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ELENCO FORNITORI CONTENUTI RADIO DIGITALE

GRADUATORIA CONTRIBUTI RADIO 2009


COMUNICATO STAMPA

LA REA DIFFIDA EURISKO A PUBBLICARE I DATI DI  ASCOLTO

(scarica il documento)

E' partita questa mattina la diffida della REA indirizzata alla società GfK Eurisko con quale la invita a non pubblicare i dati di ascolto effettuati in violazione della legge 249/97 e della disciplina AGCOM in quanto ciò rappresenterebbe una discriminazione palese verso quelle imprese radiofoniche che non hanno avuto la  possibilità di partecipare per la mancata pubblicazione della "nota informativa" sul sito www.agcom.it come la delibera 130/06/CSP impone. Ma le ragioni della diffida trovano origine anche nella violazione delle regole del mercato e della concorrenza. Infatti la REA sostiene "che qualsiasi indagine effettuata nelle attuali condizioni sarebbe parziale, non rappresentativa di tutti i soggetti coinvolti e, dunque, non fedele, per cui l'eventuale pubblicazione di dati raccolti con modalità non conformi alla disciplina di settore avrebbe effetti palesemente e gravemente distorsivi del mercato e della corretta concorrenza tra imprese in competizione". Per questi motivi, sostiene la REA, la società Eurisko si astenga dal pubbllicare dati di ascolto acquisiti in modo  non conforme allo spirito della legge e alla disciplina del settore, preavvertendo che, qualora, dovesse procedere alla pubblicazione, a tutela dei diritti e degli interessi delle associate, sarà perseguita in ogni sede giudiziaria e amministrativa al fine di ottenere le opportune inibitorie nonché il risarcimento dei danni subiti. La diffida è stata inviata per conoscenza all'AGCOM e all'Antitrust affinché adottino le  iniziative di rispettiva competenza.

San Cesareo, 16 maggio 2012          REA - Radiotelevisioni Europee Associate


INDAGINI DI ASCOLTO DEMOSKOPEA

(straordinaria partecipazione dell’emittenza locale recuperata alle indagini 2012)

Si contano 110 emittenti iscritte a Demoskopea contro 225 iscritte a Eurisko, ma bisogna considerare che quest’ultima ha ottenuto la promozione di tutte le associazioni e gruppi editoriali radiofonici locali ad esclusione della REA che ha dovuto denunciare la parzialità e discrezionalità (ora confermata) nelle iscrizioni purtroppo appoggiata (cosa gravissima) tacitamente dall’AGCOM che aveva il diritto-dovere di vigilanza e cura sia sulla applicazione della legge 249/97 sia sulle stesse delibere che disciplinano la materia. La questione, certamente, finirà nella aule giudiziarie, ma per il momento la REA e le emittenti associate, considerata la massiccia adesione, sollecitano la società Demoskopea a iniziare le indagini senza ulteriori indugi invitandola a respingere, nel caso ciò accadesse, qualsiasi tipo di pressione per rinunciare. La partita in gioco sono 500 milioni di euro. Le indagini in libera concorrenza non piacciono a chi vorrebbe farne man bassa con dati parziali , esclusioni interessate e dati manipolati. Questa è la vera ragione di lotta della REA, fermamente convinta della vittoria della legalità per la libera concorrenza in un libero mercato.

San Cesareo, 11 maggio 2012                                        REA – Radiotelevisioni Europee Associate


E' PARTITA LA RADIO DIGITALE – SI COMINCIA DALTRENTINO A.A.

(SCARICA LA DELIBERA DELL'AUTORITA')

Dopo lo switch off televisivo (un vero disastro) si comincia con la Radio Digitale che, per fortuna non ha nulla a che fare con le problematiche televisive. Ma per evitare che il digitale radiofonico cadesse nella stessa “trappola” del digitale televisivo, la REA ha lavorato da sola contro le solite associazioni ”opportunistiche” che predicavano il diritto di ogni radio ad avere in uso una frequenza digitale. Dopo ben 10 anni di polemiche e contrasti, l’Autorità e il Ministero hanno condiviso la tesi della REA secondo la quale le frequenze digitali radiofoniche non possono essere assegnate singolarmente ma a gruppi di emittenti organizzate in consorzi. Solo in questo modo, infatti, è possibile che tutte le radio possano sbarcare sul digitale. Diversamente, come insegna l’amara esperienza televisiva, non sarebbe stato possibile. Così facendo siamo riusciti a salvare la Radio digitale dal “fallimento” come, purtroppo, è accaduto alla tv digitale per lo “sciocco servilismo” delle predette associazioni legate, come sappiamo, al carro politico del partito del conflitto d’interessi.

L’Autorità ha pubblicato la Delibera 180/12/CONS – Piano provvisorio di Assegnazione delle frequenze per il servizio radiofonico digitale nella Regione del Trentino Alto Adige – Progetto pilota nella Provincia Autonoma di Trento.

Cosa prevede la Delibera? Innanzi tutto indica le frequenze disponibili, che sono: n. 3 per RAI e Reti Nazionali (12° - 12B – e 12C VHF) e n. 5 blocchi alle locali (12D – 10A – 10B – 10C – 10D VHF). Le reti sono realizzate in tecnica isofrequenziale. Al progetto pilota della Radio digitale possono partecipare tutte le emittenti già autorizzate alla diffusione analogica in possesso della abilitazione in qualità di fornitore di contenuti che, ai sensi dell’articolo 12, comma 6, della Delibera 664/09, sono costituite in forma consortile e che abbiamo come bacino di diffusione la provincia di Trento. Il Ministero assegna il diritto d’uso delle frequenze disponibili ai consorzi che ne faranno richiesta entro 60 giorni dalla data di pubblicazione della Delibera 180/12/CONS

Le emittenti interessate possono rivolgersi alla REA per farsi assistere sia nella costituzione del consorzio che  per la richiesta al ministero del diritto d’uso della frequenza.

San Cesareo, 11 maggio 2012                                                                  REA – Radiotelevisioni Europee Associate


LETTERA AL SOTTOSEGRETARIO MASSIMO VARI SULLA CRISI DELLE EMITTENTI RADIOFONICHE LOCALI

La presente per sottoporre a Codesto Ministero la grave situazione economica sofferta dalle emittenti radiofoniche locali a causa della caduta verticale della domanda della pubblicità locale quale diretta conseguenza della più ampia crisi del Paese e in particolare delle attività produttive e commerciali del territorio in cui operano.  

A tal riguardo, coerentemente con la politica economica di sviluppo preannunciata dal Governo,  la  scrivente associazione invita il Ministero al rispetto dei tempi di erogazione dei contributi a favore delle emittenti radiofoniche locali previsti dalla legge 448/01 attraverso la modifica di alcune norme del Regolamento emanato con  Decreto del  Ministro delle Comunicazioni di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, n. 225 del 1 ottobre 2002. 

In pratica si propone di recuperare il  rispetto dell’articolo 4, comma 2 del predetto Regolamento, il quale prevede la liquidazione dei contributi  entro sei mesi successivi alla data di presentazione della domanda, sganciando l’ammissione ai contributi legati all’editoria dall’iter istruttorio dei 535 giorni richiesti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Editoria per la firma del decreto di  ammissione alla provvidenze. In alternativa si propone di disporre, tramite decreto con carattere d’urgenza, che alle emittenti collocate utilmente in graduatoria sia anticipato il 90% del contributo come  avviene per il comparto televisivo.  

In tal modo si darebbe una immediata “boccata d’ossigeno” alla piccola e media emittenza radiofonica locale al fine di evitare che cada nella irreversibile spirale dell’indebitamento sia verso gli enti previdenziali e fiscali sia verso i fornitori di servizi (ENPALS, INPS, INPGI, INAIL, AGENZIA ENTRATE, ENEL, TELEFONIA, SIAE).

Infatti, in applicazione dell’articolo 6, lettera a) del Regolamento, le emittenti che non risultino in regola con il versamento dei contributi previdenziali vengono escluse dalla erogazione del contributo.  

Si sappia che l’esclusione dal contributo, anche per un solo anno,  provoca quell’effetto “spirale” già accennato il quale genera: l’impoverimento del bilancio dell’impresa che, a sua volta, genera l’indebitamento con gli enti previdenziali che preclude ai contributi dell’anno successivo. Ma l’effetto della “spirale” non finisce qui. Dal terzo anno di mancata erogazione del contributo, il destino di una piccola emittente è segnato: non riesce a mantenere il livello minimo occupazionale  imposto dalla legge 66/01 in violazione del quale rischia di  perdere la concessione…. o/e di indebitarsi con banche e finanziarie sempre che abbia beni da offrire in garanzia.  

Nel paniere dell’indebitamento è presente, in modo predominante e prioritario da pagare,  il costo dell’energia elettrica divenuto insostenibile sia per i frequenti aumenti delle tariffe sia per la totale soppressione delle provvidenze editoria. A tal proposito sarebbe opportuno che il Ministero dello Sviluppo Economico prendesse l’iniziativa di intervenire presso gli enti erogatori  affinché venga applicata una tariffa agevolata all’editoria radiotelevisiva e presso il Ministero delle Finanze per un congruo sgravio fiscale sui consumi di energia elettrica.  

Purtroppo quanto raccontato è  la reale sofferenza di mille piccoli editori  che ogni giorno, dignitosamente, in silenzio, combattono per la difesa del loro e dell’altrui lavoro mentre non passa giorno che non si senta parlare di ruberie e sperperi diffusi, qua e là, nei centri del bel  potere.    

Per questi motivi, la proposta di trovare una soluzione affinché alle emittenti venga garantita l’erogazione dei contributi entro i sei mesi dalla domanda è irrinunciabile e  indifferibile.  

Si confida che il Sottosegretario, Prof. Massimo Vari, già vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale,  prenda in seria considerazione la richiesta e che non costringa la categoria ad azioni e valutazioni ostili al Governo e alla classe politica che concorre a sorreggerlo.  La REA e le emittenti radiofoniche locali non chiedono privilegi corporativi, ma giustizia fiscale e sociale, buon senso nell’applicazione delle leggi, garanzia per il rispetto dei diritti costituzionali con particolare riguardo alle  libertà di comunicazione, informazione e d’impresa.

Si rimane in attesa di urgente riscontro.  

San Cesareo, 8 maggio 2012

                                                             REA - Radiotelevisioni Europee Associate


COMUNICATO STAMPA

LA REA TORNA A RIBADIRE ALL'AUTORITA' LA SUA POSIZIONE SULLE INDAGINI DI ASCOLTO RADIO

 “Non sappiamo più in quale lingua dirlo all’Autorità, ha commentato il Presidente della REA, Antonio Diomede, parlando delle indagini di ascolto radiofoniche. Per la REA, le indagini non tornano più con il sistema Audiradio, cioè fatte in casa a proprio uso e costume, ma devono essere affidate ad una o più società indipendenti con un modello condiviso da tutti i soggetti interessati omologato dall’Autorità. Se così non sarà, la REA è pronta a dare battaglia giudiziaria contro chiunque volesse imbrogliare le carte per accaparrarsi il mercato della pubblicità nazionale e locale. “Il bel tempo della cuccagna è finito” ha proseguito il Presidente, ora bisogna rispettare la legge e la REA chiede all’Autorità che siano rispettate anche le sue Delibere. A tal proposito ha inviato all’Autorità una lettera, succinta, ma esaustiva della posizione REA sull’argomento, nella quale integralmente si legge:

Con riferimento all’invito di codesta Autorità rivolto ai componenti il Tavolo sulle indagini di ascolto radiofoniche relativo a eventuali proposte da formulare sulla governance e sulle modalità delle medesime, la sottoscritta associazione nel ribadire che le indagini di ascolto debbano essere svolte da soggetti esterni alla categoria, non in conflitto d’interessi con la medesima attività svolta per se stessi e per i concorrenti, ritiene che sia necessario indire una gara di appalto in ambito nazionale ed europeo. In alternativa si potrebbe scegliere la via della libera concorrenza nello svolgimento delle indagini con la previsione di farle eseguire da più società in concorrenza tra loro ma con un unico modulo preventivamente “omologato” dall’Autorità. Riguardo ai contenuti e alle modalità di svolgimento delle indagini si propone di ascoltare in audizione i soggetti più qualificati in tal campo in modo da acquisire elementi di merito che siano oggettivi, scientifici, non influenzati da scelte di comodo. Dopo aver ascoltato i pareri degli esperti e dei professionisti in materia, saranno i componenti il Tavolo a dare i suggerimenti per il perfezionamento di un modello d’indagine condiviso ma che sarà l’Autorità ad omologare in via definitiva. Ovviamente tale procedura dovrà svolgersi in tempi rapidissimi, con impegno full time del Tavolo e dell’Autorità fino a definizione della questione. Distinti saluti. Antonio Diomede, Presidente REA

Martedì, 27 marzo 2012 torna a riunirsi per la seconda volta il Tavolo istituito dall’Autorità nel tentativo di trovare una posizione comune, ma sarà difficile per gli stregoni della pubblicità ingoiare il rospo REA. Pertanto è più facile che la questione prenda la via giudiziaria.

San Cesareo, 24 marzo 2012                 REA - Radiotelevisioni Europee Associate


COMUNICATO STAMPA

Roma, 16 marzo 2012 – Rottamazione tv locali: il Governo incontra la REA e il CARTv. Il sottosegretario del MISE, Massimo Vari, ha incontrato il CARtv e la REA, rappresentata dal Pr5esidente Antonio Diomede e Gabriele Betti, assistiti dall’Avv. Domenico Siciliano, per esaminare gli aspetti interpretativi relativi al decreto di rottamazione delle tv locali operanti sui canali dal 61 al 69 e su altri canali eventualmente ritenuti inefficienti. A seguito delle aspre critiche espresse a carico del Ministro Passera circa le inesistenti relazioni sindacali in un momento in cui sono a rischio di chiusura 250 imprese e 5.000 posti di lavoro, le associazioni hanno chiesto, con carattere d’urgenza, la formazione di un Tavolo di lavoro e il ripristino della Commissione per l’Assetto Radiotelevisivo ingiustificatamente soppressa dall’ex Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni. A tal proposito il sottosegretario ha voluto tranquillizzare le associazioni dichiarando la disponibilità per la ripresa del dialogo sindacale. Nel merito del decreto di rottamazione, il sottosegretario ha chiesto ai presenti di esprimere le proprie osservazioni per il buon fine del provvedimento. Da parte sua, la REA, per bocca del Presidente Diomede, ha pregiudizialmente fatto presente che l’associazione ha dato indicazioni alle emittenti di non accedere alla rottamazione e che si unirà al CARTv per investire del problema la Corte Costituzionale. Riguardo ai problemi sospesi relativi alla 448/98, provvidenze editoria, piano delle frequenze, piano LCN, assegnazione delle frequenze del beauty contest alle locali, il sottosegretario non ha ritenuto accogliere la discussione di merito in quanto non erano previsti all’ordine del giorno. La REA giudica positiva la promessa di dialogo del Governo, ma finchè non si tradurrà in atti concreti per la positiva soluzione dei problemi sofferti dalle emittenti locali continuerà a rimanere in posizione critica e di mobilitazione.

                                                       REA – Radiotelevisioni Europee Associate


CONVOCAZIONE DEL MINISTERO SULLA ROTTAMAZIONE TV

(giovedì, 15 marzo 2012 – ore 11.00)

Non vogliamo chiacchiere, vogliamo fatti concreti per salvare le aziende e 5.000 posti di lavoro

La convocazione è giunta inaspettata alle ore 12.00 di ieri da parte della segreteria del Capo del Dipartimento, dott. Sambuco con il seguente ordine del giorno:

Valutazioni generali sul decreto recante misure di compensazioni in favore di emittenze locali”

Da persone educate ci presenteremo per ascoltare cosa avranno da dirci di più di ciò che già sappiamo e che cioè stanno per chiudere 250 emittenti e stanno mettendo sulla strada 5.000 dipendenti con un atto di violenza inaudita, degna dei migliori regimi dittatoriali del dopoguerra. E’ verissimo che Corrado Passera ha ereditato diverse polpette avvelenate lasciate da Paolo Romani, una delle quali è la questione delle sei frequenze del beauty contest, ma questo signore, ministro per caso, non eletto da nessuno e non obbligato al rispetto delle regole della democrazia, è di una maleducazione unica. Lo abbiamo invitato a Sanremo per un confronto sulle questioni più scottanti del settore, che non sono meno importanti di quelle dei tassisti e dei farmacisti, senza che si sia degnato di dimostrarci un minimo segno di preoccupazione per il nostro dramma. Ora il Capo del Dipartimento, dottor Sambuco, ci convoca per dirci cosa? Forse per convincerci che il vino Romani-Passera è buono e che bisogna collaborare per rottamare? Su tale argomento abbiamo chiesto a Passera di formare un tavolo di concertazione, non ha risposto. Abbiamo chiesto a Passera di rivedere quel disastroso piano di assegnazione delle frequenze televisive, non ha risposto. Abbiamo chiesto a Passera di rivedere il piano LCN, non ha risposto. Abbiamo chiesto a Passera di rivedere tutta la normativa riguardante l’editoria, non ha risposto. Abbiamo chiesto a Passera di rivedere i regolamenti sui contributi della 448/98, non ha risposto. Abbiamo chiesto a Passera la buona educazione istituzionale e il rispetto verso le rappresentanze associative, ma si comporta da maleducato convocando chi vuole e come vuole ignorando quelle rappresentanze, come la nostra, che nell’ambiente ministeriale vengono definite “rompicoglioni. Noi parteciperemo alla riunione del 15 marzo ore 11.00, in via Molise, ma non diremo nulla in più di quanto già detto e scritto. Non vogliamo chiacchiere, vogliamo fatti concreti per salvare le aziende e 5.000 posti di lavoro. La delegazione della REA sarà formata da: Antonio Diomede e Gabriele Betti assistiti dall’ Avv. Domenico Siciliano. Antonio Diomede, Presidente


TAVOLO TECNICO AGCOM

REA: NO A INDAGINI DI ASCOLTO CASARECCE

Roma, 8 marzo 2012 : Tavolo Tecnico Agcom su indagini di ascolto radio - Ieri mattina, 07 marzo 2012, si è riunito in Agcom il Tavolo Tecnico sulle indagini di ascolto radiofoniche. Erano presenti sia le rappresentanze delle Reti nazionali che le Associazioni delle radio locali e delle Agenzie della pubblicità. La REA è stata rappresentata dal Presidente Antonio Diomede e dai Consiglieri Salvatore Riso e Francesco Massara. Antonio Diomede ha brevemente ribadito le posizioni dell’associazione rispetto sia alla “governace” sia alla “metodologia” delle indagini. Riguardo alla metodologia la REA ha confermato la piena condivisione, anche espressa da RAI e Radio 24, di introdurre una rilevazione al passo con i nuovi mezzi tecnologici di ascolto della radio (smart phon, web, tv digitale, satellite, ecc). Sulla “governance”, ovvero sulla proposta di ricostituire una società simile alla vecchia Audiradio, c’è stata una larghissima convergenza di vedute sia parte delle Reti che di FRT e Aeranti-Corallo con l’unica opposizione della REA. E’ a questo punto che il Presidente Diomede non ha potuto fare a meno di richiamare l’Autorità ai suoi compiti istituzionali di legge circa la cura e la vigilanza sulle indagini di ascolto che se svolte direttamente dagli stessi soggetti sottoposti al rilevamento, com’è accaduto con Audiradio, le stesse non potranno essere neutrali, trasparenti, credibili, sindacabili dalle emittenti, dunque, saranno pericolosamente distorsive per il mercato e ingannevoli per l’inserzionista e l’utente consumatore. Pertanto, la REA, coerentemente con la politica delle liberalizzazioni perseguita dal Governo, si è dichiarata completamente contraria a tale ipotesi. A tal proposito, il Presidente Diomede, ha preannunciato una “interpellanza” a Monti e Passera per sapere se la proposta messa sul Tavolo Agcom è condivisa dal Governo.


Da sinistra: Antonio Parisi, Portavoce CARTv – Roberto Salvini, giornalista - Giacomo Bucchi, Presidente CRTL – Antonio Diomede, Presidente REA – Corrado Passera, Ministro MISE – Mario Di Gioia, Presidente Asso Dj; Giancarlo Serafini, V. Presidente Corecom FVG

DA SANREMO LA REA E IL CARTv DICONO AL GOVERNO E AI POLITICI “BASTA CON LE CHIACCHIERE” 

L’emittenza locale è stanca dei quotidiani attacchi provenienti da ogni parte del potere politico, istituzionale e privato. Canali televisivi espropriati, frequenze radio assaltate da radio di partito; provvidenze editoria svanite; contributi di sostegno al digitale televisivo spariti; piano di assegnazione delle frequenze televisive penalizzante; piano di numerazione programmi tv discriminante (LCN); dati di ascolto falsificati; pubblicità istituzionale clientelare; frequenze pirata dilaganti provenienti da San Marino; diritti connessi fuori legge; rimborsi energia e telefoniche negate da Enel e Telecom; sono la vera cancrena che sta distruggendo 700 tv locali e 1150 radio locali con una occupazione complessiva di oltre 10.000 dipendenti interni e di circa 5.000 dipendenti dell’indotto con una forza lavoro complessiva di 15.000 addetti.  

