amici”  per averlo aiutato a vincere lo scontro elettorale del 2001.  

Con la stessa logica, e nello stesso periodo, fu emanato un altro Decreto boia. Il Decreto 24 ottobre 2001, n.407, a favore del quale furono stanziati 351,8 miliardi di lire in tre anni, in previsione dell’adeguamento tecnologico e al piano di assegnazione delle frequenze.

Non ci risulta che l’Amministrazione dell’epoca, a fronte di esose erogazioni, abbia mai effettuato verifiche sull’impiego effettivo del danaro pubblico e sulla rendicontazione autentica  delle “pezze d’appoggio” allegate alle domande miliardarie. Una di queste, forse la più eclatante, si vociferava nei corridoi di Viale America in una giornata afosa del mese di agosto del 2003, fu quella di una emittente del Veneto che presentò un conto da capogiro che fruttò un rimborso di ben 5 milioni di euro, pari a più di 10 miliardi di lire…. Non si saprà mai se tali voci erano fondate o meno. Certo è che quella emittente si è estesa a livello nazionale e che ci piacerebbe sapere come abbia fatto e con quali mezzi.

Transeat sul passato? Se queste note dovessero ricadere nelle mani di qualche volenteroso Magistrato, decida lui se aprire o meno  una inchiesta. Fatto è che ora il Ministero, come nel 2004, è alle prese di una bozza di un  Nuovo Regolamento che per “scaramanzia” ha posto in consultazione pubblica senza prevedere il rituale scambio di opinioni con le associazioni a meno che non l’abbia fatto senza dar conto a quei rompiscatole della REA; cioè noi sottoscritti che lottiamo per la trasparenza e la legalità.

Il Ministero dello Sviluppo Economico è nelle mani di Passera e dei suoi uomini, ma pare che a decidere cosa bisogna fare sia l’apparato del Dipartimento per le Comunicazioni dove ai posti di comando c’è l'apparato berlusconiano. La Bozza somiglia più alla politica del conflitto d’interessi del Cavaliere e alle posizioni scissionistiche della Lega che alle posizioni dei Professori.

Vediamo nel merito cosa propone il Ministero per poi giudicare se, rispetto a quanto sopra detto, c’è qualcosa di buono e di  nuovo. Se si legge la Bozza ministeriale tutto d’un fiato sembra ottima rispetto al passato, ma se si comincia a leggerla piano, piano e con attenzione, avendo la pazienza di esaminare tutti i salti di articoli e commi inseriti in altre parti del documento, viene fuori la delusione per aver constatato che, rispetto alla passata gestione berlusconiana, nulla o poco è cambiato.  In somma è un altro “polpettone” sfornato nelle stanze delle “teste d’uovo” del Dipartimento ovvero di coloro che hanno fatto un gran casino con la pianificazione e l’assegnazione delle frequenze televisive che ha prodotto la chiusura di centinaia di emittenti e la perdita di 2800 posti di lavoro.  

In sostanza, cosa dice la bozza del Nuovo Regolamento? Dice che:

  1. il 68,5% del contributo nazionale va ripartito tra le regioni in base alla popolazione residente. Ciò significa che le regioni più popolose prendono più contributi delle piccole regioni. A conti fatti ne consegue che:
  • alle sette regioni del Nord Italia verrebbero assegnati       €  38.500.000
  • alle sette regioni del Centro Italia verrebbero assegnati    €  32.000.000
  • alle sei regioni del Sud Italia verrebbero assegnati            €  29.400.000

Non c’è che dire, con una sperequazione di nove milioni di euro tra le aree più ricche e quelle depresse del centro sud e delle regioni più piccole del nord, le teste d’uovo hanno dimostrato  da quale parte stanno e per chi lavorano.

Ma non è tutto. La somma così determinata per ciascuna regione, poi, viene assegnata:

  • in misura del 50% alle imprese che hanno alle dipendenze tanti giornalisti (la casta protetta dalla FNSI);

  • in misura del 50% in base agli indici di ascolto AUDITEL (non abbiamo parole sufficienti per apostrofare l’idea senza incorrere in qualche querela);

   2. il 28% del restante contributo nazionale viene ripartito tra i partecipanti sulla base di una graduatoria nazionale:

  • in ragione del 30% per numero di telegiornali trasmessi durante l’anno (repliche escluse) della durata di almeno 20 minuti cad. (evidentemente per giustificare la mole di giornalisti che si prevede di assumere);

  • in ragione del 20% per la programmazione annua riservata alle persone con disabilità sensoriali o cognitive (nulla da dire, ma il costo di tale civile servizio sociale  dovrebbe essere a totale carico dello Stato);

  • in ragione del 20% per il costo sostenuto per gli altri dipendenti (senza prevedere incentivi per le nuove professioni e  specializzazioni di cui una moderna emittente televisiva ha bisogno)

  3. Il restante 3% del contributo nazionale è assegnato alle emittenti comunitarie in base a una graduatoria nazionale (ma la proposta è subdola. Infatti fa riferimento alla delibera 353/11/CONS, articolo 1, comma 1, lettera f) che parla di fornitori di contenuti comunitari nazionali e locali. Ma le comunitarie nazionali cosa c’entrano con i contributi riservati alle locali?);

Per finire, la Bozza del  Nuovo Regolamento prevede l’obbligo di certificazione del  bilancio delle imprese televisive che chiedono i contributi da   società di revisione iscritta alla CONSOB (roba da 10.000 euro!!);

Nella Bozza non si parla di snellire le procedure per erogare puntualmente i contributi che se attuate, come ha dimostrato la REA, si risparmierebbero ben 878.400 euro. Non si parla come sostenere le ingenti spese sostenute dalle emittenti per l’adeguamento degli impianti alla pianificazione. Non si parla della tutela del pluralismo dell’informazione così come prevede la legge 448/98.

Le altre preziosità elaborate dalle teste d’uovo con le puntuali osservazioni e controproposte della REA  sono state descritte in modo analitico nel documento  che può essere scaricato dal sito dell’associazione www.reasat.it/content/documenti/doc_rea_regolamento_448.pdf

San Cesareo, 18 gennaio 2013          REA - Radiotelevisioni Europee Associate


ANNO DOMINI 2013

(si ricomincia con fiducia e tanta tenacia – la REA chiede a tutte le forze politiche in competizione cosa intendono fare per restituire alle emittenti locali le negate libertà costituzionali – le emittenti appoggeranno le forze politiche che prendono precisi impegni per salvare 350 imprese e 2800 lavoratori)

Aderisci alla REA

Noi della REA, abituati come siamo alla sofferenza, di fronte alla crisi e alle angherie subite in tutti questi anni dalla mala politica e dalla mala gestione di interi comparti istituzionali non ci arrendiamo. Anzi, la nostra tempra si fa più dura e , come per miracolo, ci sentiamo più freschi e più tosti di prima. Abbiamo lasciato alle spalle un anno disastroso per l’economia del Paese a causa di politiche sbagliate portatrici di interessi particolari piuttosto che d’interessi generali e di tutela dei diritti costituzionali. Così i ricchi sono diventati più ricchi mentre i poveri sono diventati più poveri. Chi pagava già tante tasse, ne paga ancor più grazie alla falsa concezione “montiana”  di credere nel pareggio di bilancio dello Stato attuando, si, una politica economica rigorosa, ma unicamente a carico dei piccoli e medi imprenditori, dei lavoratori, dei pensionati. Il risultato della politica attuata dall’illustre Professore è sotto gli occhi di tutti. Ampie fasce del ceto medio sono state letteralmente scaraventate  verso la povertà; i poveri verso la disperazione. Senza scomodare le grandi filosofie di politica economica liberiste e marxiste, già Quintino Sella, storico ministro delle finanze (1864-73), intuì che per risanare il bilancio dello Stato dell’epoca era necessario adottare misure fiscali rigorose, impopolari, ma efficaci per la rapidità con cui si riesce a rastrellare risorse. Quintino Sella, però, non essendo legato a particolari interessi economici (lobby), fece ciò che qualsiasi persona onesta avrebbe fatto al suo posto. Cioè, andò a cercare i soldi soprattutto lì dove c’erano, scontrandosi con i ceti alti e, perfino, con la Chiesa quando decise di mettere in vendita alcune sue proprietà. Il risultato fu una generale ripresa economica del Paese nonostante le grandi agitazioni della classe operaia dovute più per motivi ideologici che di persecuzione fiscale. La differenza tra Quintino Sella e Monti è abissale in termini di ideali, di stile e di interessi. Che Monti, una volta al Governo, non si sarebbe mai impegnato in “politica”, non ci ha creduto mai nessuno e stupisce il fatto che Napolitano abbia sostenuto che “in quanto senatore a vita, Monti, non avrebbe potuto presentarsi nella competizione elettorale”. Ingenuo Napolitano? Troppo furbo Monti? Alla fine un intero Paese è stato gabbato da un manipolo di Professori tutti, più o meno,  impegnati nella difesa degli interessi del Potere Finanziario; cioè di quel Potere che nel 2009 fu capace di mettere in crisi l’intera economia occidentale per l’uscita dalla quale gli Stati Uniti di Obama pagarono a suon di miliardi di dollari il risanamento del sistema bancario americano. Sono favole? Si pensi ciò che si vuole, ma i fatti sono tutti lì. Basta fare mente locale e ricordare la feroce lotta  in atto tra i noti poteri forti degli ultimi vent’anni per capire il senso della competizione elettorale che stiamo vivendo. Essi sono: il Potere  Finanziario, il Potere Mediatico, il Potere Partitico, il Potere Giudiziario e il Potere Militare il (apparentemente dormiente), tutti discretamente super sorvegliati dal Potere temporale della Chiesa.  

Il Potere Partitico, inteso come espressione del nobile  Primato della politica, subì gravissime perdite con la fine della prima Repubblica per mano del Potere Giudiziario che decise di entrare in politica con “Italia dei Valori” di Antonio Di Pietro. 

Negli anni ’90, il nascente Potere Mediatico, costituitosi in partito con “Forza Italia”, ebbe il sopravvento governando un ventennio per, poi, capitolare nel 2011. E’ già accaduto che ogni venti anni ogni forma di potere politico finisce per logorarsi. E’ successo con il ventennio fascista del ‘21, il ventennio democristiano del 47’, il ventennio del centro sinistra del 63’ e il ventennio berlusconiano del 94’-2011 

Sulle ceneri della sconfitta del Potere Partitico del 94’ e Mediatico del 2011 si è fatto prepotentemente fatto avanti il Potere Finanziario, rappresentato dai Professori di Monti i quali, dopo aver giurato al Capo dello Stato di volere “il bene del Paese” e di svolgere una “missione francescana”, rinunciando perfino allo stipendio (non è vero naturalmente!), ora li vediamo in campagna elettorale nella disperata lotta per mantenersi le “poltrone di governo” ricevute come manna dal cielo del Quirinale non si capisce ancora bene per quali particolari meriti se non quelli di essere stati professori della Bocconi e consulenti dell’alta finanza e dei banchieri europei. 

Lo scenario dell’attuale campagna elettorale, dunque, è una partita  tra questi tre poteri “forti”, arbitro il Vaticano,  i quali si stanno contendendo il governo del Paese con le stesse regole elettorali del “porcellum” in modo da poter controllare “uomini e mezzi” che andranno a far parte del nuovo Parlamento. 

A proposito di mezzi, in tale lotta di potere, il controllo dei mezzi di comunicazione è fondamentale per vincere o perdere la battaglia ed è questa la ragione per cui il cav. Berlusconi è ridisceso nuovamente in campo. Lui, non fidandosi di nessuno, vuole personalmente difendere ciò che si è “donato” in un ventennio di “governo di conflitti d’interessi”.   

Sono stati i venti anni di consolidamento delle Reti Mediaset e di distruzione pianificata dell’emittenza locale per mano del suoi vassalli Gasparri & Romani e con la complicità della Lega. Per noi radiotelevisivi, pensare di rimettere al governo lui e i suoi alleati significa suicidarci!!!!!   

Le valutazioni sulle altre forze politiche in campo, ognuno faccia da sé, ma attenti ai “montiani” cioè alle Banche e ai banchieri …..

Allora che si fa? Non dobbiamo certamente mollare. Dobbiamo guardare a quel po’ di nuovo che sta emergendo per la riconquista del Primato della politica quale unica via d’uscita per risolvere la crisi economica del Paese che, fondamentalmente, è “crisi di valori” etici, morali e culturali.

In tal senso, la REA è impegnata nella campagna elettorale ma ciò non significa che abbia preso “partito”. La REA è e rimane apartitica però appoggerà quelle forze politiche che s’impegneranno nella difesa dei diritti costituzionali come le libertà di comunicazione e informazione,  la libertà d’impresa per la massima occupazione in uno Stato che mantenga alto il livello della dignità umana con adeguata assistenza sociale e previdenziale.

Pertanto è intendimento della REA chiedere a tutte le forze politiche in competizione cosa intendono fare per restituire alle emittenti locali le negate libertà costituzionali per le quali negazioni il Governo Berlusconi, con il suo conflitto d’interessi, ha provocato la chiusura di 350 emittenti e il licenziamento di 2800 lavoratori. In particolare, la REA, intende chiedere quanto segue:

1.    Riassetto del sistema radiotelevisivo

a)   revisione del piano di assegnazione delle frequenze televisive con esplicito impegno a recuperare le sei frequenze dell’ex beauty contest da destinare all’emittenza locale in modo tale da far rientrare in graduatoria tutte le emittenti escluse dai bandi farsa;

b)    impegno a non concedere ai telefonici la banda 700 (canali dal 50 al 59) così come vorrebbe la lobby delle Telecoms europee;

c)    attuazione del piano di assegnazione delle frequenze radiofoniche analogiche e digitali in modo tale da eliminare tutte le problematiche interferenziali per dare certezza di lavoro alle radio locali nel rispetto dei diritti costituzionali;

2.    Normativa dei diritti e doveri

a)   diritto alle provvidenze di sostegno all’editoria radiotelevisiva locale con sconto dell’ 80% sui consumi di energia elettrica e spese telefoniche da effettuarsi direttamente in bolletta;

b)   diritto all’accesso gratuito alle agenzie di stampa;

c)    revisione della normativa sul diritto d’autore e diritti connessi;

d)   regolamentazione per legge delle indagini di ascolto radio e tv

e)   revisione del regolamento sui contributi derivanti dalla 448/98

per la tv e della 448/01 per radio prevedendo la erogazione secondo le direttive europee di max 30 giorni dalla data della domanda

3.    Poteri sindacali

a)   impegno a ripristinare la Commissione per l’Assetto

Radiotelevisivo per le consultazioni preventive alla emanazione di leggi e normative di settore;

b)   impegno a destinare alle associazioni accreditate una sede presso il Dipartimento Comunicazioni per lo svolgimento delle funzioni sindacali;

Tutto questo la REA chiederà alle forze politiche in competizione elettorale un confronto diretto e trasparente che sarà dibattuto a Sanremo nell’ambito del “Forum Musica & Informazione” in occasione del Festival della Canzone Italiana.

Le emittenti radiofoniche e televisive interessate a partecipare alla battaglia della REA per la difesa alla libertà d’antenna , conquistata con la sentenza 202 della Corte Costituzionale nel 1976, sono invitate a sottoscrivere l’allegata adesione per essere di più e più forti per vincere.

San Cesareo, 10 gennaio 2013        Antonio Diomede, Presidente REA 


                       

LCN - DOCUMENTO REA IN CONSULTAZIONE AGCOM

L'AUTORITA' NON RICONOSCE LE INDAGINI EURISKO

Spot indagini ascolti

Saluti dei Jalisse agli ascoltatori della tua radio

Il nuovo singolo dei Jalisse "Tra rose e cielo"

(metti in onda lo spot)


IL GOVERNO CI DIA IL DOVUTO

(scarica)

LETTERA APERTA

AL SOTTOSEGRETARIO DEL MSE PROF. MASSIMO VARI,  AL CAPO DEL DIPARTIMENTO ROBERTO SAMBUCO E AL DIRETTORE GENERALE FRANCESCO SAVERIO LEONE

(scarica)


 NASCE IL PATTO DI SOLIDARIETA' TRA RADIO-TV LOCALI E ARTISTI

da sinistra: Salvatore Riso, Mario Di Gioia, Antonio Diomede, Dario Salvatori, Ines Diaz, Tony Esposito, Francesca Murgia, Luca Maris

Milano mercoledì 24 ottobre 2012 - Nasce  a Milano il Patto di Solidarietà tra Radio-tv locali, artisti, cantanti, compositori, autori, musicisti, critici e deejay per la reciproca difesa dei diritti costituzionali sulla libera informazione e comunicazione artistica e giornalistica diffusa con ogni mezzo, in ogni luogo e in ogni momento della vita. Il Patto è stato condiviso durante lo svolgimento del Talk Show “Musica & Informazione” svoltosi a Milano nella Sala Eventi della Mondadori di Corso Vittorio Emanuele II durante il quale il Presidente della REA, Antonio Diomede,  ha dichiarato “… ufficialmente aperta la Milano-Sanremo della canzone italiana per approdare il 15 e 16 febbraio 2013 al Palafiori con artisti emergenti scelti direttamente dal pubblico delle radio e tv locali”. Il tour toccherà le città di Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo e  Cagliari con tappe intermedie segnalate dalle emittenti  locali interessate. A tagliare il nastro di partenza della Milano-Sanremo della canzone italiana è stata chiamata dalla REA la giovane cantante Francesca Murgia e il cantautore Luca Maris. Il Patto di Solidarietà è stato dibattuto da artisti e autorevoli personalità del mondo della canzone italiana come I Jalisse, Tony Esposito, Dario Salvatori, Luca Maris, Ines Diaz, Elio Cipri, Anita Madaluni, Marcos Vinicius, Guido Palma, Gegè Reitano, Mario Di Gioia, Salvatore Riso, Massimo Luca, Giuliano Fournier, Paolo lunghi, Antonio Parisi

 PER ADERIRE AL PATTO DI SOLIDARIETA' TRA RADIO-TV E ARTISTI SCRIVI A info@reasat.it


TALK SHOW MUSICA & INFORMAZIONE – VI EDIZIONE

(Milano, 24 ottobre 2012 – ore 14.00)

Mondadori Multicenter – Spazio Eventi piano -1, Corso V. Emanuele II

 

Con la rivoluzione tecnologica digitale dei mezzi di comunicazione, grazie alla moltiplicazione dei programmi radiotelevisivi e alla maggiore potenzialità della rete, si sono aperte nuove prospettive di sviluppo per la musica e l’informazione. Gli artisti, infatti, grazie alla tecnologia digitale, hanno la possibilità di occupare spazi radiotelevisivi insperati dovuta alla maggiore disponibilità di canali sul telecomando. Tale opportunità è anche validamente offerta all’informazione.

 

Musica & Informazione è un sodalizio inscindibile per il successo dei nuovi mezzi di comunicazione utilizzati dalle reti radiotelevisive nazionali e locali.

 

Con tale spirito, nella difesa dei diritti costituzionali per la libertà d’informazione, la R.E.A. – Radiotelevisioni Europee Associate, con le sue 430 emittenti associate darà il via a questa idea innovativa, che vede “ai blocchi di partenza” del progetto, “La Milano-Sanremo della canzone italiana”, l’artista cantautore Luca Maris e la MD Produzioni promuovendo una campagna nazionale per lo sviluppo della musica italiana e per la valorizzazione degli artisti che la interpretano attraverso le reti radiofoniche e televisive locali italiane.

 

La promozione partirà il 24 ottobre 2012 da Milano per concludersi il 15 e 16 febbraio al Palafiori di Sanremo in occasione del Festival della Canzone Italiana. Al Palafiori di Sanremo si esibiranno gli artisti emergenti selezionati dalle radio e dalle televisioni locali scelti dal proprio pubblico. Durante il Talk Show verrà illustrato in Conferenza Stampa il Regolamento di partecipazione.

 

Nella categoria dei giovani artisti emergenti è stata chiamata dalla R.E.A. Francesca Murgia, nuova voce della musica italiana con un CD d’esordio di ottimo spessore vocale e musicale il quale contiene 10 brani inediti. Francesca Murgia la vedremo nel videoclip del singolo “Sempre a pensare”, feat Luca Maris, autore e compositore dell’intero album. Prodotto da M.D. Produzioni di Ines Diaz con sede in Svizzera e pubblicato dall’etichetta discografica Top Records, il CD è già in distribuzione in tutta Italia nei negozi e in digital download da Edel.

 

Allo Showcase di presentazione saranno presenti diversi giornalisti e rappresentanti di network radio e tv, Ines Diaz della M.D. Produzioni Produttore Discografico e Editore c/o SUISA, Guido Palma dell’etichetta discografica Top Records, un rappresentante della Edel, il cantautore Luca Maris, l’artista Tony Esposito, consulente musicale del CD di Francesca Murgia, il Presidente della R.E.A., Antonio Diomede, Dario Salvatori noto giornalista e critico musicale, il Presidente del circuito radiofonico nazionale “Le 100 Radio+ Belle d’Italia”, Salvatore Riso, il Presidente di AssoDeejay, Mario Di Gioia e il Dr. Ivo Pulcini - Presidente della Onlus “Un cuore per tutti... tutti per un cuore” e medico della Lazio Calcio e di Miss Italia, Verrà inoltre presentato il singolo “Fuori e dentro noi” del cantautore Luca Maris per il Progetto Onlus “Un cuore per tutti… tutti per un cuore”, i cui ricavati provenienti dalle vendite serviranno a sostenere e finanziare i progetti di beneficenza curati dall’Associazione, sia in

Italia sia in altre parti del mondo.

 

Nel Talk Show si parlerà del Patto di solidarietà che la R.E.A. propone a tutti gli artisti italiani, cantanti, compositori, autori e Deejay per la reciproca difesa dei diritti costituzionali sulla libera informazione, artistica e giornalistica, diffusa con ogni mezzo, in ogni luogo e in ogni momento della vita.

 

Gli Artisti e i Dj che hanno dato l’adesione al Talk-Show hanno espresso la propria solidarietà alla R.E.A. e alla lotta per la sopravvivenza delle emittenti radiotelevisive locali vittime di gravi soprusi da parte dei poteri forti dello Stato e di violazioni costituzionali.

 

Il Talk-Show verrà trasmesso in diretta radio dal circuito radiofonico nazionale “Le 100 Radio + Belle d’Italia” e in streaming televisivo con modalità che verranno successivamente pubblicate.

 

Il presente comunicato è un formale invito di partecipazione. Si prega anticipare la presenza a info@reasat.it .

 

 

San Cesareo, 15 ottobre 2012                            REA – Radiotelevisioni Europee Associate


APPELLO AL CAPO DELLO STATO

PROTESTA NAZIONALE DELLE EMITTENTI LOCALI I

(contro la vendita delle frequenze e i Bandi farsa del Ministero dello Sviluppo Economico)

scarica lo spot e mettilo in onda

 UNISCITI ALLA LISTA DELLE EMITTENTI INDIGNATE

(ricostituiamo il movimento per la difesa dei diritti costituzionali – se condividi questo Manifesto scrivi “CONDIVIDO” e invia a info@reasat.it con i tuoi dati e le tue osservazioni – il Manifesto firmato sarà inviato al Capo dello Stato con la richiesta di audizione)

La protesta delle emittenti INDIGNATE continua con la messa in onda in contemporanea dell’Appello al Capo dello Stato. Essa è destinata a segnare una data storica nel nostro Paese e nelle lotte delle emittenti locali per la difesa dei diritti costituzionali d’impresa, d’informazione e di comunicazione. Le emittenti locali, INDIGNATE dal modo con cui il Governo, il Ministero e l’AGCOM hanno gestito la Pianificazione e assegnazione delle frequenze digitali e la Pianificazione numerica dei canali, si rivolgono al Capo dello Stato per metterlo in guardia dagli attacchi che ben individuati ambienti istituzionali eversivi stanno facendo alla Carta Costituzionale per favorire l’inserimento delle Telecoms-Bank tra i poteri forti dello Stato attraverso “il possesso accentrato delle frequenze” capaci, come sappiamo, di dominare nazioni e continenti con la gestione delle reti radiotelevisive, telefoniche, internet e satellitari. La testimonnianza di tale “eversiva” azione dominate, distruttiva dello “Stato di diritto”, è ben scritta nelle leggi, decreti e delibere AGCOM fin qui approvate approfittando della crisi dei partiti e della crisi finanziaria del Paese e dell’Europa intera. Con queste liberticide leggi e delibere gli “eversivi” delle Telecoms-Bank, ieri protetti da Berlusconi oggi da Monti, hanno “massacrato” le inconsapevoli emittenti televisive locali togliendo loro le frequenze con le quali da trent’anni hanno saputo dirigere 650 aziende in piena e autonoma libertà conquistata con aspre battaglie e durissimi sacrifici. Quelle leggi e delibere criminose hanno “distrutto” un intero comparto editoriale, un bene nazionale di straordinaria ricchezza di libertà e democrazia, per il solo fatto che quelle frequenze “oggi servono alle Telecoms-Bank.  

Si tratta di un gioco “politico sporco” dal quale bisogna avere il coraggio di prendere le distanze per combatterlo fino in fondo senza lasciarsi ingannare dalle lusinghe di quei signori vestiti di nero, dalle apparenze gentili e garbate, rinchiusi nelle stanze dei bottoni che ci invitano alla calma e ci promettono “la salvezza dell’Italia dalla crisi economica”. L’operazione “switc off”, portata avanti da Paolo Romani in nome e per conto di Berlusconi e proseguita da Corrado Passera, in nome per conto del finanziere Monti, per come è stata progettata, non fa bene al cittadino comune, non fa bene al Paese e all’Europa, non fa bene alle emittenti locali, fa, invece, “molto bene alle Telecoms-Bank” multinazionali.  

Questa è in sintesi la situazione nuda e cruda della questione. Chi ci crede, ci crede, chi non ci crede si faccia massacrare. Noi che abbiamo sottoscritto questo Manifesto e che crediamo nella Carta costituzionale e nello Stato di diritto ci batteremo fino in fondo per ritorno alla libertà d’impresa, d’informazione, di comunicazione, di gestione democratica dei mezzi trasmissivi di ogni genere, dei diritti per il lavoro e per la solidarietà sociale. La giornata di protesta del 5 ottobre 2012 ha registrato la significativa partecipazione di 189 emittenti delle quali 112 tv e 77 radio, ma la protesta prosegue per esternare al Capo dello Stato tutta la nostra “indignazione” di cittadini liberi e di menti pensanti che si rifiutano di essere considerati “massa di manovra” di chicchessia.  

Nei giorni scorsi, lo Studio Legale Barneschi, su mandato della REA, ha notificato al Capo dello Stato l’atto d’impugnazione della vergognosa Delibera di ripianificazione AGCOM 265/12/CONS valida per le regioni già swicciate il 2009 e 201O mentre sono tuttora in corso le notifiche d’impugnazione davanti al TAR relative ai “Bandi farsa” emanati con regole arzigogolate dal Ministero dello Sviluppo Economico per la riassegnazione delle frequenze i cui vincitori sono facilmente individuabili.  

Ora basta con le parole e passiamo all’azione!

Se condividi questo Manifesto scrivi “CONDIVIDO” e invia a info@reasat.it con i tuoi dati e possibilmente un tuo commento – il Manifesto firmato sarà inviato al Capo dello Stato con la richiesta di audizione – la nostra azione passerà alla storia, non mancare a questo appuntamento - ricorda che stiamo ricostituendo il Movimento per la Difesa dei Diritti Costituzionali – uniti si vince, isolati si perde

 GIRA QUESTO MANIFESTO SULLA RETE E SUI SOCIAL NETWORK – INVIALO AGLI AMICI DELLA TUA LISTA

 San Cesareo, 08 ottobre 2012 

                                       Antonio Diomede, Presidente REA – Radiotelevisioni Europee Associate


LO SVOLGIMENTO DELLA PROTESTA

  1. EMITTENTI TELEVISIVE

 

a)      dalle ore 7.00 alle ore 21 diffusione in rete del messaggio di protesta per ogni ora di trasmissione (possibilmente scorrevole per non interrompere i programmi)

      2.  LE EMITTENTI RADIOFONICHE

c)      dalle ore 7.00 alle ore 21 diffusione in rete del messaggio audio di protesta in ogni ora di trasmissione (n. 15 svolte nell’intera giornata)

INVIA A info@reasat.it  L’ADESIONE DELLA TUA EMITTENTE


APPELLO AL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO E AL GOVERNO

(Sottosegretario di Stato Prof. Massimo Vari)

 

                          Chiarissimo Professore,  

con la mia del 3 settembre u.s. segnalai a Lei, in qualità di rappresentante del Governo, e al Dottor Sambuco, in qualità di rappresentate del Dipartimento Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, quanto segue:  

“Corre voce che codesto Dipartimento stia per emettere nuove regole per la partecipazione ai bandi regionali per l’assegnazione delle frequenze agli operatori di rete televisivi operanti nelle aree già digitalizzate nel 2009/2010. La fonte della notizia è l’Associazione …. omissis…. la quale, attraverso i suoi rappresentanti, nelle assemblee pubbliche, ha vantato di conoscere in anteprima tali nuove regole, di condividerle, e, in particolare, di essere a conoscenza di un diverso meccanismo per la formazione delle intese e/o consorzi rispetto ai bandi del resto d’Italia.  Pertanto si chiede urgentissimo chiarimento in proposito per evitare una nuova stagione di aspri conflitti e ricorsi giudiziari  nei quali immancabilmente la REA sarà impegnata in difesa degli interessi degli associati e della categoria”  

Il 5 settembre, leggendo i Bandi pubblicati in Gazzetta, constatai che tali voci, purtroppo,  erano  fondate e che il Ministero, effettivamente, aveva cambiato radicalmente le regole rispetto ai  Bandi precedenti che nessuno poteva conoscere tranne qualcuno ben introdotto in Viale America. Non mi dilungo sul danno d’immagine subito ancora una volta dall’Amministrazione, né sinceramente mi sorprende più di tanto, considerato il dilagante degrado etico, politico e morale esistente nel nostro beneamato Paese lasciato nelle mani di una ciurma di profittatori patentati.

