|
PIATTAFORMA RADIOTELEVISIVA della REA
(Delibera III°
Congresso REA – 19 luglio 2006)
La REA – Radiotelevisioni Europee Associate –
l’Associazione delle emittenti locali che rappresenta
412 imprese radiotelevisive, pari al 31,42% organizzate
nelle diverse associazioni di categoria, di cui 327
radio e 85 televisioni, su mandato dell’Assemblea del
III° Congresso, svoltosi in San Cesareo il 19 luglio
2006, Hotel Belvedere, è impegnata a:
1.
svolgere nel settore radiotelevisivo un’azione
politico – associativa affinché si affermi una vera
forza “sindacale” , leale e trasparente , capace di
partecipare attivamente alla formazione di un nuovo
corso per la riforma del sistema radiotelevisivo
italiano;
2.
sviluppare la tecnologia digitale applicata alla
radio e televisione quale irripetibile occasione per
l’affermazione del pluralismo per il possesso dei mezzi
comunicazione e della libertà di informazione sanciti
dall’articolo 21 della Costituzione Italiana. Dunque
l'abbattimento del duopolio RAI - Mediaset rappresenta
il principale obbiettivo da perseguire per
democratizzare il comparto della comunicazione;
3.
contrastare
qualsiasi tipo di trust ed in particolare le attività
delle società AUDITEL e AUDIRADIO costituite da RAI –
MEDIASET – RETI NAZIONALI e UPA nate per perseguire
l’accaparramento delle risorse pubblicitarie e
tecnologiche. Nonostante il recente intervento
dell'Autorità TLC sui dati di ascolto (Delibera 85/06/CSP),
finché i rilevamenti saranno affidati a società
controllate dal trust RAI, MEDIASET, RETI NAZIONALI E
UPA dal paniere della pubblicità e, quindi delle
risorse economiche e tecnologiche, saranno
sistematicamente escluse le emittenti locali. E'
obiettivo prioritario della REA abbattere tale
situazione affinché si realizzi quel "pluralismo" e
quella "libertà d'informazione" tanto invocata dai
politici e dai governi di turno;
4.
sostenere l’urgenza di attuare i Piani di
Assegnazione delle Frequenze radiofoniche e televisive
senza ulteriore differimento e diversivi.
Intanto, il
censimento delle frequenze preannunciato dal Ministro
Gentiloni può essere una buona occasione per
reperire canali televisivi e frequenze radiofoniche per
migliorare "l'intasato" spettro radioelettrico
esistente. A tal proposito la REA auspica che
il Ministro Gentiloni chiarisca le finalità
del censimento i cui relativi costi, sia ben chiaro,
non potranno essere accollati alle emittenti locali già
sufficientemente spremute da canoni, tasse e gabelle di
vario genere;
5.
a sviluppare la radio DAB auspicando che il
Governo promuova il digitale radiotelevisivo in modo
"neutrale". In tale ottica la REA rinnova la propria
disapprovazione per l'ingente sperpero di danaro
pubblico effettuato per promuovere, in pieno conflitto
d'interessi, la televisione digitale terrestre;
6.
a mettere in atto una intensa attività
associativa per risolvere questioni che riguardano
l’editoria, il diritto d’autore e i diritti connessi, la
tassa annuale di concessione governativa sulle
concessioni radiotelevisive, i contributi a fondo
perduto, la pubblicità istituzionale. La Presidenza del
Consiglio dei Ministri è direttamente chiamata in causa
sulle modalità di elargizione delle
Provvidenze riservate per legge alle testate
giornalistiche di carta stampata e
radiotelevisiva. E' semplicemente scandalosa l'attuale
normativa che consente il finanziamento di testate
giornalistiche di appartenenza
politico-partitica mediante centinaia di milioni di euro
all'anno mentre per ottenere appena la metà di quanto
speso per i consumi di energia elettrica e servizi
telefonici le emittenti locali sono costrette a produrre
quintali di autocertificazioni e documenti che spesso
vengono cavillosamente contestati dall'Amministrazione
di via Boncompagni per ritardare o non rimborsare il
dovuto. La REA è per la difesa del diritto d’autore ai
fini dello sviluppo della cultura musicale e artistica
in generale. A tal proposito svilupperà una serie di
iniziative atte ad introdurre nell'emittenza locale gli
artisti cosiddetti "minori" e le etichette
"indipendenti" al fine di ridimensionare lo strapotere
delle Major che altro non hanno saputo fare in questi
ultimi anni che oscurare i veri talenti e gli artisti
emergenti per scopi esclusivamente di mercato. La REA
non riconosce alla SCF il ruolo di esattore dei suoi
presunti diritti e chiede al Governo Prodi di depennare
dalla legislazione italiana l'arcaica gabella dei
"diritti connessi" per rilanciare la libera circolazione
della cultura artistica e musicale tramite i
media radiotelevisivi. Un rinnovato pericoloso fenomeno
di clientelismo politico si è affacciato negli Enti
locali per via della discrezionalità con cui gli
Amministratori assegnano la Pubblicità istituzionale
destinata per legge alle emittenti locali. Nel
confermare la validità delle norme di legge che
attribuiscono quote di Pubblicità Istituzionale alle
emittenti radiotelevisive locali, la REA chiede che
siano emanate norme trasparenti per la relativa
assegnazione.
7.
Il Consiglio Generale della REA dà mandato al
Presidente Antonio Diomede di trasmettere ai competenti
Ministeri il presente documento programmatico e di
richiedere l’apertura di un dialogo costruttivo, franco
e democratico nell’interesse comune della categoria e
del Paese.
|