A Sanremo è stato invitato il Ministro Passera per fargli presente la drammatica situazione, ma questo signore non solo non ha ritenuto partecipare al democratico confronto con le rappresentanze REA, CRTL, CNT e CONNA, presenti nel CARTv; non ha avuto nemmeno la delicatezza (buona educazione) di farsi in qualche modo vivo, magari delegando qualcuno dei suoi portaborse, per dire qualcosa sull’argomento. Evidentemente, come il suo predecessore On.le Paolo Romani, non ha nulla da dire all’emittenza locale, ragion per cui, preferisce rifiutare il dialogo.  

Il rifiuto del dialogo con le associazioni è una linea assunta dal Governo Monti salvo i casi in cui alcune categorie, come tassisti, trasportatori e farmacisti, hanno saputo far valere le loro ragioni con la forza. 

E’ da tale oggettiva situazione che bisogna partire per rendersi conto che con questo Governo e con questi politici, falsi e corrotti, è ora di smettere di corteggiarli e che è giunta l’ora di fronteggiarli con le loro stesse armi. Il Governo Monti, se non dovesse cambiare rapidamente rotta nelle relazioni con le legittime rappresentanze sindacali con l’esame dei reali problemi delle singole categorie, bisogna fronteggiarlo con la disubbidienza civile per mandarlo rapidamente a casa. I politici falsi e corrotti vanno combattuti togliendo loro la fiducia preparandosi alle elezioni del 2013 con nuove formazioni politiche che non siano le stesse di ieri e di oggi riciclate. Rispetto a queste due prospettive, il Consiglio Generale della REA è stato chiamato a predisporre un documento di azione concreta da diffondere rapidamente a tutti i livelli, comunale, provinciale, regionale e nazionale. 

Questo è l’ultimo appello che rivolgiamo agli editori televisivi in particolare. L’ora del “molleggiamento” è finita. Con lo switch off del centro sud, così come lo vogliono i nemici delle locali, si chiude ingloriosamente l’esaltante periodo storico della “libertà d’antenna ovvero della libertà di parola e d’impresa” per ricadere nell’oscurantismo democratico degli anni 50’ e 60’ dove i mezzi di comunicazione erano monopolio assoluto di alcuni potenti che manovravano la RAI per i loro loschi occulti interessi.

Qualcosa va detta anche alle associazioni concorrenti AERANTI e FRT che non poche responsabilità hanno rispetto alla drammatica situazione in cui versa la categoria. Vogliamo dire che la smettano di illudere le emittenti nel dire “di non preoccuparsi e che tutto si aggiusterà”. Alle emittenti va detta la verità anche se ciò costerà qualche “mea culpa”. Alle emittenti va detto che i 15 canali persi, e altri 5 che fanno 20, richiesti dalla UE per la banda larga progettata non dall’Italia ma dalla Germania e dalla Svezia, se non ci sarà una forte posizione italiana che la contrasta con una valida alternativa, il 50% delle locali e alcune emittenti nazionali minori chiuderanno.

Pertanto, nell’interesse supremo delle emittenti e dei dipendenti occupati, sarebbe opportuno convocare un’assemblea plenaria della categoria e dell’indotto organizzata da tutte le forze rappresentative in campo (REA-FRT-AERANTI-CORALLO-CTRL-CONNA-CNT-ALPI-CGIL-CISL-UIL-CISAL-COSTRUTTORI APPARATI- AGENZIE NOTIZIARI-AGENZIE PUBBLICITA’) PER DARE UNA SERIA SCROLLATINA A MONTI E PASSERA AFFINCHE’ , TRA L’ALTRO, RIFERISCANO AL CAPO DELLO STATO CHE NON SIAMO DISPOSTI A LASCIARCI SCIPPARE COSI FACILMENTE LE LIBERTA’ COSTITUZIONALI. A tale scopo si può pensare a un Comitato Costituente dell’Assemblea formato dai Presidenti delle Associazioni con sede presso un sindacato confederale Cgil, Cisl o Uil. Per quanto ci riguarda, come REA, siamo a disposizione.  

Questo è tutto, caro editore televisivo, ora spetta a Te decidere cosa farne del Tuo imminente futuro. Vuoi cambiare lavoro? Non fare nulla, ma preparati a rottamare trent’anni di sacrifici. Vuoi lottare per difendere la Tua azienda? Saremo al Tuo fianco per organizzarci nella lotta. Telefona alla Tua associazione e riferisci la proposta di unità di lotta della REA.

Un’ultima cosa vogliamo sinceramente dirla. Per due anni di seguito, il 2011 e il 2012, a Sanremo abbiamo parlato esclusivamente di salvare le tv locali, il prossimo anno, se le tv locali non cambieranno, parleremo d'altro. 

Per chiarimenti e commenti (concreti) siamo a disposizione al 333.7169450 – 06.9570419 info@reasat.it .

San Cesareo, 27 febbraio 2012                 REA – Radiotelevisioni Europee Associate 


FORUM MUSICA & INFORMAZIONE V EDIZIONE

Sanremo 18 febbraio 2012

(con la straordinaria partecipazione dei Matia Bazar, Jalisse, Gatto Panceri, Margherita Fumero)  

Sanremo 2012 sarà ricordato come l’anno del riscatto della radio sia in ascolti che in qualità di servizi informativi apprezzati dal pubblico e dagli artisti grazie all’intenso lavoro mediatico editoriale svolto dalle squadre della REA e del Circuito Radiofonico Nazionale de “Le 100 Radio” presenti a Sanremo in Piazza Colombo, al Palafiori e nella Sala Stampa RAI. In Piazza Colombo si è svolto il Festival delle Radio Italiane dove si sono esibiti i migliori artisti emergenti dell’anno i quali sono stati premiati con la targa REA : I NABUSA, per il brano Biancaneve e il miglior progetto discografico dell’anno; GRAVITA’ ZERO, per la migliore esibizione musicale dell’anno; QUARTO BRA, per la migliore perfomance musicale dell’anno. La sera del 18 febbraio, finale del Festival, si è svolto il tradizionale Talk Show sul “Il Sistema Radiotelevisivo Italiano: quale sviluppo?” con la partecipazione del Presidente della REA, Antonio Diomede; Giancarlo Serafini, V. Presidente del Corecom Friuli Venezia Giulia; Antonio Parisi, Portavoce del CARTv; Giacomo Bucchi, Presidente del CRTL; Salvatore Riso, Presidente de Le 100 Radio; Mario Di Gioia, Presidente Asso Dj; Paolo Lunghi, storico della radio; Awana Gana, famoso Dj nonché critico radiofonico e musicale. Nell’ambito della discussione sono stati affrontati i temi della crisi delle tv locali e dell’intero settore nella ricerca di soluzioni idonee a scongiurare la chiusura di 250 imprese con la perdita secca di 4.000 posti di lavoro. Il Presidente della REA, con una lettera aperta condivisa dal CARTv, ha rivolto al Ministro Passera un “monito” a riconsiderare i danni provocati alle tv locali conseguenti al discriminante Piano di Assegnazione delle Frequenze, alla vendita dei nove canali 61-69 alle compagnie telefoniche, alla sottrazione di altri sei canali del dividendo interno, al famigerato Piano LCN, al taglio lineare dei fondi editoria e contributi 448/98 sia alle tv che alle radio locali. Nell’ambito del Tal Show sono stati premiati: Antonio Parisi, per la coraggiosa opera editoriale “I MISTERI DI CASA AGNELLI”; Paolo Lunghi, mitico storico delle radio locali italiane; Awana Gana, il sacro simbolo delle radio libere italiane. Sono stati premiati con la targa REA, gli artisti: Linda D., per il brano LA SCELTA; Margherita Fumero, per la straordinaria arte della comicità femminile. Il premio di riconoscimento delle radio italiane è stato assegnato ai MATIA BAZAR, per aver contribuito, dal 1975 ad oggi, a dare forza al palinsesto musicale delle locali. Il premio della critica radiotelevisiva è stato assegnato alla Associazione Culturale Crescere Creativi e Tregatti Musicali con il duo Jalisse, per il miglior format musicale letterario “Artisti nelle scuole”. Straordinaria è stata la lunga testimonianza di Gatto Panceri su come nascono i testi e le composizioni musicali di quelle canzoni poi divenute famose. Al noto produttore e compositore è stato consegnato il premio REA per la migliore produzione musicale italiana.Eugenio Finardi, I Matia Bazar, Erika Mou e Marco Guazzone sono stati premiati da Le 100 Radio in Sala Stampa RAI. Il sondaggio TOTO FESTIVAL effettuato dalla REA, in ordine di preferenze, ha dato i seguenti risultati:

  1. EMMA VOTI 940

  2. RENGA VOTI 290

  3. ARISA VOTI 250

  4. DOLCE NERA VOTI 210

  5. NOEMI VOTI 180

  6. FINARDI VOTI 140

  7. ZILLI VOTI 120

  8. BERTE VOTI 110

  9. BAZAR VOTI 80

  10. CARONE VOTI 60

  11. BERSANI VOTI 40

LA SQUADRA DELLA REA A SANREMO

Circuito Radiofonico Nazionale Le 100 Radio:   Salvatore Riso-Gino Conte- Enzo Sangrigoli- Marzia Vaccino-Dario Privitera

Festival delle Radio Italiane: Salvatore Barbieri - Francesco Massara- Pietro De Feo Gianluigi Barbieri - Laura Diomede - Alessandro Diomede

Forum Musica & Informazione:   Antonio Diomede-  Paolo Lunghi-  Giuseppina Di Cosola-Roberto Salvini- Lorenzo Di Gioia


L’AUTORITA’ INTERVIENE SULLA CUCCAGNA DELLE INDAGINI DI ASCOLTO RADIOFONICHE

L’Autorità, con la pubblicazione della Delibera 320/11/CSP, dopo sei mesi di silenzio, dopo le diffide e sollecitazioni della REA per le indagini di ascolto abusivamente svolte dalla società SFK Eurisko, torna a parlare dell’argomento convocando una nuova indagine pubblica aggiungendo la proposta di costituire un “Tavolo Tecnico” tra tutti i soggetti interessati al fine di trovare una soluzione possibilmente unitaria. Dunque la consultazione pubblica del 6 luglio 2011 viene resettata e si ricomincia daccapo a discutere chi, come, quando bisogna effettuare le indagini di ascolto nel comparto radiofonico. Prendiamo atto che la scelta di SKF Eurisko è stata, di fatto, delegittimata dall’Autorità e che gli autori che l’hanno promossa e la stessa società se ne assumeranno le dovute responsabilità davanti al Tribunale nel caso si azzardassero a “pubblicare dati di ascolto” non partecipati e condivisi come la legge prevede. La Delibera 320/11/CSP riepiloga la disciplina e riporta le posizioni espresse dalle associazioni nella consultazione di luglio 2011. Non ci vuole molto a intuire che i “soliti noti” propongono una Audiradio bis con la costituzione di una società consortile dove poter soddisfare gli appetiti dei soliti commensali che nel passato si sono spartiti 500 milioni di euro finché non hanno cominciato a litigare su chi aveva mangiato di più e chi di meno. Fatto sta che alle locali è sempre toccato un piattino di lenticchie… contro la grande abbuffata delle Reti. Di tutt’altra natura è la posizione della REA espressa a pagina 8) della Delibera nella quale viene ribadito che “l’attività di rilevazione degli indici di ascolto sia svolta direttamente dall’Autorità, attraverso un soggetto non in “conflitto di interessi” con i settori della pubblicità e dell’attività radiotelevisiva, mediante l’affidamento ad un Ente pubblico (ad esempio ISTAT o Cattedra Universitaria), e con assoluta estraneità delle associazioni di categoria nella gestione delle indagini. Da un punto di vista metodologico, la ricerca dovrebbe avvalersi di una corretta “mappatura” delle aree di servizio (bacini di utenza) delle diverse emittenti partecipanti alla rilevazione , ed individuare criteri per l’eliminazione delle omonimie dei marchi, per l’impostazione delle interviste, per la pubblicazione dei dati, per l’iscrizione alle indagini, per il finanziamento della ricerca e per la determinazione delle quote di partecipazione e del sistema di pagamento”. Chiaro, no? chi vuole intendere “intenda” altrimenti vada al diavolo. La REA non permetterà mai più “pastette” e “accordi sottobanco” contro gli interessi delle radio locali.

San Cesareo, 26 01 2012 REA

Radiotelevisioni Europee Associate


INDAGINI ASCOLTO RADIOFONICHE – ENTRA IN CAMPO DEMOSKOPEA

Abbiamo ricevuto e con piacere riportiamo la comunicazione ufficiale della nota società di rilevazione Demoskopea Srl di Milano la quale riferisce di essere interessata al rilevamento degli ascolti radiofonici con un “nuovo approccio, corretto, trasparente, nel rispetto delle esigenze espresse dall’AGCOM”. L’entrata in campo di Demoskopea cade come manna dal cielo se si considera che il settore ha urgente bisogno non di rilevazioni di ascolto radiofoniche fasulle del tipo audiradio ma di rilevazioni credibili, serie, aderenti alle esigenze del mercato e, soprattutto, che abbiano il crisma della legalità per una leale competizione nel mercato e per gli investimenti tecnologici da effettuare nella realizzazione della radio digitale DAB/DMB+. Nella lettera, firmata dall’Amministratore delegato Fabrizio Angelini, si legge che Demoskopea fornirà “uno strumento continuativo rivolto ai diversi soggetti in campo, siano essi Emittenti Pubbliche e Private, Nazionali e Locali, Centri media e Aziende che investono insieme ad Associazioni che rappresentano le imprese che investono, oltre alle aziende stesse che predispongono la pubblicità. Faremo seguire a questa semplice e per ora limitata comunicazione ulteriori informazioni più specifiche e dettagliate, sia in termini di approccio metodologico che di proposta economica”

San Cesareo, 23 dicembre 2011               REA – Radiotelevisioni Europee Associate


LE SEI FREQUENZE TV CHE VOGLIONO METTERE ALL'ASTA SONO STATE RUBATE ALLE LOCALI E ALLE LOCALI DEVONO TORNARE

Roma 17 12 2011 -  La REA ricorda che le sei frequenze che si vogliono mettere all’asta sono state rubate alle locali: La clamorosa  decisione del governo Monti di annullare l’assegnazione gratuita delle sei preziose frequenze del beauty contest (dividendo digitale interno), sul piano politico, è  da valutare se considerarla  un  benefico segnale di svolta dell’azione di governo per battere il conflitto d’interessi che negli ultimi quindici anni ha incancrenito  la democrazia italiana  o nulla di più di un “dispetto”   voluto e organizzato dalla inviperita Lega  contro il  suo ex amante Berlusconi.  Il fatto che sia  stato il leghista Roberto Maroni il primo firmatario dell’ordine del giorno, sottoscritto poi da Antonio Di Pietro (IdV) e Paolo Gentiloni (PD), che impegna il governo  a mettere all’asta le frequenze “a titolo oneroso” fa pensare ai noti giochetti  della politica tutta protesa alla ricerca di nuovi assetti interni nei centri di potere dello Stato piuttosto che a una salutare azione per riparare ai tremendi “calci” dati all’articolo 21 della Costituzione dall’ex governo Berlusconi in nome dei suoi interessi personali. Pare che l’asta sia stata oramai decisa, ma nessuno canti vittoria su questa clamorosa vicenda. La sconfitta della democrazia c’è  e rimane ed è quella di aver “rubato” un bene prezioso di lavoro alle emittenti locali. Quelle sei frequenze sono state tolte a loro e, se giustizia si vuol fare, a loro dovrebbero tornare per un giusto ed equilibrato assetto radiotelevisivo fortemente squilibrato verso le nazionali. Il Presidente della REA, Antonio Diomede, ha invitato le locali a “farsi sentire” dal Governo firmando una petizione “trasversale alle associazioni” dove puntualizzare il merito delle loro ragioni da presentare  “in delegazione” a Monti e al Ministro Passera. A tale scopo la REA ha indetto un Raduno  Nazionale delle emittenti locali che si terrà giovedì 22 dicembre a Roma. 


DEFINITIVAMENTE ABROGATO IL REGISTRO DEI PROGRAMMI TRASMESSI

(chi è stato sanzionato può chiedere il rimborso)

La storia inizia nell’estate del 2008, esattamente il 18 agosto. La Guardia di Finanza, su mandato dell’AGCOM, bussa alla porta dell’associata Primaradio di Pozzuoli, per una ispezione di rito. Nell’esaminare il Registro dei programmi trasmessi contesta al personale presente (il titolare era in ferie) che mancano le annotazioni da sabato 9 agosto a domenica 17 agosto 2008. A nulla valsero le ragionevoli giustificazioni addotte dal personale presente in radio secondo le quali la mancata trascrizione era dovuta alla “carenza di personale a causa del ponte di ferragosto”. Il verbale viene mandato a Roma e, dopo qualche mese, arriva la contestazione AGCOM con l’invito al titolare della radio ad esporre eventuali “motivi a discolpa” per la mancata annotazione sul Registro dei programmi trasmessi nella settimana di “ferragosto” 2008. Ovviamente l’associata si rivolge alla REA per chiedere consigli su “come comportarsi” di fronte a tale assurdità. “Il Registro è in ordine”, osserva il titolare di Prima Radio, “in fondo è ferragosto!!! potevano essere comprensivi”……. “abbiamo due dipendenti, ma se uno va in ferie o si ammala, l’altro non riesce a mandare avanti da solo la radio…..” obietta sconsolato. A questo punto si decide di stendere per iscritto le proprie ragioni e chiedere di essere sentiti. All’audizione si presenta il titolare della radio assistito dal Presidente della REA Antonio Diomede il quale, dopo aver stigmatizzato a dovere il comportamento dell’AGCOM per aver importunato in pieno ferragosto sia il titolare della radio che la Guardia di Finanza per una verifica fantozziana, sostenne la illegittimità della contestazione in quanto il Registro dei programmi trasmessi era stato soppresso dal Testo Unico sulla Radiotelevisione. Le ragioni esposte sia dalla radio che dal rappresentate della REA non piacquero all’AGCOM che inflisse la sanzione di € 1.050 da pagarsi entro 60 giorni. A questo punto non rimaneva altro da fare che pagare (soccombere di fronte ad un ingiusto provvedimento) o ricorrere al TAR entro 60 giorni o al Capo dello Stato entro 120 giorni. Si decise di ricorrere al Capo dello Stato affidando la difensiva al consulente legale della REA, avv. Sabato Perna di Napoli. Con Decreto del Presidente della Repubblica del 18 gennaio 2011, il ricorso viene accolto: IL REGISTRO DEI PROGRAMMI TRASMESSI E’ DEFINITIVAMENTE SOPPRESSO. Pertanto, le emittenti sanzionate per la stessa ragione possono chiedere il rimborso della somma eventualmente pagata con apposita istanza di autotutela.


COMUNICATO STAMPA SU INDAGINI ASCOLTO ILLEGALI

Roma 6 12 2011 – Indagini ascolto radiofoniche illegali: la REA, l’associazione comunitaria che rappresenta 420 emittenti locali italiane, ha presentato un esposto alle Autorità Antitrust e AGCOM invitandole ad intervenire sulla indagini di ascolto radiofoniche 2012, che fruttano al mercato della pubblicità nazionale e locale 500 milioni di euro, affinché siano effettuate con il crisma di assoluta legalità. Secondo il parere della REA il modulo delle indagini di ascolto radiofoniche che vorrebbe adottare la società Sfk Eurisco non rispetta la disciplina indicata nella Delibera AGCOM 130/06/CSP. L’AGCOM, ha spiegato il Presidente Diomede, “ha pochi giorni a sua disposizione per mettere ordine al disordine provocato da Gfk Eurisko nel settore. Deve prendere l’iniziativa di aprire un tavolo di lavoro istituzionale con tutti i soggetti interessati nel quale decidere “come, quando e a chi affidare l’incarico” per lo svolgimento delle indagini di ascolto radiofoniche. “Come?” bisognerà tracciare una linea condivisa sulle modalità e tempi di iscrizione, sulle modalità di svolgimento delle interviste, sulla composizione del Comitato scientifico. “Quando?”, per non incorrere nel fatale errore “della gatta frettolosa”, per non ripetere le distorsioni commesse da Audiradio, la saggezza consiglia tempi strettamente necessari per disporre di indagini vere e trasparenti, di massima partecipazione e soddisfazione per tutti. “A chi affidare l’incarico?” , l’AGCOM ha l’obbligo di indire una gara di appalto in ambito nazionale e comunitario per strappare a favore delle emittenti la migliore qualità al minor prezzo” “La pazienza, la tolleranza, l’educazione non deve essere confusa con la “debolezza”, ha precisato il Presidente Diomede dinnanzi al gruppo di lavoro REA appositamente convocato per esaminare la delicata situazione. “Si fa sempre in tempo a rimediare”, ha concluso Diomede, “ma se l’Autorità continuerà a rimanere indifferente, dimostrando di rinunciare a precisi, inconfutabili doveri contemplati dalla legge 249/97 e dalle sue stesse delibere, presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e decine di interrogazioni parlamentari sono già pronte per l’invio ai Gruppi Parlamentari per informarli sulla Torre di Babele costruita a bella posta nel nostro settore per abusare delle locali sia radiofoniche che televisive”                        


RICHIAMO DELLA REA A NON UTILIZZARE FALSI E/O PARZIALI DATI DI ASCOLTO RADIO

Recentemente alcuni soggetti hanno preso l’iniziativa di proporre alle emittenti radiofoniche private indagini di ascolto effettuate da ditte specializzate la cui finalità è alquanto oscura e fuori luogo in considerazione del fatto che spetta all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni restituire agli operatori e al mercato l’importante strumento di rilevazione.