Pertanto, l’8 settembre, dopo aver raccolto numerose proteste  per tale scandalosa fuga di notizie  mi decisi a invitare il Governo (Lei) e l’Amministrazione (Sambuco) a ritirare i Bandi per riformularli “con regole  trasparenti, al di sopra di particolari interessi, con parità di trattamento rispetto ai Bandi precedenti nel rispetto degli interessi collettivi dei quali le associazioni devono essere considerate da codesto Ministero pariteticamente  rappresentative. A tal ultimo proposito, la sottoscritta associazione, diffida il Ministro e l’Amministrazione dal continuare a intrattenere esclusivi rapporti di comodo con……. omissis …, com’è accaduto alla vigilia della pubblicazione dei Bandi,  su argomenti che riguardano gli interessi generali della categoria ed in particolare l’interesse pubblico rappresentato dai Bandi in questione”

Il 9 settembre, Lei ebbe la  premura di convocarmi presso la sede del Dicastero di via Molise, per un chiarimento. L’incontro fu fissato per il giorno dopo, 10 settembre 2012, ore 9,30.  Ebbi modo di raccontare, per filo e per segno, quanto mi era stato riferito da alcune associate a proposito di quella fuga di notizie, ma sinceramente, non mi sembrò né meravigliato né scandalizzato. Le chiesi, a latere, se in un concorso pubblico,  nella fase di valutazione delle domande,  fosse lecito pubblicare prima una graduatoria provvisoria e poi una definitiva com’è accaduto con i precedenti Bandi. Poi parlammo del più e del meno sulle questioni generali della categoria, ma dei Bandi evitò diplomaticamente di parlarne: compresi che la proposta della REA di ritirare Bandi non era nei suoi pensieri. Avrei voluto chiederle tante cose sulla legittimità e trasparenza dei Bandi fin qui emessi, ma lasciai perdere….. L’incontro si concluse con l’impegno da parte Sua di avviare un tavolo tecnico per la revisione dei regolamenti radio e tv relativi ai contributi a fondo perduto previsti dalle leggi 448/98  e 448/01; cosa qualificante per un buon Governo se fosse veramente realizzata.

Nello stesso momento, le emittenti erano prese nel formulare i quesiti su alcuni fondamentali punti controversi dei Bandi, quali: come valutare il patrimonio, i dipendenti, la copertura, le acquisizioni degli impianti e, dulcis in fundo, come porre rimedio alla mancata separazione contabile imposta come requisito fortemente penalizzante del quale solo i ben informati sapevano. A tale proposito l’Amministrazione ha risposto di considerare zero il patrimonio nel caso di mancato adempimento alla delibera 353/11/CONS. In tal modo  ha stravolto ancor più le regole del giusto riconoscimento delle potenzialità economiche dell’impresa. Visto e considerato che il patrimonio netto incide ben 30 punti  è prevedibile che il risultato di questa originale trovata metta in serio pericolo l’esistenza di  quelle  emittenti ben strutturate sul territorio come aziende che producono ricchezza e occupazione.  Invece, le emittenti più piccole (provinciali e sub provinciali) potrebbero essere inesorabilmente escluse per insufficiente punteggio totale dovuto alla modesta copertura.  In realtà, è meglio chiarirlo,  quei pasticciati Bandi, come i precedenti, servono per scremare l’etere dalle locali in modo da far posto alle Reti nazionali e alle Telecoms pronte ad assumere un ruolo di primaria importanza tra i grandi Poteri dello Stato attraverso la gestione di tutti i  nuovi mezzi trasmissivi disponibili nelle diverse modalità (tv, radio, internet, telefonia fissa e mobile, satelliti).   

Per evitare di essere considerato come colui che vede nemici e ingiustizie da tutte le parti, passo a una carrellata di documentate preziosità  relative ai Bandi farsa.

 Illegalità penali ed amministrative:

 Premesso che i Bandi così come sono stati concepiti non rappresentano una gara ma solo una richiesta di documenti, a pena di esclusione,  di situazioni aziendali ben conosciute alla banche dati, di cui sicuramente i più informati e la stessa Pubblica Amministrazione possono facilmente avere accesso e quindi costruire regole ad hoc , con le cosiddette griglie costruite,   per favorire alcuni e svantaggiare altri, come ad esempio: 

  1. Copertura – punti assegnati 45: perfettamente conosciuta dal Ministero, valutata in modo discrezionale con un software di calcolo sconosciuto ed inaccessibile;
  2. Patrimonio Netto – punti assegnati 30:  dato accessibile presso le Camere di Commercio con semplice visura;
  3. Numero di dipendenti – punti assegnati 20: dato accessibile presso le banche dati dell’INPS;
  4. Anzianità – punti assegnati  5; dato noto al Ministero

 Premesso ancora che c’è stata una fuga di notizie (turbativa d’asta) sui termini e sulle modalità di partecipazione avvenuta almeno 10 giorni prima della sua pubblicazione e  forse anche più (luglio/agosto 2012); e che il Ministero pare abbia convocato solo due associazioni di categoria, anticipando i criteri di assegnazione, avvantaggiando così un gruppo d’imprese a discapito di altre; 

Si evidenziano le seguenti anomalie 

·     Nel decreto di conversione della legge101/08, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.132 del 7 giugno 2008,  si legge il calendario per lo svolgimento dello switch off televisivo dal quale non pare si evinca che l’Italia debba essere digitalizzata con normative differenti da regione a regione così come il Ministero sta facendo con la riassegnazione delle frequenze nelle aree tecniche già swicciate il 2009/2010 quasi l’Italia fosse divisa in due Blocchi:   

1.      La Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia. Sicilia e Calabria con bandi che hanno seguito il criterio della provenienza analogica con  requisiti lineari (Copertura consolidata, Patrimonio globale per attività di rete + contenuti, forza lavoro unica per tutte le attività;

2.      La Sardegna Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia. Veneto, Trentino Friuli, Emilia, Lazio e Campania con bandi che hanno azzerato completamente la trentennale attività imprenditoriale conseguita con l’analogico per far prevalere gli ultimi tre anni dell’attività digitale tuttora confusa e sostanzialmente sperimentale. I Bandi sono stati adeguati conseguentemente alla scissione dell’attività di rete da quella di fornitore di contenuti prevista dal digitale per cui è stato introdotto lo scorporo sia del Patrimonio sia dei dipendenti delle rispettive attività, mentre il valore della copertura (il punteggio maggiore) è stato artatamente polverizzato per disporre di più margini discrezionali nell’assegnazione del punteggio. A tutto questo artifizio, c’è solo una parola da dire: VERGOGNA per chi l’ha concepito, chi lo sostiene e chi lo difende.  

E’  da tale diverso vergognoso  trattamento che nasce la protesta delle emittenti della Campania, Lombardia, Lazio, Veneto, Friuli, …..le quali si ritrovano a dover sopportare a proprie spese un processo di riorganizzazione aziendale che sembrava concluso in termini di investimenti e sistemazione delle reti e al riparo dal rischio di perdere le frequenze com’è incredibilmente accaduto con la famigerata Delibera di pianificazione 265/12/CONS. 

I Bandi sono una farsa in quanto dall’esame di tutto quanto sopra detto risulta facilmente calcolabile la graduatoria dei probabili vincitori di questa gara al massacro, per cui, oltre tutto, risulta evidente l’operazione disinvolta del Ministero che si maschera dietro una gara per eliminare tutte le imprese alle quali il TAR ha aggiudicato, ad esempio, una frequenza da liberare come quella dell’ex beauty contest. Nello stesso tempo vengono eliminate una serie di piccole imprese che hanno la sola colpa di essere assegnatarie di una frequenza in cui si trovano da sole. In questo modo il Ministero ha eliminato tutto il contenzioso giudiziario chiudendo di fatto tutte le imprese che negli ultimi 3 anni hanno lavorato, investito in impianti e assunto personale in seguito ad un provvedimento giudiziario. Il tutto senza ricorrere ad alcun risarcimento  per le frequenze dell’ex beauty contest “sottratte” alle locali per essere lautamente pagate dai vincitori della  imminente pubblica asta.  

Per farla breve, i Bandi di riassegnazione delle frequenze sono “Bandi farsa” in quanto eludono platealmente gli articoli 4, 13, 13bis e 14 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche; cioè non sono ispirati a criteri di equa distribuzione, trasparenza, rispetto dei valori costituzionali per la tutela di tutti i soggetti al legittimo diritto di ambire alla gestione di un bene pubblico qual è una frequenza radiotelevisiva. Questo dovrebbe essere il compito primario di una  Pubblica Amministrazione sana.  Organizzare Bandi farsa per negare i diritti d’impresa e di possesso dei mezzi trasmissivi  con perdita di reddito nazionale, di forza lavoro e dei valori democratici a vantaggio di chicchessia è un CRIMINE. 

Per queste fondamentali ragioni, l’8 settembre Le scrissi fiducioso di rivolgermi ad uno dei più eminenti costituzionalisti della Repubblica nonché rappresentante di un Governo che non perde occasione per dichiarare di combattere la corruzione nella Pubblica Amministrazione, gli evasori fiscali, la mafia, i monopoli attraverso le liberalizzazioni e di prodigarsi per il  bene dei cittadini e della nazione. Le chiesi di ritirare quei  Bandi farsa ritenuti irrispettosi degli articoli 3,21,41 e 97 della Costituzione; sperequati rispetto ai bandi del resto d’Italia, confezionati su misura delle grandi Reti  e  di alcune formazioni portatrici d’interessi particolari agevolate da una vergognosa fuga di notizie.   A proposito di mafia, l’Amministrazione bene farebbe a riesaminare la legittimità di certe posizioni in odore di mafia o di evasione fiscale e truffa ai danni dello Stato risultate  in graduatoria nei precedenti bandi.  Parlo delle graduatorie di Puglia e Sicilia.  

Per tutto ciò premesso, la REA – Radiotelevisioni Europee Associate e la rimanente parte sana dell’emittenza radiotelevisiva locale italiana che mi onoro di rappresentare, fa 

APPELLO AL GOVERNO 

  • AFFINCHE’ EMETTA UN DECRETO D’URGENZA PER L’ANNULLAMENTO DEI BANDI IN QUESTIONE - CONTESTUALE RIEMISSIONE DEGLI STESSI  CON REGOLE TRASPARENTI E NON SPEREQUATE, RISPETTOSE DELLE LEGGI SUI CONCORSI PUBBLICI – NOMINA PER DECRETO DI UNA COMMISSIONE ESTERNA AL DIPARTIMENTO COMUNICAZIONI PER IL VAGLIO DELLE DOMANDE E PER LA STESURA DELLE GRADUATORIE - DIVIETO ASSOLUTO DI  GRADUATORIE PROVVISORIE.  

In caso contrario, nell’interesse delle emittenti rappresentate, si procederà all’impugnazione dei Bandi davanti al TAR del Lazio e se necessario alla Corte di Giustizia Europea  oltre che  alla Procura della Repubblica di Roma per le violazioni della legge sui pubblici concorsi e di quant’altro previsto dal Codice Penale.    

San Cesareo, 01 ottobre 2012 

                                                                               Antonio Diomede


E' PARTITA L'AZIONE LEGALE DELLA REA CONTRO I BANDI FARSA E LA DELIBERA TRUFFA DI PIANIFICAZIONE PER LA CAMPANIA, LAZIO, E. ROMAGNA, VENETO, LOMBARDIA, FRIULI V.G., PIEMONTE, TRENTINO AA

E’ evidente: la lezione di annullamento della Delibera LCN inflitta all’Autorità, al Ministero, a FRT, a DGtvi e Aeranti, non è bastata. Questo gruppo d’interessi particolari non perde occasione per distinguersi dal resto d’Europa nel calpestare le direttive internazionali sulle radiocomunicazioni e i diritti costituzionali sulla libertà d’impresa e di comunicazione delle locali. Le regole che si sono lette nei Bandi per l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze e la relativa pianificazione prevista nella Delibera 265/12/CONS sono, dal punto di vista giuridico e del diritto, a dir poco aberranti nei seguenti essenziali punti:

  • Dopo appena due anni dallo switch off del 2010, si ricomincia daccapo con una nuova pianificazione la quale sottrae alle locali molte frequenze obbligandole a gareggiare per difendere il diritto acquisito nel 2010 di operatore di rete. Non è stata pianificata la banda III, molti canali buoni di IV e V banda sono scomparsi e, in diversi casi, le locali sono state sfrattate dai siti storici. Le potenze massime consentite alle locali non superano i 400 W/ERP mentre alle nazionali è consentito di non avere vincoli particolari e di emettere potenze fino a 50.000 W/ERP !!!!!!

  • Alle Reti Nazionali sono stati assegnati 25 canali intoccabili; alle locali canali precari soggetti a permanente revisione;

  • I vincoli radioelettrici imposti dal piano alle locali sono insostenibili per il broadcasting. Cosa questa che non accade per le Reti nazionali le quali sono libere di trasmettere senza limiti radioelettrici verso l’estero e verso l’interno. I futuri operatori di rete che riusciranno a superare le regole del Bando e risulteranno in graduatoria, devono sapere che saranno tenuti a rispettare i così detti PDV (punti di verifica) che delimitano l’area di servizio assegnata con soglie di campo espresse in dBuV/m difficilmente invalicabili senza incorrere in pesanti sanzioni e liti giudiziarie, se riguarda l'interno, oppure la chiusura immediata degli impianti se riguarda l'estero;

  • Elusione della legge 482/99 sulle minoranze linguistiche. Nessuna risorsa è stata riservata alle emittenti in questione;

  • Il Bando(i) è zeppo di norme discriminatorie, contraddittorie e anticostituzionali, quali:

  1. Diversità di trattamento rispetto ai bandi emessi nelle altre regioni;

  2. Le intese e i consorzi sono stati soppressi con grave pregiudizio sia per la libertà d’impresa sia per la concreta possibilità di pacifica e condivisa gestione delle risorse tra imprese;

  3. Diversità di trattamento delle imprese provenienti dalla III Banda e dai fuori banda;

  4. La copertura è calcolata sul neonato digitale, tra l’altro, precario e soggetto a variazioni di cambio frequenze, cessioni/acquisizioni impianti, prodotti interferenziali nuovi, spostamento di siti, vincoli radioelettrici di piano, piuttosto che sulla trentennale storica copertura analogica;

  5. I prevalenti 45 punti assegnati alla copertura non sono verificabili, quindi, non sono trasparenti, ma discrezionali;

  6. Lo scorporo "intelligente" del patrimonio e dei dipendenti, conseguente al digitale, è stata un’operazione che hanno potuto fare solo gli "amici degli amici” di quelle organizzazioni "ben informate" da Viale America;

  7. Improvvisa cancellazione del canale 35 dalla lista dei canali pianificabili nella Lombardia, senza preventiva consultazione con le associazioni come la legge prevede;

DIAMO UN’ALTRA LEZIONE DI GIUSTIZIA E LIBERTA’ A QUESTI SIGNORI. ADERITE ALL’AZIONE LEGALE PROMOSSA DALLA REA CONTRO I BANDI FARSA DEL MINISTERO E LA DELIBERA TRUFFA DI PIANIFICAZIONE 265/12/CONS.

Per aderire scrivere a info@reasat.it con la massima urgenza.

San Cesareo, 17 settembre 2012


COMUNICATO STAMPA

(scarica la lettera inviata al Ministro)

La REA – Radiotelevisioni Europee Associate – ha inviato una lettera d’invito al Ministro dello Sviluppo Economico e al Capo del Dipartimento Comunicazioni per il ritiro immediato dei Bandi relativi alla assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze televisive validi per le  regioni Campania, Lazio, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli VG, Valle Aosta, ritenuti  non conformi alle norme di legge in vigore; sperequati rispetto ai Bandi del resto d’Italia, confezionati su misura di alcune formazioni portatrici d’interessi particolari. La missiva  porta la firma del Presidente della REA, Antonio Diomede, il quale auspica “che la richiesta venga accolta e che i Bandi vengano riformulati con regole trasparenti, al di sopra di particolari interessi, con parità di trattamento rispetto ai Bandi precedenti nel rispetto degli interessi collettivi per i quali le associazioni devono essere considerate pariteticamente rappresentative, pena azioni giudiziarie civili e penali ad oltranza per il rispetto della legalità”. In mancanza di risposta positiva i primi ricorsi verranno depositati mercoledì 12 settembre, mentre un esposto alla Procura della Repubblica di Roma è all’esame dei legali REA prima di essere depositato.  

San Cesareo, 08 settembre 2012


                                                         COMUNICATO

Numerosissime emittenti televisive locali, preoccupate per la loro sorte, si sono rivolte alla REA per avere notizie sul Bando per l’assegnazione delle frequenze alle tv locali delle aree già digitalizzate nel 2010 in quanto avrebbero appreso notizie “allarmanti” circa la modifica per la formazione delle intese e dei consorzi. Poiché (ufficialmente) il Ministero non ha reso noto la volontà di modificare le regole già imposte nei precedenti bandi, sembra strano (ma non tanto) che in corso d’opera abbia deciso di stravolgerle senza il consenso partecipato di tutte le Associazioni. Pertanto la REA ha inviato al Sottosegretario Vari e al Dipartimento una richiesta di chiarimenti con carattere di massima urgenza che di seguito è integralmente riportata.

Ministero Sviluppo Economico

Sottosegretario Prof. Massimo Vari

Via Molise, 2

00187 Roma

Ministero Sviluppo Economico

Dipartimento Comunicazioni

Dott. Roberto Sambuco

Viale America, 201

ROMA

Oggetto: richiesta chiarimenti bando assegnazione frequenze televisive aree digitalizzate 2010

Corre voce che codesto Dipartimento stia per emettere nuove regole per la partecipazione ai bandi regionali per l’assegnazione delle frequenze agli operatori di rete televisivi operanti nelle aree già digitalizzate nel 2010.

La fonte della notizia è l’Associazione Aeranti-Corallo la quale, attraverso i suoi rappresentanti, nelle assemblee pubbliche, ha vantato di conoscere in anteprima tali nuove regole, di condividerle, e, in particolare, di essere a conoscenza di un diverso meccanismo per la formazione delle intese e/o consorzi rispetto ai bandi del resto d’Italia.

Pertanto si chiede urgentissimo chiarimento in proposito per evitare una nuova stagione di aspri conflitti e ricorsi giudiziari nei quali immancabilmente la REA sarà impegnata in difesa degli interessi degli associati e della categoria.

San Cesareo, 2 settembre 2012

                                            Antonio Diomede, Presidente REA – Radiotelevisioni Europee Associate


DEFINITIVAMENTE ANNULLATA DAL CONSIGLIO DI STATO LA DELIBERA SULLA NUMERAZIONE DEL TELECOMANDO

La battaglia giudiziaria per l’annullamento della Delibera 366/10/CONS, sostenuta dalla REA e dalle 52 emittenti che aderirono “ad opponendum” contro l’Autorità/ il Ministero/ AERANTI/ FRT, portata avanti dall’Avvocato Domenico Siciliano, è definitivamente vinta con la pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato del 31 agosto 2012. In sostanza la sentenza ha confermato quanto aveva già fatto rilevare il TAR del Lazio che aveva definito “non equi e discriminanti” i criteri di assegnazione LCN basati sulle graduatorie Corecom piuttosto che del radicamento sul territorio delle emittenti locali. Inoltre, la Sentenza ha ritenuto inammissibile l’assegnazione della numerazione 8 e 9 alle emittenti nazionali MTV e DEE JAY. Ora che la Delibera è stata definitivamente annullata l'Autorità dovà indire una nuova consultazione pubblica per stabilire regole “eque e non discriminanti” sulla assegnazione numerica dei canali televisivi alle emittenti locali e nazionali.

San Cesareo, 1 settembre 2012


LA DIREZIONE SERVIZI E MEDIA DELL'AUTORITA' VUOLE RIESUMARE IL CADAVERE DI AUDIRADIO

(La REA risponde no, grazie! ma se proprio ci tenete a far rivivere un cadavere, fate da soli)

La indecente proposta si respirava fin dalle prime riunioni del Tavolo Tecnico istituito dall’Autorità, solo che si sono presi un po tempo per farsi lo stomaco. E di stomaco forte ce ne voluto! La stomachevole proposta, dunque è li nella lettera allegata alla presente mail che però, forse per nascondersi dalla vergogna, non è firmata ne protocollata come vorrebbe ogni proposta degna di questo nome, ma questa è indegna! La risposta di AERANTI è stata, ovviamente, di immediata accettazione. Questa organizzazione che tante guai ha provocato alle radio e tv locali, continua a non smentirsi. Leggete la circolare firmata dal suo presidente e vi rifarete gli occhi ovvero vi verrà da piangere nel constatare che una organizzazione sindacale accetti supinamente tutto ciò che gli viene propinato dal potere. La REA, come potete immaginare ha risposto niet! Audiradio Bis le locali non la vogliono. Non vogliono essere oggetto di manovra delle reti nazionali. La REA ha detto no all’affidamento delle nuove indagini di ascolto alle stesse società che hanno avuto partecipazioni e responsabilità nella fallimentare Audiradio. La REA ha proposto indagini con modulo “omologato” dall’Autorità effettuate da società di rilevazione in libera concorrenza così come il mercato richiede per un reale rilancio della pubblcità radiofonica. Basta con indagini truccate da marchi inesistenti o viziate da campionamenti pilotati. La REA chiederà un’audizione al neo Presidente Prof. Angelo Cardani per chiarire la posizione politico istituzionale dell’Autorità non solo rispetto alle indagini di ascolto radiofoniche ma anche sulla intera problematica della comunicazione. Su questi temi, si prevede un autunno focoso. Per ora, buone vacanze a coloro che se le possono permettere. Antonio Diomede, Presidente REA.

San Cesareo, 14 luglio 2012


COMUNICATO STAMPA 

Fallito il tentativo di composizione della vertenza sulle indagini di ascolto radiofoniche Radio Monitor – A gelare il dialogo che REA e Eurisko avevano intrapreso per tentare di rimediare agli abusi perpetrati da Eurisko stessa attraverso l’indagine Radio Monitor, nata a seguito di una metodologia non condivisa e dalla discriminazione nella iscrizione di centinaia di emittenti locali, è intervenuta una lettera dei legali della società rilevatrice, in risposta alla denuncia per la pubblicazione di dati di ascolto che danneggiano Radio Ti Ricordi di Roma,  lettera nella quale si afferma che “…. Eurisko non può certo farsi carico di verificare per ogni singolo partecipante la veridicità di quanto indicato nel modulo di adesione”. In sostanza, Eurisko ammette di pubblicare dati relativi a emittenti non controllate (e che, dunque, potrebbero anche essere persino inesistenti), ma che la responsabilità è di chi ha commissionato l’indagine.  Il Presidente della REA, Antonio Diomede, ha commentato: “memori dell’esperienza tragica di Audiradio, Eurisko avrebbe fatto miglior figura ad ammettere i propri errori e porre immediatamente rimedio anziché fare puerilmente “scaricabarile” e appellarsi a cavilli  formali che alle emittenti oneste e al mercato non interessano”. REA ed i suoi associati coinvolti in illeciti ai propri danni a causa dei comportamenti di Eurisko agiranno nelle sedi competenti. 

Roma, 22 giugno 2012                        


                    LA REA SCRIVE AL GOVERNO

 SULLO STATO DI CRISI DEL COMPARTO RADIOTELEVISIVO LOCALE E LO INVITA A RIPRISTINARE LA COMMISSIONE PER L'ASSETTO RADIOTELEVISIVO SOPPRESSA DA GENTILONI

La presente per sollecitare ancora una volta il Governo a risolvere i gravissimi problemi pendenti nel settore radiotelevisivo locale dovuti sia alla crisi generale del Paese che alle tematiche proprie dei comparti radio e tv in seguito allo switch off televisivo. 

Tali tematiche vanno dalla erogazione contagocce dei contributi 448/98 alla provvidenze editoria congelate; dalla rottamazione dei canali 61-69  alla soppressione della banda terza dalla pianificazione; dalla revisione del piano di assegnazione delle frequenze tv ai bandi di assegnazione del diritto d’uso delle frequenze delle aree del centro nord già digitalizzate il 2010.  

Relativamente alla erogazione dei contributi 448/98 si invita il Governo a sbloccare con estrema urgenza i contributi 2011 destinati alle tv locali e alla pubblicazione delle graduatorie 2010 e 2011 delle radio  erogando un’anticipazione generalizzata dl 90% sulla base della media dei contributi degli ultimi tre anni. Infine si sollecita la erogazione integrale alle radio dei contributi perenti  2009. 

Si invita inoltre il Governo ad attivarsi per sbloccare i pagamenti arretrati relativi ai rimborsi delle spese di energia elettrica e telefoniche riservate all’editoria radiotelevisiva degli anni 2007-2008-2009 anche attraverso misure di compensazione crediti-debiti.  

Inoltre si ripropone al Ministro dello Sviluppo Economico di istituire un tavolo di lavoro tra  Ministero, Operatori radiotelevisivi ed Enti erogatori di energia elettrica per determinare tariffe agevolate all’editoria in sostituzione delle perdute provvidenze.  

Si confida che il Sottosegretario, Prof. Massimo Vari, mantenga la parola data,  in occasione dell’incontro di aprile scorso,  di ripristinare la Commissione per l’Assetto Radiotelevisivo con la massima urgenza possibile al fine di un costruttivo dialogo sulle questioni appena esposte e sulle politiche di rilancio del settore.  

Si rimane in attesa di urgente riscontro. 

San Cesareo, 15 giugno 2012                   REA - Radioteleviisoni Europee Associate


FANTASIOSI I DATI DI ASCOLTO RADIOFONICI EURISKO

(la REA si rivolge all’Antitrust – una pianificazione basata su dati parziali e non riconosciuti danneggia gli inserzionisti e il mercato)

I dati Eurisko sono all’esame dei legali della REA che si prepara a sottoscrivere una formale denuncia all’Antitrust per diverse violazioni. Sono pervenute in segreteria diverse segnalazioni di dati “non attendibili” i quali sono al vaglio dei legali per un preventivo e oculato esame prima di trasmettere gli atti alla Magistratura civile e/o penale. Ma tutto questo è “un “film già visto con Audiradio la cui responsabilità è dell’AGCOM di Calabrò che non ha saputo (voluto) svolgere il suo compito istituzionale di verifica e cura nelle indagini di ascolto come la legge 249/97 impone” ha dichiarato il Presidente della REA, Antonio Diomede. La REA ha avuto il coraggio di mettere a nudo una questione fondamentale per la stessa sopravvivenza dell’emittenza radiofonica privata medio piccola, ma per colpa di un’Autorità inadempiente nei suoi doveri istituzionali il mercato e gli operatori accusano un gravissimo irreparabile danno economico. In prima battuta la questione verrà trasferita all’Antitrust per chiedere giustizia. Venerdì 9 giugno 2012 è stata programmata una riunione con i legali della REA per mettere a punto la denuncia, ma nel frattempo rimangono inquietanti interrogativi: le agenzie di pubblicità come si regoleranno per pianificare la pubblicità nazionale e locale? Prenderanno per buoni i dati Eurisko pur sapendo che sono parziali, non riconosciuti, viziati da un modello non condiviso? Se, come sembra, così sarà, provocherà un danno rilevante agli inserzionisti che, in fin dei conti, sono quelli che pagano la pubblicità per avere un ritorno economico. Pertanto una pianificazione basata su tali dati danneggia il mercato, le radio, gli inserzionisti e, per ultimo, i consumatori sui quali si scaricano le spese di una pubblicità inefficace. Il vantaggio sarà solo di Eurisko e di quelle agenzie di pubblicità che, d’accordo tra loro, hanno sponsorizzato l’operazione. A tal proposito, per quanto riguarda la passata gestione Audiradio, la REA sta preparando un libro bianco da consegnare alla Guardia di Finanza dove si mette in evidenza il possibile diretto collegamento tra Società rilevatrice- Agenzia pubblicità- Agenzia Informazione che, con un giro di fatturazioni gonfiate, ha provocato il collasso del fondo assegnato alle provvidenze editoria radiotelevisiva.

Le emittenti che riscontrano dati incongruenti e/o falsi sono invitate a segnalarli a info@reasat.it per le opportune verifiche.

San Cesareo, 6 giugno 2012     


                                                                                                              

APPELLO

 AI DEPUTATI E SENATORI DELLA REPUBBLICA

 AI SEGRETARI DEI PARTITI POLITICI PRESENTI IN PARLAMENTO

 AL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

  AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

AL CAPO DELLO STATO

Egregi Signori parlamentari,

fra pochi giorni sarete chiamati a votare le nomine relative al rinnovo del Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ai sensi della Legge 31 luglio 1997, n. 249, altrimenti detta Legge Maccanico.

Egregio  Presidente del Consiglio dei Ministri,

Lei, d’intesa con il Ministro Passera,  dovrà indicare alle Commissioni parlamentari il nominativo della persona che assumerà l’incarico di Presidente dell’AGCOM per il settennato 2012-2019. Il Presidente AGCOM designato, entrerà in carica appena il Capo dello Stato avrà firmato il relativo DPR di nomina.

L’attuale Consiglio AGCOM, presieduto da Corrado Calabrò,  fu nominato dal Governo Berlusconi II (aprile 2005) ai sensi dell’anzidetta legge 249/97, nella quale si legge:

  • articolo 1, comma 1 " E’ istituita l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, di seguito denominata "Autorità", la quale opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione";
  • articolo 1, comma 5  "Ai componenti dell'Autorità si applicano le disposizioni di cui all'articolo 2, commi 8, 9, 10 e 11, della legge 14 novembre 1995, n. 481";

Particolare importanza assume l'art. 2, comma 8 della Legge 481/95 che recita "I componenti di ciascuna Autorità sono scelti fra persone dotate di alta e riconosciuta professionalità e competenza nel settore; ... (omissis) A pena di decadenza essi non possono esercitare, direttamente o indirettamente, alcuna attività professionale o di consulenza, essere amministratori o dipendenti di soggetti pubblici o privati né ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura, ivi compresi gli incarichi elettivi o di rappresentanza nei partiti politici né avere interessi diretti o indiretti nelle imprese operanti nel settore di competenza della medesima Autorità. ... (omissis) ".

Ciò premesso, a nostro giudizio, il Governo e il Parlamento in carica nel 2005 elusero quei principi di garanzia previsti dalla legge che stanno alla base dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Autorità.  Infatti:

  • In violazione dello spirito della legge sul “principio di autonomia e indipendenza” furono nominati due politici reduci da incarichi di governo di notevole responsabilità. Si tratta del senatore Michele Lauria, sottosegretario alle Comunicazioni nel Governo Amato (centro sinistra 2001)  e di Giancarlo Innocenzi, sottosegretario alle Comunicazioni nel Governo Berlusconi (2005) nonché ex dirigente di Mediaset e direttore dei servizi giornalistici di Canale 5, Italia 1 e Rete 4, nonché ex presidente di Sitcom.     Per la cronaca, Giancarlo Innocenzi, rimase in Autorità fino al 24 giugno 2010, data in cui fu costretto a dimettersi in seguito all’inchiesta RAI-AGCOM aperta dalla Procura di Trani.
  • In violazione dei requisiti di alta e riconosciuta professionalità e competenza nel settore, furono nominati medici, ex dirigenti ASL, generici laureati in giurisprudenza e filosofia  e  politici in cerca di occupazione stabile lautamente retribuiti. L’unica eccezione fu la nomina di Nicola D’Angelo, magistrato amministrativo di lungo corso con riconosciuta esperienza in materia radiotelevisiva.

Insomma furono nomine figlie della nota politica del così detto “inciucio” che in quel tempo andava tanto di moda e che ha finito per contribuire non poco a mandare alla malora il Paese e seminare sfiducia nelle istituzioni.  

Converrete tutti che così non si può andare avanti e che per un futuro migliore dobbiamo fermamente batterci per la vittoria della legalità, ma sarete Voi parlamentari e Uomini di governo a darne l’esempio.

Con il rinnovo dei  Consigli delle Autorità, ne avrete l’occasione. I cittadini devono  percepire, attraverso atti concreti, un diverso modo di governare. Devono poter assaporare la bellezza e la gioia della pratica, a tutti i livelli, di quella legalità perduta che li sprona alla leale competizione nello studio e nel lavoro. Devono poter contare su Istituzioni di garanzia costituzionale. Devono avere la certezza che la legalità non è un optional della vita democratica e che, costi quel che costi, i diritti costituzionali non vanno disattesi o negati com’è spesso accaduto nei diritti al lavoro, a fare impresa, a comunicare attraverso un sistema radiotelevisivo equilibrato senza discriminazioni nell’uso dei mezzi trasmissivi e  nella assegnazione degli spazi frequenziali.

Tra i grandi poteri della società moderna, quello della comunicazione è uno dei più importanti per lo sviluppo democratico, culturale e produttivo del Paese. La legge assegna all’AGCOM il compito di governare e vigilare sul settore radiotelevisivo.  E’ all’AGCOM che spetta pianificare le risorse radioelettriche secondo principi di equità e neutralità d’interessi. A nostro avviso, in diverse occasioni, tali principi  sono stati disattesi o traditi dall’Amministrazione Calabrò.  Parliamo, ad esempio, del Piano di Assegnazione delle Frequenze del digitale televisivo terrestre che ha privilegiato le grandi reti nazionali togliendo risorse radioelettriche alle locali . Parliamo del Piano di assegnazione della numerazione dei programmi sul telecomando (LCN) che ha fatto scomparire dal video centinaia di emittenti locali per favorire, ancora una volta, le reti nazionali. Parliamo del Nucleo della Guardia di Finanza dislocato presso l’Autorità utilizzato per vergognosi interventi in favore degli interessi privati della Società Consortile Fonografici (SCF). Parliamo del disinteresse dell’Autorità per il rispetto della disciplina sulle indagini di ascolto radiofoniche; disinteresse che  ha danneggiato il settore per almeno un miliardo di euro dal 2011 e 2012.  Parliamo del disinteresse per l’attuazione di una  disciplina equa e condivisa sul diritto d’autore e sui diritti connessi. Parliamo del disinteresse per le delicate problematiche della rete internet e della Radio digitale in attesa della pianificazione da più di dieci anni.

Egregi Signori Parlamentari,

Egregio Presidente del Consiglio,

Egregio Ministro dello Sviluppo Economico,

Egregio Signor Presidente della Repubblica,

Alla luce di quanto è accaduto, per il bene del Paese e per la riconquista della fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella politica,  i membri dell’Autorità dovranno  essere nominati su base assolutamente indipendente dal potere politico-partitico e dal Governo e con competenza professionale di alto livello preferibilmente nei campi delle reti radiotelevisive e informatiche, del diritto internazionale delle comunicazioni e del diritto costituzionale.

Tutto questo è parte della nostra lotta per il ripristino della legalità e dei valori costituzionali nel nostro Paese.

San Cesareo, 29 maggio 2012

                                   REA – Radiotelevisioni Europee Associate                                                    


                        INDAGINI DI ASCOLTO RADIO: LA RESA DEI CONTI

(Per un futuro migliore dobbiamo fermamente confidare nella vittoria della legalità)

scarica la diffida da inviare a Eurisko

I dati ufficiali delle iscrizioni alle indagini di ascolto radio  2012 sono i seguenti:

Emittenti locali operanti al 31 12 2011 n. 1157

ADESIONI INDAGINI 2012

  • Eurisko                 n.  237 (appoggiata da Aeranti, Corallo, FRT, Area, Reti e Circuiti Nazionali)

  • Demoskopea        n.  133 (introdotta in concorrenza da REA e Circuito “Le 100   Radio

Indice credibilità e  fiducia associativa

  • REA/Circuito 100 Radio                                        66,5      (133/2)

  • Aeranti/FRT/Corallo/Area/Circuiti e Reti           47,4      (237/5)

Pertanto le emittenti che hanno chiesto le indagini di ascolto sono complessivamente 370 pari al 32% delle emittenti operanti. Di queste il 12% sono state deliberatamente escluse dall’indagine per i noti motivi che Eurisko  dovrà spiegare all'Antitrust e al Magistrato. Anche l’AGCOM sarà chiamata a spiegare come mai, nonostante le tempestive segnalazioni della REA, non è intervenuta su Eurisko per richiamarla agli obblighi di legge e alla disciplina del settore da essa stessa regolamentata e governata. Inoltre, come volevasi dimostrare, il rapporto adesioni/forze in campo ha confermato come il consenso e la fiducia delle emittenti verso la REA supera di ben 19,1 punti rispetto al resto della rappresentanza associativa. Insomma è stata come una partita di calcio in cui la squadra della REA, con soli due giocatori, ha fatto più goal.

Dunque l’ora della carta bollata è vicina ed è forse per tale ragione che Eurisko abbia deciso di procrastinare la pubblicazione dei dati annunciata per il 22 maggio 2012.  

Stando così le cose, è quanto mai urgente che ciascuna emittente, oggi stesso, al massimo entro la settimana, invii alla società Eurisko la diffida dal pubblicare i dati di ascolto raccolti in quanto, com’è spiegato nella bozza della lettera,  essendo parziali e distorsivi del mercato, danneggiano gli interessi dell’impresa.  

Concludendo: le emittenti che intendono unirsi alla lotta della REA per indagini di ascolto  legali e trasparenti, devono inviare alla società Eurisko, con la massima sollecitudine possibile e, comunque, non oltre la corrente settimana, una preventiva diffida scaricabile dal sito www.reasat.it

San Cesareo, 22 maggio 2012 

                                                                         REA – Radiotelevisioni Europee Associate


COMUNICATO STAMPA

LA REA DIFFIDA EURISKO A PUBBLICARE I DATI DI  ASCOLTO

(scarica il documento)

E' partita questa mattina la diffida della REA indirizzata alla società GfK Eurisko con quale la invita a non pubblicare i dati di ascolto effettuati in violazione della legge 249/97 e della disciplina AGCOM in quanto ciò rappresenterebbe una discriminazione palese verso quelle imprese radiofoniche che non hanno avuto la  possibilità di partecipare per la mancata pubblicazione della "nota informativa" sul sito www.agcom.it come la delibera 130/06/CSP impone. Ma le ragioni della diffida trovano origine anche nella violazione delle regole del mercato e della concorrenza. Infatti la REA sostiene "che qualsiasi indagine effettuata nelle attuali condizioni sarebbe parziale, non rappresentativa di tutti i soggetti coinvolti e, dunque, non fedele, per cui l'eventuale pubblicazione di dati raccolti con modalità non conformi alla disciplina di settore avrebbe effetti palesemente e gravemente distorsivi del mercato e della corretta concorrenza tra imprese in competizione". Per questi motivi, sostiene la REA, la società Eurisko si astenga dal pubbllicare dati di ascolto acquisiti in modo  non conforme allo spirito della legge e alla disciplina del settore, preavvertendo che, qualora, dovesse procedere alla pubblicazione, a tutela dei diritti e degli interessi delle associate, sarà perseguita in ogni sede giudiziaria e amministrativa al fine di ottenere le opportune inibitorie nonché il risarcimento dei danni subiti. La diffida è stata inviata per conoscenza all'AGCOM e all'Antitrust affinché adottino le  iniziative di rispettiva competenza.

San Cesareo, 16 maggio 2012          REA - Radiotelevisioni Europee Associate


INDAGINI DI ASCOLTO DEMOSKOPEA

(straordinaria partecipazione dell’emittenza locale recuperata alle indagini 2012)

Si contano 110 emittenti iscritte a Demoskopea contro 225 iscritte a Eurisko, ma bisogna considerare che quest’ultima ha ottenuto la promozione di tutte le associazioni e gruppi editoriali radiofonici locali ad esclusione della REA che ha dovuto denunciare la parzialità e discrezionalità (ora confermata) nelle iscrizioni purtroppo appoggiata (cosa gravissima) tacitamente dall’AGCOM che aveva il diritto-dovere di vigilanza e cura sia sulla applicazione della legge 249/97 sia sulle stesse delibere che disciplinano la materia. La questione, certamente, finirà nella aule giudiziarie, ma per il momento la REA e le emittenti associate, considerata la massiccia adesione, sollecitano la società Demoskopea a iniziare le indagini senza ulteriori indugi invitandola a respingere, nel caso ciò accadesse, qualsiasi tipo di pressione per rinunciare. La partita in gioco sono 500 milioni di euro. Le indagini in libera concorrenza non piacciono a chi vorrebbe farne man bassa con dati parziali , esclusioni interessate e dati manipolati. Questa è la vera ragione di lotta della REA, fermamente convinta della vittoria della legalità per la libera concorrenza in un libero mercato.

San Cesareo, 11 maggio 2012                                        REA – Radiotelevisioni Europee Associate


E' PARTITA LA RADIO DIGITALE – SI COMINCIA DALTRENTINO A.A.

(SCARICA LA DELIBERA DELL'AUTORITA')

Dopo lo switch off televisivo (un vero disastro) si comincia con la Radio Digitale che, per fortuna non ha nulla a che fare con le problematiche televisive. Ma per evitare che il digitale radiofonico cadesse nella stessa “trappola” del digitale televisivo, la REA ha lavorato da sola contro le solite associazioni ”opportunistiche” che predicavano il diritto di ogni radio ad avere in uso una frequenza digitale. Dopo ben 10 anni di polemiche e contrasti, l’Autorità e il Ministero hanno condiviso la tesi della REA secondo la quale le frequenze digitali radiofoniche non possono essere assegnate singolarmente ma a gruppi di emittenti organizzate in consorzi. Solo in questo modo, infatti, è possibile che tutte le radio possano sbarcare sul digitale. Diversamente, come insegna l’amara esperienza televisiva, non sarebbe stato possibile. Così facendo siamo riusciti a salvare la Radio digitale dal “fallimento” come, purtroppo, è accaduto alla tv digitale per lo “sciocco servilismo” delle predette associazioni legate, come sappiamo, al carro politico del partito del conflitto d’interessi.

L’Autorità ha pubblicato la Delibera 180/12/CONS – Piano provvisorio di Assegnazione delle frequenze per il servizio radiofonico digitale nella Regione del Trentino Alto Adige – Progetto pilota nella Provincia Autonoma di Trento.

Cosa prevede la Delibera? Innanzi tutto indica le frequenze disponibili, che sono: n. 3 per RAI e Reti Nazionali (12° - 12B – e 12C VHF) e n. 5 blocchi alle locali (12D – 10A – 10B – 10C – 10D VHF). Le reti sono realizzate in tecnica isofrequenziale. Al progetto pilota della Radio digitale possono partecipare tutte le emittenti già autorizzate alla diffusione analogica in possesso della abilitazione in qualità di fornitore di contenuti che, ai sensi dell’articolo 12, comma 6, della Delibera 664/09, sono costituite in forma consortile e che abbiamo come bacino di diffusione la provincia di Trento. Il Ministero assegna il diritto d’uso delle frequenze disponibili ai consorzi che ne faranno richiesta entro 60 giorni dalla data di pubblicazione della Delibera 180/12/CONS

Le emittenti interessate possono rivolgersi alla REA per farsi assistere sia nella costituzione del consorzio che  per la richiesta al ministero del diritto d’uso della frequenza.

San Cesareo, 11 maggio 2012                                                                  REA – Radiotelevisioni Europee Associate


LETTERA AL SOTTOSEGRETARIO MASSIMO VARI SULLA CRISI DELLE EMITTENTI RADIOFONICHE LOCALI

La presente per sottoporre a Codesto Ministero la grave situazione economica sofferta dalle emittenti radiofoniche locali a causa della caduta verticale della domanda della pubblicità locale quale diretta conseguenza della più ampia crisi del Paese e in particolare delle attività produttive e commerciali del territorio in cui operano.  

A tal riguardo, coerentemente con la politica economica di sviluppo preannunciata dal Governo,  la  scrivente associazione invita il Ministero al rispetto dei tempi di erogazione dei contributi a favore delle emittenti radiofoniche locali previsti dalla legge 448/01 attraverso la modifica di alcune norme del Regolamento emanato con  Decreto del  Ministro delle Comunicazioni di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, n. 225 del 1 ottobre 2002. 

In pratica si propone di recuperare il  rispetto dell’articolo 4, comma 2 del predetto Regolamento, il quale prevede la liquidazione dei contributi  entro sei mesi successivi alla data di presentazione della domanda, sganciando l’ammissione ai contributi legati all’editoria dall’iter istruttorio dei 535 giorni richiesti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Editoria per la firma del decreto di  ammissione alla provvidenze. In alternativa si propone di disporre, tramite decreto con carattere d’urgenza, che alle emittenti collocate utilmente in graduatoria sia anticipato il 90% del contributo come  avviene per il comparto televisivo.  

In tal modo si darebbe una immediata “boccata d’ossigeno” alla piccola e media emittenza radiofonica locale al fine di evitare che cada nella irreversibile spirale dell’indebitamento sia verso gli enti previdenziali e fiscali sia verso i fornitori di servizi (ENPALS, INPS, INPGI, INAIL, AGENZIA ENTRATE, ENEL, TELEFONIA, SIAE).

Infatti, in applicazione dell’articolo 6, lettera a) del Regolamento, le emittenti che non risultino in regola con il versamento dei contributi previdenziali vengono escluse dalla erogazione del contributo.  

Si sappia che l’esclusione dal contributo, anche per un solo anno,  provoca quell’effetto “spirale” già accennato il quale genera: l’impoverimento del bilancio dell’impresa che, a sua volta, genera l’indebitamento con gli enti previdenziali che preclude ai contributi dell’anno successivo. Ma l’effetto della “spirale” non finisce qui. Dal terzo anno di mancata erogazione del contributo, il destino di una piccola emittente è segnato: non riesce a mantenere il livello minimo occupazionale  imposto dalla legge 66/01 in violazione del quale rischia di  perdere la concessione…. o/e di indebitarsi con banche e finanziarie sempre che abbia beni da offrire in garanzia.  

Nel paniere dell’indebitamento è presente, in modo predominante e prioritario da pagare,  il costo dell’energia elettrica divenuto insostenibile sia per i frequenti aumenti delle tariffe sia per la totale soppressione delle provvidenze editoria. A tal proposito sarebbe opportuno che il Ministero dello Sviluppo Economico prendesse l’iniziativa di intervenire presso gli enti erogatori  affinché venga applicata una tariffa agevolata all’editoria radiotelevisiva e presso il Ministero delle Finanze per un congruo sgravio fiscale sui consumi di energia elettrica.  

Purtroppo quanto raccontato è  la reale sofferenza di mille piccoli editori  che ogni giorno, dignitosamente, in silenzio, combattono per la difesa del loro e dell’altrui lavoro mentre non passa giorno che non si senta parlare di ruberie e sperperi diffusi, qua e là, nei centri del bel  potere.    

Per questi motivi, la proposta di trovare una soluzione affinché alle emittenti venga garantita l’erogazione dei contributi entro i sei mesi dalla domanda è irrinunciabile e  indifferibile.  

Si confida che il Sottosegretario, Prof. Massimo Vari, già vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale,  prenda in seria considerazione la richiesta e che non costringa la categoria ad azioni e valutazioni ostili al Governo e alla classe politica che concorre a sorreggerlo.  La REA e le emittenti radiofoniche locali non chiedono privilegi corporativi, ma giustizia fiscale e sociale, buon senso nell’applicazione delle leggi, garanzia per il rispetto dei diritti costituzionali con particolare riguardo alle  libertà di comunicazione, informazione e d’impresa.

Si rimane in attesa di urgente riscontro.  

San Cesareo, 8 maggio 2012

                                                             REA - Radiotelevisioni Europee Associate


COMUNICATO STAMPA

LA REA TORNA A RIBADIRE ALL'AUTORITA' LA SUA POSIZIONE SULLE INDAGINI DI ASCOLTO RADIO

 “Non sappiamo più in quale lingua dirlo all’Autorità, ha commentato il Presidente della REA, Antonio Diomede, parlando delle indagini di ascolto radiofoniche. Per la REA, le indagini non tornano più con il sistema Audiradio, cioè fatte in casa a proprio uso e costume, ma devono essere affidate ad una o più società indipendenti con un modello condiviso da tutti i soggetti interessati omologato dall’Autorità. Se così non sarà, la REA è pronta a dare battaglia giudiziaria contro chiunque volesse imbrogliare le carte per accaparrarsi il mercato della pubblicità nazionale e locale. “Il bel tempo della cuccagna è finito” ha proseguito il Presidente, ora bisogna rispettare la legge e la REA chiede all’Autorità che siano rispettate anche le sue Delibere. A tal proposito ha inviato all’Autorità una lettera, succinta, ma esaustiva della posizione REA sull’argomento, nella quale integralmente si legge:

Con riferimento all’invito di codesta Autorità rivolto ai componenti il Tavolo sulle indagini di ascolto radiofoniche relativo a eventuali proposte da formulare sulla governance e sulle modalità delle medesime, la sottoscritta associazione nel ribadire che le indagini di ascolto debbano essere svolte da soggetti esterni alla categoria, non in conflitto d’interessi con la medesima attività svolta per se stessi e per i concorrenti, ritiene che sia necessario indire una gara di appalto in ambito nazionale ed europeo. In alternativa si potrebbe scegliere la via della libera concorrenza nello svolgimento delle indagini con la previsione di farle eseguire da più società in concorrenza tra loro ma con un unico modulo preventivamente “omologato” dall’Autorità. Riguardo ai contenuti e alle modalità di svolgimento delle indagini si propone di ascoltare in audizione i soggetti più qualificati in tal campo in modo da acquisire elementi di merito che siano oggettivi, scientifici, non influenzati da scelte di comodo. Dopo aver ascoltato i pareri degli esperti e dei professionisti in materia, saranno i componenti il Tavolo a dare i suggerimenti per il perfezionamento di un modello d’indagine condiviso ma che sarà l’Autorità ad omologare in via definitiva. Ovviamente tale procedura dovrà svolgersi in tempi rapidissimi, con impegno full time del Tavolo e dell’Autorità fino a definizione della questione. Distinti saluti. Antonio Diomede, Presidente REA

Martedì, 27 marzo 2012 torna a riunirsi per la seconda volta il Tavolo istituito dall’Autorità nel tentativo di trovare una posizione comune, ma sarà difficile per gli stregoni della pubblicità ingoiare il rospo REA. Pertanto è più facile che la questione prenda la via giudiziaria.

San Cesareo, 24 marzo 2012                 REA - Radiotelevisioni Europee Associate


COMUNICATO STAMPA

Roma, 16 marzo 2012 – Rottamazione tv locali: il Governo incontra la REA e il CARTv. Il sottosegretario del MISE, Massimo Vari, ha incontrato il CARtv e la REA, rappresentata dal Pr5esidente Antonio Diomede e Gabriele Betti, assistiti dall’Avv. Domenico Siciliano, per esaminare gli aspetti interpretativi relativi al decreto di rottamazione delle tv locali operanti sui canali dal 61 al 69 e su altri canali eventualmente ritenuti inefficienti. A seguito delle aspre critiche espresse a carico del Ministro Passera circa le inesistenti relazioni sindacali in un momento in cui sono a rischio di chiusura 250 imprese e 5.000 posti di lavoro, le associazioni hanno chiesto, con carattere d’urgenza, la formazione di un Tavolo di lavoro e il ripristino della Commissione per l’Assetto Radiotelevisivo ingiustificatamente soppressa dall’ex Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni. A tal proposito il sottosegretario ha voluto tranquillizzare le associazioni dichiarando la disponibilità per la ripresa del dialogo sindacale. Nel merito del decreto di rottamazione, il sottosegretario ha chiesto ai presenti di esprimere le proprie osservazioni per il buon fine del provvedimento. Da parte sua, la REA, per bocca del Presidente Diomede, ha pregiudizialmente fatto presente che l’associazione ha dato indicazioni alle emittenti di non accedere alla rottamazione e che si unirà al CARTv per investire del problema la Corte Costituzionale. Riguardo ai problemi sospesi relativi alla 448/98, provvidenze editoria, piano delle frequenze, piano LCN, assegnazione delle frequenze del beauty contest alle locali, il sottosegretario non ha ritenuto accogliere la discussione di merito in quanto non erano previsti all’ordine del giorno. La REA giudica positiva la promessa di dialogo del Governo, ma finchè non si tradurrà in atti concreti per la positiva soluzione dei problemi sofferti dalle emittenti locali continuerà a rimanere in posizione critica e di mobilitazione.

                                                       REA – Radiotelevisioni Europee Associate


CONVOCAZIONE DEL MINISTERO SULLA ROTTAMAZIONE TV

(giovedì, 15 marzo 2012 – ore 11.00)

Non vogliamo chiacchiere, vogliamo fatti concreti per salvare le aziende e 5.000 posti di lavoro

La convocazione è giunta inaspettata alle ore 12.00 di ieri da parte della segreteria del Capo del Dipartimento, dott. Sambuco con il seguente ordine del giorno:

Valutazioni generali sul decreto recante misure di compensazioni in favore di emittenze locali”

Da persone educate ci presenteremo per ascoltare cosa avranno da dirci di più di ciò che già sappiamo e che cioè stanno per chiudere 250 emittenti e stanno mettendo sulla strada 5.000 dipendenti con un atto di violenza inaudita, degna dei migliori regimi dittatoriali del dopoguerra. E’ verissimo che Corrado Passera ha ereditato diverse polpette avvelenate lasciate da Paolo Romani, una delle quali è la questione delle sei frequenze del beauty contest, ma questo signore, ministro per caso, non eletto da nessuno e non obbligato al rispetto delle regole della democrazia, è di una maleducazione unica. Lo abbiamo invitato a Sanremo per un confronto sulle questioni più scottanti del settore, che non sono meno importanti di quelle dei tassisti e dei farmacisti, senza che si sia degnato di dimostrarci un minimo segno di preoccupazione per il nostro dramma. Ora il Capo del Dipartimento, dottor Sambuco, ci convoca per dirci cosa? Forse per convincerci che il vino Romani-Passera è buono e che bisogna collaborare per rottamare? Su tale argomento abbiamo chiesto a Passera di formare un tavolo di concertazione, non ha risposto. Abbiamo chiesto a Passera di rivedere quel disastroso piano di assegnazione delle frequenze televisive, non ha risposto. Abbiamo chiesto a Passera di rivedere il piano LCN, non ha risposto. Abbiamo chiesto a Passera di rivedere tutta la normativa riguardante l’editoria, non ha risposto. Abbiamo chiesto a Passera di rivedere i regolamenti sui contributi della 448/98, non ha risposto. Abbiamo chiesto a Passera la buona educazione istituzionale e il rispetto verso le rappresentanze associative, ma si comporta da maleducato convocando chi vuole e come vuole ignorando quelle rappresentanze, come la nostra, che nell’ambiente ministeriale vengono definite “rompicoglioni. Noi parteciperemo alla riunione del 15 marzo ore 11.00, in via Molise, ma non diremo nulla in più di quanto già detto e scritto. Non vogliamo chiacchiere, vogliamo fatti concreti per salvare le aziende e 5.000 posti di lavoro. La delegazione della REA sarà formata da: Antonio Diomede e Gabriele Betti assistiti dall’ Avv. Domenico Siciliano. Antonio Diomede, Presidente


TAVOLO TECNICO AGCOM

REA: NO A INDAGINI DI ASCOLTO CASARECCE

Roma, 8 marzo 2012 : Tavolo Tecnico Agcom su indagini di ascolto radio - Ieri mattina, 07 marzo 2012, si è riunito in Agcom il Tavolo Tecnico sulle indagini di ascolto radiofoniche. Erano presenti sia le rappresentanze delle Reti nazionali che le Associazioni delle radio locali e delle Agenzie della pubblicità. La REA è stata rappresentata dal Presidente Antonio Diomede e dai Consiglieri Salvatore Riso e Francesco Massara. Antonio Diomede ha brevemente ribadito le posizioni dell’associazione rispetto sia alla “governace” sia alla “metodologia” delle indagini. Riguardo alla metodologia la REA ha confermato la piena condivisione, anche espressa da RAI e Radio 24, di introdurre una rilevazione al passo con i nuovi mezzi tecnologici di ascolto della radio (smart phon, web, tv digitale, satellite, ecc). Sulla “governance”, ovvero sulla proposta di ricostituire una società simile alla vecchia Audiradio, c’è stata una larghissima convergenza di vedute sia parte delle Reti che di FRT e Aeranti-Corallo con l’unica opposizione della REA. E’ a questo punto che il Presidente Diomede non ha potuto fare a meno di richiamare l’Autorità ai suoi compiti istituzionali di legge circa la cura e la vigilanza sulle indagini di ascolto che se svolte direttamente dagli stessi soggetti sottoposti al rilevamento, com’è accaduto con Audiradio, le stesse non potranno essere neutrali, trasparenti, credibili, sindacabili dalle emittenti, dunque, saranno pericolosamente distorsive per il mercato e ingannevoli per l’inserzionista e l’utente consumatore. Pertanto, la REA, coerentemente con la politica delle liberalizzazioni perseguita dal Governo, si è dichiarata completamente contraria a tale ipotesi. A tal proposito, il Presidente Diomede, ha preannunciato una “interpellanza” a Monti e Passera per sapere se la proposta messa sul Tavolo Agcom è condivisa dal Governo.


Da sinistra: Antonio Parisi, Portavoce CARTv – Roberto Salvini, giornalista - Giacomo Bucchi, Presidente CRTL – Antonio Diomede, Presidente REA – Corrado Passera, Ministro MISE – Mario Di Gioia, Presidente Asso Dj; Giancarlo Serafini, V. Presidente Corecom FVG

DA SANREMO LA REA E IL CARTv DICONO AL GOVERNO E AI POLITICI “BASTA CON LE CHIACCHIERE” 

L’emittenza locale è stanca dei quotidiani attacchi provenienti da ogni parte del potere politico, istituzionale e privato. Canali televisivi espropriati, frequenze radio assaltate da radio di partito; provvidenze editoria svanite; contributi di sostegno al digitale televisivo spariti; piano di assegnazione delle frequenze televisive penalizzante; piano di numerazione programmi tv discriminante (LCN); dati di ascolto falsificati; pubblicità istituzionale clientelare; frequenze pirata dilaganti provenienti da San Marino; diritti connessi fuori legge; rimborsi energia e telefoniche negate da Enel e Telecom; sono la vera cancrena che sta distruggendo 700 tv locali e 1150 radio locali con una occupazione complessiva di oltre 10.000 dipendenti interni e di circa 5.000 dipendenti dell’indotto con una forza lavoro complessiva di 15.000 addetti.  