Infatti, la legge 249/97, articolo 1, comma 6, lettera b, n. 11, sancisce: “L’Autorità cura le rilevazioni degli indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione; vigila sulla correttezza delle indagini sugli indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione rilevati da altri soggetti, effettuando verifiche sulla congruità delle metodologie utilizzate e riscontri sulla veridicità dei dati pubblicati, nonché sui monitoraggi delle trasmissioni televisive e sull'operato delle imprese che svolgono le indagini; la manipolazione dei dati tramite metodologie consapevolmente errate ovvero tramite la consapevole utilizzazione di dati falsi è punita ai sensi dell'articolo 476, primo comma, del codice penale; laddove la rilevazione degli indici di ascolto non risponda a criteri universalistici del campionamento rispetto alla popolazione o ai mezzi interessati, l'Autorità può provvedere ad effettuare le rilevazioni necessarie”

Pertanto l’indice di ascolto non conforme alle norme della su citata legge, non può essere utilizzato per il reperimento della pubblicità commerciale e istituzionale. In caso di violazione l’articolo 476 del codice penale prevede la reclusione da uno a sei anni. Ovviamente è fatta salva l’azione giudiziaria in sede civile per il risarcimento del danno economico subito per concorrenza sleale, accaparramento della pubblicità e distorsione del mercato nei confronti delle imprese che hanno utilizzato eventuali dati falsi e/o parziali.

Ciò precisato, è pur vero che il settore ha necessità di dotarsi, in tempi rapidissimi, di uno strumento legale d’indagine per superare la crisi in atto attivando la competitività delle imprese radiofoniche nel mercato della pubblicità. A tal fine, la scrivente associazione, nella recente consultazione promossa dall’AGCOM, ha sollecitato l’emanazione di una delibera affinché, per l’anno 2012, siano effettuate rilevazioni veritiere e trasparenti; svolte cioè direttamente dall’Autorità o da Enti o società di sua fiducia che non siano in conflitto d’interessi con l’attività radiotelevisiva, della pubblicità e delle associazioni di categoria al fine di non ripetere gli errori e i guasti del passato provocati da Audiradio.

Nell’interesse esclusivo del settore, la REA è disponibile per la stesura di una piattaforma congiunta da sottoporre all’approvazione dell’Autorità per indagini serie e legali, ma sarà altrettanto severa e puntuale nel denunciare agli Enti di vigilanza e all’Autorità giudiziaria eventuali casi di illegalità.

San Cesareo, 11 novembre 2011

                                                          REA – Radiotelevisioni Europee Associate


IN SETTIMANA L'AUTORITA' DECIDE SULLE INDAGINI DI ASCOLTO RADIOFONICO

L’unica associazione che ha dato battaglia ad AUDIRADIO è stata la REA. Audiradio ha chiuso battenti. Le indagini di ascolto del 2012 valgono 500 milioni di euro di pubblicità radiofonica che non possono essere appannaggio di reti e circuiti radiofonici con  indagini di ascolto ballerine. All’Autorità spetta per legge il diritto-dovere di curare e vigilare sulle indagini di ascolto. Noi non vogliamo che venga costituita un'Audiradio BIS. Vogliamo indagini serie, vere, svolte dalla stessa Autorità o da una società che non sia partecipata da coloro che hanno fatto il bello e cattivo tempo per accapparrarsi in esclusiva la pubblicità territoriale e nazionale. Pertanto dobbiamo far sentire all’Autorità la nostra voce. La REA impegna tutte le emittenti, associate e non associate, a inviare ai seguenti indirizzi, con la massima urgenza, la petizione  “AUDIRADIO BIS NO GRAZIE .

c.calabro@agcom.it; antonio.catricala@agcm.it ; r.napoli@agcom.it ; e.savarese@agcom.it ; s.sortino@agcom.it ; a.martusciello@agcom.it; r.viola@agcom.it; g.stazi@agcom.it; s.mannoni@agcom.it; n.dangelo@agcom.it; antonio.diomede@tiscali.it; m.lauria@agcom.it; luigi.fiorentino@agcm.it

Siamo in tanti, facciamoci rispettare, abbattiamo i black bloc della violenza radiotelevisiva. Ora o mai più.....

San Cesareo, 31 ottobre 2011       REA - Radiotelevisioni Europee Associate


EMANATO IL BANDO CONTRIBUTI ALLE TV LOCALI

(un’altra occasione perduta per la riforma del Regolamento 448/98)

Dopo sette mesi di inutile, lunga attesa durante la quale le emittenti locali si aspettavano una salutare Riforma del Regolamento sui contributi della 448/98, il 13 settembre scorso, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Bando 2011 senza alcun segno di cambiamento in favore della piccola e media impresa televisiva. Le emittenti locali, specie quelle a forte rischio di chiusura (le comunitarie), si aspettavano regole di ripartizione più eque e, soprattutto, con elementi di valutazione sganciate dai possibili “brogli” del fatturato e delle assunzioni “fasulle”. La REA, i Corecom, gli Uffici AGCOM e del Ministero, tutti si aspettano una profonda riforma di quel “maledetto” Regolamento che tanto malcontento e contenzioso ha prodotto tra le emittenti e tra queste e la stessa Amministrazione. Invece, tutto è rimasto come prima, peggio di prima se si considera che, per effetto dello switch off , alcune emittenti non sono riuscite a piazzarsi in graduatoria tra le prime posizioni perdendo così quelle preziose risorse economiche che le mantengono ancora in vita. Paolo Romani deve capire che quel Regolamento è roba da “bisca” che se non si decide a riformare in senso “giusto ed onesto”, prima o poi lo metterà nei guai con la giustizia per insana amministrazione del danaro pubblico. Non può essere più tollerato che, ad esempio, l’80% dei contributi sia assegnato con il criterio del maggior fatturato che, come sappiamo, non è controllabile e controllato. Non può più essere tollerato un maggiore punteggio per possibili finte assunzioni fatte da ex badanti, giardinieri di ville, mogli, nipoti, zie, amici e parenti allo scopo di salire nella graduatoria dei contributi “buoni”. Questo giochetto è noto, ma a Largo Brazzà, pare sia sconosciuto. Qualcuno continua a chiamarlo “dignità d’impresa”. Sarebbe meglio definirlo “gioco del governo ladro”. Il termine ultimo per presentare le domande è il 13 ottobre per le tv e il 30 ottobre per le radio. Agli associati REA verranno inviati i fac simili di domanda in tempo utile.


I CORECOM SCENDONO IN CAMPO A FIANCO DELLE LOCALI E DELLA REA

 (Vendita all’asta dei nove canali 61-69 - Canali rubati alle locali e regalati a RAI e Mediaset - Piano LCN truccato – Regolamento contributi truffa)

La reazione dei Presidenti delle Regioni e dei Corecom al “Mostro Giuridico” messo in piedi dal Governo del conflitto d’interessi per mano di Paolo Romani è arrivata come “il cacio sui maccheroni” dopo la sentenza del Consiglio di Stato sull’LCN e il Rapporto di Servizio sullo switc–off inviato dalla REA ai Presidenti delle Regioni, dei Corecom e al Capo dello Stato.

Pubblichiamo integralmente un lancio dell’agenzia di stampa ASCA sulla presa di posizione del Presidente del Consiglio Regionale Puglia, Onofrio Introna, nonché Referente dei Corecom nella Conferenza dei Presidenti delle Assemblee regionali e delle Province autonome.

TV: INTRONA, FAR WEST DIGITALE, I CONSIGLI CHIEDONO INCONTRO A ROMANI

(ASCA) - Bari, 31 ago - "Truffa delle frequenze tv, Far West dell'etere, mancati incassi per lo Stato, canali impacchettati e munificamente donati a Rai e Mediaset a spese dei contribuenti, tagli dei fondi alle emittenti locali, attacco al pluralismo: la transizione verso il digitale terrestre non è rosea, faccio mia la denuncia del saccheggio dell'etere espressa dalla stampa nazionale". Ad affermarlo con determinazione è il referente per i Corecom nella Conferenza dei presidenti delle Assemblee regionali e delle Province autonome e presidente del Consiglio Regionale della Puglia, Onofrio Introna, che rinnova a nome dei Consigli regionali la richiesta di un incontro urgente al ministro Romani e all'Agcom, per discutere insieme ai Corecom non solo del passaggio al digitale per le regioni ancora in attesa di risposte sui numerosi problemi irrisolti, ma anche e soprattutto del futuro delle emittenti locali, del regolamento per la destinazione dei fondi della 448 e del ruolo delle Regioni''.

''Le preoccupazioni si aggiungono ai dubbi e ai problemi tecnici che stanno ritardando lo switch off nelle ultime aree non ancora digitalizzate'', fa notare il responsabile nazionale per la comunicazione nel coordinamento dell'organismo che riunisce i presidenti delle Assemblee elettive. Introna lamenta le ''incertezze che stanno accompagnando l'intera transizione'', insistendo nella denuncia. ''Le Regioni non intendono rimanere alla finestra'' e proprio nel giorno in cui il Consiglio di Stato conferma il ruolo dei Corecom nell'assegnazione della numerazione dei canali, vogliono ''dire la loro sull'asta e sui regali che il governo si accinge a dare ai più forti''.

''In un periodo di vacche magre - aggiunge - omaggiare i soliti noti (Rai e Mediaset) di frequenze che valgono 3 miliardi, significa non solo pugnalare alle spalle il sistema radiotelevisivo locale e il pluralismo, ma anche disconoscere i diritti elementari dei cittadini, già chiamati a grandi sacrifici per salvare il Paese, in questo momento difficile''.

Nel momento in cui si apprende che le offerte per l'attribuzione dei canali dal 61 al 69 ammontano a 2,3 miliardi prima dell'asta, ''l'assegnazione gratuita di 6 multiplexer DTT nazionali non fa che rafforzare il duopolio e affossare il pluralismo'', a scapito delle emittenti locali.

Queste perdono le frequenze migliori senza poter nemmeno ricorrere al Tar, che riconoscerebbe loro solo un ristoro economico''.

"In tempo di crisi, quando il mancato introito anche di pochi euro da parte dello Stato si scarica sulle famiglie e sull'italiano medio - osserva Onofrio Introna - poniamo con forza il problema politico al Ministero e all'Agcom: l'assegnazione delle nuove frequenze digitali tv a Mediaset e Rai avviene a titolo gratuito (un simpatico cadeau per le aziende), perché invece non mettere a bando le 6 frequenze che si vanno a regalare? Un'asta regolare sarebbe in grado di garantire tre miliardi di euro, in tal modo difenderemmo non solo le casse dello Stato ma anche il pluralismo e i cittadini stessi. Sono loro, gli italiani, i veri ''azionisti' del Governo e delle Autorità indipendenti ed e' nostro dovere intervenire''.

Secondo il referente nazionale dei Corecom, potrebbe essere destinato alle emittenti locali ''una parte del tesoretto delle frequenze digitali ritagliato da Agcom per aumentare il pluralismo tv in ossequio agli impegni assunti dal governo italiano con l'UE e quello che eventualmente si ricaverebbe dalla nuova asta del beauty contest. L'emittenza, infatti, vede aggiungere al danno la beffa, ovvero l'esproprio coatto delle frequenze per regalarle a Rai e Mediaset''.

Molte regioni italiane hanno già messo a disposizioni risorse notevoli per aiutare le antenne locali nella transizione al digitale, ''ma non sappiamo ancora come i problemi saranno risolti. Uno slittamento non inferiore a sei mesi per il processo di assegnazione del digital dividend interno sembra più che probabile, per non parlare del contenzioso già in atto e che potrebbe esplodere''.

''Porterò' problemi e proposte - conclude il presidente Introna - al centro di incontri nazionali con i vertici dei Corecom e con i colleghi dei Consigli regionali, in programma già nei prossimi giorni''. 

San Cesareo, 2 settembre 2011


                                                          L. C. N.

IL 30 AGOSTO 2011 SUONERA’ LA CAMPANA DELLA CHIAREZZA?

(sarà l’inizio del confronto a viso scoperto tra gli interessi delle piccole e medie emittenti locali e i gruppi di potere del sistema radiotelevisivo italiano)

Nell’udienza del Consiglio di Stato del 30 agosto 2011, quale passaggio obbligato per poi giungere eventualmente alla Corte Costituzionale, si discuterà se è giusto o meno abbattere uno dei Mostri Giuridici dello switch off  qual’è la Delibera emanata dall’AGCOM sulla disciplina dell’ordinamento automatico dei programmi sul telecomando.  Si presenteranno in campo due squadre in difesa di “interessi contrapposti”. La squadra delle Piccole e Medie imprese locali e  la squadra delle Reti private dominanti rappresentate da DGTVi - FRT – AERANTI/CORALLO.

Nella formazione della squadra delle Reti vi è una “incomprensibile” partecipazione; la presenza del CORALLO, espressione della piccola e piccolissima emittenza locale di area cattolica, anch’essa penalizzata dal Mostro come giustamente ha messo ben in evidenza  “L’Avvenire” nella sua efficace campagna giornalistica sulla mattanza delle emittenti televisive cattoliche.  In concreto cosa si giocano le due squadre nell’udienza di martedì prossimo?

  • La prima squadra, quelle delle locali, nella quale la REA gioca nel ruolo di attaccante,  sostiene la necessità di rivedere  la “mostruosa”  Delibera  AGCOM 366/11/CONS che ha “confinato” sui numeri alti e altissimi del telecomando (LCN) le emittenti locali “storiche e  comunitarie”;
  • L’altra squadra, quelle delle Reti private dominati,  sostiene, ovviamente, la Delibera AGCOM in quanto ha “beneficiato”  dei primi numeri del telecomando. Ad esempio,  Mediaset & C. sono piazzati dal n. 4 al n. 9 senza alcuna ragione oggettiva per “storicità” e “qualità di programmazione” rispetto a tante emittenti locali che hanno fatto la “storia della televisione sul  territorio”. Infatti, i criteri prevalenti per l’assegnazione  dell’LCN previsto dalla Delibera sono: il privilegio di essere Rete nazionale a grande diffusione e di risultare tra le prime nelle graduatorie stilate dai Corecom per l’assegnazione dei contributi a fondo perduto, ex legge 448/98, che è una vera vergogna solo parlarne per come è fatto quel Regolamento. Con simili criteri è chiaro che la stragrande maggioranza delle emittenti storiche e  comunitarie, di fatto, contrariamente alle chiacchiere che va raccontando AERANTI, “sono sparite dal video”.

E’ tanto vero quanto lamentato dalle locali  con  pertinenti ricorsi presentati  in sede di giustizia amministrativa che il TAR del Lazio ha emesso una sentenza di annullamento della “mostruosa” delibera proprio per consentire all’Autorità di poterla modificare. Si da il caso  però che l’AGCOM e il Ministero (P. Romani), appoggiati da FRT, ovvero Mediaset – DGTVi ovvero sempre Mediaset – Telecom Italia Media – Aeranti – Corallo –HSE24 – Class Editori – ATDI,   siano prontamente intervenute presso il Consiglio di Stato chiedendo il “congelamento” della sentenza del TAR fino alla definitiva sentenza di merito. A parte il fatto che non si comprende lo scopo per cui il Corallo abbia affiancato le sue piccole emittenti agli interessi assai diversi delle Reti, il predetto congelamento è stato concessoMa non sposta i termini delle più che legittime ragioni delle emittenti locali nel pretendere che “non siano cancellate dal video” per via di una becera operazione di potere esercitata attraverso la gestione numerica del telecomando.  Pertanto l’udienza del 30 agosto, se l’Autorità non si deciderà a convocare un Tavolo per rivedere la delibera, sarà solo l’inizio di un doloroso percorso giudiziario per tutti. Certo è che, per ora, il primo goal è a favore delle locali, ma la partita è ancora aperta e si spera che l’arbitraggio non sia assegnato ad un  “arbitro cornuto”.

Il seguito del percorso giudiziario si vedrà come andrà a finire, ma la REA è fiduciosa nella Giustizia e soprattutto  nella forza di quelle locali determinate a difendere i propri diritti con le unghie e con i denti.  A tal proposito, l’avvocato Domenico Siciliano, interpretando il pensiero delle locali che hanno subito danni LCN, ha dichiarato:La situazione che sta emergendo nella causa di appello dimostra di per sé il fallimento del piano LCN. A questo punto l’esito del giudizio diventa secondario, il fatto stesso che l’appello abbia creato una contrapposizione così accesa dovrebbe indurre l’Autorità di garanzia ad avviare responsabilmente un confronto con le emittenti e le rappresentanze associative per modificare il piano in tempi brevissimi”.

Pertanto, prima che la questione degeneri oltre gli interessi di tutto il processo di digitalizzazione della tv italiana, l’Autorità farebbe bene a prendere  “a volo” tale proposta in modo da formare subito il Tavolo per avviare, in tempi strettissimi,  una seria discussione per rivedere la delibera.

Sbagliano i Re, sbagliano i Papi, si ammetta umilmente di aver sbagliato e si corregga in fretta ciò che è necessario correggere. La proposta della REA è di far pagare un adeguato canone annuale alle emittenti che occupano i numeri dal 4 al 9. Ad esempio 5 milioni di euro/anno che andranno a formare un fondo di sostegno di 45 milioni di euro da erogare alle  emittenti locali destinate a traslocare sui numeri più alti del telecomando (oltre il 30); di riservare i numeri dal 10 al 19, in via esclusiva, alle emittenti locali storiche. Ovviamente, la proposta è da condividerla con altre associazioni, ma il concetto deve essere chiaro: i primi numeri  del telecomando non devono essere regalati ancora una volta a Mediaset & C. Questi signori hanno già goduto di tantissimi privilegi grazie al noto conflitto d’interessi di cui tutto il pianeta è a conoscenza.  

Le emittenti locali non possono morire per causa loro!

Accantonando le “funeste” previsioni presagite da AERANTI sulla irreversibilità di modifica, della Delibera,  l’operazione si potrebbe portare a termine entro il mese di settembre. Per l’interesse comune di salvaguardia del settore, la REA si candida per una ragionevole mediazione.  Nella vita non c’è nulla di “irrevocabile” e di “irreversibile” (tranne la morte). Tutto si può fare, basta l’onestà e la buona volontà per rimediare ai guasti provocati.

Siamo convinti che l’iniziativa verrebbe apprezzata da tutti in quanto renderebbe giustizia e speranza per una dignitosa esistenza a tutti i soggetti in campo senza privilegi e vie preferenziali. 

Con tale livello di conflittualità tra le emittenti, non voglia, però, Corrado Calabrò, uomo di legge,  Presidente di una delle più prestigiose Autorità dello Stato, pur di sostenere la bontà della sua delibera, legittimare in sede di Udienza le indebite pressioni organizzate da AERANTI sul Consiglio di Stato con la notifica di  “decine di dichiarazioni” firmate da presunti sostenitori della delibera, alcune delle quali potrebbero essere state strappate alla reale volontà dei rappresentanti legali delle emittenti oppure sottoscritte con scarabocchi   o, altre ancora, rilasciate in perfetta  “buona fede”.  A tal riguardo è in corso un’indagine per accertare la validità e  l’autenticità di quelle dichiarazioni.

Consideri, invece, responsabilmente,  le altrettante numerose costituzioni  “ad opponendum” presentate dalle locali ricorrenti effettuate, come prevede la legge con firme autenticate e convochi subito, oggi stesso, il Tavolo per discutere del merito della questione con il criterio della buona ragione, della giustizia e dell’onestà istituzionale.

San Cesareo, 29 agosto 2011


COMUNICATO URGENTISSIMO 

IL 30 AGOSTO 2011 IL CONSIGLIO DI STATO DECIDERA’ SUL DESTINO DELLE EMITTENTI TELEVISIVE LOCALI

 Com’è noto il TAR del Lazio, con la sentenza del 29 luglio u.s., ha annullato la Delibera 366/10/CONS dell’AGCOM che stabilisce il piano di numerazione automatica dei programmi televisivi attraverso il telecomando altrimenti detto LCN.  

Per come è stato concepito, il piano LCN è stato aspramente criticato dalla totalità delle emittenti locali le quali si sono viste relegate ai numeri più alti del telecomando con regole a dir poco “punitive” dal momento che sono state agganciate alle graduatorie formate dai Corecom per la erogazione dei contributi derivanti dalla legge 448/98 le quali, a loro volta, come sappiamo, sono spesso finite sotto inchiesta per  gravi irregolarità. Ma non è solo questo il problema. La verità è che quel Regolamento, il DM 5 novembre 2004 n. 292,  è fortemente “sperequativo” e non poteva essere preso come punto di riferimento “valido” per stabilire criteri così determinanti per la esistenza delle emittenti.   

Poi, c’è la questione politica di fondo. L’AGCOM ha voluto “favorire” le reti nazionali private, prime fra tutte le tre reti Mediaset, alle quali sono state assegnati i primi nove numeri del telecomando.  

A tal proposito abbiamo  sempre sostenuto che le sofferenze subite dall’emittenza televisiva locale sono direttamente collegabili alla mancata esecuzione della famosa sentenza della Corte Costituzionale che ordinava a Rete Quattro di lasciare il terrestre e, semmai, trasferirsi sul satellite. Se quella sentenza fosse stata eseguita, ora, sicuramente, il pianificatore avrebbe avuto maggiori disponibilità di risorse radioelettriche e, conseguentemente, maggiori disponibilità LCN per le locali. Va anche detto che l’AGCOM non ha tenuto conto del fatto che le private, nazionali e locali, hanno avuto dallo Stato in concessione gratuita le frequenze e che, per tale evidente ragione, anche riguardo alla assegnazione dell’LCN dovevano essere trattate tutte alla stessa stregua. Allora perché privilegiare le reti private di Mediaset rispetto alle reti private locali? Se Tremonti  fosse il ministro delle finanze  di un Governo senza conflitti d’interessi , visto che Mediaset non ha cacciato un becco di un quattrino per gestire centinaia frequenze dello Stato e visto che il Codice delle comunicazioni elettroniche (articolo 35)  ha attributo alle nazionali un canone annuale “simbolico” di  € 122.100 (mentre le locali dovrano pagare fino a  € 68.000/anno!!!), con la legge di stabilità, non avrebbe avuto difficoltà a mettere all’asta i primi nove numeri del telecomando in modo da finanziare la conversione del digitale sopportata dalle locali. In pratica avrebbe applicato l’antica e saggia formula  “una mano lava l’altra e due mani lavano  il viso” rendendo giustizia ai principi della “equità e trasparenza”.  

 Si potrebbe continuare con altre ragioni, ma il succo del discorso è che la Delibera dell’AGCOM sull’LCN fa parte “dell’impeachment” del Digitale Televisivo Terrestre Italiano “voluto e organizzato dal Governo del conflitto d’interessi” contrario a qualsiasi soluzione che non fosse l’interesse delle aziende del capo del Governo.  

 Ora, con la sentenza 68014/11 del TAR del Lazio, le regole del gioco possono cambiare in favore delle locali rimettendo in discussione i criteri del piano LCN. Romani, Calabrò e DGTVI tremano mentre Aeranti e FRT li confortano annunciando di sostenere “la distruttiva Delibera LCN” che toglie definitivamente dal video e dal  mercato l’emittenza televisiva locale privando il territorio di uno strumento informativo democratico e pluralistico sancito dalla Costituzione.  

Dunque il 30 di agosto, davanti al Consiglio di Stato, si vince o si perde? No, non è cosi ma è meglio vincere per facilitare il percorso di arrivare fino alla Corte Costituzionale per chiedere di inficiare alcune norme fondamentali lesive dei diritti delle emittenti, dei cittadini e delle imprese quali la libertà di informare e di essere informati senza alcun pregiudizio tecnico, politico e/o economico e quello di non dover essere costretti  a chiudere l’impresa.  

Per queste ragioni, la REA, si costituirà davanti al Consiglio di Stato “ad opponendum all’AGCOM e al Ministero” in difesa dei diritti delle emittenti televisive locali. 

A maggior ragione le emittenti interessate (associate e non) hanno il diritto-dovere di costituirsi a fianco della REA per difendere l’azienda, il lavoro, la libertà d’informazione. 

Come fare per costituirsi “ad opponendum”: 

  1. chiedere alla REA ( info@reasat.it ) la copia dell’atto di costituzione già predisposto e curato dall’Avvocato Domenico Siciliano;
  2. autenticare l’atto con semplici modalità che verranno comunicate a parte;
  3. faxare o inviare via mail l’atto autenticato alla REA;
  4. il tutto deve pervenire alla REA ( info@reasat.it ) entro e non oltre mercoledì 24 agosto

Se arrivano proposte di altre associazioni come comportarsi?: 

  1. le note associazioni interessate a difendere gli interessi delle reti nazionali e del Governo Berlusconi, l’artefice del massacro dell’emittenza locale, si stanno dando da fare per intorbidire le acque proponendo alle emittenti di costituirsi “ad adiuvandum” in favore dell’AGCOM e del Ministero;
  2. coloro che aderiranno a tale iniziativa è bene sappiano che sarà la loro fine e che possono prepararsi a chiudere battenti;
  3. non si dica, poi, di non saper nulla: emittente avvisata è mezza salvata!!!

Se vogliamo vincere questa battaglia giudiziaria e politica cosa dobbiamo fare? 

  1. DOBBIAMO ESSERE IN TANTISSIMI A COSTITUIRCI IN GIUDIZIO;
  2. QUINDI PASSARE QUESTA COMUNICAZIONE ALLE EMITTENTI CHE SI CONOSCONO ANCHE SE SONO SCOMODE CONCORRENTI. SI LOTTA PER UNA SOLA CAUSA. PENSARE DI SALVARSI CON LA CHIUSURA DEL VICINO E’ SUICIDA!! POI TOCCHERA’ A VOI. QUESTO E’ CIO’ CHE VOGLIONO.
  3. TOGLIERE IMMEDIATAMENTE LA FIDUCIA A  AERANTI E A FRT;
  4. ADERIRE IMMEDIATAMENTE ALLA REA O ALLE ASSOCIAZIONI DEL CARTv . A RICHIESTA VERRA’ INVIATA LA PROPOSTA ASSOCIATIVA REA SEMPLICEMENTE SCRIVENDO A     info@reasat.it

Se farete gli agnostici, peggio per voi. Ci auguriamo di risentirvi. Buon lavoro e cordiali saluti.

San Cesareo, 06 agosto 2011 

                         REA – Radiotelevisioni Europee Associate

                                  Antonio Diomede, Presidente


L’IMBROGLIO DEL DIGITALE TELEVISIVO TERRESTRE ITALIANO

(il TAR del Lazio annulla la delibera LCN mentre Romani, AGCOM, FRT e AERANTI tremano – la REA invita Calabrò a dimetttersi)

 Con la sentenza del TAR del Lazio del 29 luglio scorso, che annulla la Delibera 366/10 sull’ordinamento dei canali tv sul telecomando, l’ora della verità sull’imbroglio del digitale televisivo terrestre italiano si avvicina. L’artefice del ricorso contro l’AGCOM e il Ministero dello Sviluppo Economico è stato il Comitato Radio Televisioni Locali aderente al CARTv del quale, com’è noto, fa parte attivamente la REA. Le ragioni esposte dall’Avvocato Domenico Siciliano per conto della ricorrente sono chiarissime e difficilmente contestabili nonostante il Consiglio di Stato abbia accolto l’istanza AGCOM per la sospensiva della sentenza fino alla udienza del 30 agosto 2011.  Commentando la decisione del Consiglio di Stato, l’Avvocato Domenico Siciliano, consulente legale della REA, ha chiosato: spiace rilevare che l’Autorità di garanzia agisca per iniziativa unilaterale su una questione vitale per il comparto televisivo anziché confrontarsi con animo sereno e nei tempi giusti con le legittime aspettative di chi ogni giorno rischia in proprio in una situazione estremamente difficile, per continuare a rendere con lealtà e passione un servizio di interesse pubblico com’è l’attività radiotelevisiva”.  

Dunque il verdetto finale è rinviato a fine mese, ma la speranza è l’ultima a morire e la REA si batterà fino alla fine, anche ricorrendo alla Corte Costituzionale,  affinché venga fatta giustizia per il massacro delle emittenti televisive locali eseguito dal Governo Berlusconi e dall’AGCOM di Calabrò che ha voluto politicizzare un evento epocale di trasformazione tecnologica che doveva essere neutrale, utile e funzionale allo sviluppo del Paese in una becera operazione di potere in  favore dei gruppi dominanti della comunicazione televisiva nostrana e della telefonia mobile multinazionale. 

La REA chiede una nuova Delibera di riordino LCN agganciata a criteri “sani e trasparenti” che assicuri alle emittenti storiche presenti sul territorio di poter competere nel  mercato, a pari  condizioni e pari  dignità, con le reti nazionali private e con la rete pubblica.  Attualmente sono centinaia i fornitori di contenuti privi di LCN. Pertanto, è cosa buona e giusta prevedere nella nuova Delibera  l’assegnazione  LCN agli operatori di rete in modo da garantire ai fornitori di contenuti ospitati sulla rete “certezza di esercizio”  fin dal rilascio dell’autorizzazione ministeriale alla diffusione dei programmi televisivi.   

Gli editori televisivi locali devono rendersi  conto che la battaglia giudiziaria in atto è la naturale “opposizione” delle tv locali più consapevoli al disegno politico del Governo e dell’AGCOM di Calabrò per metterle in liquidazione. Pertanto nella seduta del Consiglio di Stato del 30 agosto dobbiamo essere in tanti a sostenere le nostre ragioni costituendoci “ad opponendum”.  Ovviamente la REA sarà in prima fila con le emittenti rappresentate, ma lasciando da parte le tessere di iscrizione, per la difesa di vitali interessi comuni,  è fondamentale che tutte le emittenti si costituiscano. L’atto di costituzione deve essere immediatamente richiesto scrivendo a info@reasat.it  

Non vogliamo esprimere ulteriori giudizi sulla gestione AGCOM relativa al  processo del DTT italiano, ma per dimostrare la propria indipendenza dalla politica governativa, bene farebbe il Presidente Calabrò a rimettere il proprio mandato nelle mani del Parlamento.


 

L’AGCOM  CONSULTA LA REA SUL PIANO DELLE FREQUENZE TV IN TECNICA DIGITALE PER LIGURIA TOSCANA UMBRIA E MARCHE

(Il massacro delle tv locali voluto e organizzato dalla mala politica del governo Berlusconi si avvia verso la fine estrema – Appello al Capo dello Stato per la difesa delle libertà costituzionali)

 Per il rispetto che abbiamo verso tutte le tendenze politiche non avremmo mai voluto esprimerci nei termini che ora stiamo per scrivere.  Il governo Berlusconi nel quale molti di noi hanno creduto per il rinnovamento del Paese “post prima repubblica” si è rivelato il più acceso massacratore delle libertà democratiche nate dalla Resistenza. Perfino Tambroni è da riconsiderare rispetto a Berlusconi.  La differenza tra i due uomini politici è che Tambroni mirava a un ripristino nostalgico degli ideali fascisti attraverso la costituzione di superpoteri paralleli a quelli legittimi dello Stato, poi, miseramente sconfitto dalle forze democratiche del Paese e dalla società civile; Berlusconi è determinato nella  conquista apparentemente “legale”  del terzo potere dello Stato (quello mediatico) attraverso leggi e leggine che accentrano nelle sue mani la proprietà di televisioni, giornali, radio, reti telefoniche, reti di comunicazione di ogni ordine e grado in modo da assicurarsi, una volta uscito di scena dalla politica attiva, il controllo effettivo del Paese. In tale percorso, disgraziatamente, si sono trovate le piccole e medie tv locali condannate a “morte certa” senza possibilità di appello  come prevede l’articolo 25 del decreto legge 98/2011 in violazione dell’articolo 24 della Costituzione. In sostanza, diversamente da Tambroni il quale usava i poteri occulti dello Stato per fini unicamente reazionari, Berlusconi avvalendosi del potere costituzionale di promulgare leggi, con il decreto 98/2011,  ha cambiato le regole della Costituzione annullando il  potere d’intervento della magistratura per fini unicamente personali.  La questione è delicatissima e se dovesse passare tale regola legislativa dobbiamo prepararci alla mobilitazione democratica per salvaguardare i diritti costituzionali dei cittadini.  Siamo ansiosi di capire quale sarà la posizione del Capo dello Stato anche se negli ultimi tempi ci è sembrato di intuire che Lui, Giorgio Napolitano, per il bene dell’unità nazionale,  è contrario a  soluzioni traumatiche.  Pare preferisca un “mal governo” ad un “non governo” , ma ora la misura è colma e dovrà decidersi se affrontare la questione in termini di appoggio Presidenziale al “governo dei provvedimenti anticostituzionali” o di “garante dei diritti dei cittadini” anche a costo del richiamo alla mobilitazione generale del Paese. Nell’anno della celebrazione dei 150 della unità d’Italia, il nostro Presidente, non può consentire a un manipolo di affaristi di distruggere gli ideali di  libertà nazionale. Il 28 luglio 1976 fu pubblicata  la sentenza 202 della Corte Costituzionale con la quale, in attuazione dell’articolo 21 della Costituzione,  cessò il monopolio radiotelevisivo restituendo al Paese quella libertà d’informazione che il regime fascista aveva soppresso.  Il nostro Presidente non può consentire al governo Berlusconi di rimettere in discussione, con i suoi mezzi e per i suoi interessi, trentacinque anni di libertà di antenna.  

E’ in questo duro, ma reale contesto politico che si è svolta la consultazione della REA davanti all’Autorità di Calabrò per prendere atto del nuovo piano delle frequenze tv in tecnica digitale per le regioni Liguria, Toscana, Umbria e Marche studiato  a tavolino dal Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani  per favorire unicamente i soggetti dominanti RAI e Mediaset e per massacrare le emittenti locali. In sostanza il piano prevede: 1) l’assegnazione delle frequenze pregiate (coordinate con i Paesi confinanti) a RAI e Mediaset; 2) le frequenze non coordinate (ovvero non protette dai segnali esteri) alle locali in base ad una graduatoria che verrà pubblicata nelle prossime settimane e che come , abbiamo già detto, non si potrà ricorrere alla Magistratura per la norma incostituzionale inserita a bella posta dal governo nel decreto legge  98/2011. La consultazione si è conclusa con una retorica quanto inutile rassegna di argomenti relativi alle specifiche tecniche e di norme  conosciute.

Non ci resta che confidare in un intervento decisivo del Capo dello Stato affinché blocchi  il reazionario disegno politico del governo il quale, siamo convinti, mira dritto alla repressione delle libertà d’informazione, d’impresa e d’intervento della Magistratura al fine della scalata al Terzo Potere dello Stato (quello mediatico) della ditta Berlusconi.  La REA, come sempre, è disponibile per una mobilitazione democratica di massa con quelle forze politiche particolarmente sensibili alle libertà costituzionali.  

San Cesareo, 12 luglio 2011 

                                          REA – Radiotelevisioni Europee Associate

                                                   Antonio Diomede, Presidente


     CONFERENZA STAMPA CARTv - L'ESPROPRIO DELLE TV LOCALI NON DEVE PASSARE - I DIRITTI COSTITUZIONALI NON SONO IN VENDITA - L'APPELLO AL CAPO DELLO STATO

       SCARICA IL FILE AUDIO SULLE INDAGINI DI ASCOLTO E METTILO IN ONDA

      SPECIALE CANONE RAI

scarica il file audio settimanale del notiziario Reasat n. 13 e mettilo in onda

          scarica il file audio antipirateria e mettilo subito in onda


POLIZIESCO PROVVEDIMENTO DEL GOVERNO BERLUSCONI "audio"

(vuole, a tutti i costi, anche con la forza,  appropriarsi dei canali delle locali. Forse è il preludio di un  “golp bianco?”)

Il Governo è passato dalle minacce ai fatti con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 75 del 27 giugno 2011 del  Bando di Gara per la vendita dei nove canali 61-69 delle televisioni locali  alle compagnie della telefonia mobile. Nella giornata di domani Silvio Berlusconi e Paolo Romani intendono far approvare dal Consiglio dei Ministri un emendamento “POLIZIESCO” alla Manovra economica che obbliga, perentoriamente,  le locali a lasciare le frequenze delle locali  ai telefonici, pena l’intervento della polizia postale e l’applicazione dell’articolo 98 del Codice delle Comunicazioni che prevede la reclusione fino a tre anni. Il Governo continua a sostenere che “esiste un preminente interesse nazionale alla sollecita liberazione e assegnazione delle frequenze” ma sappiamo che così non è. Siamo, invece, convinti, che il progetto governativo consolida ancor più  “gli interessi della ditta Berlusconi & C” e che  potrebbe   far parte di un pericoloso progetto politico mirato all'accentramento dei mezzi di comunicazioni nelle mani di malintenzionati propensi a  sottomettere il Paese con la forza. Proprio ieri, in occasione della conferenza del CARTv tenutasi a Roma,  Piazza Monte Citorio, il Presidente della REA, Antonio Diomede, ha lanciato un segnale di allarme in tal senso rivolto alle forze politiche e al Capo dello Stato affinchè intervengano per bloccare i provvedimenti incostituzionali emanati dal Governo Berlusconi.  Intanto la REA invita le emittenti locali (indistintamente) a non farsi intimidire e a seguire, passo passo, la difesa che il collegio legale dell’associazione sta predisponendo per respingere tali  provvedimenti in tutte le sedi giudiziarie ivi compresa la Corte Costituzionale. Quella Corte che il 28 luglio 1976 liberalizzò l’etere e scagionò dal reato penale “di installazione o esercizio di impianto di radiodiffusione televisiva” un certo signor Paolo Romani


"L'ESTINZIONE DI AUDIRADIO E' COMPIUTA"

E' stata una grande battaglia vinta moralmente della REA contro le grandi lobby della radiofonia italiana e ostacolata dalle note associazioni compiacenti FRT e AERANTI-CORALLO in qualità di nuovi soci di una organizzazione in via di rottamazione. Ora tocca rimboccarci le maniche per pressare l'Autorità ad intervenire con la massima urgenza affinchè il comparto abbia un ente rilevatore serio e neutrale per misurare la competizione delle emittenti in un libero mercato non inquinato o, peggio, manovrato dalle lobby specializzate nella distorsione delle regole. A tal proposito il Presidente della REA, Antonio Diomede, ha inviato all'Autorità una lettera nella quale chiede " urgentissimi interventi per il ripristino delle indagini  di ascolto, in modo corretto e trasparente, delle emittenti radiofoniche locali al fine di compensare il salutare vuoto lasciato dalla società Audiradio attrice nel passato di pubblicazioni anomale, distorsive e ingannevoli nei confronti sia delle imprese radiofoniche sia delle agenzia di pubblicità e degli inserzionisti in genere. A tal proposito allega alla presente il messaggio “audio” diffuso da centinaia di emittenti locali interessate a mettersi lealmente  in competizione sul mercato, ma di essere rilevati da una entità professionale “neutrale” non in conflitto di interessi, com’è fino ad oggi accaduto con la compagine societaria Audiradio".


AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

LE PROPOSTE DELLA REA AL NUOVO REGOLAMENTO PER LA TELEVISIONE DIGITALE TERRESTRE

(Audizione del 17 giugno 2011)

Il 17 giugno scorso la delegazione della REA – Radiotelevisioni Europee Associate - , rappresentata dal Presidente Antonio Diomede e da Gabriele Betti e Gianfranco Secci, è stata audita dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in merito alle proposte di modifica del nuovo regolamento per la televisione digitale terrestre. L’audizione si è svolta in un clima di attenta analisi delle delicate questioni collegate al processo di trasformazione analogico/digitale delle reti televisive italiane con particolare attenzione alla “crisi di identità mediatica” sofferta dalle emittenti locali per via di un percorso legislativo e regolamentare penalizzante e discriminatorio messo in atto dal governo. Il Presidente, Antonio Diomede, ha tenuto a precisare che la REA, a prescindere dai  nuovi provvedimenti regolamentari che l’Autorità andrà a deliberare dopo le audizioni, ricorrerà al Capo dello Stato e alla Corte Costituzionale per far valere l’incostituzionalità di quelle norme di  legge che il governo ha varato contro le libertà d’informazione e d’impresa, quali la vendita di nove canali televisivi alle multinazionali della telefonia mobile (articolo 4 decreto legge 34/11 del 31 marzo 2011, trasformato in legge n. 75/11 e relativi collegati). La REA ha dunque proposto una serie di emendamenti mirati a facilitare sia la fase di  transizione al digitale che l’assetto definitivo introducendo norme  non discriminatorie e assolutamente trasparenti rispetto alle reti nazionali e ai nuovi soggetti provenienti dall’estero. Le proposte della REA sono riepilogate nei seguenti punti essenziali:

     1) L’autorizzazione in ambito locale in più bacini regionali è rilasciata esclusivamente a società di capitali o cooperative con capitale sociale interamente versato, non inferiore, al netto delle perdite risultanti dal bilancio, a euro 155.000 (centocinquantacinquemilaeuro), che impieghino, all’inizio dell’attività, non meno di quattro dipendenti in regola con le vigenti disposizioni di legge in materia previdenziale;

     2) L’autorizzazione in ambito locale in più bacini provinciali è rilasciata esclusivamente a società di capitali o cooperative con capitale sociale interamente versato, non inferiore, al netto delle perdite risultanti dal bilancio, a euro 100.000 (centomilaeuro), che impieghino, all’inizio dell’attività,  non meno di tre dipendenti in regola con le vigenti disposizioni di legge in materia previdenziale; 

3.     3) L’autorizzazione  in ambito locale per un solo bacino provinciale è rilasciata esclusivamente a società di capitali o cooperative con capitale sociale interamente versato, non inferiore, al netto delle perdite risultanti dal bilancio, a euro 50.000 (cinquantamila), che impieghino, all’inizio dell’attività,  non meno di due dipendenti in regola con le vigenti disposizioni di legge in materia previdenziale; 

4.   4) L’articolo 17 lì dove afferma (comma 3) che agli operatori di rete televisiva in ambito locale si applicano le disposizioni contenute nell’articolo 4 del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, dal punto di vista giuridico, non ‘ costituzionale.   Infatti tale disposizione di legge è contestata da tutte associazioni di categoria e, senza ombra di dubbio, sarà portata al giudizio della Corte Costituzionale per violazione dell’articolo 21 della Costituzione sul diritto d’informazione e per la violazione del diritto d’impresa. A tal proposito, si sottolinea che l’Autorità, con la Delibera 497/10/CONS, ha ammesso di aver tutelato e privilegiato le frequenze delle reti nazionali in sede di coordinamento internazionale, mentre le frequenze assegnate alle locali sono state consegnate alla “decapitazione” dell’articolo 4 del Decreto Legge 34/11. Per sanare, per quanto possibile una situazione di evidente disparità di trattamento e di palese violazione degli anzidetti diritti costituzionali, si invita l’Autorità a riesaminare il piano di assegnazione delle frequenze e/o impegnarsi a svolgere un’efficace attività di coordinamento per tutelare le frequenze già assegnate alle locali; 

5.  5) Premesso che l’uso efficiente del mux non dipende dalla volontà dell’operatore di rete ma dall’andamento del mercato e dalle condizioni socio economiche in cui opera, si chiede di differire tale obbligo di almeno tre anni per poi rivedere la materia “ambito per ambito di diffusione”.  Si fa presente che tale obbligo, in alcuni casi,  non può comportare la revoca automatica dell’autorizzazione.  Poniamo il caso della Basilicata, del Molise, del Trentino AA, della Valle d’Aosta e di tanti altri ambiti di diffusione in cui si potrebbe verificare la condizione oggettiva di mercato per cui scarseggiano  i fornitori di contenuti: in tal caso cosa succede? La risposta è intuibile. Pertanto si chiede il differimento di tali obblighi fino al “reale” completo avviamento del mercato dei singoli “ambiti” di diffusione. Tale condizione è facilmente riscontrabile dalla quantità di autorizzazioni rilasciate ai fornitori di contenuti. Dal punto di vista tecnico, si evidenzia che il numero delle reti trasportate e diffuse  necessita di una precisa indicazione in relazione al numero di bit-rate trasportato. Infatti, dal momento che il bit-rate di progetto delle coperture in SFN è di 19,5 Megabit/sec (desunte dalle Delibere AGCOM), conseguente al rispetto dei criteri di sincronia temporale dei trasmettitori sulla fascia di 64 Km, ne deriva che ciascun programma (nel caso di 6 SD) avrà a disposizione 3,2 Megabit/sec, audio compreso, cioè un bit-rate decisamente sofferto (non idoneo) per l’uso di programmi di qualità. Pertanto si chiede di portare il limite massimo di utilizzo del mux a 5 programmi SD. Si evidenzia, inoltre, che l’HD necessita di 8 Megabit/sec e che, pertanto, è possibile diffondere ottimamente due programmi, ma  non tre…. Si spera che in Autorità non si confidi nella falsa assunzione di capacità di 24 Megabit/sec per blocco! A tutto ciò sarebbe utile precisare nel regolamento condizioni  ben definite di combinazioni intermedie del tipo: 3 SD+1HD – 2SD+1HD – ecc. ecc.  ; Inoltre, si rammenta che il vero valore aggiunto del DTT è “l interattività” per la cui realizzazione occorre prevedere ampi spazi nel blocco di diffusione corrispondenti a quelli necessari per il programma; vale a dire 3,2 Megabit/sec per un programma SD.  Fondamentale è anche che nel regolamento sia chiarito quanto segue. Gli attuali televisori con decoder incorporati sono abilitati a ricevere solo SD  mpeg2. Nell’ipotesi che un programma sia diffuso anche in HD h264 con decoder esterno aggiunto, il regolamento deve prevedere che il programma,  anche se identico, in realtà necessita di 11, 2 (8+3,2 Megabit/sec)  e ciò, portando comunque una sola programmazione, deve valere come spazi di due programmi come già fanno le nazionali. Inserire nel regolamento la previsione di possibili contenuti in SD, codificati in H264, che occupano molto meno di 3 Megabit/sec per usi speciali quali dirette di consigli comunali, regionali, eventi congressuali, manifestazioni, ecc. con banda tra 0,5 e 0,8 Megabit/sec. Chiarire, infine, il numero esatto dei programmi nazionali trasportabili dalle locali. Si propone max n. 2 in SD oppure n. 1 in SD + HD; 

6.    6) E' estremamente importante che gli obblighi di condivisone delle infratrutture di trasmissione avvenga realmente. Infatti si è assistito negli ultimi 10-12 anni ad una impennata nella richiesta delle cifre di locazione sia per i terreni che soprattutto delle ospitalità nei siti. Pare che la RAI abbia chiesto aumenti del 100% (raddoppio) negli ultimi due anni sostenendo di averlo comunicato all’AGCOM e, quindi, di essere in regola!!!.  Lo stesso dicasi della “Towertel”,  partecipata Mediaset, la quale pare abbia acquistato siti ed intere aziende per ospitare gli impianti degli operatori di rete. Alcuni associati riferiscono che anch'essa ha recentemente aumentato enormemente gli affitti imponendo i contratti di manutenzione.  Al fine della tutela dei  soggetti più deboli (le emittenti locali) si richiede una equa e trasparente normativa in materia di prezzi e modalità di gestione degli impianti; 

7.      7) Le frequenze necessarie per il collegamento dei ponti radio devono essere a titolo non oneroso; 

8.     8) I contributi annuali (ex canoni concessione) devono essere  commisurati in percentuale al fatturato e, quindi, all’andamento del mercato, con l’attenzione che il pagamento sia a carico diretto del fornitore di contenuti  onde evitare un circolo vizioso emittente – operatore di rete fonte di ulteriori costi; 

9.   9) Al fine di evitare sperequazioni di trattamento tra soggetti esteri e italiani, si chiede di introdurre la norma che obbliga in soggetto estero ad adeguarsi alla normativa italiana; 

10. 10) Riguardo al contributo per le spese di istruttoria si ritiene assolutamente sproporzionato il rapporto del costo sia in valore assoluto che in valore comparativo tra nazionali e locali. Pertanto, si propone di riparametrare il contributo delle locali  rispetto alle nazionali portandolo a 2.500 euro max; 

11. 11) Soppressione della norma sulla tenuta cartacea del Registro già abrogata dal Testo Unico (v. sentenza del Consiglio di Stato n. 31012010 - adunanza del 21 ottobre 2010 a favore di una emittente associata REA); 

12.12) Riguardo alla registrazione dei programmi su nastro magnetico sollevare da tale obbligo l’operatore di rete. Pertanto si ritiene importante definire l’obbligo in capo al fornitore di contenuti il quale risponde del suo operato e non il soggetto terzo (operatore di rete), oltre tutto, molto spesso, suo temibile concorrente; 

13. 13) Si propone di  inserire la previsione regolamentare che permetta di veicolare il  contenuto audio delle emittenti radiofoniche all'interno del mux degli operatori di rete locale. In tale modo si darebbe  una boccata di ossigeno sia alle radio locali (proiettabili in un contesto più vasto e dalla fruibilità su tv mediante DTT) sia agli operatori di rete locali per un uso più efficiente dello spettro radiotelevisivo anche se limitato ad una modesta parte della capacità trasmissiva. Per tale previsione basterebbe inserire come soggetto accettabile un fornitore di contenuti radiofonici  già  autorizzato alla diffusione in tecnica digitale.  In tale previsione si potrebbe ipotizzare di inserire in ciascun mux  4 radio stereo  (max 1 megabit/sec).    


            PARTE LA  MARATONA PUBBLICA  DELLE LOCALI CONTRO I SIGNORI DELLE FREQUENZE E DELLA MALA POLITICA

(richiedete il notiziario settimanale della REA da mettere subito in onda in difesa dell'emittenza locale - ogni settimana si parlerà di un argomento diverso - questa settimana si parla del Decreto del Governo che scippa alle tv locali nove canali della banda V per assegnarli alle compagnie telefoniche multinazionali - l'intervista al Presidente della REA  Antonio Diomede)  

Solo chi non vuole sentire non comprende che è in atto nel Paese uno scontro epocale per la conquista del "terzo potere", quello mediatico, dal quale si vuole emarginare le fastidiose emittenti locali in quanto soggetti incontrollabili ai fini della gestione verticistica del potere politico-partitico. In una democrazia malaticcia come la nostra che, per certi versi, in modo apparentemente non violento, è simile a quelle dei Paesi Arabi, le voci libere delle locali non sono tollerate. Un Paese in cui il Parlamento viene eletto non dai cittadini, ma dai Partiti con liste preconfezionate, ha perso i valori della democrazia e della libertà per cui migliaia di martiri hanno donato la loro vita. Quel Parlamento, così eletto, a sua volta ha espresso un Governo che, in nome del popolo italiano, distruggendo i valori del Risorgimento per l'Unità d'Italia, ha deciso di frazionare il Paese con un "demagogico federalismo" per meglio dividersi il "potere" fino all'ultimo miglio con proprie leggi, bandiere, monete patacche, inni, radio e televisioni di partito sguaiate, giornali asserviti. Ovviamente tutto pagato e messo in conto  sulle cartelle esattoriali dell'inerme cittadino da quella parte dello Stato che i Signori della Mala Politica  definiscono "Roma ladrona".  Questi farabutti hanno soppresso le provvidenze editoria alle locali (tranne le loro), hanno dimezzato i contributi della 448/98 (però hanno salvato i loro), vogliono togliere 15 canali alle tv locali (parte per venderli e parte per assegnarli ai loro amici), vanno in giro per l'Italia a proporre alle locali di svendere canali tv  e frequenze radio, evidentemente,  per prepararsi a gestire il  "potere mediatico" dal centro alla periferia del Paese. Questi malfattori della politica si sono fatte leggi "ad personam" per incassare dallo Stato prebende milionarie per finanziare le loro attività. Questi disonesti accendono spudoratamente frequenze da tutte le parti senza permessi e senza controlli. Che si fa in questi casi? come difendersi? Purtroppo la categoria è debole e la Buona politica (se mai ci fosse) tace, benché informata non si muove; ha la testa altrove. Dunque tocca a noi rimboccarci le maniche per iniziare a difenderci da soli, se necessario, con le unghie e con i denti. Dobbiamo tirare fuori tutta la nostra grinta per cacciare dai nostri territori la Mala politica, i malfattori, i delinquenti. Pertanto dobbiamo essere vigili nel controllare le nostre postazioni e i nostri impianti. Segnalate alla REA ogni intrusione frequenziale che dovesse verificarsi nella vostra area di servizio. Fatelo subito, non siate tolleranti. Dobbiamo essere uniti per essere forti, altrimenti ci calpesteranno. Il Presidente della REA, Antonio Diomede, ogni settimana curerà un notiziario nel quale si parlerà di queste cose ed altro per coinvolgere i nostri ascoltatori nelle nostre battaglie. Solo così possiamo acquistare forza per farci sentire. Dobbiamo  riuscire a parlare con il grande pubblico dei nostri problemi, che sono poi di tutti, in modo da riuscire a spostare importanti consensi per ricacciare i nostri nemici di sempre: I Signori delle frequenze e della Mala Politica. Il notiziario si può richiedere a info@reasat.it o   www.le100radio.net

Il Presidente sarà lieto di leggere i vostri commenti. Le risposte verranno pubblicate su facebook ricercando la parola “REASAT”.


 

 

IL MASSACRO DELLE TV LOCALI CONTINUA

(Il Governo vuole anticipare lo switch off al 2011) 

Lo spauracchio di elezioni anticipate costringe il  Governo a stringere i tempi per anticipare lo switch off alla fine del 2011. Il compito dell’operazione è stato affidato ad un soggetto apparentemente neutrale come il Comitato Nazionale Italia Digitale (CNID) del quale fanno parte  RAI, MEDIASET, DGTVI e le compiacenti FRT e AERANTI. Con tutta probabilità,  il Ministro Romani, nella seduta del CNID di domani 1 marzo, giustificherà l’operazione come necessaria per portare l’Italia all’avanguardia europea in fatto di sviluppo tecnologico per uscire più rapidamente dalla crisi economica.  Non sappiamo cosa obietteranno le note associazioni compiacenti, ma in tutti i casi, disarmate come sono, non potranno che prendere atto della proposta del cambiamento di rotta del Governo evidentemente studiato a bella posta per mettere ulteriormente in crisi le 400 emittenti locali del sud soggette al cambiamento tecnologico.  Continua, dunque,  il massacro delle emittenti locali con una serie di provvedimenti sempre più oppressivi e stringenti per metterle in serie difficoltà economiche e tecniche.  Le emittenti locali del nord ne sanno qualcosa per aver subito sulla propria pelle un passaggio al digitale molto doloroso per via della discriminata assegnazione delle frequenze, del far west del LCN, dell’annullamento del dato AUDITEL, degli ultimatum del Ministero sull’utilizzo a pieno regime dei mux, delle interferenze subite nelle zone di confine, degli oscuramenti provocati dal sistema su vaste zone del territorio. La fretta del Governo di anticipare lo switch off  al 2011, oltre che per una questione legata alla possibile fine anticipata della legislatura, è fortemente voluta sia per vendere prima possibile i nove canali 61 - 69 sia per regalare altri sei canali in  banda IV e V alle reti nazionali. L’ultima beffa che il  Governo ha voluto prendersi è il finto reintegro dei fondi alla 448/98 con il decreto Milleproroghe approvato ieri dal Senato; fondi condizionati, appunto,  all’incasso delle somme ricavate dalla vendita dei nove anzidetti canali.  Se queste sono solo ipotesi o pure verità lo vedremo a fine riunione del CNID di domani 1° marzo. Proprio questa mattina abbiamo ricevuto la convocazione per l’audizione sulla bozza di revisione del Piano di Ripartizione delle Frequenze che si svolgerà nella sede del Ministero di Viale America l’otto marzo.  In tale circostanza si gioca un’altra importantissima partita per l‘assegnazione delle frequenze  alle  diverse utilizzazioni, ivi compresa la radio digitale, nella quale la REA non è disposta a fare concessioni  diverse da quelle già concordate precedentemente con il medesimo  Ministero e con l’Autorità.  

La “Manifestazione delle emittenti locali in Talk Show” di Sanremo, alla quale hanno partecipato più di trecento editori radiotelevisivi, è un segno tangibile dello stato di sofferenza del settore che il Governo continua a ignorare.  

La REA ha proposto al Governo di costituire un tavolo di confronto tra tutti i soggetti interessati (Ministero, Autorità, Associazioni, Comitati locali di emittenti) per scongiurare la inevitabile chiusura di  500 testate televisive con la perdita secca di oltre 5.000 posti di lavoro tra occupati e indotto. Per dare forza alla proposta, il 28 e 29 maggio 2011, si terrà a Roma una Manifestazione Nazionale di Sostegno alla quale parteciperanno in segno di solidarietà numerosi artisti di fama nazionale. La Manifestazione sarà trasmessa via satellite sul canale 878 di Sky in collegamento diretto con centinaia di emittenti locali.  

Il momento è particolarmente decisivo per la sopravvivenza dell’emittenza locale. Come già accaduto negli anni  ’80 e ’90, rimbocchiamoci le maniche e lottiamo. Se saremo uniti vinceremo anche questa volta. Unisciti a noi. Chiedi l’iscrizione alla REA a info@reasat.it. Nella REA gli associati contano, determinano le scelte dell’associazione, non sono pedine di  manovre politiche e affaristiche.


LA RADIO DIGITALE E’ UNA REALTA’ ITALIANA GRAZIE ALLA REAA

(sono in arrivo le prime autorizzazioni)

Il Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento Comunicazioni – , con quasi un anno  di ritardo rispetto alle previsioni,  grazie alla costante pressione della REA, finalmente si è deciso a rilasciare le  Determine ai fornitori di contenuti per l’autorizzazione a trasmettere programmi radiofonici in tecnologia digitale sulle frequenze terrestri della III banda VHF liberate dalla televisione analogica  man mano che prosegue lo switch off  del 2012. A seguito di tale ulteriore passo in avanti per l’affermazione della tecnologia digitale nel sistema radiofonico italiano,  la REA  ha proposto all’Autorità di rivedere con la massima urgenza possibile il Piano di assegnazione delle Frequenze che necessariamente dovrà essere isofrequenziale e su base provinciale. Il digitale radiofonico, diversamente da quello televisivo, ha il vantaggio di utilizzare una banda alternativa alla FM  con “gestione consortile” delle frequenze assegnate. In pratica le frequenze digitali  (blocchi) verranno assegnate con “diritto d’uso” esclusivamente ai “consorzi” (operatori di rete)  costituiti  dalle radio locali in possesso dell'anzidetta autorizzazione ministeriale.

 

tal proposito la REA lancia un importantissimo messaggio: IL DIGITALE RADIOFONICO NON DEVE SUBIRE LE STESSE CONSEGUENZE NEGATIVE DELLA TELEVISIONE . Pertanto è necessario guardarsi dai cattivi consiglieri o, peggio, dagli affaristi che hanno appena finito di massacrare le tv locali. Quindi la REA consiglia di seguire le seguenti fondamentali regole:

 

  1. Costituire i consorzi con la massima urgenza possibile (entro giugno 2011) in modo da trovarsi pronti per presentare i progetti radioelettrici e le domande di assegnazione delle frequenze nello stesso momento in cui sarà varato il Piano (prevedibilmente entro dicembre 2011);
  2. E’ assolutamente sconsigliabile, oltre che rischioso,  utilizzare le reti della RAI per trasmettere in digitale. AERANTI, RAI e Reti Nazionali“ARD”,, dalla quale bisogna stare molto lontani,  in quanto questa formazione è nettamente in contrasto con gli interessi delle emittenti locali le quali "vogliono” legittimamente essere  proprietarie delle reti digitali locali per non essere sottomesse alle due forze dominanti dell’etere italiano: RAI e Reti Nazionali.
  3. E’, invece, auspicabile che le emittenti locali di ogni singolo bacino di utenza si costituiscano in consorzio secondo criteri di  solvibilità economica, fiducia e stima imprenditoriale, indipendentemente dalla associazione di appartenenza;
  4. E’, fortemente sconsigliabile, costituire consorzi senza la necessaria esperienza professionale;
  5. E’ fortemente auspicabile che le emittenti si rivolgano alla REA per chiedere assistenzaDAB. La REA, inoltre, ha partecipato attivamente nella Commissione istituita dal Ministero delle Comunicazioni per l’attività di coordinamento e regolamentazione in sede CEPT – European Conference of Postal and Telecommunications Administrations
  6. Dunque è’ auspicabile che le emittenti radiofoniche locali,  che intendono fin d’ora incamminarsi verso la tecnologia digitale, stringano rapporti organici con la REA associandosi. La domanda di iscrizione è scaricabile dal sito associativo www.reasat.it  o si può richiedere  a info@reasat.it
Anche le web radio in possesso dei requisiti previsti dalla Delibera 664/09/CONS possono sbarcare sul digitale radiofonico terrestre. La REA è a disposizione per fornire tutte le informazioni del caso.

San Cesareo, 15 gennaio 2011     


APPROVATO IL REGOLAMENTO PER LE WEB RADIO E WEB TV 

L'Autorità nelle Comunicazioni ha approvato in via definitiva il Regolamento concernente la prestazione di servizi di media audiovisivi lineari o radiofonici su altri mezzi di comunicazione elettronica ai sensi della'articolo 21, comma 1 bis, del Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici. A prima vista la Delibera soddisfa le aspettative della REA e delle associate, ma per esprimere un giudizio di merito occorre ripercorrere, punto per punto, le proposte formulate dall'Associazione al Presidente Calabrò. Pertanto la Delibera dovrà essere esaminata e valutata dal Consiglio Generale nella prossima seduta del 13 gennaio 2011. Certo è che l'Autorità ha accolto le seguenti proposte della REA:

  1. l'attività di comunicazione e di messa a disposizione di contenuti audiovisivi attraverso internet è libera;
  2. le web radio e tv a carattere non commerciale non sono soggette alle norme del Regolamento;
  3. le web radio e tv a carattere commerciale che non sono in concorrenza con le televisioni terrestri e satellitari non sono soggette alle norme del Regolamento;
  4. i palinsesti identificati da un unico marchio di durata inferiore a 24 ore settimanali non sono soggetti alla autorizzazione;;
  5. il contributo (una tantum) per l’istruttoria delle autorizzazioni alle web radio è stato portato a euro 250;

Poichè il Regolamento ha introdotto significative novità ai fini dello sfruttamento temporale delle opere soggette al diritto d'autore,  la REA chiederà alla SIAE il conseguente adeguamento delle tariffe per il rilascio delle licenze 2011.    