A Sanremo è stato invitato il Ministro Passera per fargli presente la drammatica situazione, ma questo signore non solo non ha ritenuto partecipare al democratico confronto con le rappresentanze REA, CRTL, CNT e CONNA, presenti nel CARTv; non ha avuto nemmeno la delicatezza (buona educazione) di farsi in qualche modo vivo, magari delegando qualcuno dei suoi portaborse, per dire qualcosa sull’argomento. Evidentemente, come il suo predecessore On.le Paolo Romani, non ha nulla da dire all’emittenza locale, ragion per cui, preferisce rifiutare il dialogo.  

Il rifiuto del dialogo con le associazioni è una linea assunta dal Governo Monti salvo i casi in cui alcune categorie, come tassisti, trasportatori e farmacisti, hanno saputo far valere le loro ragioni con la forza. 

E’ da tale oggettiva situazione che bisogna partire per rendersi conto che con questo Governo e con questi politici, falsi e corrotti, è ora di smettere di corteggiarli e che è giunta l’ora di fronteggiarli con le loro stesse armi. Il Governo Monti, se non dovesse cambiare rapidamente rotta nelle relazioni con le legittime rappresentanze sindacali con l’esame dei reali problemi delle singole categorie, bisogna fronteggiarlo con la disubbidienza civile per mandarlo rapidamente a casa. I politici falsi e corrotti vanno combattuti togliendo loro la fiducia preparandosi alle elezioni del 2013 con nuove formazioni politiche che non siano le stesse di ieri e di oggi riciclate. Rispetto a queste due prospettive, il Consiglio Generale della REA è stato chiamato a predisporre un documento di azione concreta da diffondere rapidamente a tutti i livelli, comunale, provinciale, regionale e nazionale. 

Questo è l’ultimo appello che rivolgiamo agli editori televisivi in particolare. L’ora del “molleggiamento” è finita. Con lo switch off del centro sud, così come lo vogliono i nemici delle locali, si chiude ingloriosamente l’esaltante periodo storico della “libertà d’antenna ovvero della libertà di parola e d’impresa” per ricadere nell’oscurantismo democratico degli anni 50’ e 60’ dove i mezzi di comunicazione erano monopolio assoluto di alcuni potenti che manovravano la RAI per i loro loschi occulti interessi.

Qualcosa va detta anche alle associazioni concorrenti AERANTI e FRT che non poche responsabilità hanno rispetto alla drammatica situazione in cui versa la categoria. Vogliamo dire che la smettano di illudere le emittenti nel dire “di non preoccuparsi e che tutto si aggiusterà”. Alle emittenti va detta la verità anche se ciò costerà qualche “mea culpa”. Alle emittenti va detto che i 15 canali persi, e altri 5 che fanno 20, richiesti dalla UE per la banda larga progettata non dall’Italia ma dalla Germania e dalla Svezia, se non ci sarà una forte posizione italiana che la contrasta con una valida alternativa, il 50% delle locali e alcune emittenti nazionali minori chiuderanno.

Pertanto, nell’interesse supremo delle emittenti e dei dipendenti occupati, sarebbe opportuno convocare un’assemblea plenaria della categoria e dell’indotto organizzata da tutte le forze rappresentative in campo (REA-FRT-AERANTI-CORALLO-CTRL-CONNA-CNT-ALPI-CGIL-CISL-UIL-CISAL-COSTRUTTORI APPARATI- AGENZIE NOTIZIARI-AGENZIE PUBBLICITA’) PER DARE UNA SERIA SCROLLATINA A MONTI E PASSERA AFFINCHE’ , TRA L’ALTRO, RIFERISCANO AL CAPO DELLO STATO CHE NON SIAMO DISPOSTI A LASCIARCI SCIPPARE COSI FACILMENTE LE LIBERTA’ COSTITUZIONALI. A tale scopo si può pensare a un Comitato Costituente dell’Assemblea formato dai Presidenti delle Associazioni con sede presso un sindacato confederale Cgil, Cisl o Uil. Per quanto ci riguarda, come REA, siamo a disposizione.  

Questo è tutto, caro editore televisivo, ora spetta a Te decidere cosa farne del Tuo imminente futuro. Vuoi cambiare lavoro? Non fare nulla, ma preparati a rottamare trent’anni di sacrifici. Vuoi lottare per difendere la Tua azienda? Saremo al Tuo fianco per organizzarci nella lotta. Telefona alla Tua associazione e riferisci la proposta di unità di lotta della REA.

Un’ultima cosa vogliamo sinceramente dirla. Per due anni di seguito, il 2011 e il 2012, a Sanremo abbiamo parlato esclusivamente di salvare le tv locali, il prossimo anno, se le tv locali non cambieranno, parleremo d'altro. 

Per chiarimenti e commenti (concreti) siamo a disposizione al 333.7169450 – 06.9570419 info@reasat.it .

San Cesareo, 27 febbraio 2012                 REA – Radiotelevisioni Europee Associate 


FORUM MUSICA & INFORMAZIONE V EDIZIONE

Sanremo 18 febbraio 2012

(con la straordinaria partecipazione dei Matia Bazar, Jalisse, Gatto Panceri, Margherita Fumero)  

Sanremo 2012 sarà ricordato come l’anno del riscatto della radio sia in ascolti che in qualità di servizi informativi apprezzati dal pubblico e dagli artisti grazie all’intenso lavoro mediatico editoriale svolto dalle squadre della REA e del Circuito Radiofonico Nazionale de “Le 100 Radio” presenti a Sanremo in Piazza Colombo, al Palafiori e nella Sala Stampa RAI. In Piazza Colombo si è svolto il Festival delle Radio Italiane dove si sono esibiti i migliori artisti emergenti dell’anno i quali sono stati premiati con la targa REA : I NABUSA, per il brano Biancaneve e il miglior progetto discografico dell’anno; GRAVITA’ ZERO, per la migliore esibizione musicale dell’anno; QUARTO BRA, per la migliore perfomance musicale dell’anno. La sera del 18 febbraio, finale del Festival, si è svolto il tradizionale Talk Show sul “Il Sistema Radiotelevisivo Italiano: quale sviluppo?” con la partecipazione del Presidente della REA, Antonio Diomede; Giancarlo Serafini, V. Presidente del Corecom Friuli Venezia Giulia; Antonio Parisi, Portavoce del CARTv; Giacomo Bucchi, Presidente del CRTL; Salvatore Riso, Presidente de Le 100 Radio; Mario Di Gioia, Presidente Asso Dj; Paolo Lunghi, storico della radio; Awana Gana, famoso Dj nonché critico radiofonico e musicale. Nell’ambito della discussione sono stati affrontati i temi della crisi delle tv locali e dell’intero settore nella ricerca di soluzioni idonee a scongiurare la chiusura di 250 imprese con la perdita secca di 4.000 posti di lavoro. Il Presidente della REA, con una lettera aperta condivisa dal CARTv, ha rivolto al Ministro Passera un “monito” a riconsiderare i danni provocati alle tv locali conseguenti al discriminante Piano di Assegnazione delle Frequenze, alla vendita dei nove canali 61-69 alle compagnie telefoniche, alla sottrazione di altri sei canali del dividendo interno, al famigerato Piano LCN, al taglio lineare dei fondi editoria e contributi 448/98 sia alle tv che alle radio locali. Nell’ambito del Tal Show sono stati premiati: Antonio Parisi, per la coraggiosa opera editoriale “I MISTERI DI CASA AGNELLI”; Paolo Lunghi, mitico storico delle radio locali italiane; Awana Gana, il sacro simbolo delle radio libere italiane. Sono stati premiati con la targa REA, gli artisti: Linda D., per il brano LA SCELTA; Margherita Fumero, per la straordinaria arte della comicità femminile. Il premio di riconoscimento delle radio italiane è stato assegnato ai MATIA BAZAR, per aver contribuito, dal 1975 ad oggi, a dare forza al palinsesto musicale delle locali. Il premio della critica radiotelevisiva è stato assegnato alla Associazione Culturale Crescere Creativi e Tregatti Musicali con il duo Jalisse, per il miglior format musicale letterario “Artisti nelle scuole”. Straordinaria è stata la lunga testimonianza di Gatto Panceri su come nascono i testi e le composizioni musicali di quelle canzoni poi divenute famose. Al noto produttore e compositore è stato consegnato il premio REA per la migliore produzione musicale italiana.Eugenio Finardi, I Matia Bazar, Erika Mou e Marco Guazzone sono stati premiati da Le 100 Radio in Sala Stampa RAI. Il sondaggio TOTO FESTIVAL effettuato dalla REA, in ordine di preferenze, ha dato i seguenti risultati:

  1. EMMA VOTI 940

  2. RENGA VOTI 290

  3. ARISA VOTI 250

  4. DOLCE NERA VOTI 210

  5. NOEMI VOTI 180

  6. FINARDI VOTI 140

  7. ZILLI VOTI 120

  8. BERTE VOTI 110

  9. BAZAR VOTI 80

  10. CARONE VOTI 60

  11. BERSANI VOTI 40

LA SQUADRA DELLA REA A SANREMO

Circuito Radiofonico Nazionale Le 100 Radio:   Salvatore Riso-Gino Conte- Enzo Sangrigoli- Marzia Vaccino-Dario Privitera

Festival delle Radio Italiane: Salvatore Barbieri - Francesco Massara- Pietro De Feo Gianluigi Barbieri - Laura Diomede - Alessandro Diomede

Forum Musica & Informazione:   Antonio Diomede-  Paolo Lunghi-  Giuseppina Di Cosola-Roberto Salvini- Lorenzo Di Gioia


L’AUTORITA’ INTERVIENE SULLA CUCCAGNA DELLE INDAGINI DI ASCOLTO RADIOFONICHE

L’Autorità, con la pubblicazione della Delibera 320/11/CSP, dopo sei mesi di silenzio, dopo le diffide e sollecitazioni della REA per le indagini di ascolto abusivamente svolte dalla società SFK Eurisko, torna a parlare dell’argomento convocando una nuova indagine pubblica aggiungendo la proposta di costituire un “Tavolo Tecnico” tra tutti i soggetti interessati al fine di trovare una soluzione possibilmente unitaria. Dunque la consultazione pubblica del 6 luglio 2011 viene resettata e si ricomincia daccapo a discutere chi, come, quando bisogna effettuare le indagini di ascolto nel comparto radiofonico. Prendiamo atto che la scelta di SKF Eurisko è stata, di fatto, delegittimata dall’Autorità e che gli autori che l’hanno promossa e la stessa società se ne assumeranno le dovute responsabilità davanti al Tribunale nel caso si azzardassero a “pubblicare dati di ascolto” non partecipati e condivisi come la legge prevede. La Delibera 320/11/CSP riepiloga la disciplina e riporta le posizioni espresse dalle associazioni nella consultazione di luglio 2011. Non ci vuole molto a intuire che i “soliti noti” propongono una Audiradio bis con la costituzione di una società consortile dove poter soddisfare gli appetiti dei soliti commensali che nel passato si sono spartiti 500 milioni di euro finché non hanno cominciato a litigare su chi aveva mangiato di più e chi di meno. Fatto sta che alle locali è sempre toccato un piattino di lenticchie… contro la grande abbuffata delle Reti. Di tutt’altra natura è la posizione della REA espressa a pagina 8) della Delibera nella quale viene ribadito che “l’attività di rilevazione degli indici di ascolto sia svolta direttamente dall’Autorità, attraverso un soggetto non in “conflitto di interessi” con i settori della pubblicità e dell’attività radiotelevisiva, mediante l’affidamento ad un Ente pubblico (ad esempio ISTAT o Cattedra Universitaria), e con assoluta estraneità delle associazioni di categoria nella gestione delle indagini. Da un punto di vista metodologico, la ricerca dovrebbe avvalersi di una corretta “mappatura” delle aree di servizio (bacini di utenza) delle diverse emittenti partecipanti alla rilevazione , ed individuare criteri per l’eliminazione delle omonimie dei marchi, per l’impostazione delle interviste, per la pubblicazione dei dati, per l’iscrizione alle indagini, per il finanziamento della ricerca e per la determinazione delle quote di partecipazione e del sistema di pagamento”. Chiaro, no? chi vuole intendere “intenda” altrimenti vada al diavolo. La REA non permetterà mai più “pastette” e “accordi sottobanco” contro gli interessi delle radio locali.

San Cesareo, 26 01 2012 REA

Radiotelevisioni Europee Associate


INDAGINI ASCOLTO RADIOFONICHE – ENTRA IN CAMPO DEMOSKOPEA

Abbiamo ricevuto e con piacere riportiamo la comunicazione ufficiale della nota società di rilevazione Demoskopea Srl di Milano la quale riferisce di essere interessata al rilevamento degli ascolti radiofonici con un “nuovo approccio, corretto, trasparente, nel rispetto delle esigenze espresse dall’AGCOM”. L’entrata in campo di Demoskopea cade come manna dal cielo se si considera che il settore ha urgente bisogno non di rilevazioni di ascolto radiofoniche fasulle del tipo audiradio ma di rilevazioni credibili, serie, aderenti alle esigenze del mercato e, soprattutto, che abbiano il crisma della legalità per una leale competizione nel mercato e per gli investimenti tecnologici da effettuare nella realizzazione della radio digitale DAB/DMB+. Nella lettera, firmata dall’Amministratore delegato Fabrizio Angelini, si legge che Demoskopea fornirà “uno strumento continuativo rivolto ai diversi soggetti in campo, siano essi Emittenti Pubbliche e Private, Nazionali e Locali, Centri media e Aziende che investono insieme ad Associazioni che rappresentano le imprese che investono, oltre alle aziende stesse che predispongono la pubblicità. Faremo seguire a questa semplice e per ora limitata comunicazione ulteriori informazioni più specifiche e dettagliate, sia in termini di approccio metodologico che di proposta economica”

San Cesareo, 23 dicembre 2011               REA – Radiotelevisioni Europee Associate


LE SEI FREQUENZE TV CHE VOGLIONO METTERE ALL'ASTA SONO STATE RUBATE ALLE LOCALI E ALLE LOCALI DEVONO TORNARE

Roma 17 12 2011 -  La REA ricorda che le sei frequenze che si vogliono mettere all’asta sono state rubate alle locali: La clamorosa  decisione del governo Monti di annullare l’assegnazione gratuita delle sei preziose frequenze del beauty contest (dividendo digitale interno), sul piano politico, è  da valutare se considerarla  un  benefico segnale di svolta dell’azione di governo per battere il conflitto d’interessi che negli ultimi quindici anni ha incancrenito  la democrazia italiana  o nulla di più di un “dispetto”   voluto e organizzato dalla inviperita Lega  contro il  suo ex amante Berlusconi.  Il fatto che sia  stato il leghista Roberto Maroni il primo firmatario dell’ordine del giorno, sottoscritto poi da Antonio Di Pietro (IdV) e Paolo Gentiloni (PD), che impegna il governo  a mettere all’asta le frequenze “a titolo oneroso” fa pensare ai noti giochetti  della politica tutta protesa alla ricerca di nuovi assetti interni nei centri di potere dello Stato piuttosto che a una salutare azione per riparare ai tremendi “calci” dati all’articolo 21 della Costituzione dall’ex governo Berlusconi in nome dei suoi interessi personali. Pare che l’asta sia stata oramai decisa, ma nessuno canti vittoria su questa clamorosa vicenda. La sconfitta della democrazia c’è  e rimane ed è quella di aver “rubato” un bene prezioso di lavoro alle emittenti locali. Quelle sei frequenze sono state tolte a loro e, se giustizia si vuol fare, a loro dovrebbero tornare per un giusto ed equilibrato assetto radiotelevisivo fortemente squilibrato verso le nazionali. Il Presidente della REA, Antonio Diomede, ha invitato le locali a “farsi sentire” dal Governo firmando una petizione “trasversale alle associazioni” dove puntualizzare il merito delle loro ragioni da presentare  “in delegazione” a Monti e al Ministro Passera. A tale scopo la REA ha indetto un Raduno  Nazionale delle emittenti locali che si terrà giovedì 22 dicembre a Roma. 


DEFINITIVAMENTE ABROGATO IL REGISTRO DEI PROGRAMMI TRASMESSI

(chi è stato sanzionato può chiedere il rimborso)

La storia inizia nell’estate del 2008, esattamente il 18 agosto. La Guardia di Finanza, su mandato dell’AGCOM, bussa alla porta dell’associata Primaradio di Pozzuoli, per una ispezione di rito. Nell’esaminare il Registro dei programmi trasmessi contesta al personale presente (il titolare era in ferie) che mancano le annotazioni da sabato 9 agosto a domenica 17 agosto 2008. A nulla valsero le ragionevoli giustificazioni addotte dal personale presente in radio secondo le quali la mancata trascrizione era dovuta alla “carenza di personale a causa del ponte di ferragosto”. Il verbale viene mandato a Roma e, dopo qualche mese, arriva la contestazione AGCOM con l’invito al titolare della radio ad esporre eventuali “motivi a discolpa” per la mancata annotazione sul Registro dei programmi trasmessi nella settimana di “ferragosto” 2008. Ovviamente l’associata si rivolge alla REA per chiedere consigli su “come comportarsi” di fronte a tale assurdità. “Il Registro è in ordine”, osserva il titolare di Prima Radio, “in fondo è ferragosto!!! potevano essere comprensivi”……. “abbiamo due dipendenti, ma se uno va in ferie o si ammala, l’altro non riesce a mandare avanti da solo la radio…..” obietta sconsolato. A questo punto si decide di stendere per iscritto le proprie ragioni e chiedere di essere sentiti. All’audizione si presenta il titolare della radio assistito dal Presidente della REA Antonio Diomede il quale, dopo aver stigmatizzato a dovere il comportamento dell’AGCOM per aver importunato in pieno ferragosto sia il titolare della radio che la Guardia di Finanza per una verifica fantozziana, sostenne la illegittimità della contestazione in quanto il Registro dei programmi trasmessi era stato soppresso dal Testo Unico sulla Radiotelevisione. Le ragioni esposte sia dalla radio che dal rappresentate della REA non piacquero all’AGCOM che inflisse la sanzione di € 1.050 da pagarsi entro 60 giorni. A questo punto non rimaneva altro da fare che pagare (soccombere di fronte ad un ingiusto provvedimento) o ricorrere al TAR entro 60 giorni o al Capo dello Stato entro 120 giorni. Si decise di ricorrere al Capo dello Stato affidando la difensiva al consulente legale della REA, avv. Sabato Perna di Napoli. Con Decreto del Presidente della Repubblica del 18 gennaio 2011, il ricorso viene accolto: IL REGISTRO DEI PROGRAMMI TRASMESSI E’ DEFINITIVAMENTE SOPPRESSO. Pertanto, le emittenti sanzionate per la stessa ragione possono chiedere il rimborso della somma eventualmente pagata con apposita istanza di autotutela.


COMUNICATO STAMPA SU INDAGINI ASCOLTO ILLEGALI

Roma 6 12 2011 – Indagini ascolto radiofoniche illegali: la REA, l’associazione comunitaria che rappresenta 420 emittenti locali italiane, ha presentato un esposto alle Autorità Antitrust e AGCOM invitandole ad intervenire sulla indagini di ascolto radiofoniche 2012, che fruttano al mercato della pubblicità nazionale e locale 500 milioni di euro, affinché siano effettuate con il crisma di assoluta legalità. Secondo il parere della REA il modulo delle indagini di ascolto radiofoniche che vorrebbe adottare la società Sfk Eurisco non rispetta la disciplina indicata nella Delibera AGCOM 130/06/CSP. L’AGCOM, ha spiegato il Presidente Diomede, “ha pochi giorni a sua disposizione per mettere ordine al disordine provocato da Gfk Eurisko nel settore. Deve prendere l’iniziativa di aprire un tavolo di lavoro istituzionale con tutti i soggetti interessati nel quale decidere “come, quando e a chi affidare l’incarico” per lo svolgimento delle indagini di ascolto radiofoniche. “Come?” bisognerà tracciare una linea condivisa sulle modalità e tempi di iscrizione, sulle modalità di svolgimento delle interviste, sulla composizione del Comitato scientifico. “Quando?”, per non incorrere nel fatale errore “della gatta frettolosa”, per non ripetere le distorsioni commesse da Audiradio, la saggezza consiglia tempi strettamente necessari per disporre di indagini vere e trasparenti, di massima partecipazione e soddisfazione per tutti. “A chi affidare l’incarico?” , l’AGCOM ha l’obbligo di indire una gara di appalto in ambito nazionale e comunitario per strappare a favore delle emittenti la migliore qualità al minor prezzo” “La pazienza, la tolleranza, l’educazione non deve essere confusa con la “debolezza”, ha precisato il Presidente Diomede dinnanzi al gruppo di lavoro REA appositamente convocato per esaminare la delicata situazione. “Si fa sempre in tempo a rimediare”, ha concluso Diomede, “ma se l’Autorità continuerà a rimanere indifferente, dimostrando di rinunciare a precisi, inconfutabili doveri contemplati dalla legge 249/97 e dalle sue stesse delibere, presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e decine di interrogazioni parlamentari sono già pronte per l’invio ai Gruppi Parlamentari per informarli sulla Torre di Babele costruita a bella posta nel nostro settore per abusare delle locali sia radiofoniche che televisive”                        


RICHIAMO DELLA REA A NON UTILIZZARE FALSI E/O PARZIALI DATI DI ASCOLTO RADIO

Recentemente alcuni soggetti hanno preso l’iniziativa di proporre alle emittenti radiofoniche private indagini di ascolto effettuate da ditte specializzate la cui finalità è alquanto oscura e fuori luogo in considerazione del fatto che spetta all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni restituire agli operatori e al mercato l’importante strumento di rilevazione.

Infatti, la legge 249/97, articolo 1, comma 6, lettera b, n. 11, sancisce: “L’Autorità cura le rilevazioni degli indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione; vigila sulla correttezza delle indagini sugli indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione rilevati da altri soggetti, effettuando verifiche sulla congruità delle metodologie utilizzate e riscontri sulla veridicità dei dati pubblicati, nonché sui monitoraggi delle trasmissioni televisive e sull'operato delle imprese che svolgono le indagini; la manipolazione dei dati tramite metodologie consapevolmente errate ovvero tramite la consapevole utilizzazione di dati falsi è punita ai sensi dell'articolo 476, primo comma, del codice penale; laddove la rilevazione degli indici di ascolto non risponda a criteri universalistici del campionamento rispetto alla popolazione o ai mezzi interessati, l'Autorità può provvedere ad effettuare le rilevazioni necessarie”

Pertanto l’indice di ascolto non conforme alle norme della su citata legge, non può essere utilizzato per il reperimento della pubblicità commerciale e istituzionale. In caso di violazione l’articolo 476 del codice penale prevede la reclusione da uno a sei anni. Ovviamente è fatta salva l’azione giudiziaria in sede civile per il risarcimento del danno economico subito per concorrenza sleale, accaparramento della pubblicità e distorsione del mercato nei confronti delle imprese che hanno utilizzato eventuali dati falsi e/o parziali.

Ciò precisato, è pur vero che il settore ha necessità di dotarsi, in tempi rapidissimi, di uno strumento legale d’indagine per superare la crisi in atto attivando la competitività delle imprese radiofoniche nel mercato della pubblicità. A tal fine, la scrivente associazione, nella recente consultazione promossa dall’AGCOM, ha sollecitato l’emanazione di una delibera affinché, per l’anno 2012, siano effettuate rilevazioni veritiere e trasparenti; svolte cioè direttamente dall’Autorità o da Enti o società di sua fiducia che non siano in conflitto d’interessi con l’attività radiotelevisiva, della pubblicità e delle associazioni di categoria al fine di non ripetere gli errori e i guasti del passato provocati da Audiradio.

Nell’interesse esclusivo del settore, la REA è disponibile per la stesura di una piattaforma congiunta da sottoporre all’approvazione dell’Autorità per indagini serie e legali, ma sarà altrettanto severa e puntuale nel denunciare agli Enti di vigilanza e all’Autorità giudiziaria eventuali casi di illegalità.

San Cesareo, 11 novembre 2011

                                                          REA – Radiotelevisioni Europee Associate


IN SETTIMANA L'AUTORITA' DECIDE SULLE INDAGINI DI ASCOLTO RADIOFONICO

L’unica associazione che ha dato battaglia ad AUDIRADIO è stata la REA. Audiradio ha chiuso battenti. Le indagini di ascolto del 2012 valgono 500 milioni di euro di pubblicità radiofonica che non possono essere appannaggio di reti e circuiti radiofonici con  indagini di ascolto ballerine. All’Autorità spetta per legge il diritto-dovere di curare e vigilare sulle indagini di ascolto. Noi non vogliamo che venga costituita un'Audiradio BIS. Vogliamo indagini serie, vere, svolte dalla stessa Autorità o da una società che non sia partecipata da coloro che hanno fatto il bello e cattivo tempo per accapparrarsi in esclusiva la pubblicità territoriale e nazionale. Pertanto dobbiamo far sentire all’Autorità la nostra voce. La REA impegna tutte le emittenti, associate e non associate, a inviare ai seguenti indirizzi, con la massima urgenza, la petizione  “AUDIRADIO BIS NO GRAZIE .

c.calabro@agcom.it; antonio.catricala@agcm.it ; r.napoli@agcom.it ; e.savarese@agcom.it ; s.sortino@agcom.it ; a.martusciello@agcom.it; r.viola@agcom.it; g.stazi@agcom.it; s.mannoni@agcom.it; n.dangelo@agcom.it; antonio.diomede@tiscali.it; m.lauria@agcom.it; luigi.fiorentino@agcm.it

Siamo in tanti, facciamoci rispettare, abbattiamo i black bloc della violenza radiotelevisiva. Ora o mai più.....

San Cesareo, 31 ottobre 2011       REA - Radiotelevisioni Europee Associate


EMANATO IL BANDO CONTRIBUTI ALLE TV LOCALI

(un’altra occasione perduta per la riforma del Regolamento 448/98)

Dopo sette mesi di inutile, lunga attesa durante la quale le emittenti locali si aspettavano una salutare Riforma del Regolamento sui contributi della 448/98, il 13 settembre scorso, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Bando 2011 senza alcun segno di cambiamento in favore della piccola e media impresa televisiva. Le emittenti locali, specie quelle a forte rischio di chiusura (le comunitarie), si aspettavano regole di ripartizione più eque e, soprattutto, con elementi di valutazione sganciate dai possibili “brogli” del fatturato e delle assunzioni “fasulle”. La REA, i Corecom, gli Uffici AGCOM e del Ministero, tutti si aspettano una profonda riforma di quel “maledetto” Regolamento che tanto malcontento e contenzioso ha prodotto tra le emittenti e tra queste e la stessa Amministrazione. Invece, tutto è rimasto come prima, peggio di prima se si considera che, per effetto dello switch off , alcune emittenti non sono riuscite a piazzarsi in graduatoria tra le prime posizioni perdendo così quelle preziose risorse economiche che le mantengono ancora in vita. Paolo Romani deve capire che quel Regolamento è roba da “bisca” che se non si decide a riformare in senso “giusto ed onesto”, prima o poi lo metterà nei guai con la giustizia per insana amministrazione del danaro pubblico. Non può essere più tollerato che, ad esempio, l’80% dei contributi sia assegnato con il criterio del maggior fatturato che, come sappiamo, non è controllabile e controllato. Non può più essere tollerato un maggiore punteggio per possibili finte assunzioni fatte da ex badanti, giardinieri di ville, mogli, nipoti, zie, amici e parenti allo scopo di salire nella graduatoria dei contributi “buoni”. Questo giochetto è noto, ma a Largo Brazzà, pare sia sconosciuto. Qualcuno continua a chiamarlo “dignità d’impresa”. Sarebbe meglio definirlo “gioco del governo ladro”. Il termine ultimo per presentare le domande è il 13 ottobre per le tv e il 30 ottobre per le radio. Agli associati REA verranno inviati i fac simili di domanda in tempo utile.


I CORECOM SCENDONO IN CAMPO A FIANCO DELLE LOCALI E DELLA REA

 (Vendita all’asta dei nove canali 61-69 - Canali rubati alle locali e regalati a RAI e Mediaset - Piano LCN truccato – Regolamento contributi truffa)

La reazione dei Presidenti delle Regioni e dei Corecom al “Mostro Giuridico” messo in piedi dal Governo del conflitto d’interessi per mano di Paolo Romani è arrivata come “il cacio sui maccheroni” dopo la sentenza del Consiglio di Stato sull’LCN e il Rapporto di Servizio sullo switc–off inviato dalla REA ai Presidenti delle Regioni, dei Corecom e al Capo dello Stato.

Pubblichiamo integralmente un lancio dell’agenzia di stampa ASCA sulla presa di posizione del Presidente del Consiglio Regionale Puglia, Onofrio Introna, nonché Referente dei Corecom nella Conferenza dei Presidenti delle Assemblee regionali e delle Province autonome.