LICENZA SIAE 2011  INACCETTABILE PER LE WEB RADIO ITALIANEE

Pare che nei giorni scorsi la SIAE abbia sottoscritto onerosi termini economici e normativi per il rilascio della licenza alle Web Radio 2011 nonostante l’invito della REA a consentire l’accesso alla licenza a tutti gli operatori, grandi e piccoli, applicando tariffe talmente “oneste” ed “eque”  da garantire, da una parte, il diritto costituzionale alla “libertà di espressione” e, dall’altra, di scoraggiare la “pirateria musicale”. Infatti la somma da versare alla SIAE per ottenere la licenza,  che da 240 passa a 480 euro,  oltre che essere esagerata rispetto alle reali possibilità di sfruttamento (insignificante) delle opere protette, è estremamente pericolosa ai fini della prevenzione della “pirateria musicale” .  Oltre tutto, la SIAE, nel disporre le nuove tariffe avrebbe dovuto tener conto dell’articolo 32 bis, comma 3 del Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici sulla “Protezione dei diritti d’autore” il quale attribuisce all’Autorità il compito di emanare “ per trasmettere, ritrasmettere o mettere a disposizione degli utenti, su qualsiasi piattaforma le opere tutelate. Tra i limiti citati dalla legge sono compresi anche termini, modalità e condizioni tariffarie che la SIAE non può eludere. La REA ha richiamato la SIAE al rispetto della Legge chiedendo il rinvio del rinnovo delle licenze al 30 aprile 2011 e comunque fino all’emanazione della Delibera dell’Autorità, ma com’è stato già detto, pare che abbia “monopolisticamente” deciso di procedere ugualmente per suo conto. Ovviamente, sul piano dei diritti di tutela e delle relazioni sindacali, la questione sarà portata avanti dalla REA anche davanti alla Commissione Permanente del Diritto D’Autore e dell’Antitrust per la parte che riguarda l’abuso di posizione dominante. A proposito dell’abuso di posizione dominante, pare che la SIAE, senza aver interpellato la REA,  abbia sottoscritto una convenzione con la sedicente associazione WRA, promettendo ai suoi presunti associati uno sconto del 7,5% sulle tariffe 2011.  Non si comprende quali siano i fini  della WRA, ma certo è che continua a sottoscrivere convenzioni di tutti i tipi offrendo così “comode” coperture a soggetti dichiaratamente nemiche delle emittenti quali, ad esempio,  la SCF. Forse, la WRA, non sa che le emittenti Web associate alla REA godono di un rimborso del 10% su quanto versato alla SIAE per il diritto d’autore.  Pertanto, da parte della WRA, giustificare le onerose tariffe SIAE, con il vacuo beneficio dello sconto del 7,5% è ingannevole. Per far fronte a tale incresciosa quanto avventata posizione della SIAE, la REA ha deliberato: 

  • di esporre denuncia all’AGCOM e al Comitato Permanente Diritto Autore contro le condizioni economiche e normative di Licenza SIAE riservate alle Web radio;
  • di esporre denuncia all’ANTITRUST contro la SIAE per abuso di posizione dominante;;
  • di invitare nuovamente la SIAE  a  rinviare i termini della licenza  al 30 aprile 2011 e comunque fino alla emanazione della Delibera dell’Autorità in tema di tutela del Diritto d’Autore previsto dalla Legge;
  • in attesa del pronunciamento delle Autorità presso le quali saranno depositate le denuncie, per non rischiare di cadere nella illegalità

alle emittenti associate REA verrà riconosciuto il rimborso del 10% sulla tariffa pagata alla SIAE previo invio in fax della copia della ricevuta di pagamento allo 06.9570419 indicando le coordinate bancarie;

Le emittenti associate REA, oltre a beneficiare del 10% di rimborso sulle tariffe SIAE della tutela sindacale presso gli enti privati e istituzionali (SCF, Autorità, Ministeri, ecc), dei servizi gratuiti di consulenza legale, amministrativa, tecnica, iscrizione Registro Operatori Comunicazione, domanda di licenza per fornitori di contenuti Radio Digitale Terrestre, pratiche presso l’editoria radiotelevisiva.  

Per eventuali chiarimenti e informazioni scrivere a info@reasat.it o telefonare allo 06.9570419 . 333.7169450 

San Cesareo, 22 dicembre 2010

                                              REA - Radiotelevisioni Europee Associate


COMUNICATO STAMPA

NELL’INCONTRO DEL 7 DICEMBRE 2010 LA REA HA CHIESTO ALLA SIAE

 Un nuovo contratto di licenza 2011 per le Web Radio e TV che tenga principalmente conto: 

  1. del rispetto del dettato costituzionale sulla libertà di espressione (art. 21 della Costituzione): cioè una tariffa simbolica per le web personali e dilettantistiche;
  1. del rispetto del dettato costituzionale del diritto d’impresa (articolo 41 della Costituzione): cioè una tariffa equa e proporzionata alle reali connessioni e introiti per incoraggiare l’avvio dell’attività d’impresa e del mercato della pubblicità;
  1. tariffe differenziate tenendo conto delle precarie condizioni delle reti di collegamento e distribuzione di Telecom Italia;
  1. tariffe agevolate e conformi alle leggi in vigore alle imprese editoriali (editoria radiotelevisiva on line);
  1. abolizione del minimo garantito;;

 PARTENDO DA TALI PROPOSTE LA REA HA INOLTRE CHIESTO ALLA SIAE:

  1. di  avviare immediatamente una trattativa che affronti il merito delle singole questioni;
  1. di  prorogare le licenze in atto fino al 30 aprile 2011 e, comunque, sino al termine delle trattative;
  1. di accettare un acconto di euro 150,00 (centocinquanta) per il rinnovo della licenza 2011 con le modalità di versamento che riterrà più opportuno;

La delegazione della REA ha invitato la SIAE a non accanirsi contro le Web con richieste economiche insostenibili per un settore appena nato, in piena fase di sviluppo,  privo di interesse commerciale  e di pubblicità.  La delegazione della SIAE si è riservata di dare delle risposte entro breve tempo. Tuttavia la REA,

 

Invitando le emittenti a tenersi pronte per far sentire la propria voce in difesa dei diritti costituzionali sulla libertà di espressione, d’informazione, d’impresa e della Rete Universale chiamando, all'occorrenza, la solidarietà delle radio locali italiane e delle Web Europee.

San Cesareo, 11 dicembre 2010

                                                        REA – Radiotelevisioni Europee Associate

delega alla REA per rinnovo licenza SIAE

domanda iscrizione alla REA


COMUNICATO STAMPA

(Le Web, come le Locali degli anni ’70, sono una fonte di ricchezza democratica)

La SCF non possiede la delega governativa che l’abilita alla riscossione dei diritti connessi e, oltre tutto, la sua propaganda è  ingannevole in quanto,  non essendo in possesso di specifico mandato di tutti i produttori discografici, non può arrogarsi il diritto di qualificarsi unica mandataria vantando di ripartire la quota del 50% dei ricavi tra gli esecutori, gli artisti e gli interpreti.  

La REA si è fatta carico di questioni delicate sotto il profilo costituzionale, impegnative dal punto di vista della rivendicazione sindacale, per la soluzione delle quali è indispensabile Sanremo durante il Festival della Canzone Italiana nel tradizionale Forum Musica & Informazione del Palafiori.  

San Cesareo, 20 novembre 2010 ;


RADIOTV LOCALI E WEB UNITE PER UNA PIU’ “LEGGERA”  LICENZA SIAE PER COMBATTERE LA PIRATERIA MUSICALE

(sottoscrivi la delega e invia subito a info@reasat.it )

Alla luce dello sviluppo tecnologico degli ultimi dieci anni e delle nuove tendenze di ascolto, i palinsesti radiofonici tradizionali, fondamentalmente basati su scalette musicali, si sono arricchiti di tantissime news e di parlato esteso alle più svariate argomentazioni (sport, cultura, spettacolo, intrattenimento, dibattiti, interviste, talk show, ecc.).  Il continuo proliferare delle web radio è il tangibile segno del profondo cambiamento delle abitudini degli italiani nell'ascolto della radio.  Pertanto è  opportuno ed urgente richiedere alla SIAE il rinnovo della convenzione per il rilascio delle licenze su basi e criteri di rinnovata concezione.  La REA è convinta che sia giunto il momento di proporre all’ente monopolista tariffe adeguate  alle “quantità” (compenso determinato in relazione alla intensità temporale della diffusione musicale protetta) e ai mezzi tecnologici  utilizzati  (web radio e tv) per lo sfruttamento delle opere musicali. Insomma si tratta di lavorare sodo per intavolare una serrata trattativa con la SIAE per  affermare nuovi criteri d’incidenza sulla determinazione del compenso (da calcolarsi sui ricavi “effettivi” derivanti dalla pubblicità); sulla abolizione del “minimo garantito” giornaliero; sul meccanismo degli abbattimenti forfettari escludendo, ad esempio, i contributi a fondo perduto e gli introiti della pubblicità istituzionale assegnata per legge.  Come accennato, la convenzione dovrà anche prevedere un nuovo meccanismo per il calcolo della "quantità" di musica effettivamente diffusa dall'emittente tenendo conto dei palinsesti (registro programmi trasmessi), delle indagini di ascolto, della pubblicità differita, della pubblicità commissionata dalle agenzie.  Il termine di presentazione della copia del bilancio o della dichiarazione IVA  dovrà adeguarsi a quello della IES, cioè al 30 settembre per consentire alle imprese di non tediare i commercialisti nel mese di agosto.  Anche le modalità di pagamento vanno riviste introducendo, ad esempio, il bonifico bancario o l'F23/F24.  Dunque, ci sono grandi e piccole modifiche da apportare alla convenzione ma l'importante e mettersi al lavoro per conquistarle.  Una simile trattativa non sarà una passeggiata, ma sarà certamente facilitata se le radio e le tv locali parteciperanno in gran numero. Pertanto le emittenti  che condividono l’iniziativa della REA, comprese le web, indipendentemente dall’associazione di appartenenza,  sono invitate a  sottoscrivere l’allegata delega (1) mirata a dare “maggiore forza all’associazione” nella prevedibile difficile trattativa con la SIAE. Sempre a tal fine, è importantissimo divulgare l’iniziativa rinviando unità delle emittenti per una "più leggera"  licenza SIAE per combattere la pirateria musicale.

 (1) escluse le associate REA 


 

AUTUNNO IMPEGNATIVO PER LE LOCALI

 (la REA riparte all'attacco su diversi fronti in difesa dell'emittenza locale)

 

Con la ripresa della normale attività lavorativa si sono presentate tutte le questioni rimaste sospese a luglio, tra le quali:

 

  1. la riscossione dei contributi a fondo perduto destinati alle radio e televisioni locali;
  2. la definitiva approvazione del Bando di concorso per la partecipazione ai contributi da assegnare alle tv locali;
  3. il ripristino delle provvidenze 2009 all’editoria radiotelevisiva;
  4. la ripresa della vertenza Audiradio/REA;
  5. la conclusione della denuncia presentata all’Antitrust dalla REA contro la SCF;
  6. le normali attività di gestione per gli adempimenti di legge (nuova normativa IES e aggiornamento catasto tv in particolare oltre alle domande per la richiesta dei contributi radio 2010 in scadenza il 30 ottobre - le tv entro 30 gg dalla pubblicazione del Bando-  e al pagamento dei canoni in scadenza il 31 ottobre)

 

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO DESTINATI ALLE RADIO LOCALII

 

La nota vertenza giudiziaria intrapresa dalla REA davanti al TAR del Lazio contro il Ministero per costringerlo a rispettare i tempi e le modalità di pagamento dei contributi fissati dal Regolamento ha fortemente inciso sull’Amministrazione per accelerare i pagamenti al fine di evitare che le emittenti, come ha sentenziato il TAR, si rivolgessero alla Magistratura ordinaria per mettere in esecuzione il credito. Infatti è nelle previsioni del Ministero la liquidazione dei contributi 2007 entro breve tempo. Tuttavia le emittenti intenzionate a  proseguire l’azione giudiziaria contro il Ministero per il recupero dei contributi arretrati sono invitate a mettersi in contatto con info@reasat.it .

 

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO ALLE TV LOCALI – ACCELERAZIONE EROGAZIONE CONTRIBUTI 2008 E 2009 ALLE RADIO

 

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 209 del 7 settembre 2010 sono stati pubblicati i Decreti di ripartizione del fondo contributi derivante dalla 448/98 relativo agli anni 2008 e 2009. La pubblicazione consente al Ministero di effettuare i conteggi in base alle graduatorie delle tv e della radio locali. Pertanto si confida che presto siano pagati i contributi 2009 alle tv e che si dia una accelerazione alla pubblicazione delle graduatorie 2008 e 2009 delle radio per poi procedere alla relativa immediata  erogazione.

 

BANDO PER L’ATTRIBUZIONE DEI CONTRIBUTI 2010 ALLE TV LOCALI

 

info@reasat.it  il fac simile di domanda.

 

 

RIPRISTINO PROVVIDENZE EDITORIA ALLE RADIOTELEVISIONI LOCALII

 

di accorpare le provvidenze con i  contributi a fondo perduto mediante la integrazione di un adeguato fondo comunque non inferiore a 100 milioni di euro.

 

 

Ieri, 7 settembre 2010, si sono conclusi i lavori del Tavolo Tecnico dell’Area 3 (Piemonte Orientale – Lombardia – E. Romagna) con uno sconsiderato episodio che rischia di arrecare gravi danni alle piccole e medie  televisioni locali coinvolte nel processo di digitalizzazione. Aeranti e FRT hanno inscenato una strumentale quanto pericolosa azione di protesta contro la proposta di pianificazione dell’Autorità che, secondo la REA, rispetta rigorosamente le garanzie di legge di assegnare almeno il 30% delle risorse disponibili in ciascuna Area Tecnica alle locali e i criteri di equivalenza dei siti e dei canali da assegnare. La REA nel condividere pienamente gli sforzi effettuati dall’Autorità per il corretto processo di sviluppo tecnologico nel settore radiotelevisivo, auspica che la medesima Autorità, trattandosi di materia squisitamente tecnica della quale solo gli editori sono competenti a parlarne,  escluda dai Tavoli Tecnici le Associazioni. Può sembrare strano che sia propria la REA a sollevare una simile questione, ma la realtà della rappresentanza associativa del nostro settore lo impone. Infatti, come il passato insegna, non si può rischiare che lo switch off televisivo venga  consegnato alla strumentalizzazione della “azione giudiziaria” (peraltro perdente in partenza) pianificata da certa rappresentanza associativa. Dunque, l’Autorità abbia il coraggio di ratificare i lavori del Tavolo Tecnico dell’Area 3 e vada avanti secondo il calendario dello switch off senza subire “ricatti e condizionamenti” di sorta. Si rammenta che simili iniziative strumentali, purtroppo, non sono nuove, non fanno “bene” alle emittenti ma solo allo studio legale Aeranti. Sconcertante e incomprensibile, invece, è l’adesione della FRT ad una azione che contraddice la sua vocazione politica di governo oltre che imprenditoriale.

 

LA VERTENZA AUDIRADIO/REA CONTINUA MENTRE LE AUTORITA’ SONNECCHIANO

 

Il 25 giugno 2010 la REA ha diramato il seguente messaggio:

 

AUDIRADIO E LE FALSE INDAGINI DI ASCOLTO - RADIO TI  RICORDI DI ROMA DELEGA LA REA  A DENUNCIARE IL CASO

 

 

“Stanca di subire i soprusi di Audiradio, una delle più ascoltate emittenti romane “Radio Ti Ricordi”, già Radio Nostalgie, ha dato mandato alla REA di denunciare all’Antitrust e all’AGCOM la società monopolista che si occupa delle indagine di ascolto delle emittenti radiofoniche italiane per attività di false indagini di ascolto con riserva di citazione legale nelle competenti sedi giudiziarie. Nella denuncia, tra l’altro, si legge: “l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Organo di vigilanza sulle indagini di ascolto, è invitata ad indagare sul caso specifico denunciato e sulle indagini svolte da Audiradio per conto di altre emittenti locali riguardo alle modalità delle interviste, alla accettazione delle iscrizioni, alla omonimia dei marchi e quant’altro riterrà opportuno per il rispetto della correttezza e trasparenza del rilevamento del dato di ascolto. l’Autorità Garante  della Concorrenza e del Mercato, presso la quale è aperto un fascicolo REA/AUDIRADIO, è invitata a valutare la gravità della presente denuncia e a trarne le dovute conclusioni per le eventuali sanzioni da comminare alle società “…………. e AUDIRADIO per la violazione della distorsione del mercato e quant’altro riterrà opportuno notificare”. La denuncia è confortata da una serie di  documenti che comprovano quanto affermato a carico di Audiradio e di una società sua cliente alla quale sono stati attributi nel Lazio migliaia e migliaia di ascolti non suoi. La denuncia conclude con l’invito alle Autorità di intimare ad Audiradio la immediata cessazione della pubblicazione di falsi dati di ascolto applicando le dovute sanzioni”.

 

Alla data odierna l’AGCOM, organo ufficiale di vigilanza sulle indagini di ascolto,  non ha dato alcun segno di vita. Le emittenti si chiedono come mai l’Autorità del settore continua a far finta di nulla e a non considerare le documentate segnalazioni delle emittenti per le gravi violazioni di Audiradio? Il Presidente Calabrò intervenga di persona sugli Uffici preposti affinchè verifichino quanto denunciato sui falsi dati di ascolto Audiradio.


 

IL PUNTO SULLA VERTENZA SCF/REA SUI DIRITTI CONNESSI

 

Si ricorderà che la REA ha segnalato all’Antitrust le illecite azioni della SCF verso le emittenti locali per costringerle a pagare diritti connessi non dovuti abusando della sua posizione dominante nel mercato. La REA è stata già ascoltata in una serrata quanto esauriente audizione, ma l’Antitrust ha richiesto nuovi elementi per valutare l’opportunità di aprire l’istruttoria. Il 16 luglio scorso la REA ha risposto con una memoria, inviata per conoscenza anche all’AGCOM, ribadendo che la SCF pone in essere condotte da cui può desumersi un abuso della propria posizione dominante in danno del libero mercato. La REA sostiene che la SCF non è l’unica associazione di categoria esistente in Italia (vi sono, infatti, anche l’AFI e Audiocoop oltre alle migliaia di etichette indipendenti. E’ molto probabile, quindi, che talune emittenti private possano utilizzare supporti fonografici provenienti da etichette estranee alla SCF. Ciò nonostante la SCF pone in essere comportamenti altamente intimidanti nei confronti degli utilizzatori (lettere perentorie per la firma di un contratto unilaterale di licenza, invio di fatture per servizi e prodotti mai commissionati, minacce di ispezioni di agenti della Guardia di Finanza). La SCF, oltre a non verificare se le emittenti “perseguitate” utilizzino davvero fonogrammi del proprio repertorio, non ha mai favorito la possibilità dei fruitori di scegliere quali brani mandare in onda e di verificare, con la necessaria trasparente informazione, quali fossero le condizioni economiche richieste per l’eventuale scelta dei prodotti discografici dalla stessa gestiti. La SCF, pertanto, sin dalla propria costituzione, profittando della propria posizione dominante, ha imposto le azioni esattrici prescindendo dai suddetti preventivi accertamenti e, senza mai esplicitare il metodo di calcolo adoperato, ha avviato una capillare campagna di esazione nei confronti delle emittenti radiofoniche private basata sul presupposto che ciascuna di esse deve a “mo di tassa” comunque pagare una percentuale calcolata sul proprio fatturato senza possibilità di discriminare  provenienza, quantità ed effettivo utilizzo delle opere musicali protette. Inoltre, occorre ribadire che il Legislatore, all’art. 181 ter della Legge D.A. ha previsto che “I compensi per le riproduzioni di cui al quarto e quinto comma dell'articolo 68 sono riscossi e ripartiti, al netto di una provvigione, dalla Società italiana degli autori ed editori (SIAE). In mancanza di accordi tra la SIAE e le associazioni delle categorie interessate, la misura e le modalità di pagamento dei detti compensi, nonché la misura della provvigione spettante alla Società, sono determinate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentite le parti interessate e il comitato consultivo di cui all'articolo 190. L'efficacia delle disposizioni di cui ai commi quarto e quinto dell'articolo 68 decorre dalla data di stipulazione dei detti accordi ovvero dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri”. Tale decreto della Presidenza del Consiglio, però, non è stato ancora emanato (come ha rilevato la stessa Autorità con  propria determinazione). La SCF, limitandosi ad autodichiarare crediti nei confronti delle emittenti (pur non offrendo alcun documento che attesti l’utilizzo da parte delle stesse di supporti prodotti da Società aderenti al Consorzio), continua a chiedere ed ottenere svariati decreti ingiuntivi ai danni delle emittenti, costringendole:

 

a. a subire le conseguenze della ingiunzione ed a pagare indebitamente, senza capire il perché e senza che vi fosse una reale contrattazione pregressa (con abile sfruttamento della mancata conoscenza della materia da parte dei pretesi debitori e del loro oggettivo timore di ulteriori pregiudizi);;

b. a tentare dispendiosi giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo davanti al Tribunale di Milano;

 

L’art. 73 della Legge sul Diritto d’Autore (L n. 633/41), con precipuo riferimento all’esercizio del diritto connesso spettante ai produttori fonografici, prevede espressamente che “(..) l’esercizio di diritto spetta al produttore, il quale ripartisce il compenso con gli artisti interpreti o esecutori interessatila misura del compenso e le quote di ripartizione, nonché le relative modalità, sono determinate secondo le norme del regolamento”. Il Legislatore, quindi, ha previsto l’adozione di un regolamento – non ancora emanato -  ma di certo ha chiaramente riservato il diritto di riscossione direttamente in capo al produttore. Ma la SCF, profittando della confusione e della nebulosità della materia, travisando il senso della norma e strumentalizzando il proprio ruolo consociativo - di indubbio rilievo – (ma pur sempre di rappresentatività parziale rispetto all’intera categoria), ha avviato indebite azioni ‘esattrici’ nei confronti delle emittenti radiofoniche, abusando della propria posizione dominante e della sommarietà della procedura monitoria presso gli uffici giudiziari (territorialmente incompetenti), con l’ulteriore e subdolo intento di ostacolare le possibili e legittime opposizioni;

 

Si discute sulla legittima determinazione dei compensi. La discussione nasce, principalmente, perché la SCF impone criteri quantitativi del tutto illogici ed irrazionali; in materia, vige una norma che ad oggi può soccorrere per determinare il compenso per l’uso dei fonogrammi musicali a fini di radiodiffusione; tale norma è contenuta (per l’emittenza privata) nel D.P.C.M. 1°.9.1975, la quale, in difetto di diverso accordo tra le parti, commisura il compenso all’1,50% delle quote di incassi lordi pubblicitari, riferibili alla effettiva utilizzazione del disco o apparecchio analogo, rispettivamente in radiofonia e televisione. Ma nessuno, tanto meno la SCF, si è adoperato per calcolare l’ammontare di simile incidenza, simulando quella che può essere la quota effettivamente imputabile agli utilizzatori. E, come si è detto, profittando del clima di confusorio timore, la SCF ha predisposto (ed imposto) percentuali di compenso alle emittenti radiofoniche, senza – tuttavia – premurarsi di negoziarle, né di concordare i parametri applicativi degli stessi e l’effettiva incidenza economica dell’utilizzazione dei supporti. Ed ecco, dunque, che le condizioni negoziali imposte determinano una pretesa economica esorbitante da parte della SFC, priva del necessario supporto causale e dell’imprescindibile accordo della controparte contrattuale. Una pretesa economica violativa delle norme imperative suddette e, paradossalmente, superiore a quella vantata dalla stessa SIAE nei confronti delle emittenti. La recente notoria iniziativa dei grandi network e della stessa REA di protestare contro gli aumenti imposti da SCF (non mandando in onda i recenti successi musicali delle etichette SCF) ha generato una eclatante protesta da parte dei più grandi artisti musicali italiani alcuni dei quali stanno rilasciando le liberatorie direttamente alle emittenti pur di salvaguardare il loro lavoro.

 

In conclusione, si ritiene che la SCF, per le argomentazioni relative alla legittimazione, per le considerazioni sulla sostanziale dominanza nel settore di produzione discografica, per la riferita illegittimità dei parametri unilateralmente imposti e per le condotte altamente intimidatorie e comprimenti il libero mercato, ponga in essere costantemente un abuso di posizione dominante ai sensi dell’art. 3 della L. n.287/90 di cui l’Autorità Antitrust non può  ignorare per avviare una formale istruttoria ai sensi della legge 287/90.

 

 San Cesareo, 9 settembre 2010

 

   


                                                                                          

REA E DIRITTI CONNESSI DELLA SCF: AUDIZIONE DELLA REA DAVANTI ALL'ANTITRUST

La REA - Radiotelevisioni Europee Associate, in rappresentanza delle  420 emittenti locali associate, il 21 giugno 2010, alle ore 17.00, è stata ascoltata dall'Autorità Antitrust sulle ragioni per cui è stata costretta a denunciare la SCF - Società Consortile Fonografici, per la violazione della libera concorrenza del mercato e abuso di posizione dominante  ai danni delle emittenti radiofoniche e televisive locali. Il Presidente della REA, Antonio Diomede, con documenti e prove alla mano, ha fatto presente all'Autorità il comportamento scorretto e intimidatorio della SCF, al limite del codice penale, sulla nota questione dei diritti connessi al diritto d'autore ai sensi della legge 633/1941. La REA ha premesso  all'Autorità che nella controversia con la SCF, benché anacronistico, non è stato mai messo in discussione la legittimità del diritto connesso in quanto tale, ma la legittimità delle Major ad esercitare il ruolo di "esattore/ripartitore"  in quanto sprovvisti della speciale  autorizzazione ministeriale prevista dall'articolo 181- ter della Legge. Infatti,l'AFI - Associazione Fonografici Italiani - ha conferito delega alla SIAE per l'incasso dei propri diritti connessi così come, a posteriori, sembra voler fare anche la SCF ma che intanto continua a perseguire le emittenti locali con missive minacciose e false sulla vera natura del contendere con la REA. Nel corso dell'audizione è stata segnalata all'Autorità anche una pericolosa azione di "stalking"  verso le emittenti che, per diverse motivazioni,  non intendono firmare il contratto "capestro" proposto dalla SCF e, a maggior ragione, non intendono pagare le fatture emesse senza alcuna ragione contrattuale. Infatti, già nella denuncia della REA, si leggeva "....mentre la SCF continua ad inviare alle imprese radiotelevisive perentorie richieste di pagamento per presunti diritti connessi mai utilizzati non è altrettanto solerte nel rendere di dominio pubblico il repertorio tutelato affinché possa essere valutato e discriminato nella programmazione delle emittenti.” Dunque, ha insistito il Presidente Diomede, le imprese radiotelevisive locali non hanno possibilità di scelta sul prodotto e sul prezzo più conveniente qualora volessero utilizzare opere tutelate da altre case discografiche".  Alle ore 18.00 si è concluso il  preliminare colloquio  con l'Autorità nel quale la REA si è impegnata a fornire all'Autorità  ulteriori specificazioni e documentazione dopo aver consultato le emittenti.  Pertanto la REA invita tutte le emittenti locali italiane a disdire il contratto con la SCF  e a segnalare a  info@reasat.it  le eventuali pressioni e/o intimidazioni ricevute in quanto saranno oggetto di specifiche denunce che saranno fatte proprie dall’associazione. Intanto la REA continua a sostenere l'efficace azione messa in atto dal circuito de "Le 100 Radio+Belle d'Italia" con l'esclusione dalle scalette musicali degli artisti legati  a SCF e con la richiesta delle liberatorie agli artisti in promozione. Per l'occasione la REA è stata rappresentata da Antonio Diomede, Presidente; Salvatore Riso, Segretario Nazionale; Italo Mastrolia, Consulente legale.

DIRITTI DISCOGRAFICI CONNESSI AL DIRITTO D'AUTORE: LA REA DENUNCIA LA SCF ALL'ANTITRUST E ALL'AGCOM - LUCIO DALLA E DE GREGORI RILASCIANO LA LIBERATORIA AL CIRCUITO DELLA REA  "LE 100 RADIO"

info@le100radio.net


LA POSIZIONE DELLA REA SUI DIRITTI CONNESSI

 1) I diritti connessi, benchè arcaici, sono previsti dalla legge 633/41 sul diritto d'autore;

2) almeno fino al 28 febbario  2004 tali diritti sono stati riscossi dalla SIAE;

3) La SCF, nata nel 2001, ha iniziato a pretendere l'incasso diretto di tali diritti

4) La REA non riconosce alla SCF il ruolo di esattore dei diritti connessi senza una  speciale delega del Governo ai sensi dell'articolo 181/ter della legge sul diritto d'autore. Infatti tale ruolo la legge lo riconosce all'ente monopolistico SIAE come, tra l'altro, ribadito da ben 12 sentenze dei Tribunali  del Riesame di Salerno, Rieti, Firenze, Trani, Reggio Emilia, Tivoli, ecc.

5) Pare che SCF e l'AFI si siano piegate  alla tesi sostenuta dalla REA tant'è che hanno richiesto alla SIAE di stipulare una convenzione per l'incasso dei diritti per loro conto; 

6) Se ciò è legittimo, come lo è, ma non nella misura del 4% del fatturato e con le condizioni capestro che vorrebbe la SCF,  è altrettanto legittimo da parte della REA e della stragrande maggioranza delle emittenti locali, chiedere a SCF e AFI che sia riconosciuto alle radio il preminente ruolo di  promozione e diffusione delle loro opere nel "mercato musicale" per le quali, a fronte delle spese sostenute per la messa in onda, vanno  ricompensate;

7) Pertanto la REA ha chiesto all'Autorità Antitrust e AGCOM, che impongano a SCF la pubblicazione delle opere tutelate affinchè le emittenti locali, nella formazione delle scalette musicali, con criteri di massima trasparenza e libertà di mercato, possano tenerne conto;

8) Dunque l'editore avrà la possibilità delle seguenti scelte: a) non utilizzare le opere tutelate da SCF e, quindi, non pagare i diritti connessi; b) utilizzarle in parte e, quindi, pagare i diritti per le sole opere utilizzate;c) compensare gli eventuali diritti connessi con l'attività di promozione e diffusione;

9) La REA è sempre disponibile per un confronto sereno e costruttivo, alla condizione che i dirigenti SCF chiedano pubblicamente scusa alle radio e   televisioni locali per averle perseguitate con mezzi illeciti e forze di polizia.

 

 REA LEADER DELLA RADIO DIGITALE IN ITALIA

INFO@REASAT.ITT  06.9570419 - 333.7169450



Contributi a fondo perduto riservati alle Radio locali

(Legge n.448 del 28 dicembre 2001)

 La REA – Radiotelevisioni Europee Associate – , di concerto con lo Studio Legale Mastrolìa di Roma,  ha istituito il Servizio Recupero Contributi a fondo perduto di cui alla legge 448/01 relativi agli stanziamenti del 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007 e 2008 in favore delle emittenti radiofoniche locali.

 L’erogazione alle singole emittenti è regolamentata dal Decreto Ministeriale del  9 ottobre 2002 che assegna il  25% del monte contributo alle emittenti commerciali; il 25% alle emittenti comunitarie; il 50% alle emittenti commerciali e comunitarie in possesso dei requisiti previsti dalla normativa sulle provvidenze dell’editoria. Alle emittenti del sud  viene assegnata una maggiorazione del 15%. Le somme stanziate dalle rispettive leggi finanziarie sono: ;

  • Anno 2002  euro      6.234.946  
  • Anno 2003  euro      7.234.946
  • Anno 2004  euro      7.718.352
  • Anno 2005  euro      9.031.451
  • Anno 2006  euro      9.867.000
  • Anno 2007  euro    19.301.700
  • Anno 2008  euro    21.551.700

Il Regolamento stabilisce che, entro il 30 aprile di ciascun anno, il Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento Comunicazioni provveda alla erogazione del contributo. Ciò non è avvenuto per una grave inadempienza del Ministero. Nel frattempo i contributi del 2003 sono andati in perenzione (vedi interrogazione Parlamentare promossa dalla REA) e la stessa sorte toccherà a quelli degli anni successivi se non interverrà una forte azione legale da parte di ciascuna emittente creditrice dello Stato.  

Dunque le emittenti radiofoniche interessate al recupero dei contributi (ivi comprese quelle che hanno conti sospesi con il Ministero dovuto al mancato pagamento dei canoni pregressi 1994/1999), per non rischiare di perdere somme importanti che nella maggioranza dei casi superano 50 mila euro, sono obbligate a ricorrere all’azione legale

  • Avviamento azione legale  ((diffida ad adempiere stragiudiziale, eventuale ricorso al TAR ed eventuale giudizio di ottemperanza): euro 350,00 (trecento/50) inclusi accessori di Legge
  • Alla definizione dell’azione legale: il 3% del contributo effettivamente recuperato
  • In caso di mancato recupero (remoto): null’altro a pretendere

Inoltre, le emittenti che desiderano conoscere l’ammontare del loro credito nei confronti del Ministero possono richiedere – gratuitamente - l’estratto conto compilando ed inviando il sottostante modulo informativo a info@reasat.it

Dato l’enorme lavoro istruttorio da svolgere non sarà possibile accogliere le richieste delle 800 emittenti interessate al recupero. Pertanto, considerate le potenzialità delle risorse umane disponibili, sicuramente saranno accolte quelle richieste che perverranno a info@reasat.it  entro il  30 novembre 2009.

MODULO INFORMATIVO DA INVIARE A        info@reasat.it

SITUAZIONE CONTRIBUTI AGGIORNATA AL 30 OTTOBRE 2008

 

Società                                        Sede                                        tel./fax                     e-mail

2002 

2003

2004

2005

2006

2007

2008

Domanda inoltrata il …….

Domanda inoltrata il ……….

Domanda inoltrata il ……….

Domanda inoltrata il ……….

Domanda inoltrata il ……….

Domanda inoltrata il ……….

Domanda inoltrata il ......

In graduatoria con punteggio....

In graduatoria con punteggio .....

In graduatoria con punteggio …...

In graduatoria con punteggio ……

In graduatoria con punteggio ……

In graduatoria con punteggio ……

In graduatoria con punteggio ………

Canone pagato/non pagato

Canone pagato/non pagato

Canone pagato/non pagato

Canone pagato/non pagato

Canone pagato/non pagato

Canone pagato/non pagato

Canone pagato/non pagato

Provvidenze Editoria ammesse si/no

Provvidenze Editoria ammesse si/no

Provvidenze Editoria ammesse si/no

Provvidenze Editoria ammesse si/no

Provvidenze Editoria ammesse si/no

Provvidenze Editoria ammesse si/no

Provvidenze Editoria ammesse si/no

Contributi Ricevuti Si/no

Contributi Ricevuti Si/no

Contributi Ricevuti Si/no

Contributi Ricevuti Si/no

Contributi Ricevuti Si/no

Contributi Ricevuti Si/no

Contributi Ricevuti Si/no


(risoluzione della REA del 24 settembre 2009) 
 
1) Le indagini effettuate da Audiradio dopo l'emanazione della Delibera 75/09 dell'Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, all'atto pratico,  non solo presentano  gli stessi difetti delle precedenti ma contribuiscono a confondere le idee agli inserzionisti e alle emittenti con l'alternanza bimestrale e semestrale del "dato soglia 24 e 30 casi" ai fini della pubblicazione;
 
2) empirico nella determinazione della soglia di ascolto medio giornaliero, quindi,  ingiustificatamente innalzato;
 
3) Riguardo alla identificazione dei marchi, continua a perpetrarsi la confusione già segnalata dalla REA alle competenti Autorità in violazione delle leggi del mercato;
 
4) Il riassetto della compagine societaria, indicata nella Delibera dell'Autorità come rimedio per riequilibrare anche il peso delle radio private  nel Consiglio di Amministrazione, è sostanzialmente formale per via delle modeste quote riservate da Audiradio alle rappresentanze delle emittenti locali (2,5% per ciascuna associazione) le quali, considerato il loro insignificante peso societario che andrebbero ad assumere,  bene farebbero  a non entrare nel pacchetto azionario  Audiradio e a rifiutare incarichi di gestione nel  Consiglio di Amministrazione per non compromettere la propria immagine associativa di fronte alle emittenti rappresentate. Pertanto, allo stato attuale, la REA ritiene di non entrare in Audiradio senza escludere una futura adesione sempre che cambino le condizioni strutturali e di lavoro di quella società; 
 
5) Il Comitato Tecnico di nomina Audiradio , peraltro senza la presenza del componente dell'Autorità, non sarà mai garanzia di trasparenza, obiettività e non discriminazione. Pertanto la REA invita i colleghi di Aeranti e FRT ad uscire dal Comitato Tecnico  Audiradio per non vedersi coinvolti in decisioni come quelle dell'innalzamento delle soglia dei casi di ascolto probabilmente presa altrove senza poter nulla obiettare;
 
6) L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni continua a defilarsi rispetto ai compiti  di vigilanza "concreta" che la legge le assegna a proposito di indagini di ascolto tant'è che continua a non considerare l'opportunità di nominare un proprio rappresentante nel Comitato Tecnico Audiradio;
 
7) A proposito del "sistema di controllo della qualità dell'indagine", l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, abdicando ai suoi compiti istituzionali, ha dato incarico alla stessa società Audiradio di "nominarsi il suo controllore" consolidando così il sistema autarchico di codesta società nel rilevamento, gestione, manipolazione e pubblicazione dei dati;
 
8) La società Audiradio è una società privata che svolge un lavoro di pubblico interesse alla quale però non sono state imposte dalla Delibera n. 75/09, per l'esercizio del suo lavoro, le regole alle quali, per legge, si attengono le società pubbliche. Dunque i consulenti e le aziende cui si avvale Audiradio per effettuare le indagini vengono scelti a propria discrezione, con incarichi ad personam, senza gara pubblica di appalto, senza l'obbligo d'intervento dell'Autorità per il doveroso atto di vigilanza e verifica di non eludibili norme di legge; 

9) Di fronte alla oggettiva crisi della pubblicità radiofonica nazionale e locale, aggravata dalla riconosciuta turbativa che le indagini di ascolto Audiradio finora hanno introdotto nel mercato, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, con la Delibera n. 75/09 ha riconfermato la rinuncia  al suo ruolo di  "vigilanza concreta" sulle attività d'indagine per l'esercizio del quale è indispensabile  l'assunzione di precise responsabilità di controllo operativo oltre che di generico indirizzo;

10) A seguito di tali considerazioni, la REA - Radiotelevisioni Europee Associate - rimette nelle mani delle emittenti locali le iniziative da intraprendere dando la parola agli editori  i quali sono chiamati ad esprimersi sul futuro delle indagini di ascolto La REA è convinta che le indagini di ascolto non debbano essere effettuate da società del tipo Audiradio, ma da un soggetto "super partes" o direttamente dall'Autorità. L'idea, però, pur essendo in linea con la legge 249/97, sembra non piacere proprio all'Autorità di Calabrò. Pertanto la soluzione potrebbe essere quella di creare un nuovo soggetto che si interessi solo del rilevamento degli indici di ascolto delle locali. Ovviamente tale prospettiva è percorribile solo se un congruo numero di emittenti locali aderisce al progetto. Pertanto, al fine di valutare concretamente tale ipotesi gli editori interessati sono invitati a scrivere a info@reasat.it . A tutti verrà data una risposta in tempi brevissimi.


                                                                                                                                                
GRAZIE ALLA INSTANCABILE LOTTA DELLA REA SBLOCCATO IL CANALE 13 PER LA RADIO DIGITALE
 
Quando si intraprende una battaglia fuori dal comune pensare si è presi per matti o, nel migliore dei casi, per esaltati. Correva l'anno 1998 quando la REA avanzò alla dirigenza del Ministero delle Comunicazioni la proposta di introdurre in Italia la Radio Digitale DAB sperimentata con successo in gran parte dell'Europa. La proposta fu bocciata ma non ci arrendemmo. A maggio del 1999 costituimmo EuroDab Italia - il 1° Consorzio italiano DAB composto dalle radio locali. Ci rivolgemmo alla RHODE & Swhartz per installare un trasmettitore DAB a Monte Gennaro nella postazione di Radio Radio. L'opera fu realizzata, ma il solerte quanto miope dirigente ministeriale dell'epoca provvide a  farcelo suggellare. Tuttavia bastarono pochi mesi di sperimentazione clandestina per dimostrare che, nel futuro, il DAB poteva soppiantare l'analogico e  risanare l'infetto spettro elettromagnetico della FM. Così trovammo terreno fertile presso alcuni settori lungimiranti della politica e dell'Autorità TLC che aprirono al digitale radiofonico con la legge 66/2001. Presso l'Autorità fu costituito il Tavolo per la pianificazione del DAB ai quali lavori la REA diede un sostanziale contributo di idee e di contenuti tecnici tra i quali la proposta di liberalizzare il canale 13 della banda III VHF  assegnato alla Difesa in quanto il canale 12, assegnato dal Piano al DAB, era gestito dalla RAI mentre la banda L - UHF garantiva modeste coperture di territorio. All'epoca l'idea di andare a misurarsi con i militari per richiedere il rilascio del canale 13 a favore della radio digitale fu considerata "pazzesca" in Italia e "ridicola" per l'Europa che in quel momento stava trattando i Piani di Ripartizione e Assegnazione delle frequenze con  gli Stati membri. Ciò per dire che dopo dieci anni di dure battaglie contro le ostilità di certi comparti istituzionali e contro la resistenza passiva di certe retrive mentalità associative del settore, il Vice Ministro Paolo Romani e il Ministro Larussa hanno felicemente concluso la trattativa con i militari per liberare parzialmente il canale 13, proprio come quei "pazzi scatenati della REA"  avevano intuito che si doveva fare per  realizzare la Radio Digitale in Italia. Per ora sono stati liberati solo due dei sei blocchi disponibili del canale 13, ma sarà necessario disporre almeno di altri due blocchi. L'importante è che il principio è stato superato. Ovviamente rendiamo onore e merito a Romani e Larussa e all'illuminato staff ministeriale che l'ha sostenuto. Ci auguriamo, invece, che  a quei dirigenti dell'Autorità che sull'argomento ci hanno perfino deriso si sia aperto il cervello e che abbiano imparato la lezione.  Ora confidiamo nella rapida  conclusione dei lavori del Tavolo della Radio Digitale per disporre del nuovo Regolamento che consentirà anche alle radio locali di consorziarsi per realizzare la propria radio digitale.