TV: INTRONA, FAR WEST DIGITALE, I CONSIGLI CHIEDONO INCONTRO A ROMANI

(ASCA) - Bari, 31 ago - "Truffa delle frequenze tv, Far West dell'etere, mancati incassi per lo Stato, canali impacchettati e munificamente donati a Rai e Mediaset a spese dei contribuenti, tagli dei fondi alle emittenti locali, attacco al pluralismo: la transizione verso il digitale terrestre non è rosea, faccio mia la denuncia del saccheggio dell'etere espressa dalla stampa nazionale". Ad affermarlo con determinazione è il referente per i Corecom nella Conferenza dei presidenti delle Assemblee regionali e delle Province autonome e presidente del Consiglio Regionale della Puglia, Onofrio Introna, che rinnova a nome dei Consigli regionali la richiesta di un incontro urgente al ministro Romani e all'Agcom, per discutere insieme ai Corecom non solo del passaggio al digitale per le regioni ancora in attesa di risposte sui numerosi problemi irrisolti, ma anche e soprattutto del futuro delle emittenti locali, del regolamento per la destinazione dei fondi della 448 e del ruolo delle Regioni''.

''Le preoccupazioni si aggiungono ai dubbi e ai problemi tecnici che stanno ritardando lo switch off nelle ultime aree non ancora digitalizzate'', fa notare il responsabile nazionale per la comunicazione nel coordinamento dell'organismo che riunisce i presidenti delle Assemblee elettive. Introna lamenta le ''incertezze che stanno accompagnando l'intera transizione'', insistendo nella denuncia. ''Le Regioni non intendono rimanere alla finestra'' e proprio nel giorno in cui il Consiglio di Stato conferma il ruolo dei Corecom nell'assegnazione della numerazione dei canali, vogliono ''dire la loro sull'asta e sui regali che il governo si accinge a dare ai più forti''.

''In un periodo di vacche magre - aggiunge - omaggiare i soliti noti (Rai e Mediaset) di frequenze che valgono 3 miliardi, significa non solo pugnalare alle spalle il sistema radiotelevisivo locale e il pluralismo, ma anche disconoscere i diritti elementari dei cittadini, già chiamati a grandi sacrifici per salvare il Paese, in questo momento difficile''.

Nel momento in cui si apprende che le offerte per l'attribuzione dei canali dal 61 al 69 ammontano a 2,3 miliardi prima dell'asta, ''l'assegnazione gratuita di 6 multiplexer DTT nazionali non fa che rafforzare il duopolio e affossare il pluralismo'', a scapito delle emittenti locali.

Queste perdono le frequenze migliori senza poter nemmeno ricorrere al Tar, che riconoscerebbe loro solo un ristoro economico''.

"In tempo di crisi, quando il mancato introito anche di pochi euro da parte dello Stato si scarica sulle famiglie e sull'italiano medio - osserva Onofrio Introna - poniamo con forza il problema politico al Ministero e all'Agcom: l'assegnazione delle nuove frequenze digitali tv a Mediaset e Rai avviene a titolo gratuito (un simpatico cadeau per le aziende), perché invece non mettere a bando le 6 frequenze che si vanno a regalare? Un'asta regolare sarebbe in grado di garantire tre miliardi di euro, in tal modo difenderemmo non solo le casse dello Stato ma anche il pluralismo e i cittadini stessi. Sono loro, gli italiani, i veri ''azionisti' del Governo e delle Autorità indipendenti ed e' nostro dovere intervenire''.

Secondo il referente nazionale dei Corecom, potrebbe essere destinato alle emittenti locali ''una parte del tesoretto delle frequenze digitali ritagliato da Agcom per aumentare il pluralismo tv in ossequio agli impegni assunti dal governo italiano con l'UE e quello che eventualmente si ricaverebbe dalla nuova asta del beauty contest. L'emittenza, infatti, vede aggiungere al danno la beffa, ovvero l'esproprio coatto delle frequenze per regalarle a Rai e Mediaset''.

Molte regioni italiane hanno già messo a disposizioni risorse notevoli per aiutare le antenne locali nella transizione al digitale, ''ma non sappiamo ancora come i problemi saranno risolti. Uno slittamento non inferiore a sei mesi per il processo di assegnazione del digital dividend interno sembra più che probabile, per non parlare del contenzioso già in atto e che potrebbe esplodere''.

''Porterò' problemi e proposte - conclude il presidente Introna - al centro di incontri nazionali con i vertici dei Corecom e con i colleghi dei Consigli regionali, in programma già nei prossimi giorni''. 

San Cesareo, 2 settembre 2011


                                                          L. C. N.

IL 30 AGOSTO 2011 SUONERA’ LA CAMPANA DELLA CHIAREZZA?

(sarà l’inizio del confronto a viso scoperto tra gli interessi delle piccole e medie emittenti locali e i gruppi di potere del sistema radiotelevisivo italiano)

Nell’udienza del Consiglio di Stato del 30 agosto 2011, quale passaggio obbligato per poi giungere eventualmente alla Corte Costituzionale, si discuterà se è giusto o meno abbattere uno dei Mostri Giuridici dello switch off  qual’è la Delibera emanata dall’AGCOM sulla disciplina dell’ordinamento automatico dei programmi sul telecomando.  Si presenteranno in campo due squadre in difesa di “interessi contrapposti”. La squadra delle Piccole e Medie imprese locali e  la squadra delle Reti private dominanti rappresentate da DGTVi - FRT – AERANTI/CORALLO.

Nella formazione della squadra delle Reti vi è una “incomprensibile” partecipazione; la presenza del CORALLO, espressione della piccola e piccolissima emittenza locale di area cattolica, anch’essa penalizzata dal Mostro come giustamente ha messo ben in evidenza  “L’Avvenire” nella sua efficace campagna giornalistica sulla mattanza delle emittenti televisive cattoliche.  In concreto cosa si giocano le due squadre nell’udienza di martedì prossimo?

  • La prima squadra, quelle delle locali, nella quale la REA gioca nel ruolo di attaccante,  sostiene la necessità di rivedere  la “mostruosa”  Delibera  AGCOM 366/11/CONS che ha “confinato” sui numeri alti e altissimi del telecomando (LCN) le emittenti locali “storiche e  comunitarie”;
  • L’altra squadra, quelle delle Reti private dominati,  sostiene, ovviamente, la Delibera AGCOM in quanto ha “beneficiato”  dei primi numeri del telecomando. Ad esempio,  Mediaset & C. sono piazzati dal n. 4 al n. 9 senza alcuna ragione oggettiva per “storicità” e “qualità di programmazione” rispetto a tante emittenti locali che hanno fatto la “storia della televisione sul  territorio”. Infatti, i criteri prevalenti per l’assegnazione  dell’LCN previsto dalla Delibera sono: il privilegio di essere Rete nazionale a grande diffusione e di risultare tra le prime nelle graduatorie stilate dai Corecom per l’assegnazione dei contributi a fondo perduto, ex legge 448/98, che è una vera vergogna solo parlarne per come è fatto quel Regolamento. Con simili criteri è chiaro che la stragrande maggioranza delle emittenti storiche e  comunitarie, di fatto, contrariamente alle chiacchiere che va raccontando AERANTI, “sono sparite dal video”.

E’ tanto vero quanto lamentato dalle locali  con  pertinenti ricorsi presentati  in sede di giustizia amministrativa che il TAR del Lazio ha emesso una sentenza di annullamento della “mostruosa” delibera proprio per consentire all’Autorità di poterla modificare. Si da il caso  però che l’AGCOM e il Ministero (P. Romani), appoggiati da FRT, ovvero Mediaset – DGTVi ovvero sempre Mediaset – Telecom Italia Media – Aeranti – Corallo –HSE24 – Class Editori – ATDI,   siano prontamente intervenute presso il Consiglio di Stato chiedendo il “congelamento” della sentenza del TAR fino alla definitiva sentenza di merito. A parte il fatto che non si comprende lo scopo per cui il Corallo abbia affiancato le sue piccole emittenti agli interessi assai diversi delle Reti, il predetto congelamento è stato concessoMa non sposta i termini delle più che legittime ragioni delle emittenti locali nel pretendere che “non siano cancellate dal video” per via di una becera operazione di potere esercitata attraverso la gestione numerica del telecomando.  Pertanto l’udienza del 30 agosto, se l’Autorità non si deciderà a convocare un Tavolo per rivedere la delibera, sarà solo l’inizio di un doloroso percorso giudiziario per tutti. Certo è che, per ora, il primo goal è a favore delle locali, ma la partita è ancora aperta e si spera che l’arbitraggio non sia assegnato ad un  “arbitro cornuto”.

Il seguito del percorso giudiziario si vedrà come andrà a finire, ma la REA è fiduciosa nella Giustizia e soprattutto  nella forza di quelle locali determinate a difendere i propri diritti con le unghie e con i denti.  A tal proposito, l’avvocato Domenico Siciliano, interpretando il pensiero delle locali che hanno subito danni LCN, ha dichiarato:La situazione che sta emergendo nella causa di appello dimostra di per sé il fallimento del piano LCN. A questo punto l’esito del giudizio diventa secondario, il fatto stesso che l’appello abbia creato una contrapposizione così accesa dovrebbe indurre l’Autorità di garanzia ad avviare responsabilmente un confronto con le emittenti e le rappresentanze associative per modificare il piano in tempi brevissimi”.

Pertanto, prima che la questione degeneri oltre gli interessi di tutto il processo di digitalizzazione della tv italiana, l’Autorità farebbe bene a prendere  “a volo” tale proposta in modo da formare subito il Tavolo per avviare, in tempi strettissimi,  una seria discussione per rivedere la delibera.

Sbagliano i Re, sbagliano i Papi, si ammetta umilmente di aver sbagliato e si corregga in fretta ciò che è necessario correggere. La proposta della REA è di far pagare un adeguato canone annuale alle emittenti che occupano i numeri dal 4 al 9. Ad esempio 5 milioni di euro/anno che andranno a formare un fondo di sostegno di 45 milioni di euro da erogare alle  emittenti locali destinate a traslocare sui numeri più alti del telecomando (oltre il 30); di riservare i numeri dal 10 al 19, in via esclusiva, alle emittenti locali storiche. Ovviamente, la proposta è da condividerla con altre associazioni, ma il concetto deve essere chiaro: i primi numeri  del telecomando non devono essere regalati ancora una volta a Mediaset & C. Questi signori hanno già goduto di tantissimi privilegi grazie al noto conflitto d’interessi di cui tutto il pianeta è a conoscenza.  

Le emittenti locali non possono morire per causa loro!

Accantonando le “funeste” previsioni presagite da AERANTI sulla irreversibilità di modifica, della Delibera,  l’operazione si potrebbe portare a termine entro il mese di settembre. Per l’interesse comune di salvaguardia del settore, la REA si candida per una ragionevole mediazione.  Nella vita non c’è nulla di “irrevocabile” e di “irreversibile” (tranne la morte). Tutto si può fare, basta l’onestà e la buona volontà per rimediare ai guasti provocati.

Siamo convinti che l’iniziativa verrebbe apprezzata da tutti in quanto renderebbe giustizia e speranza per una dignitosa esistenza a tutti i soggetti in campo senza privilegi e vie preferenziali. 

Con tale livello di conflittualità tra le emittenti, non voglia, però, Corrado Calabrò, uomo di legge,  Presidente di una delle più prestigiose Autorità dello Stato, pur di sostenere la bontà della sua delibera, legittimare in sede di Udienza le indebite pressioni organizzate da AERANTI sul Consiglio di Stato con la notifica di  “decine di dichiarazioni” firmate da presunti sostenitori della delibera, alcune delle quali potrebbero essere state strappate alla reale volontà dei rappresentanti legali delle emittenti oppure sottoscritte con scarabocchi   o, altre ancora, rilasciate in perfetta  “buona fede”.  A tal riguardo è in corso un’indagine per accertare la validità e  l’autenticità di quelle dichiarazioni.

Consideri, invece, responsabilmente,  le altrettante numerose costituzioni  “ad opponendum” presentate dalle locali ricorrenti effettuate, come prevede la legge con firme autenticate e convochi subito, oggi stesso, il Tavolo per discutere del merito della questione con il criterio della buona ragione, della giustizia e dell’onestà istituzionale.

San Cesareo, 29 agosto 2011


COMUNICATO URGENTISSIMO 

IL 30 AGOSTO 2011 IL CONSIGLIO DI STATO DECIDERA’ SUL DESTINO DELLE EMITTENTI TELEVISIVE LOCALI

 Com’è noto il TAR del Lazio, con la sentenza del 29 luglio u.s., ha annullato la Delibera 366/10/CONS dell’AGCOM che stabilisce il piano di numerazione automatica dei programmi televisivi attraverso il telecomando altrimenti detto LCN.  

Per come è stato concepito, il piano LCN è stato aspramente criticato dalla totalità delle emittenti locali le quali si sono viste relegate ai numeri più alti del telecomando con regole a dir poco “punitive” dal momento che sono state agganciate alle graduatorie formate dai Corecom per la erogazione dei contributi derivanti dalla legge 448/98 le quali, a loro volta, come sappiamo, sono spesso finite sotto inchiesta per  gravi irregolarità. Ma non è solo questo il problema. La verità è che quel Regolamento, il DM 5 novembre 2004 n. 292,  è fortemente “sperequativo” e non poteva essere preso come punto di riferimento “valido” per stabilire criteri così determinanti per la esistenza delle emittenti.   

Poi, c’è la questione politica di fondo. L’AGCOM ha voluto “favorire” le reti nazionali private, prime fra tutte le tre reti Mediaset, alle quali sono state assegnati i primi nove numeri del telecomando.  

A tal proposito abbiamo  sempre sostenuto che le sofferenze subite dall’emittenza televisiva locale sono direttamente collegabili alla mancata esecuzione della famosa sentenza della Corte Costituzionale che ordinava a Rete Quattro di lasciare il terrestre e, semmai, trasferirsi sul satellite. Se quella sentenza fosse stata eseguita, ora, sicuramente, il pianificatore avrebbe avuto maggiori disponibilità di risorse radioelettriche e, conseguentemente, maggiori disponibilità LCN per le locali. Va anche detto che l’AGCOM non ha tenuto conto del fatto che le private, nazionali e locali, hanno avuto dallo Stato in concessione gratuita le frequenze e che, per tale evidente ragione, anche riguardo alla assegnazione dell’LCN dovevano essere trattate tutte alla stessa stregua. Allora perché privilegiare le reti private di Mediaset rispetto alle reti private locali? Se Tremonti  fosse il ministro delle finanze  di un Governo senza conflitti d’interessi , visto che Mediaset non ha cacciato un becco di un quattrino per gestire centinaia frequenze dello Stato e visto che il Codice delle comunicazioni elettroniche (articolo 35)  ha attributo alle nazionali un canone annuale “simbolico” di  € 122.100 (mentre le locali dovrano pagare fino a  € 68.000/anno!!!), con la legge di stabilità, non avrebbe avuto difficoltà a mettere all’asta i primi nove numeri del telecomando in modo da finanziare la conversione del digitale sopportata dalle locali. In pratica avrebbe applicato l’antica e saggia formula  “una mano lava l’altra e due mani lavano  il viso” rendendo giustizia ai principi della “equità e trasparenza”.  

 Si potrebbe continuare con altre ragioni, ma il succo del discorso è che la Delibera dell’AGCOM sull’LCN fa parte “dell’impeachment” del Digitale Televisivo Terrestre Italiano “voluto e organizzato dal Governo del conflitto d’interessi” contrario a qualsiasi soluzione che non fosse l’interesse delle aziende del capo del Governo.  

 Ora, con la sentenza 68014/11 del TAR del Lazio, le regole del gioco possono cambiare in favore delle locali rimettendo in discussione i criteri del piano LCN. Romani, Calabrò e DGTVI tremano mentre Aeranti e FRT li confortano annunciando di sostenere “la distruttiva Delibera LCN” che toglie definitivamente dal video e dal  mercato l’emittenza televisiva locale privando il territorio di uno strumento informativo democratico e pluralistico sancito dalla Costituzione.  

Dunque il 30 di agosto, davanti al Consiglio di Stato, si vince o si perde? No, non è cosi ma è meglio vincere per facilitare il percorso di arrivare fino alla Corte Costituzionale per chiedere di inficiare alcune norme fondamentali lesive dei diritti delle emittenti, dei cittadini e delle imprese quali la libertà di informare e di essere informati senza alcun pregiudizio tecnico, politico e/o economico e quello di non dover essere costretti  a chiudere l’impresa.  

Per queste ragioni, la REA, si costituirà davanti al Consiglio di Stato “ad opponendum all’AGCOM e al Ministero” in difesa dei diritti delle emittenti televisive locali. 

A maggior ragione le emittenti interessate (associate e non) hanno il diritto-dovere di costituirsi a fianco della REA per difendere l’azienda, il lavoro, la libertà d’informazione. 

Come fare per costituirsi “ad opponendum”: 

  1. chiedere alla REA ( info@reasat.it ) la copia dell’atto di costituzione già predisposto e curato dall’Avvocato Domenico Siciliano;
  2. autenticare l’atto con semplici modalità che verranno comunicate a parte;
  3. faxare o inviare via mail l’atto autenticato alla REA;
  4. il tutto deve pervenire alla REA ( info@reasat.it ) entro e non oltre mercoledì 24 agosto

Se arrivano proposte di altre associazioni come comportarsi?: 

  1. le note associazioni interessate a difendere gli interessi delle reti nazionali e del Governo Berlusconi, l’artefice del massacro dell’emittenza locale, si stanno dando da fare per intorbidire le acque proponendo alle emittenti di costituirsi “ad adiuvandum” in favore dell’AGCOM e del Ministero;
  2. coloro che aderiranno a tale iniziativa è bene sappiano che sarà la loro fine e che possono prepararsi a chiudere battenti;
  3. non si dica, poi, di non saper nulla: emittente avvisata è mezza salvata!!!

Se vogliamo vincere questa battaglia giudiziaria e politica cosa dobbiamo fare? 

  1. DOBBIAMO ESSERE IN TANTISSIMI A COSTITUIRCI IN GIUDIZIO;
  2. QUINDI PASSARE QUESTA COMUNICAZIONE ALLE EMITTENTI CHE SI CONOSCONO ANCHE SE SONO SCOMODE CONCORRENTI. SI LOTTA PER UNA SOLA CAUSA. PENSARE DI SALVARSI CON LA CHIUSURA DEL VICINO E’ SUICIDA!! POI TOCCHERA’ A VOI. QUESTO E’ CIO’ CHE VOGLIONO.
  3. TOGLIERE IMMEDIATAMENTE LA FIDUCIA A  AERANTI E A FRT;
  4. ADERIRE IMMEDIATAMENTE ALLA REA O ALLE ASSOCIAZIONI DEL CARTv . A RICHIESTA VERRA’ INVIATA LA PROPOSTA ASSOCIATIVA REA SEMPLICEMENTE SCRIVENDO A     info@reasat.it

Se farete gli agnostici, peggio per voi. Ci auguriamo di risentirvi. Buon lavoro e cordiali saluti.

San Cesareo, 06 agosto 2011 

                         REA – Radiotelevisioni Europee Associate

                                  Antonio Diomede, Presidente


L’IMBROGLIO DEL DIGITALE TELEVISIVO TERRESTRE ITALIANO

(il TAR del Lazio annulla la delibera LCN mentre Romani, AGCOM, FRT e AERANTI tremano – la REA invita Calabrò a dimetttersi)

 Con la sentenza del TAR del Lazio del 29 luglio scorso, che annulla la Delibera 366/10 sull’ordinamento dei canali tv sul telecomando, l’ora della verità sull’imbroglio del digitale televisivo terrestre italiano si avvicina. L’artefice del ricorso contro l’AGCOM e il Ministero dello Sviluppo Economico è stato il Comitato Radio Televisioni Locali aderente al CARTv del quale, com’è noto, fa parte attivamente la REA. Le ragioni esposte dall’Avvocato Domenico Siciliano per conto della ricorrente sono chiarissime e difficilmente contestabili nonostante il Consiglio di Stato abbia accolto l’istanza AGCOM per la sospensiva della sentenza fino alla udienza del 30 agosto 2011.  Commentando la decisione del Consiglio di Stato, l’Avvocato Domenico Siciliano, consulente legale della REA, ha chiosato: spiace rilevare che l’Autorità di garanzia agisca per iniziativa unilaterale su una questione vitale per il comparto televisivo anziché confrontarsi con animo sereno e nei tempi giusti con le legittime aspettative di chi ogni giorno rischia in proprio in una situazione estremamente difficile, per continuare a rendere con lealtà e passione un servizio di interesse pubblico com’è l’attività radiotelevisiva”.  

Dunque il verdetto finale è rinviato a fine mese, ma la speranza è l’ultima a morire e la REA si batterà fino alla fine, anche ricorrendo alla Corte Costituzionale,  affinché venga fatta giustizia per il massacro delle emittenti televisive locali eseguito dal Governo Berlusconi e dall’AGCOM di Calabrò che ha voluto politicizzare un evento epocale di trasformazione tecnologica che doveva essere neutrale, utile e funzionale allo sviluppo del Paese in una becera operazione di potere in  favore dei gruppi dominanti della comunicazione televisiva nostrana e della telefonia mobile multinazionale. 

La REA chiede una nuova Delibera di riordino LCN agganciata a criteri “sani e trasparenti” che assicuri alle emittenti storiche presenti sul territorio di poter competere nel  mercato, a pari  condizioni e pari  dignità, con le reti nazionali private e con la rete pubblica.  Attualmente sono centinaia i fornitori di contenuti privi di LCN. Pertanto, è cosa buona e giusta prevedere nella nuova Delibera  l’assegnazione  LCN agli operatori di rete in modo da garantire ai fornitori di contenuti ospitati sulla rete “certezza di esercizio”  fin dal rilascio dell’autorizzazione ministeriale alla diffusione dei programmi televisivi.   

Gli editori televisivi locali devono rendersi  conto che la battaglia giudiziaria in atto è la naturale “opposizione” delle tv locali più consapevoli al disegno politico del Governo e dell’AGCOM di Calabrò per metterle in liquidazione. Pertanto nella seduta del Consiglio di Stato del 30 agosto dobbiamo essere in tanti a sostenere le nostre ragioni costituendoci “ad opponendum”.  Ovviamente la REA sarà in prima fila con le emittenti rappresentate, ma lasciando da parte le tessere di iscrizione, per la difesa di vitali interessi comuni,  è fondamentale che tutte le emittenti si costituiscano. L’atto di costituzione deve essere immediatamente richiesto scrivendo a info@reasat.it  

Non vogliamo esprimere ulteriori giudizi sulla gestione AGCOM relativa al  processo del DTT italiano, ma per dimostrare la propria indipendenza dalla politica governativa, bene farebbe il Presidente Calabrò a rimettere il proprio mandato nelle mani del Parlamento.


 

L’AGCOM  CONSULTA LA REA SUL PIANO DELLE FREQUENZE TV IN TECNICA DIGITALE PER LIGURIA TOSCANA UMBRIA E MARCHE

(Il massacro delle tv locali voluto e organizzato dalla mala politica del governo Berlusconi si avvia verso la fine estrema – Appello al Capo dello Stato per la difesa delle libertà costituzionali)

 Per il rispetto che abbiamo verso tutte le tendenze politiche non avremmo mai voluto esprimerci nei termini che ora stiamo per scrivere.  Il governo Berlusconi nel quale molti di noi hanno creduto per il rinnovamento del Paese “post prima repubblica” si è rivelato il più acceso massacratore delle libertà democratiche nate dalla Resistenza. Perfino Tambroni è da riconsiderare rispetto a Berlusconi.  La differenza tra i due uomini politici è che Tambroni mirava a un ripristino nostalgico degli ideali fascisti attraverso la costituzione di superpoteri paralleli a quelli legittimi dello Stato, poi, miseramente sconfitto dalle forze democratiche del Paese e dalla società civile; Berlusconi è determinato nella  conquista apparentemente “legale”  del terzo potere dello Stato (quello mediatico) attraverso leggi e leggine che accentrano nelle sue mani la proprietà di televisioni, giornali, radio, reti telefoniche, reti di comunicazione di ogni ordine e grado in modo da assicurarsi, una volta uscito di scena dalla politica attiva, il controllo effettivo del Paese. In tale percorso, disgraziatamente, si sono trovate le piccole e medie tv locali condannate a “morte certa” senza possibilità di appello  come prevede l’articolo 25 del decreto legge 98/2011 in violazione dell’articolo 24 della Costituzione. In sostanza, diversamente da Tambroni il quale usava i poteri occulti dello Stato per fini unicamente reazionari, Berlusconi avvalendosi del potere costituzionale di promulgare leggi, con il decreto 98/2011,  ha cambiato le regole della Costituzione annullando il  potere d’intervento della magistratura per fini unicamente personali.  La questione è delicatissima e se dovesse passare tale regola legislativa dobbiamo prepararci alla mobilitazione democratica per salvaguardare i diritti costituzionali dei cittadini.  Siamo ansiosi di capire quale sarà la posizione del Capo dello Stato anche se negli ultimi tempi ci è sembrato di intuire che Lui, Giorgio Napolitano, per il bene dell’unità nazionale,  è contrario a  soluzioni traumatiche.  Pare preferisca un “mal governo” ad un “non governo” , ma ora la misura è colma e dovrà decidersi se affrontare la questione in termini di appoggio Presidenziale al “governo dei provvedimenti anticostituzionali” o di “garante dei diritti dei cittadini” anche a costo del richiamo alla mobilitazione generale del Paese. Nell’anno della celebrazione dei 150 della unità d’Italia, il nostro Presidente, non può consentire a un manipolo di affaristi di distruggere gli ideali di  libertà nazionale. Il 28 luglio 1976 fu pubblicata  la sentenza 202 della Corte Costituzionale con la quale, in attuazione dell’articolo 21 della Costituzione,  cessò il monopolio radiotelevisivo restituendo al Paese quella libertà d’informazione che il regime fascista aveva soppresso.  Il nostro Presidente non può consentire al governo Berlusconi di rimettere in discussione, con i suoi mezzi e per i suoi interessi, trentacinque anni di libertà di antenna.  

E’ in questo duro, ma reale contesto politico che si è svolta la consultazione della REA davanti all’Autorità di Calabrò per prendere atto del nuovo piano delle frequenze tv in tecnica digitale per le regioni Liguria, Toscana, Umbria e Marche studiato  a tavolino dal Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani  per favorire unicamente i soggetti dominanti RAI e Mediaset e per massacrare le emittenti locali. In sostanza il piano prevede: 1) l’assegnazione delle frequenze pregiate (coordinate con i Paesi confinanti) a RAI e Mediaset; 2) le frequenze non coordinate (ovvero non protette dai segnali esteri) alle locali in base ad una graduatoria che verrà pubblicata nelle prossime settimane e che come , abbiamo già detto, non si potrà ricorrere alla Magistratura per la norma incostituzionale inserita a bella posta dal governo nel decreto legge  98/2011. La consultazione si è conclusa con una retorica quanto inutile rassegna di argomenti relativi alle specifiche tecniche e di norme  conosciute.

Non ci resta che confidare in un intervento decisivo del Capo dello Stato affinché blocchi  il reazionario disegno politico del governo il quale, siamo convinti, mira dritto alla repressione delle libertà d’informazione, d’impresa e d’intervento della Magistratura al fine della scalata al Terzo Potere dello Stato (quello mediatico) della ditta Berlusconi.  La REA, come sempre, è disponibile per una mobilitazione democratica di massa con quelle forze politiche particolarmente sensibili alle libertà costituzionali.  

San Cesareo, 12 luglio 2011 

                                          REA – Radiotelevisioni Europee Associate

                                                   Antonio Diomede, Presidente


     CONFERENZA STAMPA CARTv - L'ESPROPRIO DELLE TV LOCALI NON DEVE PASSARE - I DIRITTI COSTITUZIONALI NON SONO IN VENDITA - L'APPELLO AL CAPO DELLO STATO

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      SPECIALE CANONE RAI

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POLIZIESCO PROVVEDIMENTO DEL GOVERNO BERLUSCONI "audio"

(vuole, a tutti i costi, anche con la forza,  appropriarsi dei canali delle locali. Forse è il preludio di un  “golp bianco?”)

Il Governo è passato dalle minacce ai fatti con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 75 del 27 giugno 2011 del  Bando di Gara per la vendita dei nove canali 61-69 delle televisioni locali  alle compagnie della telefonia mobile. Nella giornata di domani Silvio Berlusconi e Paolo Romani intendono far approvare dal Consiglio dei Ministri un emendamento “POLIZIESCO” alla Manovra economica che obbliga, perentoriamente,  le locali a lasciare le frequenze delle locali  ai telefonici, pena l’intervento della polizia postale e l’applicazione dell’articolo 98 del Codice delle Comunicazioni che prevede la reclusione fino a tre anni. Il Governo continua a sostenere che “esiste un preminente interesse nazionale alla sollecita liberazione e assegnazione delle frequenze” ma sappiamo che così non è. Siamo, invece, convinti, che il progetto governativo consolida ancor più  “gli interessi della ditta Berlusconi & C” e che  potrebbe   far parte di un pericoloso progetto politico mirato all'accentramento dei mezzi di comunicazioni nelle mani di malintenzionati propensi a  sottomettere il Paese con la forza. Proprio ieri, in occasione della conferenza del CARTv tenutasi a Roma,  Piazza Monte Citorio, il Presidente della REA, Antonio Diomede, ha lanciato un segnale di allarme in tal senso rivolto alle forze politiche e al Capo dello Stato affinchè intervengano per bloccare i provvedimenti incostituzionali emanati dal Governo Berlusconi.  Intanto la REA invita le emittenti locali (indistintamente) a non farsi intimidire e a seguire, passo passo, la difesa che il collegio legale dell’associazione sta predisponendo per respingere tali  provvedimenti in tutte le sedi giudiziarie ivi compresa la Corte Costituzionale. Quella Corte che il 28 luglio 1976 liberalizzò l’etere e scagionò dal reato penale “di installazione o esercizio di impianto di radiodiffusione televisiva” un certo signor Paolo Romani


"L'ESTINZIONE DI AUDIRADIO E' COMPIUTA"

E' stata una grande battaglia vinta moralmente della REA contro le grandi lobby della radiofonia italiana e ostacolata dalle note associazioni compiacenti FRT e AERANTI-CORALLO in qualità di nuovi soci di una organizzazione in via di rottamazione. Ora tocca rimboccarci le maniche per pressare l'Autorità ad intervenire con la massima urgenza affinchè il comparto abbia un ente rilevatore serio e neutrale per misurare la competizione delle emittenti in un libero mercato non inquinato o, peggio, manovrato dalle lobby specializzate nella distorsione delle regole. A tal proposito il Presidente della REA, Antonio Diomede, ha inviato all'Autorità una lettera nella quale chiede " urgentissimi interventi per il ripristino delle indagini  di ascolto, in modo corretto e trasparente, delle emittenti radiofoniche locali al fine di compensare il salutare vuoto lasciato dalla società Audiradio attrice nel passato di pubblicazioni anomale, distorsive e ingannevoli nei confronti sia delle imprese radiofoniche sia delle agenzia di pubblicità e degli inserzionisti in genere. A tal proposito allega alla presente il messaggio “audio” diffuso da centinaia di emittenti locali interessate a mettersi lealmente  in competizione sul mercato, ma di essere rilevati da una entità professionale “neutrale” non in conflitto di interessi, com’è fino ad oggi accaduto con la compagine societaria Audiradio".


AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

LE PROPOSTE DELLA REA AL NUOVO REGOLAMENTO PER LA TELEVISIONE DIGITALE TERRESTRE

(Audizione del 17 giugno 2011)

Il 17 giugno scorso la delegazione della REA – Radiotelevisioni Europee Associate - , rappresentata dal Presidente Antonio Diomede e da Gabriele Betti e Gianfranco Secci, è stata audita dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in merito alle proposte di modifica del nuovo regolamento per la televisione digitale terrestre. L’audizione si è svolta in un clima di attenta analisi delle delicate questioni collegate al processo di trasformazione analogico/digitale delle reti televisive italiane con particolare attenzione alla “crisi di identità mediatica” sofferta dalle emittenti locali per via di un percorso legislativo e regolamentare penalizzante e discriminatorio messo in atto dal governo. Il Presidente, Antonio Diomede, ha tenuto a precisare che la REA, a prescindere dai  nuovi provvedimenti regolamentari che l’Autorità andrà a deliberare dopo le audizioni, ricorrerà al Capo dello Stato e alla Corte Costituzionale per far valere l’incostituzionalità di quelle norme di  legge che il governo ha varato contro le libertà d’informazione e d’impresa, quali la vendita di nove canali televisivi alle multinazionali della telefonia mobile (articolo 4 decreto legge 34/11 del 31 marzo 2011, trasformato in legge n. 75/11 e relativi collegati). La REA ha dunque proposto una serie di emendamenti mirati a facilitare sia la fase di  transizione al digitale che l’assetto definitivo introducendo norme  non discriminatorie e assolutamente trasparenti rispetto alle reti nazionali e ai nuovi soggetti provenienti dall’estero. Le proposte della REA sono riepilogate nei seguenti punti essenziali:

     1) L’autorizzazione in ambito locale in più bacini regionali è rilasciata esclusivamente a società di capitali o cooperative con capitale sociale interamente versato, non inferiore, al netto delle perdite risultanti dal bilancio, a euro 155.000 (centocinquantacinquemilaeuro), che impieghino, all’inizio dell’attività, non meno di quattro dipendenti in regola con le vigenti disposizioni di legge in materia previdenziale;

     2) L’autorizzazione in ambito locale in più bacini provinciali è rilasciata esclusivamente a società di capitali o cooperative con capitale sociale interamente versato, non inferiore, al netto delle perdite risultanti dal bilancio, a euro 100.000 (centomilaeuro), che impieghino, all’inizio dell’attività,  non meno di tre dipendenti in regola con le vigenti disposizioni di legge in materia previdenziale; 

3.     3) L’autorizzazione  in ambito locale per un solo bacino provinciale è rilasciata esclusivamente a società di capitali o cooperative con capitale sociale interamente versato, non inferiore, al netto delle perdite risultanti dal bilancio, a euro 50.000 (cinquantamila), che impieghino, all’inizio dell’attività,  non meno di due dipendenti in regola con le vigenti disposizioni di legge in materia previdenziale; 

4.   4) L’articolo 17 lì dove afferma (comma 3) che agli operatori di rete televisiva in ambito locale si applicano le disposizioni contenute nell’articolo 4 del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, dal punto di vista giuridico, non ‘ costituzionale.   Infatti tale disposizione di legge è contestata da tutte associazioni di categoria e, senza ombra di dubbio, sarà portata al giudizio della Corte Costituzionale per violazione dell’articolo 21 della Costituzione sul diritto d’informazione e per la violazione del diritto d’impresa. A tal proposito, si sottolinea che l’Autorità, con la Delibera 497/10/CONS, ha ammesso di aver tutelato e privilegiato le frequenze delle reti nazionali in sede di coordinamento internazionale, mentre le frequenze assegnate alle locali sono state consegnate alla “decapitazione” dell’articolo 4 del Decreto Legge 34/11. Per sanare, per quanto possibile una situazione di evidente disparità di trattamento e di palese violazione degli anzidetti diritti costituzionali, si invita l’Autorità a riesaminare il piano di assegnazione delle frequenze e/o impegnarsi a svolgere un’efficace attività di coordinamento per tutelare le frequenze già assegnate alle locali; 

5.  5) Premesso che l’uso efficiente del mux non dipende dalla volontà dell’operatore di rete ma dall’andamento del mercato e dalle condizioni socio economiche in cui opera, si chiede di differire tale obbligo di almeno tre anni per poi rivedere la materia “ambito per ambito di diffusione”.  Si fa presente che tale obbligo, in alcuni casi,  non può comportare la revoca automatica dell’autorizzazione.  Poniamo il caso della Basilicata, del Molise, del Trentino AA, della Valle d’Aosta e di tanti altri ambiti di diffusione in cui si potrebbe verificare la condizione oggettiva di mercato per cui scarseggiano  i fornitori di contenuti: in tal caso cosa succede? La risposta è intuibile. Pertanto si chiede il differimento di tali obblighi fino al “reale” completo avviamento del mercato dei singoli “ambiti” di diffusione. Tale condizione è facilmente riscontrabile dalla quantità di autorizzazioni rilasciate ai fornitori di contenuti. Dal punto di vista tecnico, si evidenzia che il numero delle reti trasportate e diffuse  necessita di una precisa indicazione in relazione al numero di bit-rate trasportato. Infatti, dal momento che il bit-rate di progetto delle coperture in SFN è di 19,5 Megabit/sec (desunte dalle Delibere AGCOM), conseguente al rispetto dei criteri di sincronia temporale dei trasmettitori sulla fascia di 64 Km, ne deriva che ciascun programma (nel caso di 6 SD) avrà a disposizione 3,2 Megabit/sec, audio compreso, cioè un bit-rate decisamente sofferto (non idoneo) per l’uso di programmi di qualità. Pertanto si chiede di portare il limite massimo di utilizzo del mux a 5 programmi SD. Si evidenzia, inoltre, che l’HD necessita di 8 Megabit/sec e che, pertanto, è possibile diffondere ottimamente due programmi, ma  non tre…. Si spera che in Autorità non si confidi nella falsa assunzione di capacità di 24 Megabit/sec per blocco! A tutto ciò sarebbe utile precisare nel regolamento condizioni  ben definite di combinazioni intermedie del tipo: 3 SD+1HD – 2SD+1HD – ecc. ecc.  ; Inoltre, si rammenta che il vero valore aggiunto del DTT è “l interattività” per la cui realizzazione occorre prevedere ampi spazi nel blocco di diffusione corrispondenti a quelli necessari per il programma; vale a dire 3,2 Megabit/sec per un programma SD.  Fondamentale è anche che nel regolamento sia chiarito quanto segue. Gli attuali televisori con decoder incorporati sono abilitati a ricevere solo SD  mpeg2. Nell’ipotesi che un programma sia diffuso anche in HD h264 con decoder esterno aggiunto, il regolamento deve prevedere che il programma,  anche se identico, in realtà necessita di 11, 2 (8+3,2 Megabit/sec)  e ciò, portando comunque una sola programmazione, deve valere come spazi di due programmi come già fanno le nazionali. Inserire nel regolamento la previsione di possibili contenuti in SD, codificati in H264, che occupano molto meno di 3 Megabit/sec per usi speciali quali dirette di consigli comunali, regionali, eventi congressuali, manifestazioni, ecc. con banda tra 0,5 e 0,8 Megabit/sec. Chiarire, infine, il numero esatto dei programmi nazionali trasportabili dalle locali. Si propone max n. 2 in SD oppure n. 1 in SD + HD; 

6.    6) E' estremamente importante che gli obblighi di condivisone delle infratrutture di trasmissione avvenga realmente. Infatti si è assistito negli ultimi 10-12 anni ad una impennata nella richiesta delle cifre di locazione sia per i terreni che soprattutto delle ospitalità nei siti. Pare che la RAI abbia chiesto aumenti del 100% (raddoppio) negli ultimi due anni sostenendo di averlo comunicato all’AGCOM e, quindi, di essere in regola!!!.  Lo stesso dicasi della “Towertel”,  partecipata Mediaset, la quale pare abbia acquistato siti ed intere aziende per ospitare gli impianti degli operatori di rete. Alcuni associati riferiscono che anch'essa ha recentemente aumentato enormemente gli affitti imponendo i contratti di manutenzione.  Al fine della tutela dei  soggetti più deboli (le emittenti locali) si richiede una equa e trasparente normativa in materia di prezzi e modalità di gestione degli impianti; 

7.      7) Le frequenze necessarie per il collegamento dei ponti radio devono essere a titolo non oneroso; 

8.     8) I contributi annuali (ex canoni concessione) devono essere  commisurati in percentuale al fatturato e, quindi, all’andamento del mercato, con l’attenzione che il pagamento sia a carico diretto del fornitore di contenuti  onde evitare un circolo vizioso emittente – operatore di rete fonte di ulteriori costi; 

9.   9) Al fine di evitare sperequazioni di trattamento tra soggetti esteri e italiani, si chiede di introdurre la norma che obbliga in soggetto estero ad adeguarsi alla normativa italiana; 

10. 10) Riguardo al contributo per le spese di istruttoria si ritiene assolutamente sproporzionato il rapporto del costo sia in valore assoluto che in valore comparativo tra nazionali e locali. Pertanto, si propone di riparametrare il contributo delle locali  rispetto alle nazionali portandolo a 2.500 euro max; 

11. 11) Soppressione della norma sulla tenuta cartacea del Registro già abrogata dal Testo Unico (v. sentenza del Consiglio di Stato n. 31012010 - adunanza del 21 ottobre 2010 a favore di una emittente associata REA); 

12.12) Riguardo alla registrazione dei programmi su nastro magnetico sollevare da tale obbligo l’operatore di rete. Pertanto si ritiene importante definire l’obbligo in capo al fornitore di contenuti il quale risponde del suo operato e non il soggetto terzo (operatore di rete), oltre tutto, molto spesso, suo temibile concorrente; 

13. 13) Si propone di  inserire la previsione regolamentare che permetta di veicolare il  contenuto audio delle emittenti radiofoniche all'interno del mux degli operatori di rete locale. In tale modo si darebbe  una boccata di ossigeno sia alle radio locali (proiettabili in un contesto più vasto e dalla fruibilità su tv mediante DTT) sia agli operatori di rete locali per un uso più efficiente dello spettro radiotelevisivo anche se limitato ad una modesta parte della capacità trasmissiva. Per tale previsione basterebbe inserire come soggetto accettabile un fornitore di contenuti radiofonici  già  autorizzato alla diffusione in tecnica digitale.  In tale previsione si potrebbe ipotizzare di inserire in ciascun mux  4 radio stereo  (max 1 megabit/sec).    


            PARTE LA  MARATONA PUBBLICA  DELLE LOCALI CONTRO I SIGNORI DELLE FREQUENZE E DELLA MALA POLITICA

(richiedete il notiziario settimanale della REA da mettere subito in onda in difesa dell'emittenza locale - ogni settimana si parlerà di un argomento diverso - questa settimana si parla del Decreto del Governo che scippa alle tv locali nove canali della banda V per assegnarli alle compagnie telefoniche multinazionali - l'intervista al Presidente della REA  Antonio Diomede)  

Solo chi non vuole sentire non comprende che è in atto nel Paese uno scontro epocale per la conquista del "terzo potere", quello mediatico, dal quale si vuole emarginare le fastidiose emittenti locali in quanto soggetti incontrollabili ai fini della gestione verticistica del potere politico-partitico. In una democrazia malaticcia come la nostra che, per certi versi, in modo apparentemente non violento, è simile a quelle dei Paesi Arabi, le voci libere delle locali non sono tollerate. Un Paese in cui il Parlamento viene eletto non dai cittadini, ma dai Partiti con liste preconfezionate, ha perso i valori della democrazia e della libertà per cui migliaia di martiri hanno donato la loro vita. Quel Parlamento, così eletto, a sua volta ha espresso un Governo che, in nome del popolo italiano, distruggendo i valori del Risorgimento per l'Unità d'Italia, ha deciso di frazionare il Paese con un "demagogico federalismo" per meglio dividersi il "potere" fino all'ultimo miglio con proprie leggi, bandiere, monete patacche, inni, radio e televisioni di partito sguaiate, giornali asserviti. Ovviamente tutto pagato e messo in conto  sulle cartelle esattoriali dell'inerme cittadino da quella parte dello Stato che i Signori della Mala Politica  definiscono "Roma ladrona".  Questi farabutti hanno soppresso le provvidenze editoria alle locali (tranne le loro), hanno dimezzato i contributi della 448/98 (però hanno salvato i loro), vogliono togliere 15 canali alle tv locali (parte per venderli e parte per assegnarli ai loro amici), vanno in giro per l'Italia a proporre alle locali di svendere canali tv  e frequenze radio, evidentemente,  per prepararsi a gestire il  "potere mediatico" dal centro alla periferia del Paese. Questi malfattori della politica si sono fatte leggi "ad personam" per incassare dallo Stato prebende milionarie per finanziare le loro attività. Questi disonesti accendono spudoratamente frequenze da tutte le parti senza permessi e senza controlli. Che si fa in questi casi? come difendersi? Purtroppo la categoria è debole e la Buona politica (se mai ci fosse) tace, benché informata non si muove; ha la testa altrove. Dunque tocca a noi rimboccarci le maniche per iniziare a difenderci da soli, se necessario, con le unghie e con i denti. Dobbiamo tirare fuori tutta la nostra grinta per cacciare dai nostri territori la Mala politica, i malfattori, i delinquenti. Pertanto dobbiamo essere vigili nel controllare le nostre postazioni e i nostri impianti. Segnalate alla REA ogni intrusione frequenziale che dovesse verificarsi nella vostra area di servizio. Fatelo subito, non siate tolleranti. Dobbiamo essere uniti per essere forti, altrimenti ci calpesteranno. Il Presidente della REA, Antonio Diomede, ogni settimana curerà un notiziario nel quale si parlerà di queste cose ed altro per coinvolgere i nostri ascoltatori nelle nostre battaglie. Solo così possiamo acquistare forza per farci sentire. Dobbiamo  riuscire a parlare con il grande pubblico dei nostri problemi, che sono poi di tutti, in modo da riuscire a spostare importanti consensi per ricacciare i nostri nemici di sempre: I Signori delle frequenze e della Mala Politica. Il notiziario si può richiedere a info@reasat.it o   www.le100radio.net

Il Presidente sarà lieto di leggere i vostri commenti. Le risposte verranno pubblicate su facebook ricercando la parola “REASAT”.


 

 

IL MASSACRO DELLE TV LOCALI CONTINUA

(Il Governo vuole anticipare lo switch off al 2011) 

Lo spauracchio di elezioni anticipate costringe il  Governo a stringere i tempi per anticipare lo switch off alla fine del 2011. Il compito dell’operazione è stato affidato ad un soggetto apparentemente neutrale come il Comitato Nazionale Italia Digitale (CNID) del quale fanno parte  RAI, MEDIASET, DGTVI e le compiacenti FRT e AERANTI. Con tutta probabilità,  il Ministro Romani, nella seduta del CNID di domani 1 marzo, giustificherà l’operazione come necessaria per portare l’Italia all’avanguardia europea in fatto di sviluppo tecnologico per uscire più rapidamente dalla crisi economica.  Non sappiamo cosa obietteranno le note associazioni compiacenti, ma in tutti i casi, disarmate come sono, non potranno che prendere atto della proposta del cambiamento di rotta del Governo evidentemente studiato a bella posta per mettere ulteriormente in crisi le 400 emittenti locali del sud soggette al cambiamento tecnologico.  Continua, dunque,  il massacro delle emittenti locali con una serie di provvedimenti sempre più oppressivi e stringenti per metterle in serie difficoltà economiche e tecniche.  Le emittenti locali del nord ne sanno qualcosa per aver subito sulla propria pelle un passaggio al digitale molto doloroso per via della discriminata assegnazione delle frequenze, del far west del LCN, dell’annullamento del dato AUDITEL, degli ultimatum del Ministero sull’utilizzo a pieno regime dei mux, delle interferenze subite nelle zone di confine, degli oscuramenti provocati dal sistema su vaste zone del territorio. La fretta del Governo di anticipare lo switch off  al 2011, oltre che per una questione legata alla possibile fine anticipata della legislatura, è fortemente voluta sia per vendere prima possibile i nove canali 61 - 69 sia per regalare altri sei canali in  banda IV e V alle reti nazionali. L’ultima beffa che il  Governo ha voluto prendersi è il finto reintegro dei fondi alla 448/98 con il decreto Milleproroghe approvato ieri dal Senato; fondi condizionati, appunto,  all’incasso delle somme ricavate dalla vendita dei nove anzidetti canali.  Se queste sono solo ipotesi o pure verità lo vedremo a fine riunione del CNID di domani 1° marzo. Proprio questa mattina abbiamo ricevuto la convocazione per l’audizione sulla bozza di revisione del Piano di Ripartizione delle Frequenze che si svolgerà nella sede del Ministero di Viale America l’otto marzo.  In tale circostanza si gioca un’altra importantissima partita per l‘assegnazione delle frequenze  alle  diverse utilizzazioni, ivi compresa la radio digitale, nella quale la REA non è disposta a fare concessioni  diverse da quelle già concordate precedentemente con il medesimo  Ministero e con l’Autorità.  

La “Manifestazione delle emittenti locali in Talk Show” di Sanremo, alla quale hanno partecipato più di trecento editori radiotelevisivi, è un segno tangibile dello stato di sofferenza del settore che il Governo continua a ignorare.  

La REA ha proposto al Governo di costituire un tavolo di confronto tra tutti i soggetti interessati (Ministero, Autorità, Associazioni, Comitati locali di emittenti) per scongiurare la inevitabile chiusura di  500 testate televisive con la perdita secca di oltre 5.000 posti di lavoro tra occupati e indotto. Per dare forza alla proposta, il 28 e 29 maggio 2011, si terrà a Roma una Manifestazione Nazionale di Sostegno alla quale parteciperanno in segno di solidarietà numerosi artisti di fama nazionale. La Manifestazione sarà trasmessa via satellite sul canale 878 di Sky in collegamento diretto con centinaia di emittenti locali.  

Il momento è particolarmente decisivo per la sopravvivenza dell’emittenza locale. Come già accaduto negli anni  ’80 e ’90, rimbocchiamoci le maniche e lottiamo. Se saremo uniti vinceremo anche questa volta. Unisciti a noi. Chiedi l’iscrizione alla REA a info@reasat.it. Nella REA gli associati contano, determinano le scelte dell’associazione, non sono pedine di  manovre politiche e affaristiche.


LA RADIO DIGITALE E’ UNA REALTA’ ITALIANA GRAZIE ALLA REAA

(sono in arrivo le prime autorizzazioni)

Il Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento Comunicazioni – , con quasi un anno  di ritardo rispetto alle previsioni,  grazie alla costante pressione della REA, finalmente si è deciso a rilasciare le  Determine ai fornitori di contenuti per l’autorizzazione a trasmettere programmi radiofonici in tecnologia digitale sulle frequenze terrestri della III banda VHF liberate dalla televisione analogica  man mano che prosegue lo switch off  del 2012. A seguito di tale ulteriore passo in avanti per l’affermazione della tecnologia digitale nel sistema radiofonico italiano,  la REA  ha proposto all’Autorità di rivedere con la massima urgenza possibile il Piano di assegnazione delle Frequenze che necessariamente dovrà essere isofrequenziale e su base provinciale. Il digitale radiofonico, diversamente da quello televisivo, ha il vantaggio di utilizzare una banda alternativa alla FM  con “gestione consortile” delle frequenze assegnate. In pratica le frequenze digitali  (blocchi) verranno assegnate con “diritto d’uso” esclusivamente ai “consorzi” (operatori di rete)  costituiti  dalle radio locali in possesso dell'anzidetta autorizzazione ministeriale.

 

tal proposito la REA lancia un importantissimo messaggio: IL DIGITALE RADIOFONICO NON DEVE SUBIRE LE STESSE CONSEGUENZE NEGATIVE DELLA TELEVISIONE . Pertanto è necessario guardarsi dai cattivi consiglieri o, peggio, dagli affaristi che hanno appena finito di massacrare le tv locali. Quindi la REA consiglia di seguire le seguenti fondamentali regole:

 

  1. Costituire i consorzi con la massima urgenza possibile (entro giugno 2011) in modo da trovarsi pronti per presentare i progetti radioelettrici e le domande di assegnazione delle frequenze nello stesso momento in cui sarà varato il Piano (prevedibilmente entro dicembre 2011);
  2. E’ assolutamente sconsigliabile, oltre che rischioso,  utilizzare le reti della RAI per trasmettere in digitale. AERANTI, RAI e Reti Nazionali“ARD”,, dalla quale bisogna stare molto lontani,  in quanto questa formazione è nettamente in contrasto con gli interessi delle emittenti locali le quali "vogliono” legittimamente essere  proprietarie delle reti digitali locali per non essere sottomesse alle due forze dominanti dell’etere italiano: RAI e Reti Nazionali.
  3. E’, invece, auspicabile che le emittenti locali di ogni singolo bacino di utenza si costituiscano in consorzio secondo criteri di  solvibilità economica, fiducia e stima imprenditoriale, indipendentemente dalla associazione di appartenenza;
  4. E’, fortemente sconsigliabile, costituire consorzi senza la necessaria esperienza professionale;
  5. E’ fortemente auspicabile che le emittenti si rivolgano alla REA per chiedere assistenzaDAB. La REA, inoltre, ha partecipato attivamente nella Commissione istituita dal Ministero delle Comunicazioni per l’attività di coordinamento e regolamentazione in sede CEPT – European Conference of Postal and Telecommunications Administrations
  6. Dunque è’ auspicabile che le emittenti radiofoniche locali,  che intendono fin d’ora incamminarsi verso la tecnologia digitale, stringano rapporti organici con la REA associandosi. La domanda di iscrizione è scaricabile dal sito associativo www.reasat.it  o si può richiedere  a info@reasat.it
Anche le web radio in possesso dei requisiti previsti dalla Delibera 664/09/CONS possono sbarcare sul digitale radiofonico terrestre. La REA è a disposizione per fornire tutte le informazioni del caso.

San Cesareo, 15 gennaio 2011     


APPROVATO IL REGOLAMENTO PER LE WEB RADIO E WEB TV 

L'Autorità nelle Comunicazioni ha approvato in via definitiva il Regolamento concernente la prestazione di servizi di media audiovisivi lineari o radiofonici su altri mezzi di comunicazione elettronica ai sensi della'articolo 21, comma 1 bis, del Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici. A prima vista la Delibera soddisfa le aspettative della REA e delle associate, ma per esprimere un giudizio di merito occorre ripercorrere, punto per punto, le proposte formulate dall'Associazione al Presidente Calabrò. Pertanto la Delibera dovrà essere esaminata e valutata dal Consiglio Generale nella prossima seduta del 13 gennaio 2011. Certo è che l'Autorità ha accolto le seguenti proposte della REA:

  1. l'attività di comunicazione e di messa a disposizione di contenuti audiovisivi attraverso internet è libera;
  2. le web radio e tv a carattere non commerciale non sono soggette alle norme del Regolamento;
  3. le web radio e tv a carattere commerciale che non sono in concorrenza con le televisioni terrestri e satellitari non sono soggette alle norme del Regolamento;
  4. i palinsesti identificati da un unico marchio di durata inferiore a 24 ore settimanali non sono soggetti alla autorizzazione;;
  5. il contributo (una tantum) per l’istruttoria delle autorizzazioni alle web radio è stato portato a euro 250;

Poichè il Regolamento ha introdotto significative novità ai fini dello sfruttamento temporale delle opere soggette al diritto d'autore,  la REA chiederà alla SIAE il conseguente adeguamento delle tariffe per il rilascio delle licenze 2011.    


LICENZA SIAE 2011  INACCETTABILE PER LE WEB RADIO ITALIANEE

Pare che nei giorni scorsi la SIAE abbia sottoscritto onerosi termini economici e normativi per il rilascio della licenza alle Web Radio 2011 nonostante l’invito della REA a consentire l’accesso alla licenza a tutti gli operatori, grandi e piccoli, applicando tariffe talmente “oneste” ed “eque”  da garantire, da una parte, il diritto costituzionale alla “libertà di espressione” e, dall’altra, di scoraggiare la “pirateria musicale”. Infatti la somma da versare alla SIAE per ottenere la licenza,  che da 240 passa a 480 euro,  oltre che essere esagerata rispetto alle reali possibilità di sfruttamento (insignificante) delle opere protette, è estremamente pericolosa ai fini della prevenzione della “pirateria musicale” .  Oltre tutto, la SIAE, nel disporre le nuove tariffe avrebbe dovuto tener conto dell’articolo 32 bis, comma 3 del Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici sulla “Protezione dei diritti d’autore” il quale attribuisce all’Autorità il compito di emanare “ per trasmettere, ritrasmettere o mettere a disposizione degli utenti, su qualsiasi piattaforma le opere tutelate. Tra i limiti citati dalla legge sono compresi anche termini, modalità e condizioni tariffarie che la SIAE non può eludere. La REA ha richiamato la SIAE al rispetto della Legge chiedendo il rinvio del rinnovo delle licenze al 30 aprile 2011 e comunque fino all’emanazione della Delibera dell’Autorità, ma com’è stato già detto, pare che abbia “monopolisticamente” deciso di procedere ugualmente per suo conto. Ovviamente, sul piano dei diritti di tutela e delle relazioni sindacali, la questione sarà portata avanti dalla REA anche davanti alla Commissione Permanente del Diritto D’Autore e dell’Antitrust per la parte che riguarda l’abuso di posizione dominante. A proposito dell’abuso di posizione dominante, pare che la SIAE, senza aver interpellato la REA,  abbia sottoscritto una convenzione con la sedicente associazione WRA, promettendo ai suoi presunti associati uno sconto del 7,5% sulle tariffe 2011.  Non si comprende quali siano i fini  della WRA, ma certo è che continua a sottoscrivere convenzioni di tutti i tipi offrendo così “comode” coperture a soggetti dichiaratamente nemiche delle emittenti quali, ad esempio,  la SCF. Forse, la WRA, non sa che le emittenti Web associate alla REA godono di un rimborso del 10% su quanto versato alla SIAE per il diritto d’autore.  Pertanto, da parte della WRA, giustificare le onerose tariffe SIAE, con il vacuo beneficio dello sconto del 7,5% è ingannevole. Per far fronte a tale incresciosa quanto avventata posizione della SIAE, la REA ha deliberato: 

  • di esporre denuncia all’AGCOM e al Comitato Permanente Diritto Autore contro le condizioni economiche e normative di Licenza SIAE riservate alle Web radio;
  • di esporre denuncia all’ANTITRUST contro la SIAE per abuso di posizione dominante;;
  • di invitare nuovamente la SIAE  a  rinviare i termini della licenza  al 30 aprile 2011 e comunque fino alla emanazione della Delibera dell’Autorità in tema di tutela del Diritto d’Autore previsto dalla Legge;
  • in attesa del pronunciamento delle Autorità presso le quali saranno depositate le denuncie, per non rischiare di cadere nella illegalità

alle emittenti associate REA verrà riconosciuto il rimborso del 10% sulla tariffa pagata alla SIAE previo invio in fax della copia della ricevuta di pagamento allo 06.9570419 indicando le coordinate bancarie;

Le emittenti associate REA, oltre a beneficiare del 10% di rimborso sulle tariffe SIAE della tutela sindacale presso gli enti privati e istituzionali (SCF, Autorità, Ministeri, ecc), dei servizi gratuiti di consulenza legale, amministrativa, tecnica, iscrizione Registro Operatori Comunicazione, domanda di licenza per fornitori di contenuti Radio Digitale Terrestre, pratiche presso l’editoria radiotelevisiva.  

Per eventuali chiarimenti e informazioni scrivere a info@reasat.it o telefonare allo 06.9570419 . 333.7169450 

San Cesareo, 22 dicembre 2010

                                              REA - Radiotelevisioni Europee Associate


COMUNICATO STAMPA

NELL’INCONTRO DEL 7 DICEMBRE 2010 LA REA HA CHIESTO ALLA SIAE

 Un nuovo contratto di licenza 2011 per le Web Radio e TV che tenga principalmente conto: 

  1. del rispetto del dettato costituzionale sulla libertà di espressione (art. 21 della Costituzione): cioè una tariffa simbolica per le web personali e dilettantistiche;
  1. del rispetto del dettato costituzionale del diritto d’impresa (articolo 41 della Costituzione): cioè una tariffa equa e proporzionata alle reali connessioni e introiti per incoraggiare l’avvio dell’attività d’impresa e del mercato della pubblicità;
  1. tariffe differenziate tenendo conto delle precarie condizioni delle reti di collegamento e distribuzione di Telecom Italia;
  1. tariffe agevolate e conformi alle leggi in vigore alle imprese editoriali (editoria radiotelevisiva on line);
  1. abolizione del minimo garantito;;

 PARTENDO DA TALI PROPOSTE LA REA HA INOLTRE CHIESTO ALLA SIAE:

  1. di  avviare immediatamente una trattativa che affronti il merito delle singole questioni;
  1. di  prorogare le licenze in atto fino al 30 aprile 2011 e, comunque, sino al termine delle trattative;
  1. di accettare un acconto di euro 150,00 (centocinquanta) per il rinnovo della licenza 2011 con le modalità di versamento che riterrà più opportuno;

La delegazione della REA ha invitato la SIAE a non accanirsi contro le Web con richieste economiche insostenibili per un settore appena nato, in piena fase di sviluppo,  privo di interesse commerciale  e di pubblicità.  La delegazione della SIAE si è riservata di dare delle risposte entro breve tempo. Tuttavia la REA,

 

Invitando le emittenti a tenersi pronte per far sentire la propria voce in difesa dei diritti costituzionali sulla libertà di espressione, d’informazione, d’impresa e della Rete Universale chiamando, all'occorrenza, la solidarietà delle radio locali italiane e delle Web Europee.

San Cesareo, 11 dicembre 2010

                                                        REA – Radiotelevisioni Europee Associate

delega alla REA per rinnovo licenza SIAE

domanda iscrizione alla REA


COMUNICATO STAMPA

(Le Web, come le Locali degli anni ’70, sono una fonte di ricchezza democratica)

La SCF non possiede la delega governativa che l’abilita alla riscossione dei diritti connessi e, oltre tutto, la sua propaganda è  ingannevole in quanto,  non essendo in possesso di specifico mandato di tutti i produttori discografici, non può arrogarsi il diritto di qualificarsi unica mandataria vantando di ripartire la quota del 50% dei ricavi tra gli esecutori, gli artisti e gli interpreti.  

La REA si è fatta carico di questioni delicate sotto il profilo costituzionale, impegnative dal punto di vista della rivendicazione sindacale, per la soluzione delle quali è indispensabile Sanremo durante il Festival della Canzone Italiana nel tradizionale Forum Musica & Informazione del Palafiori.  

San Cesareo, 20 novembre 2010 ;


RADIOTV LOCALI E WEB UNITE PER UNA PIU’ “LEGGERA”  LICENZA SIAE PER COMBATTERE LA PIRATERIA MUSICALE

(sottoscrivi la delega e invia subito a info@reasat.it )

Alla luce dello sviluppo tecnologico degli ultimi dieci anni e delle nuove tendenze di ascolto, i palinsesti radiofonici tradizionali, fondamentalmente basati su scalette musicali, si sono arricchiti di tantissime news e di parlato esteso alle più svariate argomentazioni (sport, cultura, spettacolo, intrattenimento, dibattiti, interviste, talk show, ecc.).  Il continuo proliferare delle web radio è il tangibile segno del profondo cambiamento delle abitudini degli italiani nell'ascolto della radio.  Pertanto è  opportuno ed urgente richiedere alla SIAE il rinnovo della convenzione per il rilascio delle licenze su basi e criteri di rinnovata concezione.  La REA è convinta che sia giunto il momento di proporre all’ente monopolista tariffe adeguate  alle “quantità” (compenso determinato in relazione alla intensità temporale della diffusione musicale protetta) e ai mezzi tecnologici  utilizzati  (web radio e tv) per lo sfruttamento delle opere musicali. Insomma si tratta di lavorare sodo per intavolare una serrata trattativa con la SIAE per  affermare nuovi criteri d’incidenza sulla determinazione del compenso (da calcolarsi sui ricavi “effettivi” derivanti dalla pubblicità); sulla abolizione del “minimo garantito” giornaliero; sul meccanismo degli abbattimenti forfettari escludendo, ad esempio, i contributi a fondo perduto e gli introiti della pubblicità istituzionale assegnata per legge.  Come accennato, la convenzione dovrà anche prevedere un nuovo meccanismo per il calcolo della "quantità" di musica effettivamente diffusa dall'emittente tenendo conto dei palinsesti (registro programmi trasmessi), delle indagini di ascolto, della pubblicità differita, della pubblicità commissionata dalle agenzie.  Il termine di presentazione della copia del bilancio o della dichiarazione IVA  dovrà adeguarsi a quello della IES, cioè al 30 settembre per consentire alle imprese di non tediare i commercialisti nel mese di agosto.  Anche le modalità di pagamento vanno riviste introducendo, ad esempio, il bonifico bancario o l'F23/F24.  Dunque, ci sono grandi e piccole modifiche da apportare alla convenzione ma l'importante e mettersi al lavoro per conquistarle.  Una simile trattativa non sarà una passeggiata, ma sarà certamente facilitata se le radio e le tv locali parteciperanno in gran numero. Pertanto le emittenti  che condividono l’iniziativa della REA, comprese le web, indipendentemente dall’associazione di appartenenza,  sono invitate a  sottoscrivere l’allegata delega (1) mirata a dare “maggiore forza all’associazione” nella prevedibile difficile trattativa con la SIAE. Sempre a tal fine, è importantissimo divulgare l’iniziativa rinviando unità delle emittenti per una "più leggera"  licenza SIAE per combattere la pirateria musicale.

 (1) escluse le associate REA 


 

AUTUNNO IMPEGNATIVO PER LE LOCALI

 (la REA riparte all'attacco su diversi fronti in difesa dell'emittenza locale)

 

Con la ripresa della normale attività lavorativa si sono presentate tutte le questioni rimaste sospese a luglio, tra le quali:

 

  1. la riscossione dei contributi a fondo perduto destinati alle radio e televisioni locali;
  2. la definitiva approvazione del Bando di concorso per la partecipazione ai contributi da assegnare alle tv locali;
  3. il ripristino delle provvidenze 2009 all’editoria radiotelevisiva;
  4. la ripresa della vertenza Audiradio/REA;
  5. la conclusione della denuncia presentata all’Antitrust dalla REA contro la SCF;
  6. le normali attività di gestione per gli adempimenti di legge (nuova normativa IES e aggiornamento catasto tv in particolare oltre alle domande per la richiesta dei contributi radio 2010 in scadenza il 30 ottobre - le tv entro 30 gg dalla pubblicazione del Bando-  e al pagamento dei canoni in scadenza il 31 ottobre)

 

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO DESTINATI ALLE RADIO LOCALII

 

La nota vertenza giudiziaria intrapresa dalla REA davanti al TAR del Lazio contro il Ministero per costringerlo a rispettare i tempi e le modalità di pagamento dei contributi fissati dal Regolamento ha fortemente inciso sull’Amministrazione per accelerare i pagamenti al fine di evitare che le emittenti, come ha sentenziato il TAR, si rivolgessero alla Magistratura ordinaria per mettere in esecuzione il credito. Infatti è nelle previsioni del Ministero la liquidazione dei contributi 2007 entro breve tempo. Tuttavia le emittenti intenzionate a  proseguire l’azione giudiziaria contro il Ministero per il recupero dei contributi arretrati sono invitate a mettersi in contatto con info@reasat.it .

 

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO ALLE TV LOCALI – ACCELERAZIONE EROGAZIONE CONTRIBUTI 2008 E 2009 ALLE RADIO

 

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 209 del 7 settembre 2010 sono stati pubblicati i Decreti di ripartizione del fondo contributi derivante dalla 448/98 relativo agli anni 2008 e 2009. La pubblicazione consente al Ministero di effettuare i conteggi in base alle graduatorie delle tv e della radio locali. Pertanto si confida che presto siano pagati i contributi 2009 alle tv e che si dia una accelerazione alla pubblicazione delle graduatorie 2008 e 2009 delle radio per poi procedere alla relativa immediata  erogazione.

 

BANDO PER L’ATTRIBUZIONE DEI CONTRIBUTI 2010 ALLE TV LOCALI

 

info@reasat.it  il fac simile di domanda.

 

 

RIPRISTINO PROVVIDENZE EDITORIA ALLE RADIOTELEVISIONI LOCALII

 

di accorpare le provvidenze con i  contributi a fondo perduto mediante la integrazione di un adeguato fondo comunque non inferiore a 100 milioni di euro.

 

 

Ieri, 7 settembre 2010, si sono conclusi i lavori del Tavolo Tecnico dell’Area 3 (Piemonte Orientale – Lombardia – E. Romagna) con uno sconsiderato episodio che rischia di arrecare gravi danni alle piccole e medie  televisioni locali coinvolte nel processo di digitalizzazione. Aeranti e FRT hanno inscenato una strumentale quanto pericolosa azione di protesta contro la proposta di pianificazione dell’Autorità che, secondo la REA, rispetta rigorosamente le garanzie di legge di assegnare almeno il 30% delle risorse disponibili in ciascuna Area Tecnica alle locali e i criteri di equivalenza dei siti e dei canali da assegnare. La REA nel condividere pienamente gli sforzi effettuati dall’Autorità per il corretto processo di sviluppo tecnologico nel settore radiotelevisivo, auspica che la medesima Autorità, trattandosi di materia squisitamente tecnica della quale solo gli editori sono competenti a parlarne,  escluda dai Tavoli Tecnici le Associazioni. Può sembrare strano che sia propria la REA a sollevare una simile questione, ma la realtà della rappresentanza associativa del nostro settore lo impone. Infatti, come il passato insegna, non si può rischiare che lo switch off televisivo venga  consegnato alla strumentalizzazione della “azione giudiziaria” (peraltro perdente in partenza) pianificata da certa rappresentanza associativa. Dunque, l’Autorità abbia il coraggio di ratificare i lavori del Tavolo Tecnico dell’Area 3 e vada avanti secondo il calendario dello switch off senza subire “ricatti e condizionamenti” di sorta. Si rammenta che simili iniziative strumentali, purtroppo, non sono nuove, non fanno “bene” alle emittenti ma solo allo studio legale Aeranti. Sconcertante e incomprensibile, invece, è l’adesione della FRT ad una azione che contraddice la sua vocazione politica di governo oltre che imprenditoriale.

 

LA VERTENZA AUDIRADIO/REA CONTINUA MENTRE LE AUTORITA’ SONNECCHIANO

 

Il 25 giugno 2010 la REA ha diramato il seguente messaggio:

 

AUDIRADIO E LE FALSE INDAGINI DI ASCOLTO - RADIO TI  RICORDI DI ROMA DELEGA LA REA  A DENUNCIARE IL CASO

 

 

“Stanca di subire i soprusi di Audiradio, una delle più ascoltate emittenti romane “Radio Ti Ricordi”, già Radio Nostalgie, ha dato mandato alla REA di denunciare all’Antitrust e all’AGCOM la società monopolista che si occupa delle indagine di ascolto delle emittenti radiofoniche italiane per attività di false indagini di ascolto con riserva di citazione legale nelle competenti sedi giudiziarie. Nella denuncia, tra l’altro, si legge: “l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Organo di vigilanza sulle indagini di ascolto, è invitata ad indagare sul caso specifico denunciato e sulle indagini svolte da Audiradio per conto di altre emittenti locali riguardo alle modalità delle interviste, alla accettazione delle iscrizioni, alla omonimia dei marchi e quant’altro riterrà opportuno per il rispetto della correttezza e trasparenza del rilevamento del dato di ascolto. l’Autorità Garante  della Concorrenza e del Mercato, presso la quale è aperto un fascicolo REA/AUDIRADIO, è invitata a valutare la gravità della presente denuncia e a trarne le dovute conclusioni per le eventuali sanzioni da comminare alle società “…………. e AUDIRADIO per la violazione della distorsione del mercato e quant’altro riterrà opportuno notificare”. La denuncia è confortata da una serie di  documenti che comprovano quanto affermato a carico di Audiradio e di una società sua cliente alla quale sono stati attributi nel Lazio migliaia e migliaia di ascolti non suoi. La denuncia conclude con l’invito alle Autorità di intimare ad Audiradio la immediata cessazione della pubblicazione di falsi dati di ascolto applicando le dovute sanzioni”.

 

Alla data odierna l’AGCOM, organo ufficiale di vigilanza sulle indagini di ascolto,  non ha dato alcun segno di vita. Le emittenti si chiedono come mai l’Autorità del settore continua a far finta di nulla e a non considerare le documentate segnalazioni delle emittenti per le gravi violazioni di Audiradio? Il Presidente Calabrò intervenga di persona sugli Uffici preposti affinchè verifichino quanto denunciato sui falsi dati di ascolto Audiradio.


 

IL PUNTO SULLA VERTENZA SCF/REA SUI DIRITTI CONNESSI

 

Si ricorderà che la REA ha segnalato all’Antitrust le illecite azioni della SCF verso le emittenti locali per costringerle a pagare diritti connessi non dovuti abusando della sua posizione dominante nel mercato. La REA è stata già ascoltata in una serrata quanto esauriente audizione, ma l’Antitrust ha richiesto nuovi elementi per valutare l’opportunità di aprire l’istruttoria. Il 16 luglio scorso la REA ha risposto con una memoria, inviata per conoscenza anche all’AGCOM, ribadendo che la SCF pone in essere condotte da cui può desumersi un abuso della propria posizione dominante in danno del libero mercato. La REA sostiene che la SCF non è l’unica associazione di categoria esistente in Italia (vi sono, infatti, anche l’AFI e Audiocoop oltre alle migliaia di etichette indipendenti. E’ molto probabile, quindi, che talune emittenti private possano utilizzare supporti fonografici provenienti da etichette estranee alla SCF. Ciò nonostante la SCF pone in essere comportamenti altamente intimidanti nei confronti degli utilizzatori (lettere perentorie per la firma di un contratto unilaterale di licenza, invio di fatture per servizi e prodotti mai commissionati, minacce di ispezioni di agenti della Guardia di Finanza). La SCF, oltre a non verificare se le emittenti “perseguitate” utilizzino davvero fonogrammi del proprio repertorio, non ha mai favorito la possibilità dei fruitori di scegliere quali brani mandare in onda e di verificare, con la necessaria trasparente informazione, quali fossero le condizioni economiche richieste per l’eventuale scelta dei prodotti discografici dalla stessa gestiti. La SCF, pertanto, sin dalla propria costituzione, profittando della propria posizione dominante, ha imposto le azioni esattrici prescindendo dai suddetti preventivi accertamenti e, senza mai esplicitare il metodo di calcolo adoperato, ha avviato una capillare campagna di esazione nei confronti delle emittenti radiofoniche private basata sul presupposto che ciascuna di esse deve a “mo di tassa” comunque pagare una percentuale calcolata sul proprio fatturato senza possibilità di discriminare  provenienza, quantità ed effettivo utilizzo delle opere musicali protette. Inoltre, occorre ribadire che il Legislatore, all’art. 181 ter della Legge D.A. ha previsto che “I compensi per le riproduzioni di cui al quarto e quinto comma dell'articolo 68 sono riscossi e ripartiti, al netto di una provvigione, dalla Società italiana degli autori ed editori (SIAE). In mancanza di accordi tra la SIAE e le associazioni delle categorie interessate, la misura e le modalità di pagamento dei detti compensi, nonché la misura della provvigione spettante alla Società, sono determinate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentite le parti interessate e il comitato consultivo di cui all'articolo 190. L'efficacia delle disposizioni di cui ai commi quarto e quinto dell'articolo 68 decorre dalla data di stipulazione dei detti accordi ovvero dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri”. Tale decreto della Presidenza del Consiglio, però, non è stato ancora emanato (come ha rilevato la stessa Autorità con  propria determinazione). La SCF, limitandosi ad autodichiarare crediti nei confronti delle emittenti (pur non offrendo alcun documento che attesti l’utilizzo da parte delle stesse di supporti prodotti da Società aderenti al Consorzio), continua a chiedere ed ottenere svariati decreti ingiuntivi ai danni delle emittenti, costringendole:

 

a. a subire le conseguenze della ingiunzione ed a pagare indebitamente, senza capire il perché e senza che vi fosse una reale contrattazione pregressa (con abile sfruttamento della mancata conoscenza della materia da parte dei pretesi debitori e del loro oggettivo timore di ulteriori pregiudizi);;

b. a tentare dispendiosi giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo davanti al Tribunale di Milano;

 

L’art. 73 della Legge sul Diritto d’Autore (L n. 633/41), con precipuo riferimento all’esercizio del diritto connesso spettante ai produttori fonografici, prevede espressamente che “(..) l’esercizio di diritto spetta al produttore, il quale ripartisce il compenso con gli artisti interpreti o esecutori interessatila misura del compenso e le quote di ripartizione, nonché le relative modalità, sono determinate secondo le norme del regolamento”. Il Legislatore, quindi, ha previsto l’adozione di un regolamento – non ancora emanato -  ma di certo ha chiaramente riservato il diritto di riscossione direttamente in capo al produttore. Ma la SCF, profittando della confusione e della nebulosità della materia, travisando il senso della norma e strumentalizzando il proprio ruolo consociativo - di indubbio rilievo – (ma pur sempre di rappresentatività parziale rispetto all’intera categoria), ha avviato indebite azioni ‘esattrici’ nei confronti delle emittenti radiofoniche, abusando della propria posizione dominante e della sommarietà della procedura monitoria presso gli uffici giudiziari (territorialmente incompetenti), con l’ulteriore e subdolo intento di ostacolare le possibili e legittime opposizioni;

 

Si discute sulla legittima determinazione dei compensi. La discussione nasce, principalmente, perché la SCF impone criteri quantitativi del tutto illogici ed irrazionali; in materia, vige una norma che ad oggi può soccorrere per determinare il compenso per l’uso dei fonogrammi musicali a fini di radiodiffusione; tale norma è contenuta (per l’emittenza privata) nel D.P.C.M. 1°.9.1975, la quale, in difetto di diverso accordo tra le parti, commisura il compenso all’1,50% delle quote di incassi lordi pubblicitari, riferibili alla effettiva utilizzazione del disco o apparecchio analogo, rispettivamente in radiofonia e televisione. Ma nessuno, tanto meno la SCF, si è adoperato per calcolare l’ammontare di simile incidenza, simulando quella che può essere la quota effettivamente imputabile agli utilizzatori. E, come si è detto, profittando del clima di confusorio timore, la SCF ha predisposto (ed imposto) percentuali di compenso alle emittenti radiofoniche, senza – tuttavia – premurarsi di negoziarle, né di concordare i parametri applicativi degli stessi e l’effettiva incidenza economica dell’utilizzazione dei supporti. Ed ecco, dunque, che le condizioni negoziali imposte determinano una pretesa economica esorbitante da parte della SFC, priva del necessario supporto causale e dell’imprescindibile accordo della controparte contrattuale. Una pretesa economica violativa delle norme imperative suddette e, paradossalmente, superiore a quella vantata dalla stessa SIAE nei confronti delle emittenti. La recente notoria iniziativa dei grandi network e della stessa REA di protestare contro gli aumenti imposti da SCF (non mandando in onda i recenti successi musicali delle etichette SCF) ha generato una eclatante protesta da parte dei più grandi artisti musicali italiani alcuni dei quali stanno rilasciando le liberatorie direttamente alle emittenti pur di salvaguardare il loro lavoro.

 

In conclusione, si ritiene che la SCF, per le argomentazioni relative alla legittimazione, per le considerazioni sulla sostanziale dominanza nel settore di produzione discografica, per la riferita illegittimità dei parametri unilateralmente imposti e per le condotte altamente intimidatorie e comprimenti il libero mercato, ponga in essere costantemente un abuso di posizione dominante ai sensi dell’art. 3 della L. n.287/90 di cui l’Autorità Antitrust non può  ignorare per avviare una formale istruttoria ai sensi della legge 287/90.

 

 San Cesareo, 9 settembre 2010

 

   


                                                                                          

REA E DIRITTI CONNESSI DELLA SCF: AUDIZIONE DELLA REA DAVANTI ALL'ANTITRUST

La REA - Radiotelevisioni Europee Associate, in rappresentanza delle  420 emittenti locali associate, il 21 giugno 2010, alle ore 17.00, è stata ascoltata dall'Autorità Antitrust sulle ragioni per cui è stata costretta a denunciare la SCF - Società Consortile Fonografici, per la violazione della libera concorrenza del mercato e abuso di posizione dominante  ai danni delle emittenti radiofoniche e televisive locali. Il Presidente della REA, Antonio Diomede, con documenti e prove alla mano, ha fatto presente all'Autorità il comportamento scorretto e intimidatorio della SCF, al limite del codice penale, sulla nota questione dei diritti connessi al diritto d'autore ai sensi della legge 633/1941. La REA ha premesso  all'Autorità che nella controversia con la SCF, benché anacronistico, non è stato mai messo in discussione la legittimità del diritto connesso in quanto tale, ma la legittimità delle Major ad esercitare il ruolo di "esattore/ripartitore"  in quanto sprovvisti della speciale  autorizzazione ministeriale prevista dall'articolo 181- ter della Legge. Infatti,l'AFI - Associazione Fonografici Italiani - ha conferito delega alla SIAE per l'incasso dei propri diritti connessi così come, a posteriori, sembra voler fare anche la SCF ma che intanto continua a perseguire le emittenti locali con missive minacciose e false sulla vera natura del contendere con la REA. Nel corso dell'audizione è stata segnalata all'Autorità anche una pericolosa azione di "stalking"  verso le emittenti che, per diverse motivazioni,  non intendono firmare il contratto "capestro" proposto dalla SCF e, a maggior ragione, non intendono pagare le fatture emesse senza alcuna ragione contrattuale. Infatti, già nella denuncia della REA, si leggeva "....mentre la SCF continua ad inviare alle imprese radiotelevisive perentorie richieste di pagamento per presunti diritti connessi mai utilizzati non è altrettanto solerte nel rendere di dominio pubblico il repertorio tutelato affinché possa essere valutato e discriminato nella programmazione delle emittenti.” Dunque, ha insistito il Presidente Diomede, le imprese radiotelevisive locali non hanno possibilità di scelta sul prodotto e sul prezzo più conveniente qualora volessero utilizzare opere tutelate da altre case discografiche".  Alle ore 18.00 si è concluso il  preliminare colloquio  con l'Autorità nel quale la REA si è impegnata a fornire all'Autorità  ulteriori specificazioni e documentazione dopo aver consultato le emittenti.  Pertanto la REA invita tutte le emittenti locali italiane a disdire il contratto con la SCF  e a segnalare a  info@reasat.it  le eventuali pressioni e/o intimidazioni ricevute in quanto saranno oggetto di specifiche denunce che saranno fatte proprie dall’associazione. Intanto la REA continua a sostenere l'efficace azione messa in atto dal circuito de "Le 100 Radio+Belle d'Italia" con l'esclusione dalle scalette musicali degli artisti legati  a SCF e con la richiesta delle liberatorie agli artisti in promozione. Per l'occasione la REA è stata rappresentata da Antonio Diomede, Presidente; Salvatore Riso, Segretario Nazionale; Italo Mastrolia, Consulente legale.

DIRITTI DISCOGRAFICI CONNESSI AL DIRITTO D'AUTORE: LA REA DENUNCIA LA SCF ALL'ANTITRUST E ALL'AGCOM - LUCIO DALLA E DE GREGORI RILASCIANO LA LIBERATORIA AL CIRCUITO DELLA REA  "LE 100 RADIO"

info@le100radio.net


LA POSIZIONE DELLA REA SUI DIRITTI CONNESSI

 1) I diritti connessi, benchè arcaici, sono previsti dalla legge 633/41 sul diritto d'autore;

2) almeno fino al 28 febbario  2004 tali diritti sono stati riscossi dalla SIAE;

3) La SCF, nata nel 2001, ha iniziato a pretendere l'incasso diretto di tali diritti

4) La REA non riconosce alla SCF il ruolo di esattore dei diritti connessi senza una  speciale delega del Governo ai sensi dell'articolo 181/ter della legge sul diritto d'autore. Infatti tale ruolo la legge lo riconosce all'ente monopolistico SIAE come, tra l'altro, ribadito da ben 12 sentenze dei Tribunali  del Riesame di Salerno, Rieti, Firenze, Trani, Reggio Emilia, Tivoli, ecc.

5) Pare che SCF e l'AFI si siano piegate  alla tesi sostenuta dalla REA tant'è che hanno richiesto alla SIAE di stipulare una convenzione per l'incasso dei diritti per loro conto; 

6) Se ciò è legittimo, come lo è, ma non nella misura del 4% del fatturato e con le condizioni capestro che vorrebbe la SCF,  è altrettanto legittimo da parte della REA e della stragrande maggioranza delle emittenti locali, chiedere a SCF e AFI che sia riconosciuto alle radio il preminente ruolo di  promozione e diffusione delle loro opere nel "mercato musicale" per le quali, a fronte delle spese sostenute per la messa in onda, vanno  ricompensate;

7) Pertanto la REA ha chiesto all'Autorità Antitrust e AGCOM, che impongano a SCF la pubblicazione delle opere tutelate affinchè le emittenti locali, nella formazione delle scalette musicali, con criteri di massima trasparenza e libertà di mercato, possano tenerne conto;

8) Dunque l'editore avrà la possibilità delle seguenti scelte: a) non utilizzare le opere tutelate da SCF e, quindi, non pagare i diritti connessi; b) utilizzarle in parte e, quindi, pagare i diritti per le sole opere utilizzate;c) compensare gli eventuali diritti connessi con l'attività di promozione e diffusione;

9) La REA è sempre disponibile per un confronto sereno e costruttivo, alla condizione che i dirigenti SCF chiedano pubblicamente scusa alle radio e   televisioni locali per averle perseguitate con mezzi illeciti e forze di polizia.

 

 REA LEADER DELLA RADIO DIGITALE IN ITALIA

INFO@REASAT.ITT  06.9570419 - 333.7169450



Contributi a fondo perduto riservati alle Radio locali

(Legge n.448 del 28 dicembre 2001)

 La REA – Radiotelevisioni Europee Associate – , di concerto con lo Studio Legale Mastrolìa di Roma,  ha istituito il Servizio Recupero Contributi a fondo perduto di cui alla legge 448/01 relativi agli stanziamenti del 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007 e 2008 in favore delle emittenti radiofoniche locali.

 L’erogazione alle singole emittenti è regolamentata dal Decreto Ministeriale del  9 ottobre 2002 che assegna il  25% del monte contributo alle emittenti commerciali; il 25% alle emittenti comunitarie; il 50% alle emittenti commerciali e comunitarie in possesso dei requisiti previsti dalla normativa sulle provvidenze dell’editoria. Alle emittenti del sud  viene assegnata una maggiorazione del 15%. Le somme stanziate dalle rispettive leggi finanziarie sono: ;

  • Anno 2002  euro      6.234.946  
  • Anno 2003  euro      7.234.946
  • Anno 2004  euro      7.718.352
  • Anno 2005  euro      9.031.451
  • Anno 2006  euro      9.867.000
  • Anno 2007  euro    19.301.700
  • Anno 2008  euro    21.551.700

Il Regolamento stabilisce che, entro il 30 aprile di ciascun anno, il Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento Comunicazioni provveda alla erogazione del contributo. Ciò non è avvenuto per una grave inadempienza del Ministero. Nel frattempo i contributi del 2003 sono andati in perenzione (vedi interrogazione Parlamentare promossa dalla REA) e la stessa sorte toccherà a quelli degli anni successivi se non interverrà una forte azione legale da parte di ciascuna emittente creditrice dello Stato.  

Dunque le emittenti radiofoniche interessate al recupero dei contributi (ivi comprese quelle che hanno conti sospesi con il Ministero dovuto al mancato pagamento dei canoni pregressi 1994/1999), per non rischiare di perdere somme importanti che nella maggioranza dei casi superano 50 mila euro, sono obbligate a ricorrere all’azione legale

  • Avviamento azione legale  ((diffida ad adempiere stragiudiziale, eventuale ricorso al TAR ed eventuale giudizio di ottemperanza): euro 350,00 (trecento/50) inclusi accessori di Legge
  • Alla definizione dell’azione legale: il 3% del contributo effettivamente recuperato
  • In caso di mancato recupero (remoto): null’altro a pretendere

Inoltre, le emittenti che desiderano conoscere l’ammontare del loro credito nei confronti del Ministero possono richiedere – gratuitamente - l’estratto conto compilando ed inviando il sottostante modulo informativo a info@reasat.it

Dato l’enorme lavoro istruttorio da svolgere non sarà possibile accogliere le richieste delle 800 emittenti interessate al recupero. Pertanto, considerate le potenzialità delle risorse umane disponibili, sicuramente saranno accolte quelle richieste che perverranno a info@reasat.it  entro il  30 novembre 2009.

MODULO INFORMATIVO DA INVIARE A        info@reasat.it

SITUAZIONE CONTRIBUTI AGGIORNATA AL 30 OTTOBRE 2008

 

Società                                        Sede                                        tel./fax                     e-mail

2002 

2003

2004

2005

2006

2007

2008

Domanda inoltrata il …….