 
Vertenza Audiradio - Primo verdetto con la Delibera n. 75 dell'AGCOM
 
Con la Delibera dell'AGCOM n. 75/09/CONS del 5 maggio 2009, pubblicata il 18 maggio, si è concluso il primo round della nota vertenza aperta dalla REA nei confronti di Audiradio sul tema dati di ascolto radiofonici. Il secondo round è tuttora in corso presso l'Antitrust che chiuderà, si spera definitivamente,  la vertenza a favore delle emittenti locali vittime in questi anni di un sistema di rilevazione volutamente distorsivo per escluderle dal mercato della pubblicità nazionale e persino locale. La goccia che fece traboccare il vaso, lo si  ricorda,  fu la decisione di Audiradio di discriminare ulteriormente le emittenti locali nella pubblicazione dei dati attraverso l'innalzamento della soglia di ascolto da 24 casi a 30 casi giornalieri.
 
La citata Delibera, fissa i termini delle questioni sollevate dalla REA e sostenute anche da alltri operatori locali e nazionali, e si pone come atto di indirizzo significativo per lo svolgimento delle future indagini sia sul piano della trasparenza che di chiarezza per la identificazione dei marchi. Interessante è anche l'indicazione sul futuro assetto della compagine societaria di Audiradio e sulla netta separazione tra la componente tecnica e l'amministrazione della società la cui dominanza è esclusiva delle reti nazionali e delle agenzie concessionarie di pubblicità.
 
Il documento, fresco di lettura e apprendimento, è stato giudicato appena soddisfacente dal Presidente della REA, Antonio Diomede, il quale si è impegnato a sottoporlo al giudizio diretto degli editori radiofonici mediante un referdum di gradimento che presto verrà attivato sul sito associativo www.reasat.it . "Per quanto riguarda la REA, ha sostenuto Diomede, le decisioni dell'AGCOM sono significative per dare una svolta democratica alle indagini di Audiradio, ma arrivano con un ritardo di ben 18 anni, dunque fuori dal tempo. Parlare oggi della necessità di scompaginare l'assetto societario di Audiradio, di imporre trasparenza, di sdoppiare le indagini nazionali da quelle locali, quando i giochi del mercato della pubblicità sono nelle esclusive  e solide mani delle reti e come venirci a raccontare una bella favola che non si tradurrà mai in realtà concreta  di poter sperare di conquistare qualche punto in più sulla spartizione della torta pubblicitaria commerciale e istituzionale. La Delibera AGCOM è ricca di spunti, consigli e suggerimenti, ma non si legge da nessuna parte quali sono le garanzie di attuazione e il sistema di vigilanza che la stessa AGCOM è per legge obbligata a svolgere. Ad esempio, ancora una volta, non ha ritenuto nominare un suo "vigilantes" nel Comitato Tecnico per marcare stretto l'attività gestionale di Audiradio. Il fatto poi che sia un soggetto terzo ad effettuare una sorta di verifica di "qualità delle indagini"  e che sia la stessa Audiradio a sceglierselo è l'ennesima trovata per non cambiare un bel nulla. Tuttavia, ha concluso  il Presidente Diomede, non si può dire che la Delibera sia da gettare alle ortiche, anzì, seppure tardivamente, può rappresentare il tentativo per recuperare il recuperabile, ma dobbiamo essere consapevoli che la questione sulle indagini di ascolto non possiamo considerarla chiusa finchè, come prescrive la legge 249/97, non sarà un soggetto super partes o la stessa Autorità a curarle"
 
 San Cesareo, 19 maggio 2009
 
                                                                               REA - Radiotelevisioni Europee Associate
 

Ulteriore Documento inviato all'Antitrust su indagini Audiradio

Documento sulle anomalie delle indagini Audiradio inviato all'Antitrust e all'AGCOM di Calabrò


AUDIO LIBRO VIA ETERE DI PAOLO LUNGHI

(Scaricate lo spot da mettere in onda e la copertina - il ricavato della raccolta fondi è a favore dell'AVIS)

Paolo Lunghi, giornalista e autore del libro “Via Etere”, presenta l’originale versione della sua fatica editoriale in versione audio. Trenta’anni di Radio Libere sono stati raccontati dalla viva voce di illustri personaggi del mondo del giornalismo radiotelevisivo, dell’arte e della cultura come Andrea Agresti, Awana Gana, Jocelin, Philippe Leroy, Don Backy, Tullio Solenghi, Tiziana Rivale, Teo Bellia, Cristiano Militello, Dario Ballantini, Margherita Fumero, Franco Ligas, Anna Longo, Marco Liorni. L’audio libro “Via Etere” può essere ascoltato comodamente da casa, in auto, in ufficio o può essere diffuso a puntate dalle radio per i propri ascoltatori. L’audio libro non è in vendita, viene distribuito dall’ AVIS (Associazione Volontari Italiani per la raccolta del Sangue) dietro un contributo volontario tramite bollettino postale intestato a: AVIS - Ass.ne Volontari Italiana del Sangue - Sezione di Empoli - c/c 25105503 TD 451


FORUM MUSICA & INFORMAZIONE – SECONDA EDIZIONE

(Sanremo, 20 febbraio 2009 – Sala Verde del Palafiori) 

Dedicato al Consigliere Nazionale della REA Stefano Fragione e sua moglie Fabiola, misteriosamente scomparsi il 4 gennaio 2008 per un presunto incidente aereo in Gran Roque (Mar dei Caraibi) mentre erano in viaggio di nozze  www.stefanoefabiola.org    

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Indagini di ascolto Audiradio, Pirateria Musicale e Diritti Connessi sono stati i tre argomenti che la REA ha posto in discussione nelle rispettive Tavole Rotonde alle quali hanno preso parte Antonio Diomede, Presidente della REA; Enzo Mazza, Presidente della FIMI; Salvatore Riso, Presidente del circuito “Le 100 Radio + Belle d’Italia; Mario Di Gioia, Presidente di Assoartisti; Italo Mastrolia, Consulente legale; Andrea Marco Ricci, Presidente di Note Legali; Paolo Lunghi, Giornalista nonchè autore dell’Audio Libro “Via Etere”.  

Relativamente alle indagini di ascolto, Antonio Diomede, ha ribadito con fermezza la volontà della REA di volersi sganciare dalla società Audiradio in quanto la medesima è in evidente conflitto d’interessi con le radio locali considerata sia la sua posizione di monopolio, sia la composizione del pacchetto azionario distribuito tra Reti Nazionali, RAI e UPA (Utenti Pubblicità Associati). Delle indagini di ascolto”, ha riaffermato Antonio Diomede, “deve occuparsi l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni come sancito dalla legge 249/97 o da un soggetto super partes”. Il Forum ha indicato in due anni il periodo transitorio per  traghettare le indagini di ascolto da Audiradio ad un altro soggetto. Nel frattempo, sarà sempre l’Autorità a garantire che le stesse siano svolte senza discriminazioni e con una metodologia trasparente. La REA ha richiamato l’Autorità di Calabrò ai suoi compiti istituzionali  di vigilanza sull’attività di Audiradio assegnatole dalle legge riservandosi, ove tale funzione fosse trascurata,  di passare a più incisive azioni di protesta partendo dalle piazze in cui operano le emittenti locali per coinvolgere le sedi Parlamentari di Camera e Senato. Intanto la REA invita le emittenti a mettere in onda gli spot contro le indagini di ascolto ovvero di aderire alla “Campagna Anticrisi” mediante la sottoscrizione del sottostante modulo da rinviare a info@reasat.it . Per ascoltare l’intervento del Presidente Antonio Diomede su Audiradio  http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/Audiradio.mp3

Un ampio spazio del Forum è stato  dedicato al tema della Pirateria Musicale e ai Diritti Connessi. Il Presidente della FIMI, Enzo Mazza, ha spiegato che lo scenario della distribuzione e conseguente ascolto della musica è rapidamente cambiato con la evoluzione tecnologica e con internet. La pirateria musicale, dunque, è un fenomeno che  investe non solo la copia e vendita illegale di dischi, CD e DVD,  ma i file scaricati illegalmente da internet. Ha riconosciuto fondamentale il ruolo delle radio locali  per la diffusione della musica ma, a suo dire,  non sono indispensabili per la promozione delle vendite. Una scelta diversa, ha sostenuto il Presidente della FIMI,  sarebbe fallimentare per  le case discografiche come quella che fecero nel passato con MTV con la distribuzione gratuita delle videoclip musicali a scopo promozionale. Infatti, ha sostenuto Enzo Mazza, “il ragionamento promozione = gratuità non funziona e almeno per quanto riguarda, ad esempio, le aziende collegate a FIMI non vengono più a Sanremo sperando che il passaggio promozionale faccia vendere più dischi. Quindi il principio per il quale la radio fa un favore a passare la musica è una storia superata da tempo…..” Il Presidente della REA, Antonio Diomede, ha commentato “Ognuno è libero di pensarla come vuole, ma credo che ragionando in questo modo si faccia male alla musica, specie a quella italiana che ha tanto bisogno di promozione nazionale ed internazionale. Pensare di paragonare la diffusione radiofonica ai videoclip di MTV , alla lunga si dimostrerà come un altro madornale errore per carenza di analisi negli ascolti e valutazione del diverso mezzo di diffusione. La promozione fatta attraverso i videoclip trasmessi da MTV era diretta ad un pubblico giovanissimo (12- 25 anni), notoriamente squattrinato e per di più di “nicchia” e  con una forte limitazione di ascolto proprio del mezzo televisivo. Altra cosa è la diffusione fatta dal mezzo radiofonico installato in ben 43 milioni di auto e 25 milioni di postazioni fisse   dove all’ascolto vi sono dai 18 ai 22 milioni di cittadini nel giorno medio (altro che MTV!) distribuiti per fasce di età e di reddito ben diverse dagli squattrinati ex videoclippini. Per ascoltare l’intervento del Presidente della FIMI, Enzo Mazza : http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/Diritti_Fimi_Mazza.mp3

Tuttavia la REA inviterà le case discografiche a continuare il confronto al fine di trovare un accordo concreto per combattere il fenomeno della pirateria musicale e promuovere la musica italiana attraverso le radio locali. Riguardo ai diritti connessi, la REA  ha riaffermato nel Forum che la SCF non è legittimata alla funzione di esattore così come prevede l’articolo 181 ter, introdotto con la legge 248/00, il quale stabilisce espressamente che “nel caso in cui la SIAE non svolga attività di intermediazione dei diritti connessi, l’organismo legittimato sarà quello che verrà indicato con apposito DPCM”  e la SFC non lo è. Pertanto le emittenti si espongono al fondato rischio di dover versare altre somme ad altri pretendenti non associati SCF o a consorzi di nuova costituzione. Inoltre, gli importi versati alla SIAE comprendono ancora il compenso dei diritti connessi  tant’è che, dopo giugno 2001, data in cui la SIAE ha abdicato alla sua primaria funzione di esattore, non ha provveduto a diminuire i compensi  pretesi dalla SCF. Infine la REA ha ribadito che nessuna comunicazione è stata fatta dalla SIAE ai sottoscrittori delle proprie licenze per informarli della revoca del mandato da parte dei  discografici, né ha ritenuto di dover versare alla SCF gli importi incassati dopo il 30 giugno 2001, evidentemente, per gli stessi motivi di  illegittimità sostenuti dalla REA. Per ascoltare l’intervento del Presidente della REA, Antonio Diomede: http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/Diritti_Diomede.mp3

La squadra del circuito de “Le 100 Radio + Belle d’Italia” è stata capitanata dal Presidente, Salvatore Riso il quale ha ben evidenziato il ruolo attivo del circuito nella produzione e distribuzione di  programmi d’informazione e promozione musicale. Al circuito aderiscono  70 emittenti locali con copertura nazionale e un livello di ascolto medio giornaliero valutabile in circa 800 mila ascolti. Nel suo intervento ha tenuto a precisare che il circuito de “Le 100 Radio + Belle d’Italia” non è una sindacation ma una aggregazione di emittenti locali operanti su base associativa che concorrono alla composizione della programmazione nazionale con la migliore autoproduzione offerta dalle singole emittenti.  Quanto alla promozione della musica e degli artisti emergenti, il circuito è propenso a valorizzare i singoli artisti che si  propongono piuttosto che intrattenere complicati rapporti con le case discografiche a meno che queste non dimostrino reciprocità d'interessi alla promozione. Il circuito ha realizzato il collegamento via internet per la diffusione dei lavori del Forum al quale ben 112 emittenti erano all’ascolto. Per ascoltare l’intervento del Presidente del circuito, Salvatore Riso: http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/100Radio_Riso.mp3

Mario Di Gioia, Presidente di Assoartisti, pur in dissenso con la REA sui diritti connessi, ha sostenuto la necessità di proseguire sulla strada del colloquio tra REA, Case discografiche e mondo artistico per trovare una intesa operativa sulla delicata materia dell’antipirateria e della promozione della musica italiana attraverso lo strumento radiofonico. Per ascoltare l’intervento del Presidente di Assoartisti, Mario Di Gioia: http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/Diritti_Assoartisti_Di_Gioia.mp3

Paolo Lunghi, giornalista e autore del libro “Via Etere”, nonché brillante moderatore del Forum Musica & Informazione del Palafiori,  ha presentato l’originale versione della sua fatica editoriale in versione audio. Trenta’anni di Radio Libere sono stati raccontati dalla viva voce di illustri personaggi del mondo del giornalismo radiotelevisivo, dell’arte e della cultura come Andrea Agresti, Awana Gana, Jocelin, Philippe Leroy, Don Backy, Tullio Solenghi, Tiziana Rivale, Teo Bellia, Cristiano Militello, Dario Ballantini, Margherita Fumero, Franco Ligas, Anna Longo, Marco Liorni. L’audio libro “Via Etere” può essere ascoltato comodamente da casa, in auto, in ufficio o può essere diffuso a puntate dalle radio per i propri ascoltatori. L’audio libro non è in vendita, viene distribuito dall’ AVIS (Associazione Volontari Italiani per la raccolta del Sangue) dietro un contributo volontario le cui modalità verranno rese note prossimamente dalla REA quale partner dell’iniziativa. Per ascoltare l’intervento di Paolo Lunghi: http://www.le100radio.net/documenti/Forum09/Via_etere_Lunghi.mp3

Indirizzando ai relatori del Forum un sincero ringraziamento per la partecipazione e per i preziosi contributi che hanno animato la discussione; ringraziando, inoltre, quanti si sono prodigati per la riuscita del Forum,  il Presidente della REA ha chiuso ufficialmente la seconda edizione del Forum Musica & Informazione, con un caloroso arrivederci alla terza edizione con appuntamento sempre al Palafiori di Sanremo 2010.

La REA ringrazia: Il Comune di Sanremo, Il Coordinamento REA Campania, Il Circuito de Le100Radio+ Belle d'Italia, Radio L'Olgiata di Roma, Primaradio di Napoli, Radio Studio 54 di Firenze, Radio Flash di Catania, Radio Ciao di Bologna, Radio Sanremo, Radio Teramo In, 3 Channel

CAMPAGNA DI INFORMAZIONE “ANTICRISI”

(richiesta spot e materiale divulgativo)

 

DENOMINAZIONE EMITTENTE

 

CITTA’

 

PROVINCIE DIFFUSIONE

 

E MAIL

 

SITO WEB

www.

SITO WEB RADIO

www.

SITO WEB TV

www.

ISCRITTO AUDIRADIO?

SI/NO

 

PASSAGGI SPOT “ANTICRISI”

 

N.          AL GIORNO

OSSERVAZIONI E SUGGERIMENTI

 

 


RESOCONTO INCONTRO ANTITRUST/REA SU INDAGINI DI ASCOLTO AUDIRADIO

Procede l'istruttoria della vertenza sollevata dalla REA contro Audiradio davanti alle Autority. Il 14 gennaio si svolse l'audizione convocata dall'AGCOM, oggi 5 febbraio, 2009, il Presidente della REA, Antonio Diomede, assistito dal Segretario Nazionale Salvatore Riso sono stati auditi dall'Antitrust. L'audizione ha percorso l'intero tracciato vertenziale segnato dalla REA nel segnalare l'anomalia tutta italiana nelle indagini di ascolto svolte da Audiradio in quanto società monopolista e in conflitto d'interessi con le emittenti locali. Il Presidente della REA ha incisivamente sostenuto "che tale anomalìa non può non introdurre turbativa e distorsione nel mercato della pubblicità,  specie se accompagnata, come lo è, da una metodologia discriminante per la pubblicazione dei dati di ascolto. Non c'è alcun dubbio che a causa di tali negativi elementi le emittenti locali hanno subito notevoli danni economici che devono essere immediatamente arginati estromettendo Audiradio dalle indagini di ascolto per conto delle locali" . A questo punto la Delegazione della REA ha consegnato un fascicolo di documenti di 21 pagine riservandosi di integrarlo con altri importanti elementi entro la prossima settimana.

 

LE PROPOSTE DELLA REA ALL'AUTORITA' DI CALABRO' SULLE INDAGINI DI ASCOLTO AUDIRADIO 

 

L'attesa audizione della REA davanti all'Autorità si è conclusa alle ore 17,30 del 14 gennaio 2009 con una dichiarazione alla stampa del Presidente Antonio Diomede il quale ha commentato "Non siamo soddisfatti dell’Autorità riguardo alla vigilanza sul metodo delle indagini di ascolto svolte da Audiradio. Calabrò deve comprendere che l’emittenza locale è a rischio di estinzione se non intervengono le Istituzioni per bloccare quel  mostruoso processo di assorbimento  messo in atto dalle Reti Nazionali attraverso la gestione Audiradio delle indagini di ascolto per conto delle emittenti radiofoniche locali. Non intervenire in tal senso significa tradire i  principi di libertà a comunicare in modo pluralistico dettati dalla Costituzione e più volte riaffermati dall'Alta Corte. Staremo a vedere quale decisione finale l’Autorità prenderà su Audiradio ma non siamo ottimisti  e ci stiamo preparando per una lunga battaglia in difesa del nostro diritto ad esistere almeno quanto e come le altre imprese editoriali del Paese”. Ma cosa ha proposto la REA affinchè lo sconcio delle indagini Audiradio venga rimosso? Ecco le proposte presentate all'Autorità:

 1)     Le indagini di ascolto delle locali non devono più essere effettuate da Audiradio ma esclusivamente dall'Autorità così come    prevede  la legge 249/97 e la Delibera n. 85/06;

 2)      nel periodo transitorio (massimo due anni) Audiradio può svolgere le indagini di ascolto per conto delle radio locali su specifica commissione dell'Autorità la quale provvede alla raccolta delle iscrizioni, alla determinazione del metodo di indagine, alla  stesura e pubblicazione dei dati;

 3)      l'Autorità, in attuazione della Delibera 85/06,  deve provvedere alla nomina di un suo rappresentante nel Comitato Tecnico di  Audiradio in funzione di controllo sulla metodologia utilizzata e di vigilanza sulla gestione e manipolazione dei dati ricavati dalle  indagini sia delle locali nel periodo transitorio, sia delle nazionali;

Dunque le posizioni della REA sono chiare e trasparenti come l'acqua per la bontà delle quali, con matematica certezza, si ritroveranno tutte le emittenti senza distinzioni di appartenenza associativa o di posizione geografica. La prossima puntata la REA la svolgerà verso L'Antitrust con altrettanta chiarezza e determinazione. Intanto le emittenti radiofoniche che credono in tali vitali  obbiettivi sono invitate a sostenere ed intensificare la protesta partecipando alla Campagna Anticrisi organizzata dalla REA e a mettere in onda i relativi spot appositamente confezionati. Prossimamente le emittenti riceveranno il materiale divulgativo per la promozione nazionale e locale studiata dalla REA per neutralizzare l'aggressione Audiradio sul territorio. Per ricevere gli spot e il materiale divulgativo  scrivere a info@reasat.it  restituendo il sottostante modulo di adesione. Prego trasmettere ad altre emittenti la presente comunicazione.

 

Le 100 Radio + Belle d'Italia


RIS - Radio Interattiva per la Scuola


GRADUATORIA EMITTENTI RADIOFONICHE LOCALI CHE HANNO DIRITTO AI CONTRIBUTI ANNO 2005


PIATTAFORMA RADIOTELEVISIVA della REA


L'IMBROGLIO DEI DIRITTI CONNESSI

Secondo l’articolo 180, 1° comma della legge sul diritto d’autore n. 633/41 spetta alla SIAE incassare i diritti di radiodiffusione. Dunque la SCF non può incassare i diritti connessi e l’azione di verifica ed ispettiva della Guardia di Finanza è del tutto arbitraria ed illegittima così come è nulla la convenzione sottoscritta da AERANTI – CORALLO – FRT – RNA.

QUI trovi la lettera da inviare alla SCF per disdire il contratto.

 

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