Domanda inoltrata il ……….

Domanda inoltrata il ……….

Domanda inoltrata il ……….

Domanda inoltrata il ……….

Domanda inoltrata il ……….

Domanda inoltrata il ......

In graduatoria con punteggio....

In graduatoria con punteggio .....

In graduatoria con punteggio …...

In graduatoria con punteggio ……

In graduatoria con punteggio ……

In graduatoria con punteggio ……

In graduatoria con punteggio ………

Canone pagato/non pagato

Canone pagato/non pagato

Canone pagato/non pagato

Canone pagato/non pagato

Canone pagato/non pagato

Canone pagato/non pagato

Canone pagato/non pagato

Provvidenze Editoria ammesse si/no

Provvidenze Editoria ammesse si/no

Provvidenze Editoria ammesse si/no

Provvidenze Editoria ammesse si/no

Provvidenze Editoria ammesse si/no

Provvidenze Editoria ammesse si/no

Provvidenze Editoria ammesse si/no

Contributi Ricevuti Si/no

Contributi Ricevuti Si/no

Contributi Ricevuti Si/no

Contributi Ricevuti Si/no

Contributi Ricevuti Si/no

Contributi Ricevuti Si/no

Contributi Ricevuti Si/no


(risoluzione della REA del 24 settembre 2009) 
 
1) Le indagini effettuate da Audiradio dopo l'emanazione della Delibera 75/09 dell'Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, all'atto pratico,  non solo presentano  gli stessi difetti delle precedenti ma contribuiscono a confondere le idee agli inserzionisti e alle emittenti con l'alternanza bimestrale e semestrale del "dato soglia 24 e 30 casi" ai fini della pubblicazione;
 
2) empirico nella determinazione della soglia di ascolto medio giornaliero, quindi,  ingiustificatamente innalzato;
 
3) Riguardo alla identificazione dei marchi, continua a perpetrarsi la confusione già segnalata dalla REA alle competenti Autorità in violazione delle leggi del mercato;
 
4) Il riassetto della compagine societaria, indicata nella Delibera dell'Autorità come rimedio per riequilibrare anche il peso delle radio private  nel Consiglio di Amministrazione, è sostanzialmente formale per via delle modeste quote riservate da Audiradio alle rappresentanze delle emittenti locali (2,5% per ciascuna associazione) le quali, considerato il loro insignificante peso societario che andrebbero ad assumere,  bene farebbero  a non entrare nel pacchetto azionario  Audiradio e a rifiutare incarichi di gestione nel  Consiglio di Amministrazione per non compromettere la propria immagine associativa di fronte alle emittenti rappresentate. Pertanto, allo stato attuale, la REA ritiene di non entrare in Audiradio senza escludere una futura adesione sempre che cambino le condizioni strutturali e di lavoro di quella società; 
 
5) Il Comitato Tecnico di nomina Audiradio , peraltro senza la presenza del componente dell'Autorità, non sarà mai garanzia di trasparenza, obiettività e non discriminazione. Pertanto la REA invita i colleghi di Aeranti e FRT ad uscire dal Comitato Tecnico  Audiradio per non vedersi coinvolti in decisioni come quelle dell'innalzamento delle soglia dei casi di ascolto probabilmente presa altrove senza poter nulla obiettare;
 
6) L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni continua a defilarsi rispetto ai compiti  di vigilanza "concreta" che la legge le assegna a proposito di indagini di ascolto tant'è che continua a non considerare l'opportunità di nominare un proprio rappresentante nel Comitato Tecnico Audiradio;
 
7) A proposito del "sistema di controllo della qualità dell'indagine", l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, abdicando ai suoi compiti istituzionali, ha dato incarico alla stessa società Audiradio di "nominarsi il suo controllore" consolidando così il sistema autarchico di codesta società nel rilevamento, gestione, manipolazione e pubblicazione dei dati;
 
8) La società Audiradio è una società privata che svolge un lavoro di pubblico interesse alla quale però non sono state imposte dalla Delibera n. 75/09, per l'esercizio del suo lavoro, le regole alle quali, per legge, si attengono le società pubbliche. Dunque i consulenti e le aziende cui si avvale Audiradio per effettuare le indagini vengono scelti a propria discrezione, con incarichi ad personam, senza gara pubblica di appalto, senza l'obbligo d'intervento dell'Autorità per il doveroso atto di vigilanza e verifica di non eludibili norme di legge; 

9) Di fronte alla oggettiva crisi della pubblicità radiofonica nazionale e locale, aggravata dalla riconosciuta turbativa che le indagini di ascolto Audiradio finora hanno introdotto nel mercato, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, con la Delibera n. 75/09 ha riconfermato la rinuncia  al suo ruolo di  "vigilanza concreta" sulle attività d'indagine per l'esercizio del quale è indispensabile  l'assunzione di precise responsabilità di controllo operativo oltre che di generico indirizzo;

10) A seguito di tali considerazioni, la REA - Radiotelevisioni Europee Associate - rimette nelle mani delle emittenti locali le iniziative da intraprendere dando la parola agli editori  i quali sono chiamati ad esprimersi sul futuro delle indagini di ascolto La REA è convinta che le indagini di ascolto non debbano essere effettuate da società del tipo Audiradio, ma da un soggetto "super partes" o direttamente dall'Autorità. L'idea, però, pur essendo in linea con la legge 249/97, sembra non piacere proprio all'Autorità di Calabrò. Pertanto la soluzione potrebbe essere quella di creare un nuovo soggetto che si interessi solo del rilevamento degli indici di ascolto delle locali. Ovviamente tale prospettiva è percorribile solo se un congruo numero di emittenti locali aderisce al progetto. Pertanto, al fine di valutare concretamente tale ipotesi gli editori interessati sono invitati a scrivere a info@reasat.it . A tutti verrà data una risposta in tempi brevissimi.


                                                                                                                                                
GRAZIE ALLA INSTANCABILE LOTTA DELLA REA SBLOCCATO IL CANALE 13 PER LA RADIO DIGITALE
 
Quando si intraprende una battaglia fuori dal comune pensare si è presi per matti o, nel migliore dei casi, per esaltati. Correva l'anno 1998 quando la REA avanzò alla dirigenza del Ministero delle Comunicazioni la proposta di introdurre in Italia la Radio Digitale DAB sperimentata con successo in gran parte dell'Europa. La proposta fu bocciata ma non ci arrendemmo. A maggio del 1999 costituimmo EuroDab Italia - il 1° Consorzio italiano DAB composto dalle radio locali. Ci rivolgemmo alla RHODE & Swhartz per installare un trasmettitore DAB a Monte Gennaro nella postazione di Radio Radio. L'opera fu realizzata, ma il solerte quanto miope dirigente ministeriale dell'epoca provvide a  farcelo suggellare. Tuttavia bastarono pochi mesi di sperimentazione clandestina per dimostrare che, nel futuro, il DAB poteva soppiantare l'analogico e  risanare l'infetto spettro elettromagnetico della FM. Così trovammo terreno fertile presso alcuni settori lungimiranti della politica e dell'Autorità TLC che aprirono al digitale radiofonico con la legge 66/2001. Presso l'Autorità fu costituito il Tavolo per la pianificazione del DAB ai quali lavori la REA diede un sostanziale contributo di idee e di contenuti tecnici tra i quali la proposta di liberalizzare il canale 13 della banda III VHF  assegnato alla Difesa in quanto il canale 12, assegnato dal Piano al DAB, era gestito dalla RAI mentre la banda L - UHF garantiva modeste coperture di territorio. All'epoca l'idea di andare a misurarsi con i militari per richiedere il rilascio del canale 13 a favore della radio digitale fu considerata "pazzesca" in Italia e "ridicola" per l'Europa che in quel momento stava trattando i Piani di Ripartizione e Assegnazione delle frequenze con  gli Stati membri. Ciò per dire che dopo dieci anni di dure battaglie contro le ostilità di certi comparti istituzionali e contro la resistenza passiva di certe retrive mentalità associative del settore, il Vice Ministro Paolo Romani e il Ministro Larussa hanno felicemente concluso la trattativa con i militari per liberare parzialmente il canale 13, proprio come quei "pazzi scatenati della REA"  avevano intuito che si doveva fare per  realizzare la Radio Digitale in Italia. Per ora sono stati liberati solo due dei sei blocchi disponibili del canale 13, ma sarà necessario disporre almeno di altri due blocchi. L'importante è che il principio è stato superato. Ovviamente rendiamo onore e merito a Romani e Larussa e all'illuminato staff ministeriale che l'ha sostenuto. Ci auguriamo, invece, che  a quei dirigenti dell'Autorità che sull'argomento ci hanno perfino deriso si sia aperto il cervello e che abbiano imparato la lezione.  Ora confidiamo nella rapida  conclusione dei lavori del Tavolo della Radio Digitale per disporre del nuovo Regolamento che consentirà anche alle radio locali di consorziarsi per realizzare la propria radio digitale.

 
Vertenza Audiradio - Primo verdetto con la Delibera n. 75 dell'AGCOM
 
Con la Delibera dell'AGCOM n. 75/09/CONS del 5 maggio 2009, pubblicata il 18 maggio, si è concluso il primo round della nota vertenza aperta dalla REA nei confronti di Audiradio sul tema dati di ascolto radiofonici. Il secondo round è tuttora in corso presso l'Antitrust che chiuderà, si spera definitivamente,  la vertenza a favore delle emittenti locali vittime in questi anni di un sistema di rilevazione volutamente distorsivo per escluderle dal mercato della pubblicità nazionale e persino locale. La goccia che fece traboccare il vaso, lo si  ricorda,  fu la decisione di Audiradio di discriminare ulteriormente le emittenti locali nella pubblicazione dei dati attraverso l'innalzamento della soglia di ascolto da 24 casi a 30 casi giornalieri.
 
La citata Delibera, fissa i termini delle questioni sollevate dalla REA e sostenute anche da alltri operatori locali e nazionali, e si pone come atto di indirizzo significativo per lo svolgimento delle future indagini sia sul piano della trasparenza che di chiarezza per la identificazione dei marchi. Interessante è anche l'indicazione sul futuro assetto della compagine societaria di Audiradio e sulla netta separazione tra la componente tecnica e l'amministrazione della società la cui dominanza è esclusiva delle reti nazionali e delle agenzie concessionarie di pubblicità.
 
Il documento, fresco di lettura e apprendimento, è stato giudicato appena soddisfacente dal Presidente della REA, Antonio Diomede, il quale si è impegnato a sottoporlo al giudizio diretto degli editori radiofonici mediante un referdum di gradimento che presto verrà attivato sul sito associativo www.reasat.it . "Per quanto riguarda la REA, ha sostenuto Diomede, le decisioni dell'AGCOM sono significative per dare una svolta democratica alle indagini di Audiradio, ma arrivano con un ritardo di ben 18 anni, dunque fuori dal tempo. Parlare oggi della necessità di scompaginare l'assetto societario di Audiradio, di imporre trasparenza, di sdoppiare le indagini nazionali da quelle locali, quando i giochi del mercato della pubblicità sono nelle esclusive  e solide mani delle reti e come venirci a raccontare una bella favola che non si tradurrà mai in realtà concreta  di poter sperare di conquistare qualche punto in più sulla spartizione della torta pubblicitaria commerciale e istituzionale. La Delibera AGCOM è ricca di spunti, consigli e suggerimenti, ma non si legge da nessuna parte quali sono le garanzie di attuazione e il sistema di vigilanza che la stessa AGCOM è per legge obbligata a svolgere. Ad esempio, ancora una volta, non ha ritenuto nominare un suo "vigilantes" nel Comitato Tecnico per marcare stretto l'attività gestionale di Audiradio. Il fatto poi che sia un soggetto terzo ad effettuare una sorta di verifica di "qualità delle indagini"  e che sia la stessa Audiradio a sceglierselo è l'ennesima trovata per non cambiare un bel nulla. Tuttavia, ha concluso  il Presidente Diomede, non si può dire che la Delibera sia da gettare alle ortiche, anzì, seppure tardivamente, può rappresentare il tentativo per recuperare il recuperabile, ma dobbiamo essere consapevoli che la questione sulle indagini di ascolto non possiamo considerarla chiusa finchè, come prescrive la legge 249/97, non sarà un soggetto super partes o la stessa Autorità a curarle"
 
 San Cesareo, 19 maggio 2009
 
                                                                               REA - Radiotelevisioni Europee Associate
 

Ulteriore Documento inviato all'Antitrust su indagini Audiradio

Documento sulle anomalie delle indagini Audiradio inviato all'Antitrust e all'AGCOM di Calabrò


AUDIO LIBRO VIA ETERE DI PAOLO LUNGHI

(Scaricate lo spot da mettere in onda e la copertina - il ricavato della raccolta fondi è a favore dell'AVIS)

Paolo Lunghi, giornalista e autore del libro “Via Etere”, presenta l’originale versione della sua fatica editoriale in versione audio. Trenta’anni di Radio Libere sono stati raccontati dalla viva voce di illustri personaggi del mondo del giornalismo radiotelevisivo, dell’arte e della cultura come Andrea Agresti, Awana Gana, Jocelin, Philippe Leroy, Don Backy, Tullio Solenghi, Tiziana Rivale, Teo Bellia, Cristiano Militello, Dario Ballantini, Margherita Fumero, Franco Ligas, Anna Longo, Marco Liorni. L’audio libro “Via Etere” può essere ascoltato comodamente da casa, in auto, in ufficio o può essere diffuso a puntate dalle radio per i propri ascoltatori. L’audio libro non è in vendita, viene distribuito dall’ AVIS (Associazione Volontari Italiani per la raccolta del Sangue) dietro un contributo volontario tramite bollettino postale intestato a: AVIS - Ass.ne Volontari Italiana del Sangue - Sezione di Empoli - c/c 25105503 TD 451


FORUM MUSICA & INFORMAZIONE – SECONDA EDIZIONE

(Sanremo, 20 febbraio 2009 – Sala Verde del Palafiori) 

Dedicato al Consigliere Nazionale della REA Stefano Fragione e sua moglie Fabiola, misteriosamente scomparsi il 4 gennaio 2008 per un presunto incidente aereo in Gran Roque (Mar dei Caraibi) mentre erano in viaggio di nozze  www.stefanoefabiola.org    

°*°*°*°*°*°*°* 

Indagini di ascolto Audiradio, Pirateria Musicale e Diritti Connessi sono stati i tre argomenti che la REA ha posto in discussione nelle rispettive Tavole Rotonde alle quali hanno preso parte Antonio Diomede, Presidente della REA; Enzo Mazza, Presidente della FIMI; Salvatore Riso, Presidente del circuito “Le 100 Radio + Belle d’Italia; Mario Di Gioia, Presidente di Assoartisti; Italo Mastrolia, Consulente legale; Andrea Marco Ricci, Presidente di Note Legali; Paolo Lunghi, Giornalista nonchè autore dell’Audio Libro “Via Etere”.  

Relativamente alle indagini di ascolto, Antonio Diomede, ha ribadito con fermezza la volontà della REA di volersi sganciare dalla società Audiradio in quanto la medesima è in evidente conflitto d’interessi con le radio locali considerata sia la sua posizione di monopolio, sia la composizione del pacchetto azionario distribuito tra Reti Nazionali, RAI e UPA (Utenti Pubblicità Associati). Delle indagini di ascolto”, ha riaffermato Antonio Diomede, “deve occuparsi l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni come sancito dalla legge 249/97 o da un soggetto super partes”. Il Forum ha indicato in due anni il periodo transitorio per  traghettare le indagini di ascolto da Audiradio ad un altro soggetto. Nel frattempo, sarà sempre l’Autorità a garantire che le stesse siano svolte senza discriminazioni e con una metodologia trasparente. La REA ha richiamato l’Autorità di Calabrò ai suoi compiti istituzionali  di vigilanza sull’attività di Audiradio assegnatole dalle legge riservandosi, ove tale funzione fosse trascurata,  di passare a più incisive azioni di protesta partendo dalle piazze in cui operano le emittenti locali per coinvolgere le sedi Parlamentari di Camera e Senato. Intanto la REA invita le emittenti a mettere in onda gli spot contro le indagini di ascolto ovvero di aderire alla “Campagna Anticrisi” mediante la sottoscrizione del sottostante modulo da rinviare a info@reasat.it . Per ascoltare l’intervento del Presidente Antonio Diomede su Audiradio  http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/Audiradio.mp3

Un ampio spazio del Forum è stato  dedicato al tema della Pirateria Musicale e ai Diritti Connessi. Il Presidente della FIMI, Enzo Mazza, ha spiegato che lo scenario della distribuzione e conseguente ascolto della musica è rapidamente cambiato con la evoluzione tecnologica e con internet. La pirateria musicale, dunque, è un fenomeno che  investe non solo la copia e vendita illegale di dischi, CD e DVD,  ma i file scaricati illegalmente da internet. Ha riconosciuto fondamentale il ruolo delle radio locali  per la diffusione della musica ma, a suo dire,  non sono indispensabili per la promozione delle vendite. Una scelta diversa, ha sostenuto il Presidente della FIMI,  sarebbe fallimentare per  le case discografiche come quella che fecero nel passato con MTV con la distribuzione gratuita delle videoclip musicali a scopo promozionale. Infatti, ha sostenuto Enzo Mazza, “il ragionamento promozione = gratuità non funziona e almeno per quanto riguarda, ad esempio, le aziende collegate a FIMI non vengono più a Sanremo sperando che il passaggio promozionale faccia vendere più dischi. Quindi il principio per il quale la radio fa un favore a passare la musica è una storia superata da tempo…..” Il Presidente della REA, Antonio Diomede, ha commentato “Ognuno è libero di pensarla come vuole, ma credo che ragionando in questo modo si faccia male alla musica, specie a quella italiana che ha tanto bisogno di promozione nazionale ed internazionale. Pensare di paragonare la diffusione radiofonica ai videoclip di MTV , alla lunga si dimostrerà come un altro madornale errore per carenza di analisi negli ascolti e valutazione del diverso mezzo di diffusione. La promozione fatta attraverso i videoclip trasmessi da MTV era diretta ad un pubblico giovanissimo (12- 25 anni), notoriamente squattrinato e per di più di “nicchia” e  con una forte limitazione di ascolto proprio del mezzo televisivo. Altra cosa è la diffusione fatta dal mezzo radiofonico installato in ben 43 milioni di auto e 25 milioni di postazioni fisse   dove all’ascolto vi sono dai 18 ai 22 milioni di cittadini nel giorno medio (altro che MTV!) distribuiti per fasce di età e di reddito ben diverse dagli squattrinati ex videoclippini. Per ascoltare l’intervento del Presidente della FIMI, Enzo Mazza : http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/Diritti_Fimi_Mazza.mp3

Tuttavia la REA inviterà le case discografiche a continuare il confronto al fine di trovare un accordo concreto per combattere il fenomeno della pirateria musicale e promuovere la musica italiana attraverso le radio locali. Riguardo ai diritti connessi, la REA  ha riaffermato nel Forum che la SCF non è legittimata alla funzione di esattore così come prevede l’articolo 181 ter, introdotto con la legge 248/00, il quale stabilisce espressamente che “nel caso in cui la SIAE non svolga attività di intermediazione dei diritti connessi, l’organismo legittimato sarà quello che verrà indicato con apposito DPCM”  e la SFC non lo è. Pertanto le emittenti si espongono al fondato rischio di dover versare altre somme ad altri pretendenti non associati SCF o a consorzi di nuova costituzione. Inoltre, gli importi versati alla SIAE comprendono ancora il compenso dei diritti connessi  tant’è che, dopo giugno 2001, data in cui la SIAE ha abdicato alla sua primaria funzione di esattore, non ha provveduto a diminuire i compensi  pretesi dalla SCF. Infine la REA ha ribadito che nessuna comunicazione è stata fatta dalla SIAE ai sottoscrittori delle proprie licenze per informarli della revoca del mandato da parte dei  discografici, né ha ritenuto di dover versare alla SCF gli importi incassati dopo il 30 giugno 2001, evidentemente, per gli stessi motivi di  illegittimità sostenuti dalla REA. Per ascoltare l’intervento del Presidente della REA, Antonio Diomede: http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/Diritti_Diomede.mp3

La squadra del circuito de “Le 100 Radio + Belle d’Italia” è stata capitanata dal Presidente, Salvatore Riso il quale ha ben evidenziato il ruolo attivo del circuito nella produzione e distribuzione di  programmi d’informazione e promozione musicale. Al circuito aderiscono  70 emittenti locali con copertura nazionale e un livello di ascolto medio giornaliero valutabile in circa 800 mila ascolti. Nel suo intervento ha tenuto a precisare che il circuito de “Le 100 Radio + Belle d’Italia” non è una sindacation ma una aggregazione di emittenti locali operanti su base associativa che concorrono alla composizione della programmazione nazionale con la migliore autoproduzione offerta dalle singole emittenti.  Quanto alla promozione della musica e degli artisti emergenti, il circuito è propenso a valorizzare i singoli artisti che si  propongono piuttosto che intrattenere complicati rapporti con le case discografiche a meno che queste non dimostrino reciprocità d'interessi alla promozione. Il circuito ha realizzato il collegamento via internet per la diffusione dei lavori del Forum al quale ben 112 emittenti erano all’ascolto. Per ascoltare l’intervento del Presidente del circuito, Salvatore Riso: http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/100Radio_Riso.mp3

Mario Di Gioia, Presidente di Assoartisti, pur in dissenso con la REA sui diritti connessi, ha sostenuto la necessità di proseguire sulla strada del colloquio tra REA, Case discografiche e mondo artistico per trovare una intesa operativa sulla delicata materia dell’antipirateria e della promozione della musica italiana attraverso lo strumento radiofonico. Per ascoltare l’intervento del Presidente di Assoartisti, Mario Di Gioia: http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/Diritti_Assoartisti_Di_Gioia.mp3

Paolo Lunghi, giornalista e autore del libro “Via Etere”, nonché brillante moderatore del Forum Musica & Informazione del Palafiori,  ha presentato l’originale versione della sua fatica editoriale in versione audio. Trenta’anni di Radio Libere sono stati raccontati dalla viva voce di illustri personaggi del mondo del giornalismo radiotelevisivo, dell’arte e della cultura come Andrea Agresti, Awana Gana, Jocelin, Philippe Leroy, Don Backy, Tullio Solenghi, Tiziana Rivale, Teo Bellia, Cristiano Militello, Dario Ballantini, Margherita Fumero, Franco Ligas, Anna Longo, Marco Liorni. L’audio libro “Via Etere” può essere ascoltato comodamente da casa, in auto, in ufficio o può essere diffuso a puntate dalle radio per i propri ascoltatori. L’audio libro non è in vendita, viene distribuito dall’ AVIS (Associazione Volontari Italiani per la raccolta del Sangue) dietro un contributo volontario le cui modalità verranno rese note prossimamente dalla REA quale partner dell’iniziativa. Per ascoltare l’intervento di Paolo Lunghi: http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/Via_etere_Lunghi.mp3

Indirizzando ai relatori del Forum un sincero ringraziamento per la partecipazione e per i preziosi contributi che hanno animato la discussione; ringraziando, inoltre, quanti si sono prodigati per la riuscita del Forum,  il Presidente della REA ha chiuso ufficialmente la seconda edizione del Forum Musica & Informazione, con un caloroso arrivederci alla terza edizione con appuntamento sempre al Palafiori di Sanremo 2010.

La REA ringrazia: Il Comune di Sanremo, Il Coordinamento REA Campania, Il Circuito de Le100Radio+ Belle d'Italia, Radio L'Olgiata di Roma, Primaradio di Napoli, Radio Studio 54 di Firenze, Radio Flash di Catania, Radio Ciao di Bologna, Radio Sanremo, Radio Teramo In, 3 Channel

CAMPAGNA DI INFORMAZIONE “ANTICRISI”

(richiesta spot e materiale divulgativo)

 

DENOMINAZIONE EMITTENTE

 

CITTA’

 

PROVINCIE DIFFUSIONE

 

E MAIL

 

SITO WEB

www.

SITO WEB RADIO

www.

SITO WEB TV

www.

ISCRITTO AUDIRADIO?

SI/NO

 

PASSAGGI SPOT “ANTICRISI”

 

N.          AL GIORNO

OSSERVAZIONI E SUGGERIMENTI

 

 


RESOCONTO INCONTRO ANTITRUST/REA SU INDAGINI DI ASCOLTO AUDIRADIO

Procede l'istruttoria della vertenza sollevata dalla REA contro Audiradio davanti alle Autority. Il 14 gennaio si svolse l'audizione convocata dall'AGCOM, oggi 5 febbraio, 2009, il Presidente della REA, Antonio Diomede, assistito dal Segretario Nazionale Salvatore Riso sono stati auditi dall'Antitrust. L'audizione ha percorso l'intero tracciato vertenziale segnato dalla REA nel segnalare l'anomalia tutta italiana nelle indagini di ascolto svolte da Audiradio in quanto società monopolista e in conflitto d'interessi con le emittenti locali. Il Presidente della REA ha incisivamente sostenuto "che tale anomalìa non può non introdurre turbativa e distorsione nel mercato della pubblicità,  specie se accompagnata, come lo è, da una metodologia discriminante per la pubblicazione dei dati di ascolto. Non c'è alcun dubbio che a causa di tali negativi elementi le emittenti locali hanno subito notevoli danni economici che devono essere immediatamente arginati estromettendo Audiradio dalle indagini di ascolto per conto delle locali" . A questo punto la Delegazione della REA ha consegnato un fascicolo di documenti di 21 pagine riservandosi di integrarlo con altri importanti elementi entro la prossima settimana.

 

LE PROPOSTE DELLA REA ALL'AUTORITA' DI CALABRO' SULLE INDAGINI DI ASCOLTO AUDIRADIO 

 

L'attesa audizione della REA davanti all'Autorità si è conclusa alle ore 17,30 del 14 gennaio 2009 con una dichiarazione alla stampa del Presidente Antonio Diomede il quale ha commentato "Non siamo soddisfatti dell’Autorità riguardo alla vigilanza sul metodo delle indagini di ascolto svolte da Audiradio. Calabrò deve comprendere che l’emittenza locale è a rischio di estinzione se non intervengono le Istituzioni per bloccare quel  mostruoso processo di assorbimento  messo in atto dalle Reti Nazionali attraverso la gestione Audiradio delle indagini di ascolto per conto delle emittenti radiofoniche locali. Non intervenire in tal senso significa tradire i  principi di libertà a comunicare in modo pluralistico dettati dalla Costituzione e più volte riaffermati dall'Alta Corte. Staremo a vedere quale decisione finale l’Autorità prenderà su Audiradio ma non siamo ottimisti  e ci stiamo preparando per una lunga battaglia in difesa del nostro diritto ad esistere almeno quanto e come le altre imprese editoriali del Paese”. Ma cosa ha proposto la REA affinchè lo sconcio delle indagini Audiradio venga rimosso? Ecco le proposte presentate all'Autorità:

 1)     Le indagini di ascolto delle locali non devono più essere effettuate da Audiradio ma esclusivamente dall'Autorità così come    prevede  la legge 249/97 e la Delibera n. 85/06;

 2)      nel periodo transitorio (massimo due anni) Audiradio può svolgere le indagini di ascolto per conto delle radio locali su specifica commissione dell'Autorità la quale provvede alla raccolta delle iscrizioni, alla determinazione del metodo di indagine, alla  stesura e pubblicazione dei dati;

 3)      l'Autorità, in attuazione della Delibera 85/06,  deve provvedere alla nomina di un suo rappresentante nel Comitato Tecnico di  Audiradio in funzione di controllo sulla metodologia utilizzata e di vigilanza sulla gestione e manipolazione dei dati ricavati dalle  indagini sia delle locali nel periodo transitorio, sia delle nazionali;

Dunque le posizioni della REA sono chiare e trasparenti come l'acqua per la bontà delle quali, con matematica certezza, si ritroveranno tutte le emittenti senza distinzioni di appartenenza associativa o di posizione geografica. La prossima puntata la REA la svolgerà verso L'Antitrust con altrettanta chiarezza e determinazione. Intanto le emittenti radiofoniche che credono in tali vitali  obbiettivi sono invitate a sostenere ed intensificare la protesta partecipando alla Campagna Anticrisi organizzata dalla REA e a mettere in onda i relativi spot appositamente confezionati. Prossimamente le emittenti riceveranno il materiale divulgativo per la promozione nazionale e locale studiata dalla REA per neutralizzare l'aggressione Audiradio sul territorio. Per ricevere gli spot e il materiale divulgativo  scrivere a info@reasat.it  restituendo il sottostante modulo di adesione. Prego trasmettere ad altre emittenti la presente comunicazione.

 

Le 100 Radio + Belle d'Italia


RIS - Radio Interattiva per la Scuola


GRADUATORIA EMITTENTI RADIOFONICHE LOCALI CHE HANNO DIRITTO AI CONTRIBUTI ANNO 2005


PIATTAFORMA RADIOTELEVISIVA della REA


L'IMBROGLIO DEI DIRITTI CONNESSI

Secondo l’articolo 180, 1° comma della legge sul diritto d’autore n. 633/41 spetta alla SIAE incassare i diritti di radiodiffusione. Dunque la SCF non può incassare i diritti connessi e l’azione di verifica ed ispettiva della Guardia di Finanza è del tutto arbitraria ed illegittima così come è nulla la convenzione sottoscritta da AERANTI – CORALLO – FRT – RNA.

QUI trovi la lettera da inviare alla SCF per disdire il contratto.

 

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